Quale futuro per la Presidenza dell’Istat? I giochi sembrano ormai fatti poiché l’8 novembre scorso il Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro per la pubblica amministrazione, ha deliberato l’avvio della procedura per la nomina del prof. Gian Carlo Blangiardo, demografo, professore ordinario e vice-direttore del dipartimento di Statistica e metodi quantitativi dell’Università Bicocca di Milano. Il nome di Blangiardo era già circolato informalmente nel luglio scorso e in alcune interviste lo stesso interessato non ne faceva smentita. Indiscrezioni non prive di fondamento, se la commissione tecnica, incaricata come da procedura di vagliare le diverse candidature pervenute, ha finito per designare proprio Blangiardo. Una scelta controversa, alla luce dei dubbi sul rigore scientifico di alcune sue dichiarazioni pubbliche. Dei molti e diversi rilievi diffusi in comunicati e testate giornalistiche, riportiamo di seguito il fact checking a cura dell’assemblea dei ricercatori Istat, intitolato “Appunti sull’uso distorto dei dati in ambito socio-demografico”, in cui vengono analizzate alcune dichiarazioni di Blangiardo.

 

Dossier Blangiardo

Send to Kindle

3 Commenti

  1. “”Possiamo dire che se si aggiunge ai 486.000 bambini nati del 2015, un numero indicativo di 100.000 bambini, noi avremmo circa 586.000
    bambini, … Il fenomeno dei non nati sottrae al Paese risorse importanti”.

    Quando si confondono automobili, sigarette e bambini parte facilmente l’applauso per la scemenza (e mi autocensuro) dell’anno.

    Volevo chiedere: ma in base a questa visione, si può ipotizzare che parte delle risorse importanti al Paese vengono sottratte continuamente anche quando un giovane virgulto cerca di amare se stesso (cit. W.Allen)?

  2. Lo studioso presentato ha una indubbia capacità poetico-immaginifica quando afferma, ad esempio, che “La generosa elargizione di un’esistenza sempre più lunga, spesso anche in buona salute, e sostanzialmente rivolta a tutte le categorie di commensali al banchetto della vita, …”. Se fosse un incipit reale (come parrebbe), è ancor più efficace oltre ad essere realistico, come ci insegna l’esperienza. Generosa elargizione, da parte di chi? Mi è infatti sorta immediatamente nella mente l’immagine di tutta la popolazione della Terra, ma anche solo dell’Italia, banchettante e danzante felice nel migliore dei mondi possibile, sotto la vigile attenzione di …, pur consapevole dell’inevitabile fine biologica. Nel finale si evocano, però, “condizioni di profonda ingiustizia”. Sono alquanto disorientata, non so più in che mondo vivo.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.