La nuova maturità sa di antico. Il punto di riferimento è l’URSS di Breznev, se dobbiamo giudicare dagli esempi di tracce di fisica, in cui sei quesiti su otto sono ispirati, anzi scopiazzati (con tanto di scansione di figura originale), da un testo russo del 1979, facilmente scaricabile in rete: I.E Irodov, Problems in General Physics, MIR, Moscow. A partire da quest’anno gli studenti si troveranno ad affrontare i primi esami di Stato dell’era della Buona Scuola. Gli esempi di tracce dei Licei Scientifici, in particolare, hanno suscitato immediate reazioni da parte di un gran numero di insegnanti di Matematica e Fisica: “le simulazioni proposte di matematica-fisica e di fisica sono ben lontane dall’usuale prassi didattica [..esse] metterebbero, pertanto, in difficoltà anche gli studenti più preparati.” Ignorando del tutto le posizioni dei docenti, il 18 Gennaio scorso il Ministro Bussetti ha annunciato in diretta Facebook le materie oggetto della seconda prova scritta. Una sorprendente manifestazione di “scollamento dalla realtà dei nostri licei scientifici” da parte dei tecnici del Ministero, anche del Ministero del Cambiamento, denuncia la Commissione Italiana per l’Insegnamento della Matematica (CIIM). Scollamento, reso più evidente dal fatto che le ultime simulazioni di Fisica sarebbero “ispirate da un libro di testo straniero di quasi 40 anni fa”. Al senso di frustrazione si aggiunge la beffa: dopo aver lavorato con serietà e impegno per 5 anni insieme ai loro studenti, gli insegnanti si trovano a dover svolgere compiti scopiazzati – come da peggior copione scolastico – da “tecnici esperti” delle commissioni ministeriali. C’è però anche un’altra possibile spiegazione: la stessa riforma della Buona Scuola non è altro che la scopiazzatura di una “Khoroshaya shkola” (Buona Scuola) progettata dal PCUS prima della caduta del muro di Berlino.

A partire da quest’anno – al netto delle modifiche introdotte dalla legge di bilancio sull’alternanza scuola lavoro e dal decreto milleproroghe sull’obbligatorietà dei test INVALSI come requisito d’accesso all’esame per l’anno in corso –gli studenti si troveranno ad affrontare una “nuova maturità”:  i primi esami di Stato dell’era della Buona Scuola.  Effetto del decreto delegato 62/2017 della legge 107 del governo Renzi è infatti (anche) la modifica degli esami conclusivi del secondo ciclo: due prove scritte (un commento alla prima prova si può leggere qui), un colloquio orale, griglie di valutazione nazionali- a garanzia di “oggettività” – ed un nuovo sistema di crediti scolastici.

Nonostante si sia deciso di intervenire con modifiche già ad anno scolastico inoltrato,  il Ministro del Governo del Cambiamento ha rassicurato insegnanti e studenti: le prove sarebbero state in linea con il percorso di studi.

In occasione della pubblicazione dei quadri di riferimento, “frutto del lavoro di esperti delle varie discipline che hanno contribuito alla loro stesura” , Bussetti ha inoltre  dichiarato che sarebbero state disponibili “a partire dal mese di dicembre [..] tracce-tipo per accompagnare ragazzi e insegnanti verso il nuovo Esame”.

Promessa mantenuta. Ecco comparire nel mese di dicembre esempi di tracce di prima e seconda prova scritta.

Gli esempi di tracce dei Licei Scientifici, in particolare, hanno suscitato immediatamente reazioni da parte di un gran numero di insegnanti delle discipline oggetto d’esame, Matematica e Fisica, espresse in maniera decisa,  argomentata e preoccupata in una petizione pubblica circolata rapidamente in rete ( leggere qui.) In particolare, gli insegnanti hanno sottolineato che:

le simulazioni proposte di matematica-fisica e di fisica sono ben lontane dall’usuale prassi didattica e da quello che realisticamente si riesce a svolgere, e ad apprendere, di fisica (oltre che di matematica) in un liceo scientifico [..esse] metterebbero, pertanto, in difficoltà anche gli studenti più preparati.

Ignorando del tutto le posizioni dei docenti, il 18 Gennaio scorso il Ministro Bussetti ha annunciato in diretta Facebook le materie oggetto della seconda prova scritta (quella tipica del percorso di studi) nei prossimi Esami di Stato (il testo del decreto ministeriale è disponibile qui).

Con grande sorpresa, per la prima volta gli studenti si troveranno di fronte ad una prova su più discipline: Matematica e Fisica per il Liceo Scientifico e Latino e Greco per il Classico, ad esempio (per tutti gli altri indirizzi leggere il decreto citato).

In un comunicato della Commissione Italiana per l’Insegnamento della Matematica (CIIM) si denuncia l’ennesima, sorprendente manifestazione di “scollamento dalla realtà dei nostri licei scientifici” da parte dei tecnici del Ministero, anche del Ministero del Cambiamento. Scollamento evidente dal fatto che le ultime simulazioni di Fisica pubblicate sarebbero “ispirate da un libro di testo straniero di quasi 40 anni fa”.

Più che “ispirazione”, tuttavia, si scopre che degli 8 quesiti di Fisica proposti dai “tecnici esperti”, ben 6 sono frutto di copia conforme (con tanto di scansione di figura originale), semplicemente tradotta, di un testo russo del 1979, facilmente scaricabile in rete:

I.E Irodov, Problems in General Physics, MIR, Moscow.

Nella prefazione al testo, si legge:

Si tratta dunque di un testo di livello universitario, destinato a studenti di Fisica.

Di seguito riportiamo, per brevità, solo uno dei quesiti copiati. Nella parte superiore della figura, il testo proposto dal MIUR (20/12/18); in quella inferiore quella proposta dal fisico russo Irodov ai sui studenti:

Che dovrebbero dire gli insegnanti?

Al senso di frustrazione dovuto alla totale sordità da parte dei Ministro di fronte alle loro richieste legittime e motivate, si aggiunge la beffa: dopo aver lavorato con serietà e impegno per 5 anni insieme ai loro studenti, si trovano a dover svolgere compiti scopiazzati – come da peggior copione scolastico – da “tecnici esperti” delle commissioni ministeriali. Chi sono e quali compensi percepiscono per questo lavoro?

C’è anche un’altra possibile spiegazione: la stessa riforma della Buona Scuola non è altro che la scopiazzatura di una “Khoroshaya Shkola” (Buona Scuola) progettata dal PCUS prima della caduta del muro di Berlino.

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Addendum del 21/1/19:

Il prof. Marco Isopi ci rassicura: gli “esperti” del MIUR non copiano solo dai fisici russi dell’ex Unione Sovietica, ma anche dalla “patria dei lumi”.

Il problema 2 della simulazione per la seconda prova dell’esame di stato è copiato dalla prova di Baccalauréat francese del 2015 (per il confronto tra i testi si veda l’appendice).

A questo punto è caccia alle altre fonti per i pochi quesiti e il problema rimanenti.

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APPENDICE

Confronto tra le tracce e l’originale sovietico (pdf)

Addendum del 21/1/19: Confronto tra il Problema 2 e l’originale francese (pdf)

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8 Commenti

  1. Mi pare che da qualche tempo le persone preposte a prepare i compiti di maturità siano in cerca di una forma di protagonismo che rischia di fare danni. Ricordo il quesito (formulato in modo errato) della ruota quadrata, copia mal digerita di un vecchio articolo Leon Hall and Stan Wagon. “Roads and Wheels.” Mathematics Magazine, Vol. 65, No. 5 (Dec., 1992), pp. 283-301. Appare evidente che la maturita non può essere lo strumento con cui si spinge la riforma dei programmi, ma deve diventare il momento finale di un progetto di revisione. In particolare è condivisibile recuperare una unitarietà tra matematica e fisica, ma il primo momento deve essere la formazione degli insegnanti, per anni totalmente parcellizzata. La situazione non migliora certo con i moderni lauireati 3+2, dove i fisici sono ignoranti di matematica (ridotta in gran parte ad algoritmi di calcolo) e i matematici hanno intere voragini nella loro preparazione di fisica. Allora senza un corpo docente all’altezza di questa sfida, che senso ha fare sfoggio di modernità sulla pelle degli studenti?

    • Caro collega, soffriamo tutti di protagonismo in questi ultimi anni. Per quanto riguarda l’ultima parte del tuo commento: uno studente della triennale di fisica continua ad avere come esami obbligatori strettamente di matematica : Analisi 1, Analisi 2, Analisi 3 (che comprendono le vecchie Analisi 1 e 2), Geometria e poi Metodi matematici della fisica (analisi complessa, analisi funzionale, etc.) . Poi ci sono altri esami obbligatori in cui la parte matematica è importante come Meccanica analitica, Meccanica Quantistica, Elaborazione dei dati con statistica, etc. Questi esami sono obbligatori, poi magari uno studente di fisica non versato in matematica sceglierà esami opzionali d’altro genere, ma il discorso quindi non sta in piedi per quanto riguarda il corso di fisica. Condivido il rammarico per aver sospeso l’esperienza della SSIS che forniva utili strumenti didattici.

  2. La copiatura senza citazione della fonte è, in fondo, il minore dei problemi,
    Ciò che veramente è grave è la totale mancanza di buonsenso da parte degli “esperti” ministeriali, che si traduce in un procedere a testa bassa, rifiutando qualsiasi forma di dialogo con i docenti e con le associazioni che si occupano di didattica della matematica e della fisica.
    Questa è gente che non ha mai messo piede in una scuola superiore e che pensa che una seconda prova dell’esame del liceo scientifico debba avere la stessa complessità di un’esame universitario.
    A costoro è stato spiegato più volte che il calcolo differenziale e integrale vengono studiati solo nel quinto anno e che quindi non è immediato, per gli studenti, utilizzare tali strumenti matematici per risolvere problemi di fisica, quando negli anni precedenti questi sono stati risolti con strumenti algebrici.
    Non c’è nulla da fare, questi signori non ascoltano, non sono nemmeno in grado di capire dove stia il problema, visto che non conoscono la scuola secondaria.
    Il risultato è che la scuola italiana è ostaggio delle manie, dei deliri e delle l fissazioni di questi sedicenti “esperti”.
    Che facciamo? Aspettiamo di toccare il fondo, perché forse allora si inizierà a rinsavire?
    Quest’anno intanto, all’esame di stato, ne vedremo delle belle.

  3. Nel Risorgimento e prima del fascismo gli esperti (insegnanti, professori universitari) erano ascoltati piu’ di adesso. E poi scusate se sono un po’ fissato, ma quanto dirigenti del MIUR hanno almeno un titolo di dottore di ricerca? A me sembra che siano pochini, e sono piu’ di 30 anni che in Italia vengono diplomati dottori di ricerca; e’ ragionevole che poi non li usiamo?

  4. Salve a tutti, sono un’insegnante di matematica e fisica al liceo scientifico (laureata in fisica, e con un po’ di esperienza sia di ricerca che di divulgazione scientifica, prima di insegnare) e leggo solo adesso questi commenti.

    Vorrei aggiungere un ulteriore contributo alla segnalazione di Marco Isopi (che ho avuto il piacere di conoscere di persona, parecchi anni fa, e che saluto se segue qui): ossia, che anche il secondo problema della simulazione di matematica pura, quello riguardante i blocchi di ghiaccio, è stato maldestramente riciclato, quasi identico, da una simulazione di qualche anno fa.

    L’unica differenza con il caso precedente è che questo non è stato scopiazzato da un’altra fonte (almeno, non che io sappia al momento), ma direttamente da un altro testo prodotto dallo stesso ufficio del MIUR, senza nemmeno cambiare i valori numerici, ma limitandosi a qualche piccola modifica tecnica sulla scansione delle domande. Però, per fare un po’ di scena, si è pensato soprattutto a cambiare il nome dell’azienda che produce il ghiaccio, nelle prime righe.

    L’unica modifica rilevante sul piano matematico è che il famigerato recipiente a forma di tronco di cono (per il quale erano state date, all’epoca, delle misure gestibili solo con una lunga e macchinosa approssimazione numerica) è stato sostituito da un più amichevole cilindro.

    La prima apparizione del problema dei blocchi di ghiaccio risale al dicembre 2015, in una delle prove di simulazione più brutte in assoluto che siano mai state prodotte,

    seconda soltanto all’insuperabile schifezza del febbraio 2015 (quella in cui si richiedeva di aiutare due ragazzini a risolvere il quiz di un videogioco che “si complimenta con loro”, o di racchiudere un mappamondo antico in un’improbabile teca a forma di cono fatta integralmente di cristallo di rocca, il che avrebbe avuto effetti molto bizzarri sulla visibilità del reperto, a causa della rifrazione).

    L’unica deduzione che mi viene in mente è che, alla presunta commissione deputata a preparare le prove di simulazione, sia stato dato l’incarico con scadenza urgente all’ultimissimo momento, e che questi siano andati nel panico, e che abbiano tentato di togliersi dai guai scopiazzando selvaggiamente di qua e di là.

    Un minimo di programmazione a più lungo termine, proprio no?

    saluti
    Lisa

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