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Segnaliamo ai lettori la lettera con la quale il D.G. Livon annuncia un intervento in autotutela del MIUR a seguito della sentenza del Consiglio di Stato con la quale è stato riconosciuto come illegittimo il requisito della maggioranza qualificata per il conferimento dell’abilitazione scientifica nazionale. L’intervento in autotutela, benché basato sul riconoscimento di un provvedimento avente efficacia erga omnes, si applica però esclusivamente alle procedure in corso oppure a quei candidati che abbiano tempestivamente opposto ricorso. Il che fa supporre che la controversia giudiziaria sul punto sia destinata a continuare.

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6 Commenti

  1. Ringrazio i colleghi di ROARS per la puntuale segnalazione della circolare MIUR.

    Colgo l’occasione per segnalare nuovamente che abbiamo creato una mailing list per discutere insieme la questione tra colleghi che hanno ottenuto 3 giudizi positivi su 5 (siamo ormai 140 circa).

    Nell’ambito della mailing-list, abbiamo già preparato, con l’assistenza di un legale, una Istanza collettiva con diffida al MIUR per ottenere un riesame in autotutela dei nostri giudizi: l’istanza conta già circa 90 adesioni e sarà con ogni probabilità inviata in data odierna 17/02.

    Visto però che la partecipazione alla mailing list ed alla istanza cresce di giorno in giorno, ci sarà senz’altro la possibilità, per gli interessati, di partecipare ad una seconda istanza collettiva (da inviarsi, probabilmente, la prossima settimana).

    Tutti gli interessati a questa o ad altre modalità di azione per far valere i nostri diritti sono pregati di iscriversi alla mailing list inviando una mail all’indirizzo asn3quinti@gmail.com

  2. Questa ridda di documenti incongruenti, ricorsi, sentenze che hanno efficacia “erga omnes” i quali però successivamente non sono più “omnes”, poteva essere evitata applicando esattamente ciò che dice “la fonte primaria” (quale sarebbe questa fonte primaria?). Chi è responsabile di questa perdita di tempo, di lavoro, di salute, di danaro pubblico e privato? Parrebbe essere l’estensore del dpr 222/2011. Ma nessuno verifica la corrispondenza tra leggi, decreti ecc.?
    Quello che spaventa è che in qualsiasi momento può succedere una cosa analoga, che bisogna essere giuristi provetti o avere le antenne sempre ritte per stanare e intercettare le formulazioni contraddittorie. Ma tutto questo non incide sulla spesa pubblica?
    E pensare che si trattava di una frasetta semplice semplice, in un articolo a se stante, dunque non affogato in un contesto verboso.

  3. Purtroppo questa e’ una di quelle assurde situazioni in cui non ci sono responsabili.
    Ovvero il DPR 222/2011 ha avuto parare favorevole dal Consiglio di Stato, il quale poi (a diversa composizione) ha ora cambiato idea dopo 5 anni.
    Il sistema italiano e’ colpevole di essere cosi’ assurdo. Che senso ha oggi stare a discutere di provvedimenti che sarebbero dovuti essere presi anni fa? Perche’ il diritto e’ valido solo per quelli che hanno fatto ricorso (e speso i soldi per farlo) e non per tutti?

    • “Perche’ il diritto e’ valido solo …?”
      Questo lo ha deciso il MIUR ma chissà se potrà continuare a sostenere tale posizione. Ora immaginiamo se la sentenza fosse applicata a “omnes”, come dovrebbe esserlo. Quelli che hanno avuto una valutazione positiva 3 su 5, ma sono stati respinti perché non avevano 4 su 5, ora diventano/diventerebbero abilitati. In quanto abilitati, magari già strutturati, a suo tempo avrebbero avuto diritto a partecipare a concorsi. Quell’occasione l’hanno perduta, ma ora potrebbero chiedere ai dipartimenti di pensare anche a loro, mentre molti abilitati precedenti stanno ancora aspettando il proprio turno. Che marchio possiamo applicare a una simile ‘prodotto’?

  4. Questa sentenza del Consiglio di Stato è l’ennesima dimostrazione che il MIUR aveva predisposto Abilitazione, classificazioni riviste e altri squinternati esercizi di giudizio in modo superficiale, per non dire puerile, violando le più elementari norme. Noto che i ricorsi ASN sono stati quasi tutti accolti, così come quelli delle riviste a cui era stata negata la classe A. Ora voglio vedere con la prossima VQR, che sarà anch’essa subissata di ricorsi, nei quali l’accesso agli atti da parte di ricorrenti permetterà di conoscere i vari referees anonimi… allora sì che ci faremo quattro risate. Ne verrà fuori una guerra che avvelenerà le diverse comunità scientifiche per i prossimi 20 anni. Il fatto che tutto sia impugnabile (e impugnato) e il fatto che il MIUR (o l’ANVUR) escano sempre con le ossa rotte negli esiti della giustizia amministrativa, dovrebbe far capire qualcosa a questi signori che governano l’Università italiana.

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