I burocrati bibliometrici del MIUR continuano ad operare in netta controtendenza rispetto alle regole di semplificazione della pubblica amministrazione tanto care al governo in carica. Un decreto direttoriale del MIUR prevede che gli aspiranti candidati e commissari dei cosiddetti “settori non bibliometrici” debbano allegare alla domanda, la scansione della copertina, del frontespizio e della pagina nella quale compare il codice ISBN o ISSN. Ben venti società scientifiche di Area 11 hanno scritto una lettera alla Ministra Giannini ed al direttore Livon, firmatario del decreto, chiedendo di modificare una “procedura inutile e vessatoria”. Ecco il testo.

Al dott. Daniele Livon,

Direttore generale per l’università, lo studente e

il diritto allo studio universitario.

 

e, p.c.

alla Sen. Stefania Giannini,

Ministro dell’Istruzione, dell’Università

e della Ricerca

 

Il decreto direttoriale del 29 u.s., Decreto Ministeriale 29 luglio 2016 n. 602, “ Determinazione dei valori-soglia degli indicatori di cui agli allegati C, D ed E del D.M. 7 giugno 2016, n. 120”, concernente la formazione delle commissioni giudicatrici per il conferimento della Abilitazione Scientifica Nazionale, prevede che per i candidati e per gli aspiranti commissari dei Settori Concorsuali “non bibliometrici” sia “a cura degli interessati” la certificazione, nelle domande, “dell’autenticità e della collocazione editoriale e temporale dei prodotti scientifici”.

Ciò significa, in sostanza, che i candidati e gli aspiranti commissari devono produrre, contestualmente alla domanda, la scansione della copertina, del frontespizio e della pagina nella quale compare l’ISBN o l’ISSN del prodotto scientifico presentato. E ciò nonostante che, per gli aspirati commissari, i dati sopra menzionati siano facilmente e direttamente rilevabili dai siti istituzionali IRIS e CINECA.

Pur comprendendo e condividendo l’esigenza di comprimere i tempi, riteniamo che questa procedura sia vessatoria e inutile e getti un’ombra di sospetto su tutta la categoria docente. Chiediamo che su questo punto il decreto direttoriale venga corretto e che, per gli aspiranti commissari, il controllo sia effettuato dagli uffici ministeriali, mediante la consultazione delle sopra menzionate banche dati.

Cordiali saluti.

 

 

Prof. Gian Maria Varanini (Coordinatore delle Società Scientifiche di area 11)

Prof. Carla Bagnoli (Società Italiana di Filosofia Analitica)

Prof. Mario Bolognari (Associazione Italiana per le Scienze EtnoAntropologiche)

Prof. Pasqualina Buono (Società Italiana delle Scienze Motorie e Sportive)

Prof. Fulvio Cammarano (Società Italiana per lo Studio della Storia Contemporanea)

Prof. Giovanni Casadio (Società Italiana di Storia delle religioni)

Prof. Beatrice Centi (Consulta nazionale di Filosofia)

Prof. Giovanna Corsi (Società Italiana di Logica e Filosofia delle Scienze)

Prof. Lucio Cottini (Società Italiana di Pedagogia Speciale)

Prof. Guido Ferraro (Associazione Italiana di Studi Semiotici)

Prof. Stefano Gasparri (Società Italiana degli Storici Medievisti)

Prof. Silvia Gastaldi (Società Italiana di Storia della Filosofia Antica)

Prof. Onorato Grassi (Presidente della Società Italiana per lo Studio del Pensiero Medievale)

Prof. Luca Illetterati (Società Italiana di filosofia teoretica)

Prof. Michele Lenoci (Società Italiana di Storia della Filosofia)

Prof. Fabio Lucidi (Associazione Italiana di Psicologia)

Prof. Luigi Mascilli Migliorini (Società Italiana per la Storia dell’Età moderna)

Prof. Achille M. Notti (Società Italiana di Ricerca Didattica)

Prof. Cristina Papa (Associazione Nazionale Universitaria degli Antropologi Culturali)

Prof. Tiziana Pironi (Centro Italiano per la Ricerca Storico-Educativa)

Prof. Pier Giuseppe Rossi (Società Italiana di Ricerca sull’Educazione Mediale)

Prof.ssa Simonetta Ulivieri (Consulta Nazionale di Pedagogia e Società Italiana di Pedagogia)

 

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11 Commenti

  1. ricordo ai firmatari diversi scandali inerenti le manipolazioni dei propri titoli ad opera di alcuni commissari di area 11 occorsi nella precedente ASN. La scansione sarà una scocciatura ma potrebbe servire a evitare il ripetersi di tali imbarazzanti pasticci

  2. Burocrazia vessatoria e inutile.
    Finalmente qualcuno chiama le cose con il loro vero nome.
    Sto provando a fare la procedura per la candidatura a commissario per l’ASN.
    L’infernale sistema informatico del MIUR mi chiede di inserire le mie pubblicazioni, che sono tutte già accuratamente inserite nella stessa banca dati MIUR, grazie al paziente lavoro di mesi e mesi mio e dei miei collaboratori.
    Anzi il sistema chiede di inserirle nuovamente due volte: la prima ai fini del curriculum vitae che verrà pubblicato sul sito, la seconda ai fini del calcolo degli indicatori bibliometrici (ma non erano già stati calcolati? visto che il numero di potenziali commissari compare nelle tabelle diffuse da ANVUR).
    Nella banca dati ho 452 pubblicazioni. Non ho né tempo né voglia di fare la selezione. Clicco sul magico tasto “inserisci tutte” ai fini del curriculum vitae: Errore di sistema! Clicco sul tasto analogo “inserisci tutte” ai fini del calcolo degli indicatori: Errore di sistema!
    Misteri della burocrazia del MIUR.
    Inizio ad inserirle ad una ad una: 452+452=904 click, più un’altra cinquantina di click perché sono elencate solo 20 per pagina. Ma poi decido che ho di meglio da fare.
    Passo alla sezione successiva: si chiama “Titoli”. Mi chiede di inserire uno ad uno i progetti di ricerca di cui sono o sono stato responsabile: sono alcune centinaia, mi scoraggio e decido che ho di meglio da fare.
    L’intera procedura sembra concepita per chi nell’Università produce poco o nulla, ma ha tanto tempo da perdere con il continuo inserimento dei soliti dati nelle infinite varianti delle banche dati MIUR/ANVUR/CINECA.
    Leggo poi questo articolo e penso che sono proprio fortunato a essere un professore di area scientifica: ai colleghi di area umanistica il decreto MIUR impone addirittura di inserire per ogni pubblicazione la scansione della copertina, del frontespizio e della pagina nella quale compare il codice ISBN o ISSN.
    Le pubblicazioni si chiamano pubblicazioni perché sono pubbliche e pubblicate. Sembra ovvio. Ma al MIUR, all’ANVUR e al CINECA questo proprio non lo capiscono e ogni volta dobbiamo reinserirle da capo.

  3. A parte il fatto che ci sono disposizioni da far valere sulla autocertificazione , sulla sua validità e sulla punibilità delle dichiarazioni mendaci, gentili colleghi non bibliometrici aspiranti commissari, vi si sta semplicemente dicendo che siete inaffidabili, in virtù della nonbibliometricità. Che poi tutto il meccanismo vqr, asn, nonché i procedimenti di certificazione delle varie qualità siano improntati alla vessazione del prossimo, questo cava gli occhi, anzi a questo punto tutti dovremmo avere gli occhi già cavati perché non sono stratagemmi dell’ultima ora.

  4. difatti si è visto nella precedente ASN a che cosa serve la “punibilità delel dichiarazioni mendaci” o quanto meno inesatte o manipolate di alcuni commissari di area 11. Basta dire che c’è stato un errore non voluto nell’inserimento dei dati. Quindi non mi sembra il caso di opporsi a una scocciatura che però avrà il merito di impedire tali equivoci

    • Con ragionamenti di questo tipo, non avremmo nemmeno l’autocertificazione e passeremmo il nostro tempo in coda a farci autenticare le firme con tanto di sonori timbri calati con gesto ieratico dall’impiegato allo sportello.

  5. Certo che se tutti (o anche solo una minoranza silenziosa, ma consistente) i potenziali commissari, anziché protestare (soltanto) scrivendo lettere al Ministro e su Roars si rifiutassero – come farò io – di presentare domanda, il problema sarenbe risolto e non perfderemmo la nostra dignità. Ma ciò non accadrà, il Ministro lo sa e giustamente continuerà a umiliarci (la prossima volta ci potrebbe esser chiesto un giuramento di fedeltà all’Anvur e, come al solito, giureremo, protestando in sordina nei corridoi)

    • Ecco la semplice, lapalissiana soluzione. Il comportamento suggerito da Bartolo avrebbe fatto naufragare l’ANVUR fin da subito, nel 2012. I distinguo, la supponenza, la sostanziale condivisione dei metodi ANVUR da parte nostra ci ha portato a questo punto. E quindi di cosa ci stiamo lamentando? Il buon Nicola Casagli, che ci tiene a dire che ha 452 pubblicazioni ed ha diretto ‘centinaia’ di progetti di ricerca, ha un solo modo per dimostrare la sua ‘grandezza’: reinserire, ad una ad una tutte le sue pubblicazioni. Sto godendo!

    • Lo feci anche la scorsa volta di non partecipare, dichiarandolo pubblicamente:

      Questa volta controllerò prima se passo la mediana delle riviste di classe A del mio settore. E se non la supero, probabilmente farò domanda!

  6. «Non ci saranno le mediane, questa e l’unica cosa sicura: [sillabando] le me-dia-ne non ci sa-ran-no. Ci saranno altri valori che abbiamo chiamato valori soglia». Oltre a intonare il requiem per le mediane e a dare informazioni sulla tempistica dei passaggi burocratici necessari a dare il via alla nuova ASN 2.0, Marco Mancini (capo Dipartimento Università del MIUR) …

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