Nemmeno in tempi di Covid-19, quando l’intero Paese profonde le sue ansie e le sue energie nell’emergenza, il futuro candidato a una abilitazione scientifica nazionale, che di questi tempi raccoglie faticosamente le forze per concentrarsi sulla propria legittima aspettativa all’avanzamento di carriera, può sperare di dormire sonni tranquilli. A turbargli il sonno non è il Covid-19, ma l’ennesimo cedimento alla inveterata tentazione italica di cambiare le regole del gioco in corsa, di usare la legge per scopi poco chiari, grazie al tempismo di qualche legislatore assiso sui nostri scranni parlamentari. Il rischio che una Valutazione a Distanza permetta di istituire il Valutatore a Discrezione è assai concreto. Vediamo perché.

I FATTI

Nell’ambito dei lavori parlamentari per la conversione in legge del decreto-legge 8 aprile 2020, n. 22, recante “Misure urgenti sulla regolare conclusione e l’ordinato avvio dell’anno scolastico e sullo svolgimento degli esami di Stato”, è stato approvato in commissione in Senato un emendamento che reca:

Articolo 7-bis

(Disposizioni urgenti in materia di abilitazione scientifica nazionale)

1. Fermo restando quanto disposto all’articolo 101, comma 6, del decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18, nell’ambito della tornata di abilitazione scientifica nazionale 2018-2020 è istituito un sesto quadrimestre, successivo a quello previsto all’articolo 2, comma 1, lettera e) del decreto direttoriale 9 agosto 2018, n. 2175. A tal fine la domanda di partecipazione alla procedura di cui all’articolo 1 del citato decreto direttoriale, a pena di esclusione, è presentata, ai sensi di quanto disposto dall’art. 3 del D.P.R. n. 95/2016, a decorrere dal 12 luglio 2020 ed entro e non oltre il 12 novembre 2020. I lavori riferiti al sesto quadrimestre si concludono entro il 15 marzo 2021. Le Commissioni nazionali formate sulla base del decreto direttoriale 1052 del 30 aprile 2018, come modificato dal decreto direttoriale 2119 del 8 agosto 2018, in deroga a quanto disposto dall’articolo 16, comma 3, lettera f) della legge 30 dicembre 2010, n. 240 e dall’articolo 101, comma 6, terzo periodo, del decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18, restano in carica fino al 30 giugno 2021. In deroga all’articolo 6, comma 1 del D.P.R. n. 95 del 2016, e all’articolo 101, comma 6, quarto periodo del decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18, il procedimento di formazione delle nuove Commissioni nazionali di durata biennale per la tornata di abilitazione scientifica nazionale 2020-2022 è avviato entro il 31 gennaio 2021.

L’emendamento appena letto è dovuto alla solerzia dei senatori PD Francesco Verducci (ricercatore universitario fuori ruolo), Vasco Errani Vanna Iori.

Rispetto a tale emendamento, nel Dossier Studi che accompagna l’elaborazione dell’intero provvedimento, si legge, a guisa di inquadramento e descrizione:

Articolo 7-bis (em. 7.0.22 e 7.0.31)
(Abilitazione scientifica nazionale)

L’articolo 7-bis, di cui la Commissione propone l’introduzione con l’emendamento 7.0.22 (identico al 7.0.31), prevede l’istituzione di un VI quadrimestre nella tornata di abilitazione scientifica nazionale (ASN) 2018-2020.

Conseguentemente, reca un ulteriore differimento di alcuni termini relativi ai procedimenti per l’acquisizione dell’ASN per le tornate 2018-2020 e 2020-2022, già differiti dall’art. 101, co. 6, del D.L. 18/2020 (L. 27/2020), in deroga alla disciplina generale.

Preliminarmente, dunque, anche a fini di chiarezza normativa, si valuti l’opportunità di operare direttamente novellando il citato art. 101, co. 6, del D.L. 18/2020.

Al riguardo, si ricorda che l’ASN – introdotta dall’art. 16 della L. 240/2010 – attesta la qualificazione scientifica necessaria per l’accesso al ruolo dei professori universitari e richiede requisiti differenti per la fascia dei professori ordinari e per quella dei professori associati.

La durata dell’ASN – originariamente prevista in 4 anni – è stata elevata prima a 6 anni(44e, da ultimo, a 9 anni dall’art. 5, co. 1, del D.L. 126/2019 (L. 156/2019), che ha stabilito che ciò si applica anche ai titoli di ASN conseguiti precedentemente alla data della sua entrata in vigore.

Le procedure per il conseguimento dell’ASN sono svolte per settori concorsuali che, in base all’art. 15 della stessa L. 240/2010, sono raggruppati in macrosettori concorsuali e possono essere articolati in settori scientifico-disciplinari.

A seguito delle novelle apportate all’art. 16 della L. 240/2010 dall’art. 14 del D.L. 90/2014 (L. 114/2014), la procedura per il conseguimento dell’ASN è passata da una procedura a indizione annuale ad una procedura “a sportello”, con la previsione che le domande di partecipazione sono presentate senza scadenze prefissate. Inoltre, è stata prevista l’istituzione per ciascun settore concorsuale, a carico delle disponibilità di bilancio degli atenei, di un’unica commissione nazionale di durata biennale per il conseguimento dell’ASN alle funzioni di professore ordinario e di professore associato.

E’ stato, dunque, emanato il DPR 95/2016, il cui art. 3, co. 1, ha disposto che con decreto del competente direttore generale del Ministero, adottato ogni due anni entro il mese di dicembre, sono avviate, per ciascun settore concorsuale e distintamente per la prima e la seconda fascia, le procedure per il conseguimento dell’abilitazione. Ha, altresì disposto che le domande dei candidati sono presentate, unitamente alla relativa documentazione e secondo le modalità indicate nel regolamento, durante tutto l’anno.

A sua volta, l’art. 6 ha stabilito che il procedimento per la formazione di una commissione nazionale, con mandato biennale, per ciascun settore concorsuale, composta da 5 membri, è avviato con decreto direttoriale. In particolare, ha disposto che, dalla seconda tornata, il procedimento per la formazione della nuova commissione è avviato nel terzo semestre di durata della commissione in carica.

Infine, l’art. 8, co. 3, ha disposto che la commissione conclude la valutazione di ciascuna domanda nel termine di tre mesi decorrenti dalla scadenza del quadrimestre nel corso del quale è stata presentata la candidatura. Su tale previsione è poi intervenuto l’art. 4, co. 5-sexies, del D.L. 244/2016 (L. 19/2017), estendendo il termine di 30 giorni.

Successivamente, è stato emanato il DM 120/2016, recante criteri e parametri per la selezione dei membri delle Commissioni e per la formulazione dei giudizi di valutazione dei candidati ai fini dell’attribuzione della ASN.

Con Decreto Direttoriale 29 luglio 2016, n. 1531 è stata definita la procedura per la formazione delle commissioni nazionali per il conferimento dell’ASN per il primo biennio.

La procedura per il conseguimento dell’ASN per il medesimo biennio è stata definita con Decreto Direttoriale 29 luglio 2016, n. 1532(45.

Da ultimo, la procedura per la selezione dei commissari per il biennio 2018-2020 è stata avviata con D.D. 1502 del 30 aprile 2018, poi modificato con D.D. 2119 dell’8 agosto 2018.

Con D.D. 2175 del 9 agosto 2018 è stata definita la procedura per il conseguimento dell’ASN per il medesimo biennio. In particolare, era stato stabilito che la domanda di partecipazione per la nuova tornata di ASN doveva essere presentata, telematicamente, nei seguenti termini:

    1. I quadrimestre: dal 10 settembre 2018 ed entro le 15.00 del 10 gennaio 2019;
    2. II quadrimestre: dall’ 11 gennaio 2019 ed entro le 15.00 dell’11 maggio 2019;
    3. III quadrimestre: dal 12 maggio 2019 ed entro le 15.00 del 12 settembre 2019;
    4. IV quadrimestre: dal 13 settembre 2019 ed entro le 15.00 del 13 gennaio 2020;
    5. V quadrimestre: dal 14 gennaio 2020 ed entro le 15.00 del 14 maggio 2020(46.

Rispetto a tali previsioni, l’art. 101, co. 6, del D.L. 18/2020 (L. 27/2020) ha apportato alcune deroghe.

In particolare, si è disposto, anzitutto, che i lavori delle Commissioni per la valutazione delle domande presentate nel IV quadrimestre della tornata 2018-2020 si concludono (anziché entro il 13 maggio 2020) entro il 10 luglio 2020.

Inoltre, è stata differita (dal 14 maggio 2020) all’11 luglio 2020 la data di scadenza per la presentazione delle domande – e, dunque, per l’avvio dei lavori delle Commissioni – relative al V quadrimestre della medesima tornata 2018-2020, al contempo precisando che la valutazione riferita alle stesse deve concludersi entro il termine generale di 3 mesi e 30 giorni e, dunque, entro il 10 novembre 2020.

Ancora, si è disposto che le Commissioni costituite a seguito dell’avvio della tornata 2018-2020, restano in carica, in deroga alla previsione di mandato biennale di cui all’art. 16, co. 3, lett. f), della L. 240/2010, fino al 31 dicembre 2020.

Infine, è stato previsto che il procedimento di formazione delle nuove Commissioni nazionali per la tornata ASN 2020-2022 sarà avviato entro il 30 settembre 2020, in deroga alla previsione di cui all’art. 6 del DPR 95/2016

Rispetto al quadro esposto, fermo restando quanto previsto dall’art. 101, co. 6, del D.L. 18/2020 (L. 27/2020) relativamente al IV e V quadrimestre della tornata 2018-2020, si prevede, innanzitutto, come già detto, l’istituzione di un VI quadrimestre, con riferimento al quale le domande di partecipazione devono essere presentate dal 12 luglio 2020 al 12 novembre 2020, e i lavori della Commissione per la valutazione delle medesime domande devono concludersi entro il 15 marzo 2021.

Conseguentemente, si dispone – intervenendo su quanto da ultimo previsto dal D.L. 18/2020 (L. 27/2020) – che:

    • le Commissioni nazionali costituite a seguito dell’avvio della tornata 2018-2020 restano in carica fino al 30 giugno 2021 (anziché fino al 31 dicembre 2020);
    • il procedimento di formazione delle nuove Commissioni nazionali per la tornata 2020-2022 è avviato entro il 31 gennaio 2021 (anziché entro il 30 settembre 2020).

44) Art. 14 del D.L. 90/2014 (L. 114/2014), che ha riferito tale aumento anche alle abilitazioni conseguite nelle tornate 2012 e 2013.

45) L’art. 6, co. 1, del D.L. 91/2018 (L. 18/2018) ha prorogato (dal 6 agosto 2018) al 31 ottobre 2018 il termine per la conclusione dei lavori delle Commissioni per la valutazione delle domande presentate nel V quadrimestre di quella tornata.

46Qui la pagina dedicata sul sito del MUR.


TRE DOMANDE

Sembrerebbe, quindi, che alcuni nostri rappresentanti parlamentari non abbiano tema di sfruttare le gravi emergenze che travolgono il Paese per far passare silenziosamente leggine, ritocchini normativi, che innovino, senza che l’innovazione sia preceduta da uno straccio di giustificazione razionale, il sempre magmatico e ritoccabile quadro della ABILITAZIONE SCIENTIFICA NAZIONALE.

Il tentativo di prorogare le commissioni ASN attualmente in scadenza dopo il quinto sportello, per farle operare per ulteriori 6 mesi dopo la naturale scadenza del 31.12.2020 con un sesto sportello uscito dal cilindro di qualche senatore, appare – diciamolo senza mezze misure – del tutto arbitrario.

Tre domande possono essere rivolte, in primis ai tre firmatari dell’emendamento e poi ai parlamentari che saranno chiamati al voto.

1. Quale nesso di condizionamento esiste fra una procedura di valutazione che si svolge da sempre in via telematica e che può serenamente continuare a essere fatta operare a distanza (come tutto il corpo universitario italiano ha fatto e continua a fare per assolvere i propri compiti didattici e di ricerca) e le difficoltà poste dall’emergenza Covid-19?

2. Perché a partire dal 1 gennaio 2021 non sarebbe possibile che le nuovi commissioni sorteggiate, come prevede la legislazione vigente, entrino nella pienezza dei loro poteri e diano il via a una nuova tornata di abilitazioni? quali le controindicazioni?

3. Quale potenziale vulnus arreca all’art. 97 Cost. questo modo di legiferare a ridosso del dramma suscitato dall’emergenza Covid-19, se si considera che questa modifica legislativa sottoposta all’approvazione di un Parlamento distratto da ben altri problemi interviene quando sono arcinoti i nomi del commissari che attualmente si ritrovano il pallino della valutazione in mano? Come fugare il sospetto che la prorogatio, più che per ovviare a inconvenienti pratici determinati dalla pandemia, possa essere congeniale a qualcuno che abbia un preciso interesse personale a far sì che una “cinquina” di proprio gradimento (e a suo tempo investita del potere di abilitare da una dea bendata palesatasi in forma di stringa e non certo per straordinari meriti personali) resti in carica per uno sportello in più, giusto il tempo necessario a valutare un allievo, un familiare, o altro che stia particolarmente a cuore a questo qualcuno?

Si attende risposta. Possibilmente prima del voto in aula.

Per fugare il sospetto che l’acronimo VaD, invece di “Valutazione a Distanza”, sottenda un diverso significato.

Quello del “Valutatore a Discrezione”.

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35 Commenti

  1. Chiedo scusa, forse mi è sfuggita l’informazione, ma rimarrebbe la commissione ancora in carica per un sesto semestre con le vecchie soglie? O giudicherà con le nuove soglie (se non ricordo male si aggiornano ogni biennio).

    Emanuele Martelli

  2. il sen. Verducci di Macerata? quello del famoso lodo Verducci con cui dopo anni di ingiustificati scatti sospesi (perdita media di circa 90.000 euro a docente) ci è stata ridata, a domanda, l’elemosina dei 1000 euro in due tranches? e poi dicono che uno si butta a destra, come recitava il principe de Curtis!

  3. Ritengo inaccettabile quest’azione dei parlamentari del PD mirata a cambiare le regole in corsa senza alcuna giustificazione apparente. Concordo con le osservazioni fatte nell’articolo, non vedo inoltre alcun motivo per cui nominare una nuova Commissione e farla partire de facto 3 mesi dopo… L’attuale Commissione 2018-2020 avrebbe dovuto finire a settembre, le è già stata data una proroga, dovuta in teoria al COVID-19, anche se non si vede come questo possa aver interferito particolarmente nei lavori svolti già in condizioni normali in via telematica dalla Commissione stessa. Per quale ragione ora si dovrebbe garantire una sessione in più alla Commissione 2018-2020?
    Forse ci sono alcuni ricercatori legati al PD che con i nuovi parametri non riuscirebbero ad avere l’abilitazione ASN? Si chieda alle altre forze politiche di governo e non di votare contro.
    Si lascino le regole come sono. Oppure si abbia coraggio e si imposti una riforma dell’Università che elimini in particolare le distorsioni dovute alla legge Gelmini. Si cancelli il meccanismo dei concorsi, che spesso finisce per giustificare scelte che non sempre hanno a che fare con il merito. Si introduca per le Università la possibilità di chiamare chi si vuole, ma si faccia sì che chi ha fatto tali scelte e le Università stesse debbano rispondere 5 anni dopo delle decisioni prese, per esempio in termini di Fondi Ordinari ricevuti dal ministero: se viene assunto un ricercatore poco valido chi ha fatto tale scelta deve subirne le conseguenze a posteriori.

  4. Mi pare un abuso anche nei confronti dei singoli commissari che non possono essere costretti a un ulteriore impegno non previsto al momento in cui hanno fatto domanda. Già il prolungamento dei lavori è stato un atto discutibile: aggiungere una nuova tornata mi pare illegittimo.

  5. Guardate che la cosa peggiore sono le regolette poste in più dalle commissioni!!!
    @antoniovettore ha ragione: cambiare la legge Gelmini e le sue distorsioni.
    Chi restituirà ciò che in tempo, danaro, ansia, malattia abbiamo perso?

  6. Certo, prorogare per 2 volte la scadenza dell’ASN 2018/2020 e, per giunta, di seguito con l’istituzione di un ulteriore quadrimestre è molto sospetta. Poteva essere fatto in maniera diversa anche se il MUR è senza struttura degli uffici, almeno così pare … non riesco a trovare il sito del Ministero dell’Università e della Ricerca, ho trovato solo la pagina del Ministro https://www.miur.gov.it/web/guest/il-ministro-universita.
    Forse mancano ancora il Segretario Generale e i Direttori delle previste Direzioni generali e, per tale motivo, non sono ancora in grado di mettere in moto l’iter procedurale della nuova ASN che sarebbe automaticamente rinnovato, per legge, per la terza volta con le stesse regole e criticità. Poi, mi rifiuto di credere che sia una manovra di piccolo cabotaggio per interessi di parte o ipotetiche guerre tra accademici per mantenere commissioni che, dall’origine, lavorano prevalentemente a distanza attraverso. Per tale motivo ho visitato il sito della Camera dei Deputati e ho visto che il decreto legge, che scade il 7 giugno p.v. perché pubblicato in G.U. il giorno 8 aprile u.s., è arrivato il 28 maggio u.s. e dovrà essere calendarizzato per la discussione, prima in VII Commissione e poi in Aula, per essere approvato entro domenica prossima (7 giugno) e potrà essere fatto solo nell’identica forma approvata al Senato altrimenti, con modifiche, ritornerebbe al Senato e decadrebbe sicuramente per mancanza di tempo per la conversione. Ciò comporterebbe tante conseguenze politiche. Presumo che ci sarà il voto di fiducia per superare l’ostacolo dei prevedibili emendamenti, per esempio sui concorsi nella scuola.
    Escludendo quindi gli interessi di bottega (in periodo di Covid-19 nessun Senatore si presterebbe a simili giochetti e poi c’è Il Presidente della Repubblica che deve controllare prima di promulgare la legge di conversione) forse vedrei questa volta una nobile ragione. Tra elezioni del 2018 andate male, governi con maggioranze diverse, spacchettamento del vecchio MIUR e conseguente nomina del Segretario generale del MUR e dei Dirigenti generali da far approvare alla Corte dei Conti ed, in ultimo, il Coronavirus, il decisore politico, pur volendo cambiare qualche cosa in vigenza della legge Gelmini, non è stato in grado di farlo. Potrebbe essere parte dei cambiamenti che il CUN, nel documento del maggio 2018, aveva suggerito: riorganizzazione dei saperi scientifici per allinearli al sistema di codifica internazionale (per esempio ERC) e per dare definitiva sistemazione a quei saperi che hanno una collocazione spuria in più settori concorsuali, nonché per aggiornare i decreti ministeriali 855/2015 (Rideterminazione dei settori concorsuali) e 120/2016 (Regolamento recante criteri e parametri per la valutazione dei candidati ASN) che necessitano di un tagliando, previo parere degli organismi previsti dalla Legge Gelmini. In tale ottica, un congruo spostamento di tempo darebbe garanzie di realizzare i prospettati cambiamenti e, seppur con prevedibili ricorsi al Giudice amministrativo per lesione di qualche diritto soggettivo, varrebbe la pena tentarlo.
    Lo so, sono un sognatore ma vi dico che quei 3 Senatori, che di Accademia se ne intendono, se ci hanno messo la firma e sono andati anche a segno non lo avranno fatto per meri interessi di parte.
    Buona festa della Repubblica!
    Gaetano Raiola
    graiola@unisa.it

  7. Più che il problema della proroga vedo un problema di qualità delle valutazioni.
    Circa le proroghe temo che derivino non tanto dalla remotizzazione o meno delle commissioni, quanto dagli aggravi sui processi di creazione e nomina della commissione da parte del Ministero causati dalla crisi COVID-19. Alcuni processi stanno diventando molto più onerosi e penso stiano solo mettendo avanti le mani per non boccare tutto.
    Circa invece le commissioni ho delle serie perplessità sulle valutazioni. Con la scusa degli SSD si bocciano le persone di altri SSD con valutazioni tranchant. Ho fatto un test sul sottoscritto. Io appartengo all’area matematica, ma mi occupo di logistica urbana da 20 anni, sono in commissioni per logistica e trasporti regionali europee e in nord america ed ho indicatori alti anche per il mio SSD, che è molto competitivo. Gli indicatori non saranno tutto, ma solitamente a parità di dominio gli ordini di grandezza qualcosa dicono. Nell’area Trasporti hanno detto che il mio impatto fosse marginale, mentre altre due persone senza progettualità EU in ambito europeo e con esperienze manageriali realmente marginali sono state abilitate. Forse hanno ragione, perché io i problemi tendo a risolverli e non a farli diventare cronici (ovviamente fuori Italia) A me non importava nulla: l’ho fatto come test, ma in un posto normale la commissione sarebbe messa alla berlina. In Italia no.
    Altro estremo: la commissione della mia area. Premetto che non analizzo la mia situazione, essendo già da ani abilitato prima fascia. Vedendo le valutazioni dei giovani, vedo abilitazioni fortemente orientate alla teoria, con membri totalmente ignari delle più basiche regole di gestione dei progetti (es. obbligo di pubblicazioni open access nei progetti europei perché non hanno mai gestito nulla che non fossero i quattro soldi dei PRIN), che fanno “tanto al chilo” con teoremi ed equazioni. Il tutto con alcuni CV di commissari oramai a fine carriera “compatibile” con quello di un buon associato. Ma che hanno fatto in 30 ed oltre anni di carriera? Me lo chiedo.
    Ora quello che si dovrebbe chiedere è un sano controllo delle valutazioni fatte da persone che abbiano indicatori alti, abbiano progetti industriali e/o incarichi istituzionali e (magari, ma questo è un vero desiderata) svolgano didattica innovativa (mi smazzo nei corsi progettualità con le aziende e non è come fare gli esami a crocette).
    Una ultima nota: di mio non ho mai amato molto la poca applicazione di una qualsiasi valutazione tipica dell’Italia. VQR e ASN non sono state certo esenti da critiche (es., la non giudicabilità delle commissioni o patti di non belligeranza per la VQR con inserimento di persone poco produttive per colmare i buchi), ma quando leggo dotti testi sulla non giudicabilità dell’operato, ho seri dubbi. Anche perché, per mia esperienza personale, molto araldi della libertà e della non giudicabilità che ho conosciuto erano persone con CV non astonishing (parlo ovviamente solo dei CV che ho potuto/dovuto valutare.
    So di essere un po’ netto, ma sinceramente mi sto disamorando molto all’Università in genere e a quella Italiana in particolare. Più che dire no e cercare i cavilli, forse dovremmo essere noia governarci e a portare proposte fattive. Cosa abbiamo fatto in passato per autogovernarci? Da chi ci siamo fatto governare localmente? Dovremmo essere noi ad indentificare chi fa il furbo e non farlo entrare magari in CdA o farlo direttore di un dipartimento perché fa favori a destra e a manca. Evitare di avere rappresentanti delle associazioni o negli atenei con CV “composti” dei CV di 1 o 2 collaboratori (e prima e dopo il nulla spinto). O persone che vedono l’essere professore come una maniera per fatturare privatamente (qualcuno guardi a titolo di esempio le autorizzazioni ad incarichi esterni del proprio Ateneo e le incroci con i nomi diciamo “poco produttivi” ed alcune persone al governo).
    Mi spiace, ma il mio è e rimane un approccio aziendale e non pretendo che sia l’unico, ma vorrei che iniziassimo a portare soluzioni. Vorrei che questo periodo oscuro dell’Università Italiana, figlio di un medioevo accademico che ha distrutto gran parte della componente innovativa di questo Paese iniziasse il proprio declino. Troppo spesso leggo che non andiamo così male. Certo, perché su 10, i 4/5 produttivi (non bravi, ma ligi) vengono muti come mucche fino alla fine per fare in modo che gli altri furbi non emergano. E con i numeri, se analizzate ad esempio i vostri Dipartimenti, vengono fuori e a que punto vi metteranno in corce o diranno che non si può valutare la cultura tot all’euro. Ma in realtà difenderanno i loro orticelli a scapito della collettività.

    E qui mi taccio, immaginando un po’ di veementi reazioni.

    • Immagino che in questo medioevo accademico, l’unica commissione adamantina e con CV astonishing fosse quella che ha dato a lei l’abilitazione a ordinario.

  8. Mi permetto di commentare l’articolo ritrovandomi effettivamente sulle perplessità di @antoniovettore.
    In pratica il ministero dice che il Covid sta rallentando le procedure ASN a tal punto che si rinvia di quasi un anno la naturale scadenza delle
    commissioni. La cosa lascia alquanto perplessi dato che integralmente telematica tanto che alcuni colleghi in questa e in precedenti edizioni hanno lavorato insieme per mesi senza essersi mai conosciuti di persona. Quindi non è chiaro quale potrebbe essere l’impedimento alla regolare prosecuzione della procedura con le sue naturali scadenze. In questo modo inoltre si prolunga artificialmente il mandato di alcuni colleghi che naturalmente sarebbero decaduti per raggiungimento del termine della carriera o per mancato
    raggiungimento delle soglie. Le soglie stesse non saranno aggiornate e conseguentemente il loro aggiornamento sarà rinviato e
    conseguentemente modificato. Le procedure ministeriali di eventuale ricalcolo delle soglie e di nuovo sorteggio delle commissioni sono tutte
    informatizzate e quindi possono essere seguite senza problemi dal personale ministeriale in remoto. La pubblicità del sorteggio può essere assicurata nel rispetto delle norme sul distanziamento con la sua trasmissione in streaming e/o con la disponibilità di una sala un poco più grande di quella che si usava abitualmente che teneva circa 150 persone, ma nel palazzo dei concorsi del ministero a viale Trastevere questa disponibilità sicuramente c’è.
    Tutto ciò premesso quello che lascia ancora più perplessi è che invece contemporaneamente una procedura che poteva essere sicuramente rimandata come la VQR è stata invece considerata indifferibile con la nomina di nuovi commissari in piena emergenza, necessità ed urgenza ancor più difficili da comprendere visto l’esborso che richiede la nomina di tali commissari (circa 170000 euro a commissario per un anno) laddove invece i commissari ASN non percepiscono compensi.
    In pratica il Ministero ci dice che non poteva differire una procedura molto costosa la cui utilità non è del tutto consolidata, mentre deve
    differire un’attività necessaria per l’immissione in ruolo delle nuove leve e che ha costi nulli.
    Ci si consenta di osservare almeno l’incongruenza di queste affermazioni.
    Un saluto a tutti
    Ugo Coppa

  9. Caro Eriberto
    nessuna commissione è perfetta, ma ci sono limiti di decenza oltre i quali non si dovrebbe andare. Non sono l’unico ad aver fatto test del genere e molti sono andati alla stessa maniera.

    Ma da noi tutto passa come normale. Se vi va bene, fate pure. Io di questo piccolo cabotaggio ne ho piene le scatole.

    Grazie al cielo posso fare altro nella vita

  10. La Camera dei Deputati ha approvato senza modifiche il testo pervenuto dal Senato della Repubblica recante l’introduzione del VI quadrimestre.

    Articolo 7-bis.
    (Disposizioni urgenti in materia di abilitazione scientifica nazionale)
    1. Fermo restando quanto disposto all’articolo 101, comma 6, del decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 aprile 2020, n. 27, nell’ambito della tornata dell’abilitazione scientifica nazionale 2018-2020 è istituito un sesto quadrimestre, successivo a quello previsto all’articolo 2, comma 1, lettera e), del decreto direttoriale n. 2175 del 9 agosto 2018. A tal fine la domanda di partecipazione alla procedura di cui all’articolo 1 del citato decreto direttoriale, a pena di esclusione, è presentata, ai sensi di quanto disposto dall’articolo 3 del regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 4 aprile 2016, n. 95, a decorrere dal 12 luglio 2020 ed entro il 12 novembre 2020. I lavori riferiti al sesto quadrimestre si concludono entro il 15 marzo 2021. Le Commissioni nazionali formate sulla base del decreto direttoriale n. 1052 del 30 aprile 2018, come modificato dal decreto direttoriale n. 2119 dell’8 agosto 2018, in deroga a quanto disposto dall’articolo 16, comma 3, lettera f), della legge 30 dicembre 2010, n. 240, e dall’articolo 101, comma 6, terzo periodo, del decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 aprile 2020, n. 27, restano in carica fino al 30 giugno 2021. In deroga all’articolo 6, comma 1, del decreto del Presidente della Repubblica 4 aprile 2016, n. 95, e all’articolo 101, comma 6, quarto periodo, del decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 aprile 2020, n. 27, il procedimento di formazione delle nuove Commissioni nazionali di durata biennale per la tornata dell’abilitazione scientifica nazionale 2020-2022 è avviato entro il 31 gennaio 2021.

  11. Complimenti Alla Camera dei Deputati che ha approvato la proroga delle Commissioni , cambiando le regole in corso e quindi dando la possibilità di sistemare qualche amico ricercatore. Come si fa a dire che in periodo di Covid 19 nessun senatore si presterebbe , quando è palese che vi era stata già una proroga e si poteva nominare Le nuove Commissioni da Gennaio 2021. Naturalmente tutto questo , perchè non c’è la volontà politica del Ministro / EX Rettore Pd Manfredi di fare una seria riforma eliminando le varie deficienze della Gelmini. Non si deve inventare nulla di nuovo basta copiare dai paesi che sono all’avanguardia per la ricerca. Comunque finiamola qui , ma vergogna almeno possiamo dirlo .

  12. Francamente non comprendo tutto questo clamore e questo complottismo. A me – da Commissario ASN – sembra soltanto un aggravio di lavoro, del quale avrei volentieri fatto a meno. Avendo presentato domanda (da aspirante commissario) per dovere istituzionale, non intendo tuttavia lamentarmi e continuerò ad assolvere alle mie funzioni in buona fede e al meglio delle mie possibilità, senza nulla in cambio (e ci mancherebbe!). I problemi del sistema ASN sono altri: il quasi automatismo delle abilitazioni, complice la giurisprudenza amministrativa, secondo la quale chi ha i requisiti formali ha diritto all’abilitazione, e, soprattutto, la mancanza di veri concorsi a valle delle abilitazioni. La conseguenza è lo scadimento progressivo e inesorabile – di quadrimestre in quadrimestre- del livello degli abilitati, che, giustamente, si sentono futuri professori ex lege. Questo il vizio genetico del reclutamento nella legge Gelmini

    • Il problema, per alcune commissioni, è l’esatto contrario: si aggiungono non criteri ma scalini che di fatto ammettono alcuni e ne escludono altri.
      Si danno giudizi a dir poco illogici e arbitrari. Il lavoro duro non ti dà alcun diritto.
      Non vi è nessun automatismo.
      Altrettanto dicasi per il concorso. I giovani non lo fanno. Lo devono fare quelli che sono già passati per ben altri concorsi.
      Sembra di vivere in paesi diversi.

  13. Gentile Antonio Vettore, se la prima proroga di 2 mesi e la seconda di 4 mesi (con la necessaria istituzione del VI quadrimestre) servirà solo a mantenere in piedi ancora le attuali Commissioni ASN allora c’è effettivamente da gridare vergogna. Se invece è stata fatta anche per avere il tempo di apportare le opportune modifiche all’attuale impianto normativo secondario (quello della decretazione non regolamentare) allora bisogna essere sul pezzo.
    ROARS potrebbe farsi carico dell’iniziativa di aprire una call di temi specifici per i cambiamenti possibili dell’ASN, così si farebbe “cosa buona e giusta” per la comunità accademica.
    Per esempio io posso proporre quella che mi sta a cuore: i SSD di scienze motorie e sportive – M-EDF/01 Metodi e didattiche delle attività motorie e M-EDF/02 Metodi e didattiche – sono sia nel settore concorsuale 06N2 Scienze dell’esercizio fisico e dello sport (bibliometrico) che in 11D2 Didattica, pedagogia speciale e ricerca educativa (non-bibliometrico). Si creano di fatto 2 sotto-settori scientifico-disciplinari che il CUN non approva perché si sta dividendo da anni un unico sapere, costituito da pochi strutturati, in 2 parti.
    Grazie ROARS!
    Gaetano Raiola
    graiola@unisa.it

    • Caro Gaetano temo purtroppo Vettore abbia ragione, altrimenti non si spiegherebbe la fretta a nominare i nuovi commissari VQR (che costano una cifra non dignitosa pensando alle tante famiglie a reddito zero in questo momento) mentre soltanto per l’ASN servirebbero provvedimenti di “necessità e urgenza”. Il discorso così come è posto è decisamente poco credibile. D’ accordissimo invece con farsi promotori di una discussione qui su Roars su come noi che ci siamo dentro modificheremmo l’ASN magari proponendo la coincidenza di ssd con sc perchè mi risulta che in passato questa dualità abbia causato parecchi problemi ad esempio a colleghi che, pur validi, si trovano ad inseguire soglie di altri settori che non rispecchiano il loro percorso scientifico. Il tutto lo dico da esterno in quanto già abilitato in prima fascia e, per fortuna, appartenendo ad un sc che comprende un solo ssd.

  14. Io propongo che chi ha sostenuto concorsi per ricercatore e associato secondo le vecchie norme possa avere il passaggio di carriera con votazione del proprio Dipartimento e relazione. Per stabilire equità con chi è passato associato in questo modo e diverrà in questo modo ordinario.

  15. Se si riferisce ai vecchi idonei, la possibilità di chiamata in base alla disciplina previgente (chiamata con delibera del Consiglio di Dipartimento, senza altra procedura) è prevista dall’art. 29, co. 4, l. 240/10. E se ne sono avvalse molte università.

    • No non mi riferisco agli idonei. Lei non sa niente di ciò che si è fatto in alcune commissioni? È uno scandalo che non si vuole considerare. Ciò dovrebbe far pensare. Si parla dell’asn come di un giudizio finale e di assoluta trasparenza. Non è così. Lo sanno tutti. Negare è colpevole.

  16. Cara Mariam, se il Dipartimento è come il mio ex dipartimento, che è costruito al 90% da un unico SSD gestito da 20 anni da un ex direttore più 3 servitori consenzienti, che ha de facto fatto pulizia etnica degli altri 2 SSD (circa 20 persone andare via dal Dipartimento in meno di 5 anni), ha performance mediocri (per non dire pessime) sulla ricerca e progetti a macchia di leopardo, cosa pensi a cadrà per le tue valutazioni dipartimentali? Forse che i mediocri ed i servi con la pelle del giusto colore saranno valutati positivamente?

    Non esistono soluzioni facili, ma iniziamo a fare pagare chi ompue questi scempi e vedrai che se non altro ci penseranno due volte.

    E mi chiedo perché il Ministero non vigili. Hanno i numeri: li usino. Su gruppoli più grandi le analisi numeriche servono a questo: identificare le strutture con i problemi.

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