Arriva la proroga al 30 novembre per i lavori delle commissioni, ma – a sorpresa – il comunicato stampa MIUR si rivela un vero e proprio “bollettino della disfatta”. Dopo oltre dieci mesi  dalla presentazione delle domande, migliaia di codici ISI, Scopus e ISBN sono ancora in via di recupero. Ciò comporterebbe variazioni significative per il superamento delle mediane di 500 candidati nei settori “bibliometrici” e 1.000 in quelli “non bibliometrici”. Di conseguenza, le commissioni, incluse le 58 che ad oggi hanno già terminato i lavori, dovranno rimettere mano ai loro giudizi per verificarne la congruenza rispetto agli ultimi aggiornamenti. Solo successivamente, “si procederà alla pubblicazione dei risultati dell’Abilitazione per ciascun settore concorsuale senza attendere che tutti abbiano terminato i lavori.” [In serata il MIUR pubblica il testo del DPCM che sembra confermare lo svolgimento della seconda tornata nelle tempistiche previste]

Sarà l’ultima proroga? Sul sito MIUR un comunicato stampa conferma la proroga e la firma del relativo DPCM (il cui testo non è disponibile).

Non risulta nulla circa l’eventuale spostamento della seconda tornata. In compenso il MIUR si giustifica per i ritardi, fornisce i numeri dell’ASN, preannuncia l’invio di ulteriori dati anche alle commissioni che hanno già terminato i lavori perché operino le opportune correzioni. Dopo di che, approvati i verbali, si comincerà a pubblicare gli esiti senza attendere che tutte le commissioni abbiano concluso i lavori.

Particolarmente significative queste righe del comunicato (i grassetti sono nostri):

Queste criticità hanno richiesto al  Ministero un lavoro supplementare e in larga misura manuale nel corso dei mesi  estivi, lavoro giunto ormai quasi al termine. Dalla prossima settimana partirà  l’invio di comunicazioni specifiche alle commissioni (incluse le 58 che ad oggi  hanno già terminato i lavori) per consentire la verifica della congruenza dei  giudizi rispetto agli ultimi aggiornamenti. Dopo un’attenta analisi dei verbali  da parte del Ministero si procederà alla pubblicazione dei risultati  dell’Abilitazione per ciascun settore concorsuale senza attendere che tutti  abbiano terminato i lavori. Laddove saranno riscontrate anomalie rilevanti  rispetto agli atti delle procedure, il Ministero le segnalerà alle commissioni  in modo che l’esito finale del processo risulti corretto. L’esperienza maturata  nella prima tornata richiede per il futuro una riflessione sull’intero  processo, allo scopo di introdurre semplificazioni e miglioramenti per renderlo  più fluido e, possibilmente, più rapido.

Tre domande:

  1. il Ministero si rende conto del fatto che dipingere l’ASN come un processo pieno di criticità tuttora irrisolte ne mina ulteriormente la solidità, fornendo un riscontro certificato ad eventuali ricorsi in sede amministrativa?
  2. Il Ministero intende procedere regolarmente con l’avvio della seconda tornata di abilitazioni, già bandita, o dietro al cenno alla “riflessione sull’intero processo” si cela l’intento di fermare il corso dell’ASN tradendo l’affidamento dei possibili candidati, molti dei quali si sono ritirati dalla prima tornata proprio per poter partecipare alla seconda?
  3. Non sarebbe stato più opportuno pubblicare il testo del DPCM?
    [In serata è comparso sul sito MIUR anche il testo del DPCM. Nella Relazione illustrativa e tecnica, viene menzionata la seconda tornata, sottolineando che la proroga al 30 novembre è “compatibile con lo svolgimento della seconda tornata di abilitazione“. Inoltre, si richiama che l’art. 1, co. 394, l. 24 dicembre 2012, n. 228, prevede la possibilità di disporre, con uno o più DPCM, l’ulteriore proroga al 31 dicembre 2013. Anzi, ribadisce che “Resta ferma la possibilità già prevista dal co. n. 389 cit. di modulare la proroga entro la predetta data, tenendo conto delle domande presentate in ciascun settore concorsuale]

Si stanno puntualmente avverando gli scenari prospettati di chi, anche su Roars, aveva evidenziato la sostanziale precarietà della procedura. Facendo dipendere l’eleggibilità dei commissari e la valutazione dei candidati da indicatori bibliometrici fragili ed instabili, l’abilitazione viene sempre più ad assomigliare ad un castello di carte destinato a cadere al primo alito di vento. Il MIUR è impegnato in un disperato tentativo di consolidare gli indicatori bibliometrici dei candidati, ma nulla dice degli indicatori dei commissari sulla cui affidabilità si allungano ombre sempre più lunghe. Altrettanto lunghe, se non di più, sono  le ombre sulla difendibilità delle mediane dei settori concorsuali pubblicate a fine agosto 2012, sulla base di dati che, con ogni evidenza, soffrivano di enormi problemi di affidabilità.

È giunto il momento che chi ha promosso, organizzato e gestito l’infelice marchingegno delle mediane si assuma la responsabilità della disfatta. Non è possibile accampare scuse. Non siamo di fronte ad una imprevedibile fatalità. Anche senza citare i numerosissimi e documentati articoli pubblicati su Roars, il CUN si era espresso a più riprese denunciando i pericoli a cui si andava incontro. Basti ricordare  il parere CUN su “Regolamento recante criteri e parametri” risalente al 19-10-11:

Si delinea, perciò, un percorso di definizione delle regole che guideranno le future procedure di abilitazione connotato da notevoli complessità, variabilità interne ed esterne e, al tempo stesso, da opacità capaci di mettere a rischio la stessa applicabilità e, dunque, la tenuta del nuovo sistema di abilitazione.

Anche la CRUI si era espressa in proposito, per esempio in data 27-9-2013:

La CRUI, denuncia il contesto di incertezza, aggravatosi dopo quanto dichiarato sul sito ANVUR in data 14.9. u.s., che rischia di rendere l’intero processo di valutazione equivoco e foriero quindi di successivi contenziosi che, a norma dell’art. 5 c. 3 del DPR 222/11, finiranno col gravare sulle sole Università. Ciò determinerà inaccettabili ritardi che penalizzeranno sia i candidati sia la qualità del sistema universitario.

Ci troviamo di fronte alla cronaca di una disfatta annunciata. Dopo Caporetto, Cadorna fu sostituito da Diaz. Se i generali dell’ANVUR, che pare siano corresponsabili della stesura del Decreto “Criteri e parametri”, non hanno il coraggio di rassegnare le dimissioni, è il momento che intervenga il Ministro.

Seguiranno ulteriori commenti. In fondo al post riportamo il testo integrale del COMUNICATO STAMPA MIUR cs280913.

TESTO INTEGRALE DEL COMUNICATO STAMPA MIUR cs280913

Ufficio Stampa

Roma, 28 settembre 2013

Università: Abilitazione Scientifica Nazionale alla docenza, nuova proroga per le commissioni
Slitta al 30 novembre il termine per la conclusione dei lavori

Nuova proroga per la conclusione dei lavori delle commissioni che stanno valutando i candidati all’Abilitazione Scientifica Nazionale, necessaria per diventare, in base alla normativa vigente, professore all’Università. E’ stato infatti emanato il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri che sposta la scadenza, precedentemente fissata al 30 settembre, alla data del 30 novembre.

I risultati dell’Abilitazione Scientifica Nazionale indicheranno i candidati che nei prossimi quattro anni potranno spendere il titolo acquisito per partecipare ai concorsi indetti dalle Università per professori associati e ordinari. La complessità della procedura, che vede impegnate 184 commissioni nazionali e circa 60.000 candidati, ha comportato necessariamente l’adozione di alcune proroghe per consentire ai commissari di portare a termine il lavoro di valutazione e al Ministero di verificare la coerenza dei lavori con quanto previsto dalla complessa normativa in materia (legge n. 240 del 30 dicembre 2010). Nella nuova procedura delle Abilitazioni Nazionali le commissioni operano infatti come articolazioni del Ministero a cui spetta la verifica della regolarità della procedura. Lo sforzo organizzativo è stato enorme, data anche la mole dei numeri da gestire e le criticità emerse.

I candidati:
L’abilitazione riguarda 59.193 candidati di cui 18.073 aspiranti alla I fascia delle docenza (docenti ordinari) e 41.120 alla II fascia (docenti associati). Le domande complessive per la I fascia sono state 21.395, di cui 3.850 inoltrate da esterni al sistema universitario, a testimonianza di una procedura aperta a tutte le componenti del mondo scientifico. Per la II fascia le domande complessive sono state 47.160, 18.273 inoltrate da esterni. Complessivamente le domande di soggetti esterni sono state 22.123. Un esterno può aver inoltrato domanda per più settori concorsuali e anche per più fasce, pertanto il numero dei candidati al di fuori del sistema universitario risulterà leggermente inferiore a 22.123.

Le commissioni:
Le commissioni coinvolte sono complessivamente 184: 109 per i settori bibliometrici (area medica e tecnico scientifica, quelle in cui è possibile misurare l’impatto delle pubblicazioni scientifiche all’interno della comunità di riferimento sulla base di precisi indicatori), dove i candidati sono 35.899, e 75 le commissioni dei settori non bibliometrici (area umanistica e delle scienze sociali per le quali funziona la sola revisione ‘fra pari’), dove i candidati sono 23.294. In 131 commissioni non ci sono state rinunce da parte dei commissari. Nelle altre 53, invece, si sono verificate dimissioni e sostituzioni anche di 4-7 commissari.

Le criticità:
Fin dall’inizio del processo, avviato a fine 2012, è stata posta la massima attenzione alla tutela dei candidati per assicurare una valutazione equa e trasparente. Ciò ha comportato un’azione puntuale di verifica da parte del Miur con la finalità di assicurare la correttezza dell’esito finale e di verificare procedure di grande complessità. Nel corso della procedura si sono verificati via via non pochi problemi. Alcune criticità si stanno risolvendo solamente in questi giorni e il Ministero ne darà comunicazione alle singole commissioni a partire dalla prossima settimana.
Tra i problemi rilevanti si segnala innanzitutto la necessità, che riguarda i settori bibliometrici, di recuperare i codici ISI e SCOPUS di tutte le pubblicazioni presenti nelle domande dei candidati per assicurare una corretta valutazione delle pubblicazioni stesse. Un’attività che è in via di definitiva risoluzione per circa 3.000 domande per le quali si stimano variazioni significative degli indicatori in circa 500 casi. Variazioni che possono comportare un mutamento di posizione del candidato rispetto agli indicatori della valutazione.
Analogo problema per i settori non bibliometrici: è stato necessario il recupero dei codici ISBN dei libri e dei capitoli su libro indicati in domanda dai candidati perché in molti casi non erano specificati. Circa 9.000 domande presentavano questa anomalia. Di queste circa 1.000 comportano variazioni degli indicatori che risultano significative.
Molti candidati, poi, in sede di compilazione della domanda, hanno inserito le pubblicazioni scientifiche in sezioni non pertinenti. Per tutelarli si è provveduto al recupero delle informazioni relative a tali pubblicazioni. Operazione che ha richiesto un’analisi puntuale e manuale delle domande che presentavano questa problematica. Un ulteriore motivo di allungamento dei tempi, infine, sono state le dimissioni di alcuni commissari.
Queste criticità hanno richiesto al Ministero un lavoro supplementare e in larga misura manuale nel corso dei mesi estivi, lavoro giunto ormai quasi al termine. Dalla prossima settimana partirà l’invio di comunicazioni specifiche alle commissioni (incluse le 58 che ad oggi hanno già terminato i lavori) per consentire la verifica della congruenza dei giudizi rispetto agli ultimi aggiornamenti. Dopo un’attenta analisi dei verbali da parte del Ministero si procederà alla pubblicazione dei risultati dell’Abilitazione per ciascun settore concorsuale senza attendere che tutti abbiano terminato i lavori. Laddove saranno riscontrate anomalie rilevanti rispetto agli atti delle procedure, il Ministero le segnalerà alle commissioni in modo che l’esito finale del processo risulti corretto. L’esperienza maturata nella prima tornata richiede per il futuro una riflessione sull’intero processo, allo scopo di introdurre semplificazioni e miglioramenti per renderlo più fluido e, possibilmente, più rapido.

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57 Commenti

  1. Francamente sono sconfortato. Da tutto. Dalle proroghe, dai metodi, dai criteri, dai ministri, compresi quelli che non ci sono più – dimissionari – ed invalidano di fatto gran parte delle aspettative.
    Sono però anche sconcertato da molte delle critiche che leggo da parte dei colleghi.
    Gli articoli di De Nicolao sul valore della ricerca italiana in ambito internazionale e sullo stato del sistema universitario sono sempre interessantissimi, soprattutto grazie al modo con cui sono elaborati e presentati, in modo incontrovertibile, i dati.
    Tutto ciò si scontra enormemente con quanti continuano a contestare non le procedure di valutazione (in quanto errate, parziali, ecc.) ma, con ogni evidenza, l’idea della valutazione in se.
    Sono uno dei tanti (?) ricercatori entrati nel sistema dopo un lungo precariato. Ho lavorato per anni senza pensare a mediane, abilitazioni, ecc.
    Mi piacerebbe, a questo punto della mia lunga carriera, che ci fosse chiarezza non sulle regole, ma sui principi. Il prof. De Nicolao non ha da preoccuparsi di mediane o altro: ha un curriculum di tutto rispetto. Da sempre pubblica in ambito internazionale. Non credo abbia da contestare il principio della valutazione ma i metodi.
    Quanti, tra coloro che contestano le regole, sono in grado di proporre regole di valutazione alternativa che non siano tagliate su misura per se stessi e la propria latitanza da laboratori, studi, aule?
    Infine, troppo spesso sento ormai parlare di rischio di un nuovo “effetto tappo” come nel 1980. Il vero tappo è stato costruito, ad arte, nel corso degli ultimi 30 anni proprio da coloro che nel 1980 sono entrati, con immensa facilità, nell’università.
    Molti dei candidati alla ASN hanno età quasi da pensione. Molti di loro non hanno neppure convenienza economica e di ricostruzione di carriera nel passaggio di categoria.
    Sono ricercatori ben diversi da quelli entrati (senza dottorato, senza alcuna pubblicazione, esperienza ecc.) nel corso degli anni 80. Sono ricercatori che hanno già troppo pagato i misfatti dei loro predecessori e vorrebbero, soltanto, una gratificazione più morale che di sostanza.
    Proponiamo, condividiamo, discutiamo altre proposte di valutazione.
    Ma che valutazione sia.

    • “Molti dei candidati alla ASN hanno età quasi da pensione. Molti di loro non hanno neppure convenienza economica e di ricostruzione di carriera nel passaggio di categoria.(…) vorrebbero, soltanto, una gratificazione più morale che di sostanza”

      e alla loro bella età, ancora vanno in cerca di “gratificazioni morali”? in Italia e di questi tempi, perdipiù?
      Non potrebbero sentirsi sufficientemente gratificati dal titolo di “professore aggregato”, gentilmente elargitoci da qualche anno? (a me, a dire il vero, viene da ridere quando sento qualche collega che se ne fregia…)

    • Caro (o cara) mar_j, per quanto mi riguarda sono invece preoccupata non della valutazione in sè, ma del fatto che ai risultati di questa valutazione non si voglia giungere, almeno in tempi accettabili. Perchè mai il MIUR ha speso tutta l’estate nell’andare a verificare la rispondenza, e inserire ove mancassero, di codici ISI e Scopus, quando era definito che dovesserlo inserirle i candidati nel sottomettere la candidastura? Perchè mai dopo che la stessa ANVUR aveva detto che le mediane non erano un paletto fondamentale, ma bisognava che i commissari valutassero in toto la consistenza del candidato, ora il MIUR giustifica i vari ritardi con questo suo lavoro estivo in cui emergerebbe che le valutazioni delle mediane per vari candidati sono inesatte? Io non faccio parte di chi è entrato senza dottorato, senza lunga gavetta, ecc., e ho un curriculum robusto. Ma, perdonami, di fronte a questa spiegazione del MIUR, mi sento francamente presa in giro e non posso non evidenziare la paura che questo lungo processo di valutazione possa prolungarsi ulteriormente e che ciò sia stato ben pianificato dalla mente diabolica di qualcuno alla console di comando.

    • @demetra: tu dici “Perchè mai il MIUR ha speso tutta l’estate nell’andare a verificare la rispondenza, e inserire ove mancassero, di codici ISI e Scopus, quando era definito che dovesserlo inserirle i candidati nel sottomettere la candidastura?” Perche’ non dovevano inserirli i candidati che a rigori potevano anche non aver accesso a questi codici. L’accesso i codice era condizionato dall’aver accesso (a pagamento) ai database ISI e SCUPUS. Per accedervi doveva farlo da un terminale o postazione di proprietà del suo dipartimento istituto attraverso un contratto SCOPUS o ISI per la consultazione. La responsabilità del corretto calcolo degli indicatori bibbliometrici era ed e’ a carico della commissione. L’uso di ISI e SCOPUS non era nel bando.

    • Le commissioni hanno lavorato sui numeri forniti dal MIUR tramite CINECA.

      Ripeto, le commissioni non hanno usato Scopus o ISI. Hanno utilizzato i numeri (prima provvisori e poi definitivi, forse) forniti dal CINECA.

    • Ricercatore 65, ma qui parliamo di una presa in giro, non di aspetti formali! Al di là del fatto che ci sono candidati che non potevano accedere a SCOPUS e ISI, il MIUR non se ne può uscire a fine settembre dicendo che i ritardi sono dovuti al gran lavoro manuale estivo nel recuperare i codici e che per vari candidati le mediane cambiano. Ciò dopo che era stato detto ai commissari di considerare non in maniera prioritaria i valori delle mediane. Allora le mediane ritornano fondamentali? E perché non le hanno lasciate fondamentali in corso d’pera? E perché hanno dato ai commissari i dati CINECA su cui lavorare? E i candidati già valutati per i quali le mediane sono cambiate dovranno essere rivalutati dai commissari?
      Temo che questa pagliacciata sia solo una scusa per accumulare ritardi su ritardi, e attese su attese.

  2. Stando al testo del DPCM, ora dovranno essere emanati diversi decreti direttoriali per le diverse commissioni (o gruppi di commissioni, più probabilmente), con la solita modulazione temporale a seconda del numero di domande, fermo restando il limite masimo del 30 novembre; quindi in teoria alcune commissioni potrebbero chiudere prima, mentre di 58 sappiamo già che hanno chiuso i lavori prima di questa ulteriore proroga. Poi partiranno, per ciascuna commissione, le verifiche. Infine, gli elenchi – non tutti insieme, ma a mano a mano che arrivano.
    Un bel casino, insomma.

  3. Che significa “la verifica della congruenza dei giudizi rispetto agli ultimi aggiornamenti” applicato anche alle commissioni che hanno chiuso ? Che se ad es. uno abilitato dalla commissione aveva idicato un ISBN errato, viene dis-abilitato ? Ma non s’era detto che i giudizi dei commissari potevano anche non tener conto delle mediane, e quindi valutare indipendetemente dai parametri ?

  4. Ma fatemi capire.
    ——————-
    Luglio 2012: le “mediane” sono calcolate in due settimane, “suffragando” i dati della mai nata anagrafe della ricerca con i dati presenti nel sito CINECA di ciascun PA o PO italiano.
    ——————–
    Agosto 2012: I valori delle “mediane” sono stati pubblicati ad Agosto 2012 (due volte a dire il vero, ma non sottilizziamo).
    ——————–
    Settembre 2012: Ai candidati Commissari (PO) all’interno della lista provvisoria dei sorteggiabili è stata data la facoltà di agganciare manualmente alcune pubblicazioni che potrebbero non essere state riconosciute dal sistema.
    ———————
    Dicembre 2012: ai candidati all’ASN (PA) è stata data la facoltà di agganciare manualmente le proprie pubblicazioni tramite l’inserimento dei codici ISI-Scopus.
    ———————
    Giugno 2013: il MIUR precisa che in pratica ciascun candidato può indicare l’età accademica che desidera nella domanda. Quindi, i valori delle mediane (PA) sono stati calcolati in un modo e confrontati con i valori degli indicatori dei candidati calcolati in un altro.
    ———————
    Settembre 2013: si scopre che ”… migliaia di codici ISI, Scopus e ISBN sono ancora in via di recupero. Ciò comporterebbe variazioni significative per il superamento delle mediane di 500 candidati nei settori “bibliometrici” e 1.000 in quelli “non bibliometrici”.
    ———————
    Ottobre 2013: ma tutti i PO e PA che NON hanno partecipato all’ASN, allora, hanno avuto la possibilità di agganciare correttamente i propri valori al fine del calcolo degli indicatori?? Come è concepibile che la base dei dati subisca variazioni per almeno TRE volte e i valori delle mediane rimangano INALTERATI, e soprattutto utilizzati TAL QUALE per la PROSSIMA sessione (2013) dell’Abilitazione Nazionale???

    • La figura enigmatica della sfinge è perfetta. Chi di voi vuol cimentarsi novello Edipo per addivenire ad una soluzione del mistero?

  5. Osservo, esterrefatto e anche divertito questo balletto meraviglioso di scadenze rimandate senza vergogna.
    “Mai oltre il 30 novembre, e comunque prima del 23 settembre.
    Anzi no, facciamo il 30 settembre.
    E comunque non piu’ tardi del 31 dicembre….”
    Cerco di spiegarlo ai miei colleghi in Canada (i pochi che sanno delle mie intenzioni, meglio dire velleita’ irrisolte, di tornare in Italia): solo i Russi capiscono (per esperienze analoghe), gli altri ridono.

  6. Carissimi tutti,
    sono nuovo in questo forum. Anch’io ho partecipato al bando per la prima tornata dell’ASN e mi accingo a farlo anche per la seconda. Vorrei capire una cosa in maniera chiara, visto che, almeno per me, chiara no è: gli indici ISI e SCOPUS dovevo inserirli io o è obbligo della commissione? Io non sono strutturato e attualmente faccio un altro lavoro, dal mio pc non ho accesso a questi codici, qundi come dovrei fare per ottenere questi indici? Non dovrebbe essere la commissione a procurarseli? Se non li ho inseriti, rischio di perdere i punteggi che potrei ottenere dai miei lavori scientifici? Mi sembra assurdo che io debba anche avere la briga di estrapolare questi indici! Voi più esperti di me mi aiutate a capire? Grazie in anticipo!

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