Segnaliamo l’interrogazione parlamentare depositata dal sen. Giorgio Pagliari a proposito dei tempi entro i quali le commissioni dovrebbero terminare i lavori dell’Abilitazione Scientifica Nazionale 2013.

 

INTERROGAZIONE A RISPOSTA ORALE

CON CARATTERE DI URGENZA AI SENSI DELL’ART. 151 DEL REGOLAMENTO

 

 

Al Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca

 

Premesso che:

  • risulta che le Commissioni per le Abilitazioni Scientifiche Nazionali abbiano avuto prorogato il termine per il completamento delle operazioni al 31.5.2014, in quanto il Direttore Generale del Ministero ha utilizzato la possibilità di concedere proroga dei termini originariamente previsti (art. 4, comma 6, secondo periodo, del decreto direttoriale n. 161 del 2013).
  • risulta che, anche per le Commissioni che abbiano provveduto agli incombenti loro spettanti, in particolare con l’approvazione dei criteri che hanno dato luogo al conseguente decorrere dei 15 gg. per le eventuali rinunce dei candidati, a tutt’oggi non sono state aperte le procedure necessarie perché le Commissioni possano disporre dei dati utili all’avvio della valutazioni. Ad oggi non sono in condizione di conoscere né quali e quanti siano i candidati, né di leggere le pubblicazioni presentate;
  • risulta quasi impossibile per le Commissioni poter concludere i lavori in soli 50 giorni (si tratta di leggere migliaia di pagine di testi, elaborare giudizi singoli e collegiali, controllare la regolarità delle domande, ecc.);

    si chiede:

  1. di conoscere le ragioni che impediscono alle Commissioni, anche già in condizione di avviare i lavori, di accedere ai dati e quando questa possibilità potrà verificarsi;
  2. di sapere come codesto Ministero intenda assicurare l’espletamento e il buon funzionamento di queste procedure di valutazione, se siano immaginabili, e su quali fondamenti normativi, ulteriori proroghe rispetto al termine del 31 maggio 2014, decorso il quale si avrebbe la decadenza della commissione e la costituzione di una nuova commissione.Roma, 4.04.2014
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42 Commenti

    • Mi riferisco alla proposta pubblicata di recente (non metto il link, altrimenti mi ricensurano il commento). Fra l’altro non capisco perchè il mio commento è stato censurato, visto che ho solo ripetuto quanto scritto nel comunicato.

      L’ANDU ammette pubblicamente con un comunicato il motivo dell’astio verso l’ASN: i concorsi devono continuare ad essere pilotati dai maestri-baroni, in difesa del sistema feudale attualmente in vigore (è detto esplicitamente: redazione di ROARS, per favore non prendetevela con me censurando i commenti).

    • Caro il mio anonimo shekerato.
      Ciò che quelli come lei non arrivano a comprendere è che in alcun modo le procedure anvur tolgono potere a chi vuole scegliersi il cagnolino per scaldarsi i piedi (senza pagare le conseguenze di questa scelta), anzi lo rafforzano.
      I concorsi infatti continuano ad essere banditi con gli stessi metodi (vedi articolo di Talamanca sui concorsi con foto del vincitore allegata) del passato con buona pace dei sostenitori di Sua Eccellenza il merito.
      Chi è d’accordo con le procedure fintamente meritocratiche dell’Anvur può esserlo per due sole ragioni:
      1) incapacità intellettuale a comprenderne i limiti e gli errori;
      2) disonestà intellettuale per poter continuare a fare il porco comodo proprio.

    • @Labini
      ho uno screenshot dei miei commenti censurati. Me li tengo come prova, nel caso qualcuno volesse dibattere sull’argomento.
      @Valiante
      Di grazia, chi sono quelli come me? Ormai siete talmente abituati agli insulti, che neanche ve ne rendete più conto.
      Io ho solo criticato un comunicato ANDU in cui si tessono le lodi del sistema feudale che vige attualmente nel mondo accademico (comunicato con cui nessuno sano di mente potrebbe concordare).

    • “o ho solo criticato un comunicato ANDU in cui si tessono le lodi del sistema feudale che vige attualmente nel mondo accademico (comunicato con cui nessuno sano di mente potrebbe concordare).”
      ___________
      Con il piccolo dettaglio che il comunicato ANDU, lungi dal tessere le lodi del sistema feudale, intendeva dire esattamente il contrario, cone ogni lettore attento era in grado di comprendere.

  1. Riporto testualmente sperando di aver capito bene “risulta quasi impossibile per le Commissioni poter concludere i lavori in soli 50 giorni (si tratta di leggere migliaia di pagine di testi, elaborare giudizi singoli e collegiali, controllare la regolarità delle domande, ecc”
    Se questo è un argomento ancora in discussione allora non ci sono speranze.
    Esiste ancora qualcuno che crede che l’ASN sia basata sulla lettura (impossibile) delle pubblicazioni dei candidati.
    In alternativa, alcuni addirittura si sono sbilanciati nell’affermare che, in fondo, i commissari sono abbastanza bravi per poter valutare i candidati sulla base delle loro conoscenze pregresse del SSD.
    Forse, oltre alla rilettura attenta delle varie normative a base della ASN, sarebbe il caso di ribadire il concetto di semplice “patente” che sta dietro l’abilitazione.
    D’altronde non vedo perché una commissione, di pur bravissimi P.O., dovrebbe valutare (spesso in negativo) i lavori dei candidati che, soprattutto nei settori bibliometrici, sono stati oggetto di ampie revisioni su riviste ISI e di citazioni, internazionali, da parte di colleghi

    • In realtà, non c’è sempre da fidarsi che un articolo sia corretto perché uscito indenne da un referaggio. Almeno in matematica, vi sono parecchi esempi di articoli completamente sbagliati pubblicati su riviste di alto livello e anche citati da altri. Piuttosto è vero che difficilmente i commissari potrebbero avere il tempo di leggere approfonditamente tutti gli articoli, e gli errori di cui sopra potrebbero sfuggire anche a questi.

  2. In una telefonata di pochi minuti fa, funzionaria del Miur mi comunica che le commissioni per la seconda tornata ASN che si sono poste nelle condizioni di cominciare a lavorare (ovvero che hanno ormai visto scadere gli ultimi 15 giorni riservati a eventuali ritiri di candidati) da OGGI possono farlo, perché proprio da OGGI sono state messe in grado di accedere a nomi, cognomi, curricula e PDF delle pubblicazioni dei loro candidati. Chiedo (essenzialmente a De Nicolao, che fa parte di una delle suddette commissioni): è verità o menzogna?

    • @ ciliegio

      Resta anche oggi menzogna?
      Giustamente precisa che lei risponde per la sua commissione e non per le altre. Ma io preciso che ieri mattina mi è stato detto: “da stamane TUTTE le commissioni per cui sono scaduti i 15 giorni finali per eventuali ritiri possono accedere al materiale relativo a tutti i loro candidati e cominciare a lavorare”.
      Peccato che De Nicolao non ci scriva (a meno che mi sia sfuggito un suo intervento in merito) qual è la situazione di Automatica

    • Grazie per la risposta, che naturalmente non mi sorprende e rinsalda ulteriormente la convinzione che porre come data conclusiva (per quel che sembra, inderogabile) dei lavori delle 184 commissioni il 31/5 attenga al totalmente buffonesco.
      Le sarò grato se vorrà informarci con un intervento in questo sito quando avverrà il “miracolo” non avvenuto, per ora, neppure oggi

  3. Sono apparse oggi in piattaforma le domande della tornata 2013. Nel mio settore sono circa 1/4 rispetto alla prima tornata, con diverse domande di candidati già abilitati per la medesima fascia.

    La “mission” potrebbe essere anche essere “possible” (non facendo praticamente altro), se non fosse che gli indicatori dei candidati “saranno disponibili a breve” (sic!).

    • Grazie per l’aggiornamento.
      Nessuno avrebbe dovuto candidarsi nella seconda tornata per lo stesso settore e per la stessa fascia per cui s’era candidato nella prima. E’ vero che al 31/10/13, giorno di chiusura del bando, nessuno sapeva, almeno ufficialmente, come gli fosse andata nella prima tornata; ma ognuno sapeva che, se gli fosse andata bene in un certo settore e in una certa fascia, non avrebbe avuto senso ripresentarsi per quello stesso settore e quella stessa fascia, mentre, se gli fosse andata male, il regolamento glielo avrebbe impedito.
      Comunque è gente i cui nominativi avrebbero dovuto essere depennati dalla lista dei candidati da Miur e/o Cineca, semplicemente scorrendo la lista dei candidati della prima tornata nello stesso settore e fascia.
      A meno che non sia gente che, col consenso del Miur, cerchi di prendere per due volte la stessa identica abilitazione affinché, per quella ottenuta la seconda volta, partano quattro anni di validità che ovviamente finiscono più tardi dei quattro partiti per quella ottenuta la prima volta

    • Nella tornata 2013, le domande degli abilitati della prima tornata sono perfettamente valide, a tutti gli effetti. Non c’è alcun bisogno del “consenso del MIUR” per presentarle o per prenderle in considerazione ai fini della valutazione.

      Inoltre, nulla vietava ad alcuno di ricandidarsi per la stessa fascia e lo stesso settore. Il bando 2013 era aperto a tutti.

      Tale bando prevedeva soltanto l’esclusione ex post dalla procedura di coloro che, successivamente, fossero risultati non abilitati alla prima tornata.

    • Ma infatti, per “con il consenso del Miur” intendevo che la normativa non lo vieta e quindi si può fare.
      Classica buffonata all’italiana: uno può prendere l’abilitazione per lo stesso settore e la stessa fascia anche per 6 volte consecutive. Buffonata, però, pensata probabilmente per sopperire al fatto che, mentre gli abilitati già strutturati (almeno gli abilitati ad associati) andranno tutti (o quasi) a posto nel giro di 4 anni dall’ottenimento della “prima” abilitazione, per gli abilitati non già strutturati sarà spaventosamente dura; e quindi, per avere qualche chance reale di entrare, a loro occorre proprio restare in pista, di abilitazione in abilitazione, per (ben) più di 4 anni.
      Bisogna poi dire che ogni due tornate vengono ricalcolate le mediane, e quindi, se è pressoché automatico che uno possa ottenere la stessa identica abilitazione per le due tornate consecutive in cui è in carica la stessa commissione, non altrettanto ovvio è invece che ce la faccia, come ho scritto, per 6 tornate consecutive.
      Comunque sono tutte elucubrazioni al vento, visto che la Giannini ha ormai detto che la storia di questa abilitazione con queste regole finisce già al termine della seconda tornata.
      Ma forse non sono elucubrazioni al vento perché homo rignanensis e la Giannini possono anche cadere fra due mesi e quindi i progetti della seconda circa il futuro dell’abilitazione passare a non contare più niente. E’ l’italia, baby

    • Indipendentemente dall’imperscrutabile futuro politico della nostra Italia, credo sia lecito nutrire qualche dubbio circa l’espletamento della terza tornata ASN (almeno nei tempi previsti, e con le modalità vigenti).

      A parte il fatto che è difficile immaginare un ministro disposto ad impelagarsi in un pasticcio del genere (a che pro?), sussistono evidenti ostacoli di carattere tecnico.

      Secondo il “cronoprogramma” redatto dal ministro Profumo, il bando per i commissari dell’ASN 2014 dovrebbe uscire in maggio. Per poter rispettare tale scadenza, in questi giorni il MIUR dovrebbe già essere pronto a pubblicare le nuove mediane.

      Chi lo crede possibile, alzi la mano.

    • Nulla vieta ad alcuno di fare cretinate (in Italia, anzi, su questa libertà si può sempre contare), ma, anche se so che a qualcuno della redazione di Roars dà fastidio il paragone coi “Paesi civili”, ditemi voi: in quale Paese civile uno che è già abilitato pretenderebbe di esserlo ancora, per lo stesso ruolo e settore?

  4. @fausto_proietti.

    Il problema è che, nel Bel Paese, le assurdità (altrimenti dette “cretinate”) hanno un senso. A volte hanno persino più senso (e probabilità di successo) delle scelte dettate dalla logica. Come giustamente osservava @Ciro, riottenere l’abilitazione presenta l’indiscutibile vantaggio di prolungarne gli effetti. Con i tempi dell’ASN, la differenza può anche essere consistente.

    Certo, tutto ciò ritornerebbe normalmente “assurdo” se l'”abilitazione” fosse un titolo. Allora non avrebbe il deprecabile difetto di scadere dopo pochi anni.

    In effetti, basterebbe anche solo che, per dirla con l’attuale Ministro, fosse una sorta di “patente”: in tale caso, prima del raggiungimento di una certa età anagrafica, il rinnovo sarebbe automatico.

    • Perdonami, ma cosa stai dicendo? In Francia l’abilitazione è un titolo, ma dura quattro anni, e ti posso assicurare che se uno che è già abilitato provasse a fare nuovamente domanda prima della scadenza dell’abilitazione quella domanda non verrebbe neanche presa in considerazione non dico dalla commissione, ma dal sistema informatico – e nessuno si sognerebbe di ricorrere al tribunale amministrativo contro questa ovvietà.
      L’abilitazione non è come la patente, non si ottiene una volta per tutte; se scade, si ripete la domanda e – ovviamente solo se si è continuato a studiare e pubblicare nel frattempo – la si riottiene senza grandi difficoltà. Questo, insisto, in Paesi civili come la Francia; ma già, noi siamo il Paese in cui di norma si scrive solo in vista dei concorsi, e non a caso il 2012 passerà agli annali come l’annus mirabilis degli editori-fai-da-te e degli spacciatori di isbn.

    • E siamo anche il Paese in cui non a molti sembra assurdo che si ipotizzi di passare da una normativa ipertrofica come quella dell’ASN a una situazione in cui ogni Ateneo chiama chi gli pare, e poi se ne assume la responsabilità (“se ne assume la responsabilità”! ah ah! che barzelletta!), ovvero, tradotto nella lingua del sì (quella che i commissari OCSE, poverini, non conoscevano): chi è nella cordata giusta sarà chiamato, per tutti gli altri nisba. Il neoministro dixit: amen!

    • La licenza elementare è un titolo. La laurea è un titolo. Ma un “titolo” che scade, per me, non è un titolo; è solo la certificazione di un diritto temporaneamente acquisito. E poi esistono Paesi, come la Germania, in cui l'”abilitazione” è una qualificazione accademica permanente, ma non è condizione né necessaria, né sufficiente, per ottenere la nomina a professore ordinario. Si tratta, grosso modo, di una sorta di “superdottorato”, che riconosce anche l’idoneità all’insegnamento. E si consegue, infatti, presentando una tesi e sostenendo un esame (come anche in Francia), davanti ad una Commissione che può davvero valutare la persona e il suo lavoro.

      La mia opinione personale è che, per ottenere un posto/una promozione si debba passare una selezione ad hoc, che richieda prerequisiti solidi e capacità dimostrabili, ma senza ulteriori filtri di indefinita natura. Si rischia di complicare inutilmente la questione con artifici che, in termini di contenuto culturale e levatura morale, non aggiungono proprio nulla al processo: in particolare non lo salvano se questo, di per sé, manca di trasparenza e serietà. La possibilità di un ironico confronto con la “patente” basta a mettere in luce i risvolti dubbi della faccenda che, in alcune circostanze, si rivelano anche potenzialmente ridicoli. Il che, del resto, sta ampiamente emergendo da questo dibattito intorno a quello che, per quanto sudato e meritato, dal punto di vista legale – purtroppo – è solo un pezzo di carta deperibile. Anzi, a dire il vero, in questo caso, non c’è nemmeno la carta. Ma vogliamo davvero affidare il nostro futuro a una “cosa” del genere?

      Infine, a proposito della “deperibilità”, come spiegare questo paradosso? X e Y ottengono l’abilitazione. X ha la fortuna di essere subito chiamato dalla sua università. Diventa professore, e lo rimarrà per sempre, anche se dovesse diventare nullafacente e perdere i requisiti previsti dall’abilitazione. Y, invece, per quattro anni resta a terra. Alla fine, si ritrova con il classico pugno di mosche. Nonostante abbia lavorato, e molto, e anche molto bene. Magari da precario.

    • “un “titolo” che scade, per me, non è un titolo”

      non è questione di opinioni (per me, per te…) ma di fatti: in Francia la qualification è un titolo, necessario per partecipare ai concorsi, e ha una scadenza.

      “E si consegue, infatti, presentando una tesi e sostenendo un esame (come anche in Francia), davanti ad una Commissione che può davvero valutare la persona e il suo lavoro.”

      questo è un errore molto comune, che consiste nel confondere, per quanto riguarda la Francia, la “qualification” con l'”habilitation” (à diriger des recherches). L’habilitation in effetti si discute come una seconda tesi di dottorato, ma è solo la precondizione per partecipare alla qualification come Professeur (per partecipare a quella come Maitre de Conférences, equivalente al nostro PA, invece è necessario aver conseguito il Dottorato). La qualification, a sua volta, è necessaria per partecipare ai concorsi (e ha una scadenza).

      “Y, invece, per quattro anni resta a terra. Alla fine, si ritrova con il classico pugno di mosche. Nonostante abbia lavorato, e molto, e anche molto bene.”

      Perché “a terra”? Se ha lavorato, e bene, non gli sarà per niente difficile ottenere di nuovo l’abilitazione (per tornare all’esempio della Francia, si chiama re-qualification).
      A mio parere, il sistema basato sulla abilitazione/qualification è ottimo e funziona bene; basta non organizzarlo come è stato fatto in Italia, ma in modo razionale e snello. Gli esempi non mancano in Europa (vedasi, ancora una volta, quello francese): basta studiarseli e cercare di imitarli, anziché fare sempre papocchi all’italiana (cfr. “italicum”), magari spacciandoli come “ispirati” a modelli (“francese, “tedesco”, “spagnolo”, e chi più ne ha più ne metta) che non si conoscono nemmeno per sentito dire.

    • A dire il vero, mi pare che funzionino molto bene anche sistemi in cui non esiste nulla di paragonabile alla “habilitation” o “qualification”, e nei quali si può accedere alla carriera universitaria (anche se magari, non subito con posti a tempo indeterminato) semplicemente con il dottorato di ricerca. Non vedo alcun motivo di preferire quelli basati sui filtri pre-concorsuali. Non mi pare che presentino alcun effettivo vantaggio né tecnico, né sostanziale.

      Se la valutazione è seria, non c’è bisogno di inserire sbarramenti in entrata. Se non è seria, non c’è sbarramento che tenga. Temo proprio che, qui in Italia, stiamo per averne la prova concreta.

    • Sono d’accordo. Però l’idea di introdurre l’abilitazione in Italia derivava dalla necessità di impedire che i concorsi locali fossero vinti da candidati del tutto impresentabili. Poi l’abilitazione è stata basata su regole ipertrofiche e allucinanti, e gestita come un concorso, e il risultato è sotto gli occhi di tutti. Personalmente, più ci rifletto più mi convinco che la soluzione peferibile in un Paese molto sui generis per quanto riguarda gli standard etici (chiamiamoli così) come il nostro sarebbe l’eliminazione dell’abilitazione e dei concorsi locali, sostituendoli con un concorso nazionale a numero chiuso gestito con commissioni ampie e regole il più possibile fisse, certe e semplici (niente “mediane”, per capirci). Poi gli atenei potrebbero pescare dalla lista per le chiamate. Ma vedo che il Ministro sta andando in tutt’altra direzione, quella del modello della cosiddetta libertà responsabile (niente abilitazioni né concorsi: si recluta a piacimento, assumendosene poi la “responsabilità”) o modello “anglosasone”, che fra tutti quelli possibili mi pare il più distante dalla cultura di un Paese come il nostro, che non sa cosa sia – a tutti i livelli – l’etica della responsabilità. E sarà un disastro.

  5. Buonasera!
    Ho chiesto al CINECA (consulenza ASN) di conoscere il risultato del calcolo dei “miei” indicatori, essendo giunta la data in cui è possibile ritirare la domanda. La risposta è stata : ” Il calcolo degli indicatori non viene fornito ai candidati.
    Cordiali saluti.
    CINECA
    Servizio Consulenza”
    Dato che per la tornata 2012 la mia domanda in un altro settore è stata ritenuta inidonea anche in virtù degli indicatori ERRONEAMENTE calcolati come inferiori alle mediane, mi sembrava fondamentale conoscere il calcolo effettuato adesso. Pensate sia possibile chiederne conto al MIUR dato che i commissari possono già accedere a queste informazioni, da quanto scrive il commissario ciliegio?

  6. Salve, per quanto riguarda il calcolo degli indicatori secondo me, che mi trovo nella stessa situazione di Ornella, si tratta di sapere “quando” vengono calcolati! Da quanto è emerso da commenti passati sembrerebbe che tale calcolo venga fatto solo quando si è definito il numero dei candidati (cioè quelli che non hanno ritirato la domanda). Se qualcuno ha informazioni in merito sarei grata se le condividesse. Non credo che il servizio consulenza ASN risponderà a questo quesito! Questa ASN assomiglia sempre di più ad una roulette russa!
    Avrei anche altre perplessità, condivise da molti. La prima ovviamente è quanto possa essere realistica la conclusione dei lavori per il 31 Maggio e soprattutto quanto sia “legale” qualora si dovessero nominare altre commissioni essere giudicati un anno dopo la presentazione della domanda! Inoltre visto che stavolta non ci viene chiesto di “riversare” ma di “ritirare” la domanda, è chiaro che ASN 2014 non si farà né nei tempi previsti né con le stesse regole. Se così fosse come può valere il blocco dei due anni se le regole del “gioco” cambiano? Perché il Ministro paladina di “semplicità”, “chiarezza” e “scadenze certe” non si esprime in merito a nessuna di queste questioni?

  7. So bene che a qualcuno ripugnerà – obbrobrio parlare di tecnicismi quando abbiamo la vocazione della Storia, ma mi hanno detto, e convenientemente spiegato, che il superamento delle mediane si può fare anche semplicemente “pesando” la propria carriera con un pizzico di congedi per malattia: nel ricalcolo di 10 anni + due giorni di malattia, la mediana diventa 1,001. Ma è possibile? Voglio dire: che un accademico di qualsiasi grado si autodenunci malato se sta a casa un giorno o due? A parte i candidati ASN, ne avete mai visto uno?

  8. Più della metà delle commissioni non ha ripubblicato i criteri e dunque a questo punto penso abbiano deciso di decadere e cedere il passo alle nuove commissioni da nominare dopo il 31 maggio. Le altre commissioni credo stiano procedendo con i lavori. Onestamente non so se queste ultime riusciranno a terminare in tempo e se così fosse non immagino come possa essere gestito lo sfasamento di tempi tra chi avrebbe terminato e chi dovrà aspettare tre mesi dopo la nomina della nuova commissione! Sarà come ASN 2012 con giudizi a singhiozzo distribuiti su tre quattro mesi!
    Sulle prossime tornate invece c’è il silenzio assoluto!

  9. Ringrazio Giuseppe De Nicolao per l’informazione. Ho ascoltato le parole del Ministro. In sintesi: 1) La proroga ci sarà ed ASN2013 sarà portata a compimento; 2) il giudizio sulla procedura fino ad ora è stato: “esito non positivo”; 3) il sistema è da revisionare!
    Io credo che se il sistema verrà revisionato coloro che non avessero superato ASN 2012 e 2013 potranno partecipare alla futura ASN201X. Voi che ne pensate?
    Per quanto riguarda il calcolo degli indicatori a me è stato detto dal servizio consulenza ASN che la data (non precisata) è comunque successiva al 25 Marzo 2014 (scadenza per l’aggiornamento dei codici ISI e SCOPUS). Visto che i lavori delle commissioni saranno ulteriormente prorogati penso sia legittimo pretendere che il calcolo degli indicatori tenga conto anche degli aggiornamenti più recenti dei data base. Io periodicamente scarico e faccio il pdf dei miei dati sulle banche dati ISI e SCOPUS con relativa data da utilizzare per eventuali “confronti” con i dati “ufficiali”.

    • Un altro passaggio importante, mi pare, è quello in cui il Ministro ha fatto riferimento alla necessità di “mettere in sicurezza” gli esiti della procedura ASN rispetto ai ricorsi, anche con una “apposita norma”; un concetto analogo lo ha espresso nella recente audizione presso il CUN. Dunque c’è da aspettarsi un provvedimento di qualche tipo a breve.

  10. ma secondo voi non è una grave lacuna alla trasparenza che a settimane e mesi dall’inizio delle operazioni della seconda tornata di asn da parte di alcune commissioni non sia ancora stato pubblicato l’elenco delle persone che hanno mantenuto e non ritirato la domanda???
    Alcune commissioni hanno infatti iniziato la valutazione per la seconda tornata e la mancata pubblicazione dei numeri dei candidati a mio giudizio implica un grave vulnus di trasparanza perchè non permette di verificare i numeri e ritenere quindi fondate eventuali proroghe dei lavori ma anche perche non permette di capire quali “giochi” ci sono dietro alle abilitazione avvenute nella prima tornata…avete letto l’articolo apparso sul l’espresso??? che ne pensate?

    • Se non sbaglio, anche nella prima tornata l’elenco dei candidati è stato reso noto in simultanea solo quando le commissioni di tutti i settori avevano iniziato i lavori.

    • In realtà gli elenchi apparvero negli ultimi giorni di giugno. E apparvero gli elenchi che potevano apparire, perché non tutte le commissioni avevano iniziato i lavori a quella data: la 184esima e ultima commissione ad attivarsi vide scadere gli ultimi 15 giorni per eventuali ritiri di candidati l’11 ottobre.
      Comunque siamo vicini al compimento del settimo mese dalla chiusura del bando, e nella prima tornata passarono appunto 7 mesi fra la chiusura del bando e quell’apparizione: può anche darsi che riescano a evitare di fare peggio rispetto all’anno scorso

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