L’ASN richiedeva che le commissioni comprendessero un membro equivalente a ordinario e proveniente da uno dei paesi OCSE. Da subito era apparso chiaro che il commissario straniero costituiva uno dei (numerosi) punti deboli del sistema: si sarebbe dovuto verificare che ricoprissero un ruolo analogo a quello di un ordinario italiano, e che le loro competenze fossero riconducibili ai settori concorsuali italiani. La verifica di tali requisiti rischia di produrre errori che possono rivelarsi catastrofici. Nel caso del settore concorsuale di diritto privato, la questione pare aver rotto gli argini e rischia di travolgere l’intera procedura. C’è un responsabile?

deragliato

Come è noto l’ASN, nella sua originaria configurazione, recentemente oggetto di modifica, richiedeva – salvo eccezioni – che le commissioni comprendessero un membro equivalente a ordinario e proveniente da uno dei paesi OCSE.

Al di là dell’assurdità della limitazione del bacino dei possibili commissari ai paesi aderenti all’OCSE, da subito era apparso chiaro che il commissario straniero costituiva uno dei (numerosi) punti deboli del sistema.

Infatti, si sarebbe dovuto verificare che si trattasse di persone che ricoprivano un ruolo analogo a quello di un ordinario italiano, e che le loro competenze fossero riconducibili alle discipline che compongono i settori concorsuali italiani (talora corrispondenti a un settore scientifico disciplinare, talora a una somma di questi).

La verifica di tali requisiti, come si può facilmente immaginare, non è operazione semplice; e un’operazione non semplice moltiplicata per decine e decine di settori concorsuali, rischia inevitabilmente di produrre errori. Errori che possono rivelarsi catastrofici.

Da molte parti, infatti, sono stati sollevati dubbi sulla competenza del commissario straniero e sull’equivalenza del suo ruolo accademico con quello di ordinario. Nel caso del settore concorsuale di diritto privato, la questione pare aver rotto gli argini e rischia di travolgere l’intera procedura.

Infatti, il TAR Lazio, terza sezione, ha ad oggi pronunciato ben 15 sentenze di annullamento relative alla tornata 2012, fondate sull’illegittimità della commissione giudicante.

Il Tribunale si è espresso come segue – cito a titolo di esempio da una delle tante sentenze:

Rilevato, infatti, che è fondata, con valore assorbente sul resto, la censura che riguarda la formazione della Commissione giudicatrice mediante il membro straniero, non dotato di qualificazione adeguata al settore relativo al diritto privato – 12/A1 (cfr. la sentenza di questa Sezione n. 10865 / 14); Considerato che, infatti, in base all’art.16, comma 3, lett. f) – h) della Legge n.240 del 2010 ed all’art.6, commi 2, 7 del D.P.R. n.222 del 2011, è prescritta la corrispondenza tra il settore concorsuale per il quale si chiede l’abilitazione e quello relativo ai Commissari mentre il componente OCSE della Commissione di valutazione, Sig. Josè Miguel Embid, risulta Professore di diritto mercantile (commerciale) presso l’Università di Valencia; Ritenuto dunque che rientrando il diritto commerciale nel macrosettore 12/B “diritto commerciale, della navigazione e del lavoro”, settore concorsuale 12/B1 “diritto commerciale e della navigazione”, il membro OCSE insegna una materia non solo estranea al settore concorsuale in esame 12/A1 “diritto privato”, ma anche al macrosettore 12/A “diritto privato” (cfr. D.M. n.336 del 2011); che quindi risultano violate le predette norme di cui all’art.16, comma 3, f – h della Legge n.240 del 2010 ed all’art.6, commi 2, 7 del D.P.R. n.222 del 2011; Ritenuto che pertanto il Prof. Embid non poteva far parte della suddetta Commissione; Ritenuto che in conclusione, trattandosi di collegio perfetto, col necessario apporto di tutti i componenti, ovvero di un quorum strutturale pari ai componenti predetti, il giudizio emesso risulta viziato; Ritenuto, pertanto, che il giudizio finale di non abilitazione è illegittimo, e va annullato, sicchè, in esecuzione della presente sentenza (art. 34 comma I, lettera “e”, del c.p.a.), la Commissione, in composizione del tutto differente da quella che ha operato, procederà ad una rinnovata valutazione del candidato entro giorni novanta dalla ricezione della presente sentenza;

La questione è specialmente problematica e meritevole di attenzione. Infatti, va tenuto presente che la commissione più volte definita illegittima dal TAR ha operato non una, ma due tornate di Abilitazione Nazionale.  A questo punto si pongono alcune domande:

1. Cosa ne sarà della seconda tornata ASN? Qualsiasi candidato respinto potrà tranquillamente impugnare il giudizio certo di vedere accolte le proprie ragioni, almeno in prima istanza (ma non vi sono motivi, allo stato, per ritenere che il Giudice d’appello vorrà discostarsi dall’orientamento di quello di prima istanza).

2. Che ne sarà della prima tornata ASN? Qui si pongono gravi problemi di equità e di diritto: se la commissione non era composta in modo legittimo, è giusto che solo i ricorrenti, e per di più solo i ricorrenti sul punto specifico della competenza del commissario straniero, si vedano assegnati a nuova commissione? Questa è una domanda alla quale non è facile rispondere poiché è evidente che l’eventuale annullamento da parte del MIUR della prima tornata rispedirebbe in purgatorio i candidati abilitati, con l’esito di generare – prevedibilmente – ulteriore contenzioso. Inoltre sono già in corso procedure di reclutamento o avanzamento di carriera che coinvolgono idonei di diritto privato, giudicati da una commissione a quanto pare illegittima. Il risultato però sarà che candidati assegnati a nuova e diversa commissione che si vedano poi dichiarati abili si troveranno in una situazione di svantaggio perché le procedure si saranno già svolte a favore degli abilitati da parte della commissione illegittima.

Insomma, un terribile pasticcio, di difficile soluzione, che nuoce ancora una volta al sistema universitario italiano e che danneggia, in un modo o nell’altro, decine di incolpevoli candidati.

Il che sollecita un’ulteriore domanda: al di là del settore di diritto privato, cosa può accadere per tutti quegli altri settori (e ci sono, a quanto pare) nei quali risulta che il commissario straniero fosse o non qualificato quanto a rango accademico o non competente per il settore concorsuale?

Infine, veniamo alla domanda del titolo. C’è un responsabile? Il che può essere declinato in due modi diversi.

In primo luogo, il Ministero dovrebbe intervenire. Le scelte sono senz’altro complesse e difficilissime, ma a questo punto sembra inevitabile un intervento ministeriale. Peraltro, alla vicenda ha già fatto riferimento una risoluzione della VII Commissione della Camera, del 18.6.2014, così come anche diverse interrogazioni parlamentari, allo stato senza risposta alcuna.

In secondo luogo, va segnalato che non si tratta solo di agire, nei limiti del possibile, per sanare iniquità e limitare il contenzioso, ma – pare doveroso – per identificare i responsabili dell’erronea designazione del prof. Embid nella commissione di diritto privato.

A questo proposito, pare opportuno ricordare l’art. 7 del DD 27.6.2012, n° 181:

ART. 7
(Individuazione del commissario in servizio presso università di un Paese aderente all’OCSE)

1. Il commissario di cui all’articolo 1, comma 3, è individuato mediante sorteggio all’interno di un’apposita lista, predisposta dall’ANVUR ai sensi dell’articolo 6, comma 7, del DPR n. 222 del 2011, composta da almeno quattro studiosi od esperti di livello pari a quello degli aspiranti commissari, in servizio presso università di un Paese aderente all’OCSE, diverso dall’Italia.

2. Nella redazione della lista l’ANVUR assicura il rispetto delle tabelle di corrispondenza di cui all’articolo 18, comma 1, lettera b), della legge n. 240 del 2010 e la coerenza del curriculum degli aspiranti commissari con i criteri e i parametri di cui all’articolo 8 del DM n. 76 del 2012, nonché rende pubblico per via telematica il curriculum di ciascun soggetto inserito nella lista.

3. Le operazioni di sorteggio avvengono tramite procedure informatizzate, validate dal comitato tecnico di cui all’articolo 7, comma 6, del DPR n. 222 del 2011, seguendo le disposizioni di cui all’articolo 6, commi 2 e 4, secondo e terzo periodo, del presente decreto.

La secca previsione dell’articolo sembra chiarire al di là di ogni dubbio alla negligenza di chi si debba imputare l’odierna, caotica situazione.

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71 Commenti

  1. C’e’ di più, non essendo mai stato determinante, in quanto non poteva esserlo (per appartenenza ad altro settore) ha viziato irrimediabilmente tutto l’operato della commissione.
    E il MIUR era stato avvisato, quantomeno, da diverse interrogazioni parlamentari, placidamente ignorate.
    Se i commissari devono essere 5, DEVONO ESSERE 5!
    Al netto di tutto il resto, questa interpretazione è giuridicamente incontestabile. Poi siamo in Italia…ma forse si è superato il limite.

  2. Il Professor “Roberto Villalta” non credo abbia chiaro il quadro di quanto acceduto, soprattutto in prima fascia.
    Afferma che quasi tutti gli idonei sono meritevoli a parte qualcuno e che solo pochi altri sarebbero dovuti “passare”. E allo stesso modo si esprime qualche altro commentatore, ironizzando su figli di Professori e “asini” vari.
    Ricordo ai signori che sono stati dichiarati idonei, senza far nomi, ma e’ a tutti noto: candidati bravi, magistrati e notai non strutturati, figli di Professori del settore, allievi dei Commissari, strutturati “stagionati” con rare publicazioni, amici di famiglia, etc. E sono rimasti fuori bravi, non bravi, figli di …….e cosi via.
    E’ chiaro ?
    La Commissione ha fatto solo ingiustizie e basta. Ma quale merito…
    Diceva un maestro onesto “i bravi sono rari due, tre massimo quattro gli altri lavorarano e si impegnano”. Senza parlare poi dei giudizi sulle pubblicazioni …..
    Fate i seri…….C’e’ addirittura un candidato per il quale sottolineano l’incoerenza delle pubblicazioni con il settore e poi …idoneo ed una candidata in prima fascia che presenta 7 pubblicazioni di cui solo una monografia……

  3. Confesso che mi spiace un po’ che la discussione si sia immediatamente orientata sulla qualità del lavoro della commissione di Privato, cosa peraltro sulla quale non mi pronuncio né saprei pronunciarmi, non essendo del settore. Ciò che volevo però segnalare, e che mi pare che a molti sia sfuggito, sono due cose:
    1- che si è creata una situazione terribilmente ingarbugliata e di difficile soluzione, che pure il Ministero dovrebbe tentare di risolvere.
    2- che il pasticcio che è stato combinato, è stato combinato da qualcuno e non da un calcolatore che ha estratto delle stringhe numeriche. Questo qualcuno, ha nome e cognome, ma a quanto pare nessuno vuole chiedergli se ha qualcosa da dire in proposito.

    • Suvvia Antonio. E’ di cattivo gusto sollevare questo problema. Ennesima caduta di stile di Roars. Sempre a prendersela con quei poveretti…

    • Se continuano queste cadute di stile, io mi dimetto dalla redazione. Non si può mica pretendere che Fantoni vada a controllare le date degli incarichi di Benedetto quando risponde a CoNPAss (https://www.roars.it/online/caso-benedetto-finpiemonte-interviene-il-presidente-anvur-stefano-fantoni/). E adesso ce la prendiamo con chi ha valutato sorteggiabile un commissario OCSE che non c’entrava con il settore concorsuale. Diamoci un taglio, insomma. Discutiamo un po’ di massimi sistemi, senza perderci in questi inutili dettagli.

    • Non è, a mio parere,un dettaglio il fatto che sia stato sorteggiato un commissario non sorteggiabile. La colpa non sarà di nessuno, ma è grave. Il settore 12/A1 è uno dei più grandi se non il più grande, dell’ area 12 e coinvolge più di 500 persone tra le due tornate. Ora abbiamo una commissione dichiarata non legittima e ciò, come sottolineato da Antonio Banfi, comporta una serie di problemi pratici di non facile soluzione e che, se alcune ordinanze del Cds relative ad altri settori, saranno confermate potrebbe coinvolgere anche aree diverse.
      Ci sono persone che hanno ricorso che avranno diritto ad una rivalutazione sulla base di un problema generale che però chi non aveva la disponibilità economica non potrà far valere e se otterranno l’ idoneità avranno perso molte chances; una seconda tornata che sarà caotica considerato che ogni bocciato ricorrerà; procedure selettive e valutative avviate…Il che almeno in parte si poteva evitare se avessero bloccato la seconda tornata, modificato la commissione e riavviato per tutti la procedura, salvando gli idonei. Mi limito a ricordare che generalmente sui vizi generali che attengono al procedimento, di solito i Tar/Cds annullano tutto. Qui non si è fatto per tutela agli idonei, ma il problema per chi non ha ricorso è evidente, soprattutto se ci sarà un blocco lungo delle procedure di abilitazioni
      Sono d’accordo a non entrare nel merito dell’ operato della Commissione, tanto i giudizi sul suo operato sono diffusi nell’ ambiente, ma i problemi pratici causati da questo errore sono, a mio avviso, sintomatici della superficialità e cattiva gestione di tutta la procedura.

  4. Caro Prof. Banfi, lei non deve affatto rammaricarsi, piuttosto le garantisco che ha reso un servizio di rara utilità al settore privatistico.
    Lei deve sapere che in questo settore (unico caso, vorrei, per il bene della nostra accademia) il procedimento per conseguire il ruolo di docente ha sempre costituito nient’altro che una esile sovrastruttura cui adeguarsi formalmente per il raggiungimento dell’obiettivo.
    Che tu sia un bravo giurista o un amico/a semianalfabeta di qualcuno, se si decide che tu debba diventare docente lo diventerai.
    Hai le pubblicazioni e i titoli, va bene, non li hai, va bene lo stesso. Qualcuno li scriverà per te e te li farà avere.
    Poi ci sarà la procedura, i giudizi saranno inattaccabili per la solita storia della discrezionalità tecnica, e i due o tre impavidi e bravi che avevano partecipato “in più” a quella selezione si roderanno il fegato da qualche parte.
    Anche con l’ASN, come è facile vedere dai giudizi e ancor più se si conoscono le persone, la commissione ha proceduto more solito.
    Le cose, poi, con estrema probabilità, sarebbero proseguite secondo i soliti canoni, a prescindere da un rodimento di fegato contemporaneamente assai più diffuso, se non si fosse verificato questo “singolare accidente” da parte dell’Anvur.
    I giudici, infatti, hanno concentrato la loro attenzione sull’unico aspetto sostanzialmente esterno all’operato della commissione che, tuttavia, per la sua macroscopicità, era impossibile da ignorare.
    Detto questo, però, lei non può evitare che l’attenzione e la rabbia si scateni contro le malefatte della Commissione (ben descritte da Antongiulio) anche per quel riflesso, direi pavloviano, dei privatisti giustificato dall’abitudine a ragionare come indicato sopra.
    Per attaccare l’Anvur ci siete voi e, lasciatemelo dire, lo fate benissimo.
    P.s. in veste di privatista assai atipico, ho partecipato mesi fa ad un convegno sull’ASN organizzato alla Sapienza, lì ho avuto l’occasione di ascoltare Fantoni. Per carità di patria non vado oltre il “poveretto” del Prof. Baccini.

    • Caro Desolation,
      mi piacerebbe rivolgermi a qualcuno con nome e cognome ma purtroppo devo ormai prendere atto che la grande maggioranza degli “accademici” italiani non ha questo coraggio. Scrivo solo per farle notare che il settore di Diritto Privato è estremamente rappresentativo dell’accademia italiana tutta. Il problema vero è che non abbiamo le prove scientifiche, per cui dobbiamo accettare (finche’ non viene falsificata) l’ipotesi che tutto va bene, siamo i migliori del mondo, la valutazione non serve e il vero unico problema è la mancanza di risorse. Sono fiducioso che il caro de Nicolao arrivera’ a breve a confermare la mia ipotesi con tanto di tabelle e grafici.
      Nel frattempo, la triste realta’ è che i poveri si fanno la guerra ed i soliti privilegiati ci sguazzano…
      Saluti,
      V.

    • Per chi avesse perso qualche puntata, la commissione di Diritto Privato è a tutti gli effetti figlia della nuova era: i commissari italiani sorteggiabili erano stati selezionati tramite le taumaturgiche mediane ed il commissario OCSE era stato approvato dall’ANVUR. Strano che le sorti magnifiche e progressive tardino a manifestarsi. Senza dubbio è colpa di quei gufi che, oltre a non aver mai detto che siamo i migliori del mondo, sono consapevoli della natura dei mali da curare e non credono alle soluzioni semplici(stiche) di problemi complessi.

    • “per cui dobbiamo accettare (finche’ non viene falsificata) l’ipotesi che tutto va bene, siamo i migliori del mondo, la valutazione non serve e il vero unico problema è la mancanza di risorse.”
      Che siamo i migliori del mondo (qualsiasi sia l’indicatore scelto) è una “ipotesi” che non ho mai visto pubblicata su nessun post di Roars dalla sua apertura. Evidentemnete deve averla letta da qualche parte e fa un po’di confusione. Se ci dà il riferimento saremo ben felici di intervenire e pubblicare un bel post nella rubrica “la bufala del giorno”.
      Direi anche che da nessun parte in questo blog di gufi e rosiconi si dice che “tutto va bene”. Anche qua secondo me lei deve averlo letto da qualche altra parte.
      Come deve aver letto da qualche altra parte un’affermazione perentoria come “la valutazione non serve”. Su questo sito ci sono ormai centinaia di post in cui si discute di valutazione. Di una cosa io almeno mi sono fortemente convinto. Che la valutazione come fatta dall’ANVUR in questo paese non solo non serve a nulla, ma è dannosa: perché costa un sacco di soldi e dà informazioni sistematicamente distorte.
      Che c’è un problema di mancanza di risorse questo sì, l’abbiamo scritto alla nausea perché per anni è stato detto e scritto da tutti il contrario. Che quello sia “il vero unico problema” è di nuovo una sua semplificazione. Di problemi in questo blog ne abbiamo sollevati molti, certo quello delle risorse è centrale, ma non è il solo problema dell’università e della ricerca in Italia.
      Le magnifiche sorti e progressive dell’università italiana della nuova era, quella in cui i mali sarebbero stati curati da anvur, dall’obiettività della valutazione, dai filtri magici medianici (nel senso delle mediane) applicati ai concorsi, è stata la narrazione prevalente degli ultimi anni. Roars è stata dalla parte dei gufi in questi anni. Scrivendo a più riprese che tutto cambia perché nulla cambi. Non mi sembra che nella sua ultima frase ci sia scritta una cosa molto diversa da questa. E allora francamente la logica del suo intervento mi sfugge.

  5. ANNULLARE subito, altrimenti ci saranno sempre strascichi

    resterebbe “la macchia”.

    Poi ci si rinfaccia tutto
    della serie ….”allora quella volta che……..” “allora io mi dovrei ricordare che tu in quella tornata del 2012…….”

    Si riparta, annullando, e ricominciando, tranquillamente ammettendo che tutti facciamo errori, io per primo, ma possiamo rincominciare oggi stesso, con coscienza e con impegno, viva la vita!
    viva la sincerità!
    viva l’umiltà!

  6. @Vladimir: “Scrivo solo per farle notare che il settore di Diritto Privato è estremamente rappresentativo dell’accademia italiana tutta.”
    Beh no, questo mi sembra un tantino esagerato (se riferito ai termini in cui ne parla Desolation)…
    Credo che questo gioco al massacro sia da evitare.

  7. Complimenti. Individuare un caso esemplare evidentemente irregolare mostra i vizi di una procedura piena di buchi. Ancora il fatto che non si sappia bene di chi è la responsabilità non fa che peggiorare le cose e addensare le ombre di opacità dell’intero meccanismo

    • Come è spiegato nell’articolo, qualcosa di più di un sospetto su chi sia il responsabile (almeno a livello istituzionale) ce l’abbiamo.

  8. Ma l’ANVUR non leggeva queste pagine?
    Mi pare di ricordare che qualche volta si è fatta anche sentire!
    Al netto del fatto che il che cosa succederà è in mano ai giudici e, almeno teoricamente, al Miur, possibile che nessuno dell’Agenzia dia un segno di vita?
    Non credo Voi di Roars possiate fare altro, ma fa veramente cadere le braccia pensare che stiano per lanciare un nuovo processo di valutazione e non mettano la faccia su una vicenda del genere.
    Ma insomma, io avevo avuto dei giudizi buoni dalla VQR su pubblicazioni schifate dalla commissione…qui se non ci dicono qualcosa il settore dovrebbe rifiutarsi di far valutare alcuna altra pubblicazione!

  9. un po di realismo….mi spiegate che fine farebbero i già chiamati idonei alla prima tornata ssd 12/A1 in caso di annullamento di tutta la procedura? ci sarebbe una sanatoria ad personam?
    il ministero, a questo punto, non può annullare proprio nulla, nemmeno la seconda tornata…la pubblicazione degli esiti è un atto dovuto che già si sta ritardando oltre il dovuto.
    ormai il pasticcio è fatto e l unica cosa che si può fare è una nuova valutazione dei non idonei da parte di nuova commissione. capisco che questo non soddisfa i non idonei ma purtroppo non possono proprio ambire a di meglio.
    una curiosità….per quale ragione i ricorrenti solo oggi impugnano ANCHE un bando a cui hanno fatto domanda e non lo hanno fatto prima….avrebbero impugnato il bando se fossero stati giudicati idonei? fate voi… credo per coerenza fosse da impugnare solo i giudizi personali ma evidentemente questo non soddisfa, il che lascia qualche perplessità nella tesi dei ricorrenti

  10. …a costo di essere ripetitivo, devo segnalare che, fin qui, un problema di annullamento generale -che, ovviamente, si estenderebbe fino alla prese di servizio, perché la nullità dell’atto antecedente comporta quella del susseguente- si è posto, almeno che io sappia, solo per diritto costituzionale e per progettazione architettonica, non per diritto privato.
    A torto o a ragione, la situazione è questa.
    Per cui mi pare che i casi più eclatanti siano di gran lunga quelli -anche perché l’annullamento generale, se sarà operato, verrà bissato anche con riferimento alla seconda tornata-, di cui però nessuno parla, più che diritto privato.
    E’ indubbio, infatti, che se l’Autorità Giudiziaria vuole annullare tutto DEVE PRIMA ordinare l’integrazione del contraddittorio (cosa che non mi risulta sia avvenuta riguardo a diritto privato).
    Insomma, il provvedimento dev’essere notificato a tutti i controinteressati – cioè a tutti gli abilitati di prima e seconda fascia: che abbiano o meno già preso servizio non rileva-, e ciò avviene, visto l’elevato numero dei controinteressati, per pubblici proclami, PRIMA CHE SI ARRIVI A SENTENZA.
    Infatti, tutti gli interessati si devono poter difendere PRIMA di una sentenza di annullamento, che altrimenti sarebbe irrimediabilmente viziata, per violazione del contraddittorio.
    A diritto costituzionale, la notifica per pubblici proclami l’hanno fatta mediante pubblicazione su G.U. (n. 111, del 18-9-2014), a progettazione architettonica non saprei.
    Per altro, esiste una sezione apposita del sito MIUR per le notifiche per pubblici proclami (pensate ai vari concorsi nella scuola, etc.), che serve appunto ogni qual volta l’Autorità Giudiziaria ritiene che dev’essere annullata un’intera graduatoria. E’ normale che sia così, almeno fino a quando non elimineranno l’art. 24 Cost.
    Piuttosto, sarebbe interessante trovare il proclama di progettazione architettonica, per capire QUANDO il TAR arriva a ritenere che bisognerebbe annullare tutto: mi pare di capire, leggendo il proclama di costituzionale, che ciò avvenga quando ci sia stato un’annullamento in via di autotutela degli atti compiuti fino a quel momento -evidentemente, per questioni di merito- e la commissione non sia stata sostituita, e quindi sia ritenuta tutta illegittima: non so se il punto sia questo, oppure quello che i commissari privi di requisiti -ovviamente, sempre secondo l’impostazione del ricorrente- erano due (o più di due), e non solo uno (come a privato), per cui viene superata la prova di resistenza, mentre a privato un concorrente abilitato all’unanimità potrebbe sostenere l’inammissibilità nel merito di una richiesta di annullamento, visto che si passava anche con 4 voti.
    Spero di essere stato chiaro, e di non aver scritto troppe fregnacce, nonostante non sia la mia materia (del resto, sono solo un povero studente del diritto penale, e non certo un amministrativista).
    Tom Bombadillo
    P.S.: da parte mia, spero di cuore che annullamenti generali non ce ne siano mai in alcun settore, perché quello sì che sarebbe un disastro ferroviario (rectius: universitario), mentre, fino a quando si tratta di avere abilitati in più a seguito di ricorso, se meritavano giudizi più attenti, ben vengano.

    • La notifica per pubblici proclami in privato e’ stata fatta e si trova agevolmente. Per quanto riguarda il principio del collegio perfetto,vale sia che un commissario sia illegittimo sia che siano due. Non conta la maggioranza devono essere tutti legittimi.

  11. Occorre fare un po’ di ordine. La questione dei pubblici proclami è vera ma va chiarita rispetto all’intervento di Bombardillo.
    A decidere di farli non è il ricorrente, il quale può solo chiederli, ma l’autorità giudiziaria che deve concederli.
    A quanto mi risulta, sono stati richiesti più di una volta ma non concessi dal Tar, si vedrà come ragionerà sul punto il Consiglio di Stato.
    Sulla questione della prova di resistenza, che cioè con 4 commissari su 5 favorevoli si passava e poco importa il ruolo del 5°, mi permetto di osservare che trattasi di una valutazione utilizzabile in ambito assembleare non certo per il Collegio perfetto di una Commissione di concorso.
    La questione è che i giudizi sino ad ora impugnati sono stati annullati in quanto la Commissione, sin dalla sua NOMINA, era illegittima, quindi non è corretto riportare la valutazione al momento in cui ha espresso il giudizio.
    Stante questo assunto, chiaramente leggibile in tutte le sentenze, gli idonei che pretendono di rimanere tali (e, stando in Itaglia, probabilmente ci rimarranno) chiedono semplicemente che per loro le regole non valgano (del resto, per molti di loro già è andata così visto come ha operato la commissione).
    Non si può che notare infine il silenzio del Miur e dell’Anvur e chiedere a Bombardillo di tenerci aggiornati sugli annullamenti globali dei settori da lui indicati.
    Da ultimo segnalo che lunedì il tar ha emanato altre due sentenze identiche sul punto, se non sbaglio siamo a 25.

  12. @Desolation, veramente mi hai letto con poca attenzione:
    io non ho mai scritto che è il ricorrente che chiede l’integrazione mediante notifica per pubblici proclami, ma che è l’Autorità Giudiziaria che la ordina (attenzione: non la concede l’integrazione, la ordina), appunto quando ritiene che il vizio sia tale da invalidare l’intera procedura, e deve ordinarla PRIMA della sentenza, per consentire, nella specie, agli abilitati di difendere in giudizio i propri interessi.
    Scrivo questo perché è inutile chiedersi se le sentenze sul settore di diritto privato possano (o meno) invalidare l’intera procedura, perché allo stato è una domanda oziosa.
    L’Autorità Giudiziaria ha ordinato l’integrazione del contraddittorio (i pubblici proclami sono solo una modalità di notifica appunto per integrare il contraddittorio)?
    No.
    E allora -collegio perfetto o non collegio perfetto- ha ritenuto che il vizio non annullasse la procedura, come avvenuto invece (beninteso, fin qui solo a livello di fumus, e speriamo che non si vada oltre) per costituzionale e progettazione architettura.
    Quindi tu puoi sostenere che, SECONDO TE -CIOE’ SE IL GIUDICE FOSSI STATO TU-, bisognava annullare l’intera procedura, ma il dato di fatto è che i giudici, che pure hanno accolto i ricorsi, non lo hanno ritenuto, e certo non lo potrà ritenere il CDS, perché ormai il primo grado è concluso, e gli abilitati di diritto privato non si sono difesi nei processi in questione.
    Forse è il caso di riportare l’art. 24, co. 2, della nostra Costituzione repubblicana, per cui
    “La difesa è diritto inviolabile in ogni stato e grado del procedimento”.
    Sarebbe mostruoso se si volessero imporre delle conseguenze negative a dei soggetti, ovverosia gli abilitati, a seguito di un processo in cui non si sono potuti difendere, perché manco era stato loro notificato.

    Chiarito questo, c’è da capire questa differenza di trattamento tra privato, da un lato, e costituzionale e progettazione architettonica, dall’altro.
    Una spiegazione possibile è che a privato il commissario privo di qualifica era uno solo, mentre a costituzionale e (forse) a progettazione (per quanto contestato dai ricorrenti) due.
    Questa è una possibile spiegazione, ma non è detto che sia quella giusta.
    L’altra dovrebbe essere che a progettazione, come a costituzionale, ad un certo punto, ci sia stato un annullamento in autotutela da parte del MIUR, ma non sia intervenuto il cambio della commissione….però mi pare una circostanza così inconsueta.
    Vabbé, provo a chiedere ad un socio APRI abilitato in progettazione architettonica, e per altro ancora socio effettivo e non onorario come me -quindi un precario abilitato: per questa categoria, tra cui moltissimi “apristi” l’annullamento sarebbe davvero una beffa!- se mi può dare lumi e poi vi faccio sapere.

    Però, l’importante è che una cosa sia chiara a tutti, c’è il diritto costituzionale di difesa in ogni stato e grado, quindi i giudici che NON hanno ordinato l’integrazione del contraddittorio con riferimento al diritto privato, evidentemente hanno ritenuto -a torto o a ragione- che pure un’eventuale sentenza di accoglimento non comportasse l’annullamento dell’intera procedura.
    Perché l’abbiano ritenuto è questione da approfondire…
    Tom Bombadillo

  13. @AleB, visto che si trova facilmente, mi indichi gli estremi del provvedimento con cui è stata ordinata l’integrazione del contraddittorio in diritto privato. E a questo punto gli estremi di una di queste sentenze con contraddittorio esteso a tutti che quindi nel dispositivo non potrà che annullare tutto.
    Perché a suo tempo gli estremi delle ordinanze di costituzionale e progettazione li ho indicati. Mentre ricordo bene che la nota ordinanza cds su privato non ordinava l’integrazione. Magari è stato fatto dopo.E allora un po di estremi non guasterebbero.
    Tom

    • non vedo questa relazione necessaria tra contraddittorio esteso a tutti e dispositivo che annulla tutto! non è così pacifico che il ricorrente abbia un interesse ad agire per l’annullamento dell’intera procedura oltre della propria mancata abilitazione. E se il Tar vuole cercare di tenere fermi i risultati degli abilitati (anche considerando le situazioni di coloro che sono già stati chiamati o stanno per esserlo) l’argomento della mancanza di interesse ad agire può essere utilizzato a proposito…

  14. @Desolation, veramente ho letto il decreto presidenziale -del sostituto- alla base della notifica per pubblichi proclami che tu hai cortesemente indicato, e non risulta un provvedimento giudiziario che abbia ordinato l’integrazione del contraddittorio, ma solo un’istanza dell’avvocato del ricorrente rivolta in tal senso, che mi pare cosa del tutto diversa (a meno che, a sua volta, l’istanza del ricorrente non sia conseguente ad un ordine dell’autorità giudiziaria, ma allora è quello che bisogna far emergere, se esiste).
    Per quello che ho potuto leggere, cioè, c’è la volontà del ricorrente che il proprio ricorso abbia effetti negativi per gli abilitati, oltre che positivi per lui, ma non c’è un’affermazione del TAR per cui l’accoglimento del ricorso comporterebbe tali effetti: ripeto, a meno che l’istanza di parte non sia conseguente ad un ordine del TAR, contenuto in un provvedimento che però non è indicato, e che appunto si basi sull’espresso presupposto che l’accoglimento del ricorso comporterebbe il travolgimento dell’intera procedura.
    Per altro, quella operata in questo caso mi pare un’integrazione del contraddittorio piuttosto controversa, visto che limitata ai soli abilitati di prima fascia, mentre, ovviamente, le integrazioni ordinate dal tribunale -settori di costituzionale e progettazione-, appunto sul presupposto espresso che L’ACCOGLIMENTO DEL RICORSO TRAVOLGEREBBE L’INTERA PROCEDURA, sono ordinate nei confronti degli abilitati di prima e seconda fascia (per la semplice ma fondamentale ragione che la commissione è la stessa, e, se è nulla, è nulla sia per gli ordinari che per gli associati).
    Comunque, si tratta di una causa con ogni probabilità non arrivata a sentenza, visto che la prova della notifica doveva essere presentata per settembre.
    Quindi, mi pare di capire che le 15 sentenze di annullamento di cui si parla non riguardano questo caso, e allora il punto rimane sempre quello: se avessimo gli estremi di una di queste sentenze, potremmo facilmente constatare se si tratta di sentenze valevoli nei confronti di tutti gli abilitati -e allora, ad un certo momento, dev’essere stata ordinata l’integrazione del contraddittorio nei confronti di tutti gli abilitati, di prima e seconda fascia-, oppure se ciò non è avvenuto, e quindi il dispositivo riguarda solo i ricorrenti.
    Chiedo,dunque, di voler indicare gli estremi delle sentenze in questione, sul settore di diritto privato. E, lo ribadisco, nel caso in cui esista, sempre con riferimento al diritto privato, un provvedimento dell’Autorità giudiziaria, anche in una causa non ancora arrivata a sentenza, che ordina l’integrazione del contraddittorio sul presupposto che l’accoglimento del ricorso comporterebbe il travolgimento dell’intera procedura, chiedo di voler indicare gli estremi anche di quello.
    Così almeno capiamo come stanno realmente le cose.
    Tom Bombadillo

    • in questo caso la sentenza, mi pare, è stata pronunciata e ha annullato solo la singola mancata abilitazione. Forse il ricorrente aveva poi ristretto il petitum comunque

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