Le società scientifiche dell’Area 11 chiedono la sospensione dell’esercizio VQR e criticano il nuovo cronoprogramma predisposto dall’Agenzia che, allo stato, non ha neppure un Presidente. Resta peraltro in dubbio, in caso di accoglimento del  ricorso presentato da altri componenti il Direttivo contro la nomina di Uricchio, la legittimità di atti emanati da un organismo in regime di prorogatio.

Le Società scientifiche di area XI, in considerazione della gravissima emergenza in cui si trova il paese (segnatamente alcune ampie aree geografiche del Nord), chiedono che la VQR 2015-19 sia sospesa, sino a che le università italiane potranno riprendere a lavorare in condizioni prossime alla normalità, in analogia a quanto già decretato in Francia e nel Regno Unito. Il nuovo cronoprogramma di fatto non estende la durata del processo, ma va a comprimere alcune azioni degli Atenei, rendendo così più complessa la procedura, proprio quando l’università deve fronteggiare inediti problemi organizzativi che certo non si esauriranno in poco tempo.
Le medesime Società inoltre, come già da loro auspicato, sollecitano il Ministro Manfredi ad apportare le modifiche alle “Linee guida” e di conseguenza al bando VQR secondo quanto già da lui annunciato, nella speranza che il processo di valutazione dell’Università possa essere condotto e portato a termine nelle migliori condizioni possibili, con il sostegno ampio e convinto della comunità scientifica che ha bisogno di certezze sui finanziamenti.

Con cordiali saluti

Prof. Rosario Sommella, coordinatore CUN delle società scientifiche di area XI
Prof.ssa Gia Caglioti, presidente SISSCO, Società italiana per lo studio della storia contemporanea
Prof.ssa Beatrice Centi, presidente Consulta nazionale di filosofia
Prof. Santo Di Nuovo, presidente AIP, Associazione italiana di psicologia
Prof. Stefano Gasparri, presidente SISMED, Società italiana degli storici medievisti
Prof. Luigi Mascilli Migliorini, presidente SISEM, Società italiana per la storia dell’età moderna
Prof. Ferdinando Mirizzi presidente SIAC, Società italiana di antropologia culturale
Prof.ssa Simonetta Polenghi, presidente SIPED, Società italiana di pedagogia e presidente Consulta delle società di pedagogia
Prof. Andrea Riggio, presidente AGEI, Associazione dei geografi italiani

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6 Commenti

  1. Premetto che ho tutti gli articoli per la VQR che si dovrà fare, che li avevo anche per le precedenti due, e che ho avuto giudizi di cui sono orgogliosa. Approvo, però, la sospensione della nuova, non solo per i mutamenti operati rispetto alla valutazione, ma di sostanza sulla possibilità di avere un giudizio ‘pulito’.
    Mi stupisce, però, che tutto avvenga sulla base di questioni legali, senz’altro opportunamente rilevate, ma che non si abbia il coraggio di smantellare tutto un sistema che ha portato a sperpero di danaro pubblico in modo inefficace, con risultati ingiusti in ogni settore del sistema universitario.
    Le mie parole non vengono ascoltate e so di essere sola: forse perché le persone a capo di tutto, quelle che si sono avvantaggiate, non possono screditare un sistema.
    PURE, se non si crea un fronte comune che riesca a, almeno in parte, riparare agli errori di giudizio, alle carriere bloccate per permettere il passaggio ad altri, tuttte questi passetti da ballerini non porteranno a niente.
    Chi si riconosce nella mia posizione potrebbe scrivere un commento? Si può chiedere con forza che chi, pur avendo i titoli, giudizi di merito positivi, ma inspiegabilmente negativi nella ASN, possa percorrere il suo iter e concludere la carriera?

  2. concludere la carriera con il grado che le compete? Non parliamo di soldi, quelli li abbiamo persi. Non parliamo di potere nelle commissioni, sappiamo come avviene tutto, non vogliamo avere il potere di vendicarci di tante bassezze. Parliamo di un riconoscimento dovuto, il passaggio ad un ruolo che è nostro nei fatti, per il lavoro svolto e che ancora possiamo svolgere.

  3. Da quanti decenni non c’è più un ministro dell’Università?
    Anche in questo campo la politica viene appaltata a sedicenti tecnici stile Anvur, autori di clamorosi plagi o giuridicamente illegittimi.
    Quando la politica tramonta emerge il sostrato antico delle relazioni sociali: la legge del più forte.

  4. Forse è meglio che non ci sia un ministro dell’Università. Quelli che abbiamo avuto hanno dimostrato, nella migliore ipotesi, di essere avulsi dall’Università, nella peggiore, di essere pienamente nel meccanismo.

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