Il Consiglio dei Ministri ha recentemente approvato il nuovo regolamento ASN che modifica il DPR 222/2011 relativo all’abilitazione scientifica nazionale. Come riferisce il Governo:

Il Consiglio dei ministri, su proposta del Presidente Matteo Renzi e del Ministro dell’Istruzione dell’università e della ricerca Stefania Giannini, ha approvato in via definitiva il decreto del Presidente della Repubblica recante modifiche al DPR del 14 settembre 2011, n. 222, concernente il conferimento dell’abilitazione scientifica nazionale per l’accesso al ruolo dei professori universitari, a norma dell’articolo 16 della legge 30 dicembre 2010, n. 240. Fra le novità introdotte, la cosiddetta procedura a “sportello” ovvero un sistema di accertamento della qualificazione scientifica necessaria per accedere alla prima e alla seconda fascia della docenza universitaria che, una volta attivato, non incontra soluzioni di continuità. Inoltre gli aspiranti professori potranno presentare la loro candidatura per abilitarsi all’insegnamento universitario in qualsiasi momento dell’anno e non più solo entro periodi limitati fissati dal MIUR, come accadeva fino ad oggi. La durata dell’abilitazione passa da quattro a sei anni e sono state anche riviste le modalità di sorteggio delle commissioni, per garantire una maggiore rappresentatività dei settori disciplinari.

Segnaliamo il testo entrato in CdM:

decretoasn

 

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25 Commenti

    • Possiamo divertirci a fare una ipotetica tempistica, ma e’ un po’ come fare l’oroscopo…
      La cosa che mi fa sorridere e’ che nelle norme transitorie si danno scadenze per 2 decreti in successione ad un terzo decreto (il famoso “criteri e parametri”) per cui non e’ indicata nessuna scadenza!
      Comunque, la mia opionione e’ che verosimilmente a dicembre 2016 potrebbe esserci il bando per le candidature, quindi il primo “quadrimestre” dovrebbe scadere a Aprile 2017, quindi avere gli abilitati entro Luglio 2017.
      Ovviamente e’ solo una previsione ottimistica e fondata su niente di concreto. Vedremo.

  1. Sarebbe bene suggerire a chi introdurrà nuove regole, di considerare 2 situazioni differenti:
    1) chi partecipa da STRUTTURATO è più avvantaggiato
    2) chi partecipa da PRECARIO o DISOCCUPATO, in quanto precario arrivato alla scadenza è più svantaggiato.
    In altre parole,
    non bisogna solo considerare il curriculum e le mediane per l’ASN,
    ma anche IL CURRICULUM CHE E’ NECESSARIO PER STRUTTURARSI.
    In passato, infatti, per STRUTTURARSI, era sufficiente un articolo e 2 prove scritte ed orali, quindi ZERO PUBBLICAZIONI.
    OGGI, per essere STRUTTURATO SERVE UN CURRICULM ENORME, CON L’ASTICELLA CHE SI ALZA ALL’INFINITO e per il precario essere strutturato risulta impossibile.
    Vedete anche voi questa disparità?
    Vedete anche voi questa differenza tra promozione (che c’è sempre nell’abilitazione scientifica nazionale) ed il reclutamento vero e proprio che non c’è mai, in realtà, nelle abilitazioni.
    Siete d’accordo?

    • No. Conosco un professore ordinario che ha un castello, 4 ville. Ha potuto permettersi le migliori scuole del mondo. HA fatto un dottorato che gli è costato 120000 dollari. Non è giusto. Io sono ricercatore e non potrò mai avere i mezzi per permettermi una carriera cosi.

  2. Sulla base di quello che ho scritto nel mio intervento precedente, lancio un’idea.

    Proposta: differenziare la situazione (mediane ed età accademica o comunque curriculum), in base a

    1)STRUTTURATO (es. ricercatore a tempo indeterminato, che, se non riesce ad abilitarsi mantiene in ogni caso il posto fisso)

    2) PRECARIO che si può strutturare solo conseguendo l’abilitazione, altrimenti scade dopo qualche mese, e che per rispettare mediane e criteri che saranno predisposti, dovrà continuare a pubblicare anche da DISOCCUPATO.

    Pertanto,

    Chiederei Roars.it di farsi promotore, se siete d’accordo, del presente appello al Ministro:

    A)Criteri PIU’ stringenti per chi è strutturato (ric. a tempo ind.)

    B)Criteri MENO stringenti per chi non è strutturato (ric. a tempo det. o scaduto).

    Siete d’accordo?
    Fatemi sapere

    • No. Per i motivi di cui sopra. Aggiungo: questo dei ricercatori di tipo B che o diventano associati o nulla è la più grande chiavica (non uso normalmente brutti termini, credo sia la seconda o terza volta in vita mia) fatta nella storia. Mettere in competizione giovani e meno giovani, all’ interno della stessa istituzione, non riconoscere la didattica, è un abominio che esiste solo in questo paese e poteva essere partorito solo da una che credeva il gran sasso e ginevra fossero collegati da un tunnel. Occorre reintrodurre il ruolo dei ric. a tempo indeterminato. Poi, a proposito dei criteri, che ne facciamo degli ordinari a 120.000 euro l’anno (lordi) che sono sotto le mediane ? Li licenziamo ? O per loro vale l’esperienza ???

      Per i tempi: trattasi di manovra elettorale di Renzi. Non si farà un tubo, perchè NON CI SONO I SOLDI PER L’UNIVERSITA’. Devono andare altrove.

      Quindi si creerebbe un ulteriore ingolfamento del collo di bottiglia con i già abilitati non chiamati.

      Spero la gente si renda conto che siamo presi in giro giorno e notte e si svegli.

    • Caro Anto’ ti capisco benissimo. Hanno ridotto i giovani ad anelare un posto fisso !! Neanche nel capitalismo più selvaggio è cosi ! Anche perchè nel capitalismo selvaggio i posti si creano, cosi anche come in Spagna, Grecia e Germania che certo non sono paesi liberisti. E’ solo da noi che la clientela , il malaffare, la disonestà di una classe politica incapace e incompetente, quando non peggio, ci ha portato a queste situazioni. Forse è ora qualcuno si arrabbi sul serio. L’ opposizione alla VQR è solo lo specchio di una situazione destinata a diventare esplosiva, purtroppo. E allora sarà troppo tardi.

    • Caro Anto,
      non capisco come rendere più ardua l’abilitazione agli RTI possa in alcun modo giovare ai non strutturati.
      Oltretutto essendo un “abilitazione” che attesta il possesso dei requisiti minimi per concorrere a una specifica posizione, non si capisce come il fatto di essere non strutturato possa giustuficare il mancato possesso dei requisiti suddetti.

      Come scritto da tanti più volte quello che servirebbe è:
      1) più risorse
      2) ritorno ai buoni vecchi RTI e abolizione RTDB

  3. @acicchel :

    io ho scritto 3 libri (oltre a svariati articoli)
    li metto qui:

    https://www.facebook.com/ricercatorinonstrutturati/photos/a.1509100832708757.1073741829.1508171019468405/1684612151824290/?type=3&theater

    ora sono disoccupato, in quanto precario scaduto.

    3 libri nel mio settore (settore giuridico) costituiscono il curriculum medio di un associato se non addirittura di molti ordinari.
    Cosa dovrei fare?
    Almeno lei è ric. credo a tempo ind.; e se è cosi, sta messo meglio di me; teoricamente potrebbe non produrre più e rimanere dentro il sistema. Nulla di personale, ovviamente, si scrive per scambiare idee.
    Io invece per rimanere dentro le mediane, dovrei da disoccupato fare un quarto libro, poi un quinto ecc.. altrimenti la mia età accademica avanza

  4. Caro Anto.
    Capisco. Siamo in un mondo assurdo. Difficile trovare un senso a tante cose dove un senso non c’è l’ha, come dice una canzone.L’unica soluzione è che qualcuno rinsavisca e si torni ai Rtdi. Le sue argomentazioni non fanno una piega. Qualcuno dovrà pure entrare e quelli saranno quelli delle cordate che pubblicano , un sistema come quello attuale rende l’università ancora più chiusa di prima e impermeabile. E in effetti i veri fautori della Gelmini , alcuni, stanno proprio nei dipartimenti giudici qui a Bologna, e si stanno anche dando molto da fare contro il blocco della.VQR, con interpretazioni restrittive delle norme.

  5. @lousydoc

    non bisogna mettere ostacoli agli RTI, ma quella tra precari/disoccupati da una parte e RTI dall’altra, ai fini dell’ASN è una sfida impari; infatti il RTI ha una situazione più tranquilla per produrre, avendo (giustamente il posto a vita) e se non viene l’ASN, pazienza.
    Per il precario/disoccupato è tutto più difficile ed è costretto a partecipare alla ASN.

    • Caro Anto, sicuramente un precario è in una situazione di difficoltà.
      Il suo problema però non è conseguire l’ASN, quanto piuttosto ottenere un contratto RTDB.
      Un precario con ASN senza contratto RTDB ha possibiltà nulle di venir strutturato…

    • Comunque fa piacere vedere che esiste ancora qualcuno che crede nell’università cosi tanto. Io aprirei un negozio di frutta e verdura col senno del poi. Purtroppo mi ritrovo a 52 anni ric a t in. A 2000 euro al mese (sono entrato a 38 anni con circa 70 lavori) dopo una vita spesa per gli studenti. Sono stato scavalcato da figli di, parenti e amici che ora sono ordinari e se leggono ridono di me.
      Un banco di frutta e verdura può fruttare 1000 euro al giorno e quando si va dal dentista vuole essere pagato in euro.

  6. Non è che questa abilitazione ‘on demand’ è (anche) un trampolino burocratico per prevenire le critiche in relazione ai futuri super-concorsi/chiamate dei 500 super-professori previsti dalla legge di stabilità?

  7. Caro Anto, ogni opinione deve essere rispettata. Non capisco perchè se la deve prendere con gli RTI. Cosa c’entra la situazione più tranquilla? Solo perchè è a tempo indeterminato deve accettare di vedersi superare, in posizioni, da altri…solo perchè precari? Guardi che ci sono RTI che hanno anche più dei Suoi libri in area giuridica e hanno vissuto più di 15 anni di precariato prima di essere assunti…e poi hanno scritto anche se oberati da adempimenti didattici e burocratici! Merito è merito. Non ha bandiere o posizioni. “Se non viene l’asn pazienza”??? Ma cosa sta dicendo??? Cosa crede? Che siano tutti fannulloni? Mi fa pensare che se Lei fosse RTI accetterebbe di non progredire mai in carriera…ha il posto fisso…perchè mai dovrebbe pensare di progredire? D’altronde la ricerca non è progresso…vero? Per Sua informazione: non è vero che molti RTI hanno avuto il posto con uno scritto e due orali…magari… Io personalmente lo sono diventato a quasi 40 anni con più di 80 pubblicazioni…per cui La prego di non “diffondere” percezioni non del tutto corrispondenti alla realtà…i settori scientifico disciplinari sono diversi e le situazioni sono diverse…

  8. @bobby:
    non me la prendo con gli RTI, tanto meno con Lei, che rispetto tanto; ma cerchi di capirmi, nel mio settore ho un curriculum molto più grande di molti RTI, che sono stati abilitati in forza di una posizione privilegiata che è la seguente:
    1) la commissione deve bocciare, chi boccia? boccia il RTI? No, perché il RTI può sedere in consiglio di facoltà, può votare, fa parte della “pianta stabile” dell’accademia, può vendicarsi su di me commissario, un domani, quindi me lo tengo buono
    2)Per questione di budget, io commissario preferisco, per dar retta al sistema promuovere chi dovrà chiedere allo Stato un’aggiunta minima.
    3) Io commissario devo sparare contro qualcuno, contro chi sparo?
    Sparo contro IL PRECARIO, in quanto IL PRECARIO/DISOCCUPATO non può fare atto di ritorsione contro di me commissario.
    4)Questi discorsi meschini sono stati fatti da tante commissioni.
    5) Non se la prenda con me, anche perché io sono messo molto peggio di Lei nel rapporto costi/benefici, nel senso che i miei 3 libri e svariati articoli sarò costretto a metterli nella bacheca del mio futuro negozio di frutta e verdura che aprirò presto.
    6) Lei può continuare a lavorare all’Università, io no, rispetti il dolore.

  9. @bobby:
    ed aggiungo, per farla breve, che cosa è l’ASN?
    1)per il RTI è una facoltà, nel senso che ha facoltà di partecipare, ma non è obbligato.
    2)per il precario/disoccupato (seppur molto titolato) un onere, nel senso che o partecipi o è finita
    3)Ha afferrato la differenza?

    • Caro Anto, capisco. Guardi io ho 52 anni abito a Bologna un giorno si e l’altro pure vado a insegnare a Rimini da 10 anni. Non mi lamento . Un mio collega viene da Lecco. Si alza alle 5. Ci sono poi le situazioni familiari e anagrafiche. Mentre un giovane è ancora appetibile sul mercato del lavoro, un 50enne no. CI sono i figli , i genitori anziani malati ecc ecc
      Ognuno ha le sue. È per questo che il problema è uno: trovare i fondi per tutto il sistema che è sottofinanziato. Per i Rtdb per chi si è meritato con anni di lavoro un posto di ruolo, con chi merita di andare avanti perche’ è 30 anni che insegna e i primi 10 da precario. Per tutti. Fare le guerre dei poveri non serve. È inutile. La soluzione è ripristinare i Rtdi. Non ve ne sono altre ragionevoli. Sono stato precario 10 anni. Con 2 figli piccoli. Mi reputo fortunato. Le racconterò un aneddoto.
      Una lunga fila di detenuti ad Auschwitz è in fila per la razione di botte quotidiana. Due amici camminano a fianco. Uno vede un insetto in terra, bello succoso. Lo affera e lo mangia. Il kapo’ lo vede, avvisa le SS che gli danno un sacco di botte fino a ridurlo a una pozza di sangue. L’amico pensa tra se è se “che fortuna, oggi ha mangiato!”.

      Pertanto stiamo contenti entrambi.
      Le auguro ogni bene.

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