Segnaliamo il seguente appello indirizzato dal Coordinamento dei Ricercatori Universitari al Ministro Manfredi.

Cari Colleghi,

 

come sapete noi ricercatori universitari a tempo indeterminato (RU), 9.520 di cui 4.216 in possesso dell’abilitazione scientifica nazionale alle funzioni di professore associato (PA), da qualche mese stiamo cercando di far sentire la nostra voce e di sensibilizzare il Ministro dell’Università, la CRUI e il CUN, per indurli a prendere in considerazione la nostra posizione, ormai da troppo tempo dimenticata e ad “esaurimento”. In una prima fase, abbiamo diffuso una petizione per poter essere rappresentativi, che però ha raggiunto pochi di noi.

Ora, però, i più recenti interventi legislativi, tra cui il decreto mille-proroghe di inizio anno e l’attuale decreto rilancio, prevedono quasi 5.000 nuove assunzioni per RTD-B e e un piano per 1.000 progressioni da RU a PA, di cui la metà a partire dal 2022. Da qui, la necessità urgente di chiedere al Ministro uno sforzo per ricavare, nelle pieghe del decreto rilancio, anche le risorse per i nostri avanzamenti.

Abbiamo quindi scritto un appello che vi chiediamo di inoltrare al Ministero dell’Università e della Ricerca prof. Gaetano Manfredi segreteria.ministro@miur.it, mettendo in copia appelloricercatori@gmail.com, così da permetterci il conteggio degli invii.

Vi chiediamo anche di diffondere l’appello tra i vostri colleghi.

Per il Coordinamento RU

 Daniela Farinelli

Appello al Ministro Manfredi

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38 Commenti

  1. Io credo a quello che dice Anto (come qualcuno sa).

    (Per inciso, “upgrade interni” ce ne sono stati parecchi, e, @De Nicolao, sono certo che non sempre hanno portato ad assumere “i migliori professori associati, indipendentemente dalla loro provenienza”. D’altronde, in moltissimi altri casi hanno effettivamente portato alla “promozione” di eccellenti ricercatori).

    Se i mali stanno nella Riforma Gelmini (fatto su cui concordo ampiamente), allora perchè non proponiamo di ripristinare una “terza fascia”? Anzichè insistere ad oltranza con queste che io mi ostino, forse ingiustamente, a chiamare “ope legis”.

    Sarei poi grato ai responsabili di questo Coordinamento dei Ricercatori Universitari se si presentassero un po’ più ampiamente e mi dessero la possibilità di conoscere meglio i loro punti di vista e le loro eventuali altre proposte, che so, indicandomi qualche altro loro documento, o magari un sito web (che io non riesco a trovare). Grazie e saluti a tutti.

  2. @guido perboli:)
    Amaro ☺
    Tranne per eccellenti, buoni, mediocri: eccellenti so che son pochissimi, molti buoni, fra cui qualcuno eccellente fra qualche anno, mediocri? non so sistemare in un sistema che incita alla produzione indiscriminata…

  3. Pensate come stanno tranquilli quelli che hanno distrutto e distruggono l’università italiana: non c’è stata una vera compatta opposizione. Così è stato. Ma si potrebbe arginare tutto, ricostruire, se ci fosse unità fra di noi.
    Da noi con decreto del rettore, con le sue ragioni, sono diventati rtdb gli rtda e poi associati e fra un po’ ordinari, mentre chi ha conservato per loro lottando ogni giorno i posti è stato da loro attaccato. Ricordo che mentre parlavo dell’umiliazione della mia non idoneità, nonostante titoli e anni di lavoro, un collega mi disse: ma perché non far passare questi giovani, che sono in una situazione precaria? Sembrava che le due cose fossero in correlazione. La mia morte per la loro vita. A scanso di equivoci, ho fatto tutto il cursus honorum, con esami e concorsi. Ho vinto anche quando c’erano richieste pressanti di far passare chi era sponsorizzato. Tranne con la asn.

  4. @Cesare Papazzoni:
    per gli associati, che io sappia, ci sono le Procedure selettive per professori di seconda fascia (art.18 comma 1, legge Gelmini).
    Se uscisse un rtdb ci proverei, in tutto sono stato a 13 concorsi per ricercatore (il primo nel 2008 con le vecchie prove scritte e orali, l’ultimo nel 2018), per la maggior parte dei quali ti mandano per “rompere le scatole agli altri e rappresentare la tua scuola di provenienza”, ma sapendo che perdi e, ciononostante, devi fare cmq bella figura.
    Poi ovviamente, per “rimanere sul mercato” ho dovuto fare scrivere in continuazione e fare domande per l’ASN, che, grazie a Dio, ho ottenuto solo nel 2018, e cmq, scade. Non ti dico quando sono usciti i criteri Anvur nel 2016, pensa che io avevo 3 libri (usciti nel 2008, 2012, 2015) e ne bastava 1 per la seconda fascia (ma come facevo a saperlo?), in compenso ero indietro sugli articoli di fascia A (e ho dovuto recuperare), ma come potevo (come anche gli altri( saperlo?. Ora rincorsa agli agli concorsi (dopo 15 e mezzo!), con l’acqua alla gola, senza una vita privata, senza una sistemazione fissa. Chiamarla fortuna? Non sarei così sicuro, sarebbe cmq “fortuna sproporzionata, parziale e provvisoria”.

  5. Gli RTI hanno una sola arma autentica, un solo ‘privilegio’ (per usare la retorica di anto): potersi rifiutare di fare lezione, di tappare buchi e di tenere in piedi corsi di laurea. Finché non la utilizzeranno, in nome di più o meno infondate speranze di carriera e di quella sindrome di Stoccolma che molti di loro scambiano per ‘amore per la didattica’, ogni loro protesta sarà vana.

    • Già fatto, in occasione della legge Gelmini. Ricordiamo un po’ di storia, ad uso di chi è giovane. La didattica quell’anno è sopravvissuta solo perchè una marea di corsi è stata spostata al secondo semestre. E, guarda caso, la “opposizione” parlamentare non ha fatto ostruzionismo, come aveva promesso. Se l’approvazione fosse slittata di due mesi sarebbe stato un grosso caos.

      A scanso di equivoci i presidenti di ccl etc hanno poi cominciato a “pararsi” procurandosi varie figure di cultori della materia e precari da utilizzare in caso di emergenza. I governi seguenti, anziché abrogare la Gelmini hanno peggiorato la situazione istituendo o tollerando varie figure di sotto-, sotto-sotto-precari. La massa critica dei ricercatori è stata opportunamente sfoltita con qualche “promozione interna”, col triplice scopo di diminuire il numero dei ricercatori (gli associati non possono rifiutare la didattica), seminare zizzania fra i ricercatori stessi e, ultimo ma non meno significativo, il marchio d’infamia “la promozione era prevista, se non sei riuscito ad ottenerla, vuol dire che sei un incapace nemmeno meritevole di restare ricercatore”. Da parte della classe docente acquiescenza assoluta, è passato di tutto, ASN, bibliometria, tagli a FFO, blocco del turn over, l’umiliazione degli scatti negati solo all’università. Proteste significative solo per la consegna dei prodotti ASN e scioperi Ferrero, neutralizzate tranquillamente.

    • Poi, scusate, ormai sono vecchio, ci metto un po’ di tempo per raccogliere le idee. C’è scritto qui chi ci teneva così tanto alla riforma Gelmini:

      https://st.ilsole24ore.com/art/notizie/2010-09-23/crui-confindustria-premono-varo-192441.shtml

      e invece qui spiega anche che alcuni ricercatori sarebbero stati disposti a rinunciare alla protesta in cambio di “piccoli vantaggiucci materiali”

      https://st.ilsole24ore.com/art/notizie/2010-09-28/ricercatori-universitari-contro-riforma-185540_PRN.shtml

      Così, per la storia…

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