Alla voce “Università e Ricerca” nel Contratto di Governo della coalizione oggi alla guida del Paese si legge: “occorre inserire un sistema di verifica vincolante sullo svolgimento effettivo, da parte del docente, dei compiti di didattica, ricerca e tutoraggio agli studenti”. Abbiamo provato a immaginare Apollonio, lo scopritore delle coniche, alle prese con un sistema vincolante dei nostri strani, e sempre più cupi, tempi.


Si legge nel contratto di governo alla voce Università e Ricerca:

“occorre inserire un sistema di verifica vincolante sullo svolgimento effettivo, da parte del docente, dei compiti di didattica, ricerca e tutoraggio agli studenti.”

L’espressione “sistema vincolante”, nell’Università degli Studi Libera e Autonoma ai sensi dell’art. 33 della Costituzione, sembra essere in perfetta continuità con le peggiori nefandetezze della legge Gelmini (L.240/2010), tanto da far venire in mente il grande Apollonio.

Apollonio di Perga, matematico, visse fra il III e il II secolo a.C. e insegnò ad Alessandria d’Egitto, centro di eccellenza unanimemente riconosciuto come tale, anche se (o forse proprio perché) all’epoca non esisteva l’ANVUR.

Apollonio era un vero genio. A lui si deve la scoperta delle Coniche: l’ellisse, la parabola e l’iperbole. Cose apparentemente inutili, che nemmeno oggi potrebbero essere brevettate.

Forse non tutti sanno che Apollonio aveva un sacco di difetti che lo avrebbero fatalmente relegato ai margini della vita universitaria nell’Italia contemporanea.

Egli pubblicava poco: di lui restano solo due opere. Un nulla, al cospetto delle mediane anvuriane.

Inoltre il matematico nato sulle coste della Panfilia non si curava dei diritti sulla proprietà intellettuale: le sue scoperte sono state utilizzate un po’ da tutti senza mai citare l’originale pubblicazione né l’autore.

Egli poi era affetto da un difetto davvero esecrabile: insegnava in modo erratico, nei luoghi e negli orari più strani, senza tenere un regolare registro.

Per di più, c’è chi è pronto a testimoniare che, in vita sua, egli non mise mai piede in un consiglio di dipartimento.

Secondo i criteri dell’ANVUR e del MIUR, Apollonio oggi non potrebbe ambire nemmeno a un assegno di ricerca.

E così non resta che immaginarsi l’audizione del povero prof. Apollonio davanti alla Commissione di Indirizzo e Autovalutazione dell’Ateneo di Alessandria per il sistema di verifica vincolante sullo svolgimento effettivo dei compiti del docente, al fine della concessione degli agognati scatti stipendiali triennali.

[Commissione]: Ci dica professore, cosa ha prodotto negli ultimi tre anni?

[Apollonio]: Ho sezionato il cono con un piano.

[Commissione]: Un po’ pochino, ci sembra …

[Apollonio]: Ma nessuno l’aveva mai fatto prima!

[Commissione]: E cosa ha scoperto?

[Apollonio]: L’ellisse, la parabola e l’iperbole. Guardate, ve le disegno sulla sabbia …

[Commissione]: Carine, ma a che servono?

[Apollonio]: A nulla. È ricerca pura …

[Commissione]: Va bene, va bene professore. Abbiamo capito. Lei non è diverso dal suo collega Archimede di UNISiracusa che ha speso tre anni a contare i granelli di sabbia per riempire l’Universo. Questa non è ricerca, sono inutili elucubrazioni fini a se stesse.

[Apollonio]: Abbiate pazienza, chiedo perdono, il prossimo anno proverò a fondare uno spin-off.  Mi hanno proposto di semplificare le mie sezioni coniche per riporvi un miracoloso unguento freddo che pare vada a ruba fra le genti nelle torridi estati di Alessandria. Mi dicono che col ricavato potrei finanziare la messa in sicurezza del sistema antincendio della biblioteca di Tolomeo e…

[Commissione]: Si fermi. Qui dobbiamo constatare che nei nostri database risultano caricate solo due opere a nome suo, peraltro non su riviste di classe A. Misere monografie autoprodotte, senza nemmeno uno straccio di peer review.

[Apollonio]: Ma prima di pubblicarle le ho fatte leggere a Eudemo da Pergamo …

[Commissione]: Ma se tutti sanno che lei è un suo amico! Non vorrà mica sfidare l’autorità di ANAC e vedere denunciato il suo conflitto d’interesse!

[Apollonio]: Per tutte le iperboli, l’onniveggente e onnipotente ANAK, antica divinità egizia temuta perfino dai faraoni costruttori di piramidi! Fossi pazzo. Però, faccio sommessamente notare alla commissione che i miei libri sono letti da tutti i matematici del mondo conosciuto …

[Commissione]: A noi non risulta nemmeno una citazione: H-index zero secondo Google Scholar.

[Apollonio]: Ma se tutti usano le mie scoperte! Quel farabutto di Archimede se ne sta servendo per progettare gli specchi ustori da usare contro le genti del sud che approdano senza requie sulle coste di Ortigia, senza riconoscermi nemmeno il diritto d’autore. Che colpa ne ho io se altri adoperano le mie Coniche senza citare la fonte?

[Commissione]: Ci dica professore, almeno le 350 ore di didattica le ha regolarmente svolte?

[Apollonio]: Certo, anche di più. Non tengo il conto degli incontri che tengo ovunque con i miei discepoli …

[Commissione]: Sì, ma ha regolarmente compilato e caricato sui servizi online di ateneo il registro delle lezioni?

[Apollonio]: Scusate, ma io non ho compilato niente. Io faccio calcoli, insegno, scrivo libri, discetto con i miei discepoli, ne ascolto le idee …

[Commissione]: Il nuovo Regolamento stabilisce l’obbligo retroattivo di compilazione dei registri per i tre anni precedenti. Pena la crocifissione in biblioteca.

[Apollonio]: Chiedo perdono. Mi impegno a farlo d’ora in poi …

[Commissione]: Lo sa che il nuovo Governo ha introdotto un obbligo di legge preciso? Il cartellino va timbrato all’inizio e alla fine di ciascuna lezione. Esso deve essere altresì validato con le credenziali SPID ogni volta che essi rispondono a una mail dei propri studenti.

[Apollonio]: Ma non sarà tornata al potere la temibile Gelmini? Lei, la giureconsulta formatasi nel foro di Reggio Calabria, colei che ha oscurato la fama del tunnel di Eupalino?

[Commissione]: No, no. E’ il nuovo contratto di governo. La Gelmini non c’entra nulla, adesso parla per l’opposizione.

[Apollonio]: Come volete che io possa timbrare un cartellino? Studio di notte, il sabato e la domenica, a volte non torno a casa per settimane. E poi spesso faccio lezione ai miei allievi nelle piazze, nei campi e nelle officine. Insegno per strada ai passanti e agli sconosciuti. Io la timbratura del cartellino la userei solo per gli stiliti: un timbro quando salgono e uno semmai scenderanno.

[Commissione]: Se preferisce può usare una app, con la geolocalizzazione, come per gli schiavi che fanno le consegne delle pietre necessarie per erigere la costruzione del grande faro di Alessandria.

[Apollonio]: App …? Sta per APPesa al collo? Cos’è? Sarà forse un contatore di crediti? Io preferisco misurare il tempo con la mia meridiana conica.

[Commissione]: Meridiana conica? Non ci risulta registrata nel portafoglio brevetti di Ateneo …

[Apollonio]: L’ho ideata io e costruita con le mie mani. Divide il giorno in 12 ore di durata variabile secondo le stagioni: da 47 minuti in inverno a 74 in estate. Un po’ come i vostri incomprensibili crediti, ma almeno c’è una logica.

[Commissione]: Ma ci dica professore, ha regolarmente presenziato ad almeno la metà dei Consigli di Dipartimento nel triennio?

[Apollonio]: Per far cosa? Io non ci vado mai in quelle riunioni dove si parla per ore di cose astruse, come la programmazione triennale delle risorse, il progetto di eccellenza, l’indirizzo strategico, l’autovalutazione delle prestazioni, l’accreditamento dei corsi di studio, l’assicurazione di qualità, la ripartizione dei miseri finanziamenti ministeriali … Mi pare molto più utile impiegare il mio tempo a sezionare i coni con i piani.

[Commissione]: Assenze ingiustificate! Questo è davvero troppo. Si rende conto, professore, che siamo tenuti a darle un giudizio totalmente negativo?  Lei verrà marchiato a fuoco come fannullone. Se lo sognerà lo scatto stipendiale per il prossimo triennio!

[Apollonio]: Cosa volete che vi dica. Mi sono abituato a vivere con poco. Sono sei anni che gli scatti sono bloccati per il decreto di quel tecnico chiamato da Re Tolomeo a confortare le casse del Regno solo sulle tasche dei professori. E poi non ho pretese, mi contento di  sabbia e di qualche papiro.

[Commissione]: Professore, riceva tutta la nostra disapprovazione. Atteggiamenti baronali come i suoi sono anacronistici e superati dal nuovo che avanza. Se ne faccia una ragione!

[Apollonio]: Ahimè, con la maledizione della Bolla Fornero ho ancora venti anni prima di potermi ritirare in pensione.

[Commissione]: Mi raccomando professore, si ricordi di mandare una PEC al MIUR per richiedere la smart card per le timbrature. Riceverà il PIN e lo SPID per potersi autenticare sulla app, verbalizzare gli esami con l’OTP, consultare le statistiche delle valutazioni degli studenti. Stia però attento a compilare scrupolosamente le clausole del GDPR per i dati personali …

Al che Apollonio, sempre più lontano da quello che ascoltava, chiuse gli occhi, prese un mucchietto di sabbia, lo sparse davanti a sé e cominciò a disegnare, mormorando: “date tre circonferenze, eventualmente degeneri, determinare le eventuali circonferenze tangenti a quelle date”.

E di lui non si seppe più nulla…

Le scoperte di Apollonio sono state fondamentali per molti scienziati dei secoli successivi come Tolomeo, Keplero, Galileo, Fermat, Cartesio e Newton.

Oggi le Coniche si applicano, senza mai citare Apollonio, per mandare in orbita i satelliti, per le telecomunicazioni, per i navigatori satellitari, per le mappe di Google, per la grafica computerizzata, per le creazioni delle archistar, per progettare processori sempre più potenti ed apparecchi biomedici sempre più avanzati.

Chi studia le frane, usa l’ellisse per determinarne il volume, la parabola per la traiettoria, l’iperbole per predirne l’istante di collasso.

Praticamente le Coniche si applicano ad ogni settore dello scibile umano.

E questo grazie soprattutto al lavoro di tanti Scienziati che, come Apollonio, hanno fatto ricerca pura, su cose che al loro tempo apparivano inutili, a cui secoli dopo altri Scienziati hanno dato inaspettate applicazioni.

L’Arte e la Scienza sono libere e libero ne è l’insegnamento (Cost. Art. 33).

Tutto il resto è noia, burocrazia e un “sistema vincolante” tanto inutile quanto pericoloso.

 

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8 Commenti

    • Alla Corte Costituzionale ci siamo già rivolti per l’assurda questione degli scatti stipendiali con risultati incomprensibili e palesemente discriminatori. E poi mi chiedo sempre cosa aspetta la Corte a dichiarare incostituzionale la Legge 240/2010 che entra a gamba tesa nell’Autonomia delle Università disciplinandone ossessivamente qualunque aspetto.

  1. Viviamo in una realtà che si basa sull’unica ideologia rimasta (ma quale mondo post-ideologico…) quella capitalistica ed in particolare di stampo neoliberista, non ci si dovrebbe meravigliare della diffusione della burocrazia di stampo stalinista come della diffusione della povertà, del precariato e delle ingiustizie sociali.
    Parlando del contratto di governo,
    Giudizio:
    Il testo del contratto si muove all’interno di questa ottica di mercato e competizione eccessiva e non offre che pochissime soluzioni sparse qui e lì, la cui efficacia è da verificare in particolare se l’impianto è quello neoliberista.
    Per l’università, la voce è ultima perché è in un indice alfabetico, non è diverso anche se penso per esempio che sia una scelta buona, necessaria e doverosa, la stabilizzazione dei ricercatori universitari come forma di smantellamento del precariato, quest’ultimo tanto desiderato e realizzato con tripudio e vanagloria dalla 240/2010 e dalla sinistra di governo negli anni successivi. Entrambi successivamente massacrati dall’elettorato. Of course.

    Confronto:
    Il contratto di governo surclassa di parecchi metri gli stitici programmi preelettorali dei partiti ora all’opposizione come quando apri la finestra in un ambiente chiuso da molto tempo; non vuol dire che entra necessariamente aria pulita, ma almeno la puzza tende a scomparire (anche solo per impressione).
    In particolar modo il contratto sembra avere almeno le idee chiare — non sto scrivendo di condividerle— (tutte da verificare ovviamente sul campo, tipo risorse, effetti a lungo termine etc.) rispetto alle soluzioni e alle idee già provate sul campo dall’attuale opposizione (precariato della ricerca, dimezzamento dei dottorati, sottrazione lineare di risorse e distribuzione falsamente oggettiva e scientifica delle restanti in una parola baronato 2.0) con i risultati largamente previsti e realizzatisi nel tripudio e vanagloria di una parte consistente del corpo docente italiano, baronato 2.0 appunto.

    Quindi non mi pare che finora siano peggio degli straccioni che li hanno preceduti (almeno non hanno ancora fatto danni come i predecessori, stracolmi di poraccitudine ed anche politicamente subalterni alla solita masnada di economisti neoliberisti quelli tutti pareggio di bilancio o morte).
    Non so se è un bene o un male in sé, ma già non avere Marattin al ministero potrebbe essere una buona notizia.

    Cordialmente

  2. I poveri politici che da 20 anni a questa parte sono delle meteore che vengono spazzate via dal loro stesso operato in 3-4 anni, si affidano agli accademici ( e cioè a NOI ), con la supposizione che possiamo suggerire qualcosa di utile per l’Università. Da qui le norme attuative della legge Gelmini che di per se non dice niente, perchè è una legge manifesto che non vale nemmeno come dichiarazione d’intenti. Ancora da qui prende forma l’ANVUR con tutti i suoi diktat e regole cervellotiche. Da qui prende forma l’ANAC, che nasce in altri campi, ma sconfina inevitabilmente anche nell’Università.
    L’impeto etico dei nuovi politici, nati da anni di spargimento di sale qualunquista dei giornaloni illuminati (Stella e Rizzo sul Corrierone, tutti quelli della Repubblica), vuole naturalmente ‘moralizzare’ anche l’Università, oltrechè abolire i vitalizi, etc, etc.
    E’ quindi logico trovare nel ‘contratto’ “occorre inserire un sistema di verifica vincolante sullo svolgimento effettivo, da parte del docente, dei compiti di didattica, ricerca e tutoraggio agli studenti”.
    Hanno ragione i nostri Casagli ed Izzo. Ragione da vendere. Purtroppo però le ragioni nostre non sono un prodotto molto vendibile. Alcuni di noi raccolgono le lamentele degli studenti sul collega che non fa lezione, che tratta male gli studenti, che non li segue nella tesi, che manda al posto suo a lezione un passante qualunque, il quale si preoccupa solo di essere sufficientemente ‘stronzo’ per far bella figura con chi gli può rinnovare l’assegno di ricerca.
    Quindi la difficoltà maggiore mi pare sia ‘vendere’ le buone ragioni che alcuni di noi hanno e mi permetto di considerarmi tra quelli. Credo che siamo in netta difficoltà. Subiremo i cartellini di presenza che ci danneggeranno, ma non danneggeranno quei colleghi, alcuni dei quali seduti all’ANVUR, che questo sistema hanno generato.

  3. A parte la frase infelice criticata in questo articolo, magari ce ne sono altre. Però credo che ognuno di noi possa trovare qualcosa di buono nel contratto di governo. Da notare il collegamento tra Università e sistema paese ed il nuovo ruolo dell’ANVUR e del CUN. Perlomeno si parla un linguaggio diverso dal pensiero unico che ci ha schiacciato dal 2012 in poi (artefice il ministro e collega Profumo, membro del governo illuminato del premier e collega SuperMario Monti). Riporto il testo per quanti lo vogliano leggere. Quasi quasi divento un populista sovranista, tanto non ho niente da perdere!

    TESTO DEL CONTRATTO DI GOVERNO M5STELLE LEGA
    29. UNIVERSITÀ E RICERCA
    Nel corso degli ultimi anni il nostro Paese si è contraddistinto a livello europeo per una continua riduzione degli investimenti nel comparto del nostro sistema universitario e di ricerca. È pertanto urgente e necessario assicurare un’inversione di marcia. È prioritario incrementare le risorse destinate all’università e agli Enti di Ricerca e ridefinire i criteri di finanziamento delle stesse.

    Il sistema universitario e il mondo della ricerca dovranno essere maggiormente coinvolti nello sviluppo culturale, scientifico e tecnologico del nostro paese, contribuendo ad indicare gli obiettivi da raggiungere e interagendo maggiormente con tutto il sistema Paese. Sarà dunque fondamentale implementare la terza missione delle università attraverso la loro interazione con gli altri centri di ricerca e con la società.

    Attraverso una costante sinergia con la Banca per gli investimenti saremo in grado di assicurare maggiori fondi per incrementare il nostro livello di innovazione, rendendoli efficaci ed eliminando gli sprechi. Intendiamo incentivare, inoltre, lo strumento delle partnership pubblico-private, che consentiranno, di fatto, un maggior apporto di risorse in favore della ricerca. I centri del sapere, università e centri di ricerca in primis, oltre a garantire la fondamentale ricerca di base, dovranno altresì contribuire a rendere il sistema produttivo italiano maggiormente competitivo e propenso alla valorizzazione delle attività ad alto valore tecnologico.

    Occorrerà riformare il sistema dell’Alta Formazione Artistica, Musicale e Coreutica (AFAM), nell’ottica di potenziare un settore storicamente e culturalmente importantissimo per l’Italia.

    È necessario avere una classe docente all’altezza delle aspettative, eticamente ineccepibile. Occorre riformare il sistema di reclutamento per renderlo meritocratico, trasparente e corrispondente alle reali esigenze scientifico-didattiche degli atenei, garantendo il regolare turn-over dei docenti.

    Occorre incentivare l’introduzione di nuove norme per garantire al maggior numero possibile di studenti l’accesso ai gradi più alti degli studi. Tra questi figurano la necessità di ampliare gli strumenti e le risorse per il diritto allo studio, incrementando così la percentuale di laureati nel nostro Paese, oggi tra le più basse d’Europa, e la revisione del sistema di accesso ai corsi a numero programmato, attraverso l’adozione di un modello che assicuri procedure idonee a verificare le effettive attitudini degli studenti e la possibilità di una corretta valutazione. Amplieremo la platea di studenti beneficiari dell’esenzione totale dal pagamento delle tasse di iscrizione all’università, la cd. “No-Tax area”. Fondamentale sarà l’implementazione dell’Alta formazione tecnologico-professionale. Occorrerà armonizzare il sistema delle lauree professionalizzanti e degli ITS (Istituti Tecnici Superiori) al fine di aumentare il numero di studenti in questi percorsi di formazione terziaria.

    Un intervento importante dovrà riguardare l’innovazione didattica ed in particolare quella digitale. Sarà incentivata l’offerta formativa on line e telematica delle università statali attraverso finanziamenti finalizzati, nonché meglio regolamentata l’offerta formativa delle università telematiche private.

    Tra coloro che maggiormente hanno sofferto l’attuale condizione di difficoltà del sistema italiano troviamo il personale delle nostre università e dei nostri enti di ricerca. Nonostante le difficoltà e le scarse risorse a disposizione, il nostro sistema è riuscito a raggiungere nel suo complesso risultati eccellenti. Pertanto è necessario incrementare significativamente le risorse finanziarie per valorizzare i nostri docenti e ricercatori, assicurando adeguate condizioni lavorative e superando la precarietà che in questi anni ha coinvolto in misura sempre maggiore anche il mondo universitario e della ricerca.

    Intendiamo intervenire con strumenti che liberino quelle università in cui è ancora forte la presenza di “baronati” che sfruttano in maniera illegittima le risorse e il personale. Per un reale rilancio dei nostri atenei occorre, infatti, garantire la presenza di sistemi realmente meritocratici ed aperti a tutti coloro che intendano proseguire nella carriera accademica, senza il timore di veder limitate le proprie aspettative da coloro che utilizzano in maniera indebita il proprio potere. Occorre inserire un sistema di verifica vincolante sullo svolgimento effettivo, da parte del docente, dei compiti di didattica, ricerca e tutoraggio agli studenti.

    Non è più procrastinabile la semplificazione della legislazione universitaria attraverso la redazione di un testo unico.

    Occorrerà apportare dei correttivi alla governance del sistema universitario e all’interno degli stessi atenei, ridisegnando il ruolo dell’ANVUR (Agenzia Nazionale di Valutazione del Sistema Universitario e della Ricerca) per renderlo uno strumento per il governo (e non di governo), e individuando puntualmente i soggetti che potrebbero contribuire nei processi decisionali, a cominciare dal CUN, organo elettivo di rappresentanza del mondo universitario.

    Gli Enti pubblici di Ricerca italiani (EPR) svolgono oggi attività essenziali per lo sviluppo della ricerca e dell’innovazione del nostro Paese. Il modello italiano prevede un sistema estremamente frammentato, scarso coordinamento fra gli enti e un carente coinvolgimento sulle questioni di assoluta rilevanza strategica in materia di politiche per lo sviluppo del Paese. Per coordinare e raccordare strutturalmente gli Enti e Centri di ricerca sarà creata un’Agenzia Nazionale della Ricerca.

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