«È stato invece prescelto, con supremo sprezzo del ridicolo, l’autore del top di questo catalogo  di tristezze, di cui ometto per pietà il nome. Nel suo elaborato, l’implacabile Roars …». In relazione alle recenti nomine di quattro componenti del Diretttivo di Anvur, segnaliamo l’articolo del linguista Raffaele Simone, apparso su Il Fatto Quotidiano il 5 Ottobre 2015. Di seguito, riportiamo anche alcuni stralci dell’articolo, la cui versione integrale è disponibile a questo link.

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{…} Il meccanismo di selezione funziona cosi’: gli interessati propongono la propria candidatura insieme ad un curriculum e a un pensum  in cui illustrano le loro idee in fatto di valutazione della ricerca. Per selezionarli si insedia, su indicazione di entita’ diverse (dai Lincei all’OCSE al .. consiglio nazionale degli studenti)  una comitato di esperti che presenta i dossier migliori al ministro, che in questa lista ristretta fa le sue designazioni .

{…}A che serve una procedura cosi’ bizantina, che non sembra si usi in alcun altro ambito della sfera pubblica? Si puo’ immaginare che sia stata adottata per garantire l’impeccabilita’ delle doti dei prescelti e la trasparenza  del processo. Purtroppo ne’ l’uno ne’ l’altro requisito risultano soddisfatti.

{…} Il sito online Roars, che discute con puntiglio e instancabile energia il tema della valutazione nella ricerca italiana, si e’ preso la briga di spulciarsi gli elaborati di questi ultimi [ndr: i quindici selezioni dal comitato di selezione tra i 121 che hanno fatto domanda]. Sono venuti alla luce dettagli che lasciano senza parole.

{…} La maggior parte dei testi sono  redatti in un italiano traballante, per sintassi e lessico, con una prosa sciatta in un tripudio di argomenti inconsistenti e perfino di captatio benevolentiae nei confronti dell’agenzia, e soprattutto con riferimenti generici e non aggiornati in tema della valutazione.

{…} Come potra’ gente che sfugge a ogni valutazione, inventare e amministrare criteri di valutazione che decideranno il destino dell’universita’ e dei suoi professori?

{…} Siccome pare che il parlamento varera’ senza troppe storie (malgrado alcune astensioni nelle commissioni) i candidati proposti dal ministro, e’ da aspettarsi che il loro arrivo non consolidera’ la gracile autorevolezza dell’Anvur. Ma a questo punto non sarebbe bene annullare questa selezione  e ripensare all’impresa dalle radici, magari sottoponendo anche l’Anvur  ad una spending review ?

L’articolo integrale può essere letto a questo indirizzo.

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6 Commenti

  1. Ben venga anche l’articolo di Simone. Ma non cambierà niente. L’ANVUR resta blindata, anche se è incomprensibile come a persone come queste possano essera affidate le sorti dell’università. E non a costo zero, come invece deve muoversi il sistema universitario. L’audizione era una cosa penosa ma in genere non si capiva a cosa servisse, dal momento che la discussione mancava di professionalità. Erano chiacchiere generali tanto per soddisfare una forma vuota di significato effettivo, sull’argomento.

  2. Forse non so cercare, ma nel sito del Fatto Quotidiano l’articolo originale non si trova più. Perché mai? Lo ho trovato sulla rassegna stampa del Cipur come da link giustamente messo nell’articolo di ROARS.

    • è uscito sulla versione cartacea e non so se (come nel caso del Corriere della Sera) diventi successivamente consultabile on-line

  3. Vorrei chiedere a Roars se è giunta su queste pagine la vicenda del movimento animato da Carlo Ferraro di Polito e volto a richiedere il ripristino degli scatti stipendiali (circa 20mila firme, se ben ricordo). E in particolare se c’è stata una discussione o presa di posizione sulla proposta che da questo movimento è scaturita (e che pare prendere una qualche consistenza) per usare come arma di pressione il boicottaggio della VQR. Chiaro che con la finanziaria presentata dal governo c’è poco da fare pressione, ma la prospettiva di boicottare la VQR resta in piedi. Preciso che non sto facendo propaganda a favore del boicottaggio. Vorrei, sì, che questo avvenisse, pur essendo sempre stato un convinto fautore in sedi diverse della valutazione della ricerca scientifica. Ma mi rendo conto di una serie di problemi non da poco che una simile iniziativa pone e quindi la mia opinione non è affatto univoca. E’ certamente chiaro che sarebbe un ottimo modo per far sentire in modo concreto la voce di protesta di una classe e di un’istituzione che ormai da anni è sempre e solo tartassata. Mi scuso se mi sono perso interventi in argomento. Grazie dell’attenzione.

    • Sì, ne avevamo parlato in occasione delle delegazioni che si sono recate dai rettori.
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      “Il blocco triennale delle retribuzioni dei docenti universitari sancito dal Decreto Legge n. 78 del 2010 e successivamente prorogato dalle varie leggi di stabilità al fine di coprire l’intero quinquennio 2011-2015, sta portando a delle penalizzazioni retributive per la categoria che non ha eguali in tutto il pubblico impiego. A testimonianza dell’insofferenza della categoria, si può citare l’iniziativa promossa dal Prof. Carlo Ferraro del Politecnico di Torino. Giovedì 25 giugno 2015, alle ore 12, ottomila Docenti Universitari di 65 Università italiane hanno preannunciato di volersi riunire contemporaneamente presso i vari Rettorati per ottenere l’appoggio dei loro Rettori alla richiesta di un immediato sblocco degli scatti (comunicato stampa). Di seguito, pubblichiamo un dossier che riepiloga la storia e analizza le conseguenze di questo blocco.”
      https://www.roars.it/online/gli-scatti-e-la-risposta/
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      Un segnale di esasperazione che mostra quanto la corda sia vicina a spezzarsi (era cosī a giugno e gli ultimi annunci governativi non sembrano poter placare gli animi). Oggi abbiamo pubblicato il documento siglato da ADI, ANDU, CISL-Università, CNU,CONFSAL-CISAPUNI-SNALS, CoNPAss, Federazione UGL Università, FLC CGIL, LINK, RETE29Aprile, SNALS-Docenti, UDU, UIL RUA
      https://www.roars.it/online/niente-valutazione-senza-valorizzazione/