Lello Arena, nelle improbabili vesti dell’arcangelo Gabriele, entra in scena suonando una stridula trombetta, dopo di che sbraita «Annunciaziò, Annunciaziò» rivolto ad una non meno improbabile Madonna interpretata da Massimo Troisi. Ma non è di questo memorabile sketch che vuole trattare questo post, quanto piuttosto di un’altra “annunciaziò”, il cui arcangelo Gabriele è il Sole 24 Ore che fornisce diverse anticipazioni – in parte contraddittorie – sulla nuova ASN, senza però citare la sua fonte (una “gola profonda” del MIUR?).

Molti lettori di Roars si stavano domandando a che punto stesse la riforma dell’ASN, le cui linee fondamentali erano già state riassunte su Roars (È in arrivo l’ASN 2.0: approvato dalla Camera l’emendamento di riforma). In particolare, in sede di conversione del DL 90/2014 sulla PA era stato approvato un emendamento, secondo il quale

le procedure relative all’anno 2014 di cui all’articolo 3, comma 1, del decreto del Presidente della Repubblica 14 settembre 2011, n. 222, sono indette entro e non oltre il 28 febbraio 2015 previa revisione dei regolamenti di cui all’articolo 16, comma 2, della legge 30 dicembre 2010, n. 240, e dei conseguenti decreti ministeriali.

La data del 28 febbraio è dietro l’angolo, ma – fino all’altro giorno – nulla era dato dato sapere della revisione dei regolamenti e, in particolare, del cosiddetto Dm “Criteri e parametri”. Ma ecco che su Scuola24 – Il quotidiano della Formazione, dell’Università e della Ricerca del 13 febbraio 2015 viene pubblicato un articolo intitolato

In arrivo la nuova abilitazione: per gli aspiranti docenti sportello aperto fino al 2017

Scuola24

L’autore dell’articolo, non solo riassume ad uso dei lettori le caratteristiche dell’ASN 2.0, ma, senza indicare quale siano le sue fonti, fornisce alcune indiscrezioni sulle modifiche che saranno apportate alle procedure, nonché ai criteri e ai parametri delle abilitazioni scientifiche. Ad oggi sono le uniche informazioni delle quali si dispone nel silenzio ufficiale del ministero e degli altri organi coinvolti nel processo per la loro adozione. Alcune di queste anticipazioni destano più di una perplessità. Proviamo ad elencarle e commentarle.

Innanzi tutto, viene confermata la data del 28 febbraio 2015, come data di partenza del “meccanismo per la selezione dei futuri docenti universitari“, anche se viene aggiunto l’inciso a meno di proroghe in extremis. Proroghe che appaiono difficilmente evitabili dato che il Dm “Criteri e parametri” deve prima essere inviato a CUN e ANVUR per i pareri di rito, come d’altronde ricordato dallo stesso articolo, che però non menziona l’invio al Consiglio di Stato e alle commissioni parlamentari. Inoltre, il DPR 222/2011, ovvero il regolamento per l’ASN, era un Decreto del Presidente della Repubblica e la sua revisione dovrà pertanto essere sottoposta al Consiglio dei Ministri. Ci vuole una buona dose di ottimismo per credere a quello che scrive l’articolo, ovvero che

L’abilitazione a sportello – con domande che potranno essere presentate in ogni momento – partirà il 1 marzo di quest’anno

A proposito della modalità “a sportello”, l’articolo spiega che le abilitazioni saranno ancorate “al numero di riunioni delle commissioni esaminatrici che si dovrebbero riunire 3-4 volte esaminando blocchi di candidature“.

Uno degli aspetti fondamentali della revisione riguarda la definizione di eventuali condizioni minime per partecipare alla selezione, che dovrebbero rimpiazzare le soglie precedentemente definite in termini di “mediane”. Secondo la l. 240/2010 (art. 16, c. 3, punto h) agli aspiranti commissari è richesta la presentazione di  un curriculum “coerente con i criteri e i parametri” utilizzati per esprimere il giudizio sui candidati all’abilitazione. Pertanto, il nuovo decreto “Criteri e parametri” definirà anche le condizioni per essere ammessi alle procedure di sorteggio dei commissari, un aspetto che non viene toccato dal Sole 24 Ore e che, nella prima edizione, era stato tutt’altro che indolore.

Riguardo ai candidati, il Sole scrive che

Ogni candidato – questa una delle novità più attese nel nuovo decreto che modifica il Dpr 222/2011 – riceverà entro poco tempo (non più di qualche settimana) una risposta sul superamento delle condizioni minime per partecipare alla selezione. Un modo questo per consentire al candidato nel caso di ritirarsi.

Per capire come sarà fornita la risposta e da chi, bisognerebbe sapere quali saranno i nuovi indicatori e le relative soglie:

La bozza di decreto ministeriale che modifica il Dm 67/2012 [in realtà è il Dm 76/2012, NdR] sui nuovi indicatori – che a giorni arriverà per i previsti pareri al Cun e all’Anvur – punta anche a superare le tanto contestate mediane e a omologare i criteri di valutazione dei candidati delle materie umanistiche e scientifiche. Con criteri e parametri che saranno differenziati per settore concorsuale, e non più per area disciplinare.

L’ultima affermazione risulta incomprensibile, dato che nella precedente ASN 1.0, i parametri non erano differenziati per area disciplinare, ma per aree scientifiche (ribattezzate “aree bibliometriche” con un neologismo discutibile) e umanistiche (ribattezzate “non bibliometriche”). Neppure le soglie – le cosiddette “mediane” – erano differenziate per area disciplinare, dato che erano specifiche per ogni settore concorsuale.

Lasciando da parte queste perplessità, è lecito domandarsi cosa significhi il termine “omologazione”. Vista l’impossibilità di utilizzare indicatori citazionali in gran parte delle aree umanistiche, assisteremo ad un abbandono tout court degli indici citazionali che tanti problemi avevano creato anche a causa della loro instabilità nel tempo? A tale proposito, è difficile dimenticare le peripezie dei mancati agganci e le commissioni obbligate a riaprire i verbali già chiusi per rivalutare i candidati le cui citazioni erano nel frattempo state aggiornate.

Ma ecco che le citazioni rispuntano subito dopo:

Allo studio anche un lasso di tempo definito della vita accademica del candidato (10-15 anni) da prendere in considerazione per le pubblicazioni e le citazioni.

Se stiamo parlando di citazioni da usare come condizioni minime, diventa impossibile l’omologazione tra materie umanistiche e scientifiche. Il cenno ai 10-15 anni sembra alludere ad una riesumazione dell’improvvida nozione di “età accademica”, fonte non solo di paradossi, ma anche di inestricabili grovigli burocratici, legati alla difficoltà di definirla in modo non manipolabile e al ruolo dei periodi di congedo e di maternità. Sia detto, per inciso, che nella l. 240/2010 non esiste il minimo cenno alla nozione di età accademica e che l’unico cenno ad una finestra temporale riguarda i soli aspiranti commissari, tenuti a documentare “la propria attività scientifica complessiva, con particolare riferimento all’ultimo quinquennio ” (art. 16, c. 3, punto h).

Anche la chiusa dell’articolo è poco comprensibile:

Di sicuro c’è che anche la nuova abilitazione appena sarà a regime si porterà dietro polemiche e detrattori anche perché da ora in poi gli atenei che faranno un cattivo reclutamento saranno penalizzati nella distribuzione della quota premiale del fondo di finanziamento ordinario (Ffo) delle università.

Perché scrivere «d’ora in poi»? Infatti, una (maldestra) valutazione del reclutamento effettuata nell’ambito della VQR 2004-2010 è entrata in uso nella ripartizione della quota premiale già a partire dall’FFO 2013.

Ancora più enigmatiche le ragioni per cui la sconosciuta “gola profonda” ha fatto trapelare queste indiscrezioni, in parte contraddittorie e alquanto ottimistiche sui tempi. A maggior ragione, se l’avvio delle nuove procedure dovesse portare con sé anche una revisione o un qualche aggiustamento dei settori concorsuali, come vorrebbero le disposizioni del DL 90/2014.

Ansia di mostrare che il MIUR non è rimasto con le mani in mano? Un ballon d’essai per sondare le reazioni ad alcune decisioni critiche, soprattutto in tema di criteri e parametri? Non ci resta che stare alla finestra sperando di capire presto lungo quale rotta sta viaggiando il barcone dell’ASN 2.0.

 

 

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51 Commenti

  1. >Ansia di mostrare che il MIUR non è rimasto con le mani in mano?
    Ovviamente si. Anche se non ha prodotto nulla ancora, perché sono in alto mare.
    >Un ballon d’essai per sondare le reazioni ad alcune decisioni critiche, soprattutto in tema di criteri e parametri?
    Non credo. Questo possono farlo mandando la bozza al CUN che poi la farà girare. Le reazioni si vedranno là.

    Il problema è sempre come fare a gestire il transitorio. Le commissioni si ritroveranno di nuovo a gestire centinaia se non migliaia di domande.
    Nelle precedenti tornate, almeno per ogni commissione, tutti i risultati sono stati pubblicati insieme, ma questo non è ovviamente vero per questo nuovo regime.
    Il problema è che se nei primi giorni ci saranno già centinaia di domande, con quale criterio queste saranno processate? Come si potrà garantire parità di trattamento, se magari chi ha presentato la domanda qualche ora dopo si vedrà allocare il proprio giudizio mesi dopo a chi l’ha fatta solo qualche ora prima?
    La velocità con cui si presenterà la domanda il primo giorno potrebbe fare una differenza abissale, visto le poche risorse disponibili nei dipartimenti per le promozioni/concorsi.

    • Perdonatemi, ma andrò appena fuori argomento. Vi chiedo cosa ne sarà di coloro che come aspettano ancora una risposta alla II tornata della ASN?? non molti conoscono il caso della commissione di 10/C1 ( Teatro, Musica, Cinema, Televisione, Media audiovisivi) che ancora non ha dato segni di vita, dopo il cambo di commissario, il nuovo sorteggio, la nuova nomina e tutta la trafila…
      ma come è possibile che nessuno dei super alacri dirigenti ministeriali non faccia notare il caso.
      Sarà che sono parte in causa, e di questo fervore chiedo scusa, ma noi valutandi dobbiamo sottostare alle norme più assurde valutati ora per allora, e per i commissari non valgano le stesse regole. se sono fuori tempo massimo, cedano la mano, lascino, si dichiarino incompetenti alle funzioni attribuite.
      Se poi mi devono costringere a pensare sempre che siamo in Italia e che un grande condottiero romano Quinto Fabio Massimo (CUNCTATOR, il temporeggiatore) è riuscito ad entrare nei manuali di tecnica militare semplicemente per avere temporeggiato e sconfitto il nemico per sfinimento, questo è davvero un altro conto, e io onestamente, non ci sto!
      perdonate la franchezza, e sia benedetto chi mi sa dare qualche notizia in merito.

  2. Con la frase “Con criteri e parametri che saranno differenziati per settore concorsuale, e non più per area disciplinare”, a mio avviso l’articolista voleva dire che i parametri non saranno più calcolati, come in precedenza, sulla base del SSD, ma su quella de settore concorsuale. Quanto all’omologazione dei criteri tra settori umanistici e le altre scienze, non può significare altro che il superamento, per tutti, del criterio citazionale. Sarebbe bello, ma sarebbe in totale controtendenza rispetto ad ANVUR, dunque mi pare improbabile.
    Del resto, non possiamo che fare supposizioni a partire dall’esegesi di un articolo abbastanza sgrammaticato e lacunoso. Ossia, siamo ridotti male.

    • Del resto, l’articolista scrive anche: “Le nuove regole prevedono tra l’altro che la nuova abilitazione nazionale terrà in carreggiata i vincitori per sei anni invece che quattro come oggi (la regola varrà anche per chi ha superato le due tornate che si sono già svolte)”; ignora dunque che la durata dell’ASN è stata già prolungata a 6 anni (anche per gli abilitati della tornata 2012) non oggi, ma dalla legge 114 dell’11 agosto 2014. Quindi è possibile che non sappia un bel nulla, e spari balle così, tanto per vedere chi ci casca.

    • Nell’ASN 1.0 i parametri non erano calcolati per SSD, tranne nel caso in cui scattava la clausola di multimodalità. Quindi, fare riferimento al settore concorsuale non sarebbe una novità.

    • Però c’è stato anche qualche caso clamoroso, denunciato anche da utenti di roars, di settori concorsuali caratterizzati da multimodalità in cui i commissari hanno bocciato candidati applicando loro parametri di un altro ssd. Forse è questo tipo di errori che si intende evitare. Ma rileggendo l’articolo, ho la netta impressione che sia stato scritto da una persona tutt’altro che esperta di ASN, e si basi su qualche indiscrezione orecchiata piuttosto che sulla lettura di bozze di provvedimenti. Del resto, che la nuova ASN parta già il primo marzo parrebbe del tutto da escludere, anche in caso di emanazione dei provvedimenti necessari entro fine febbraio: ci sono pur sempre i tempi tecnici per la nomina delle commissioni, a partire da nuove liste di sorteggiabili. A meno che (e pure questo mi è capitato di sentire) non ci sia l’idea di riconfermare in carica le vecchie commissioni, eliminando il membro ocse.

  3. Pessimo articolo questo del sole 24 ore. Con espressioni da sibilla cumana che non vale la pena cercare di decifrare. Il punto e’ che il dl 90 offre la possibilita’ di una profonda revisione del sistema delle abilitazioni, evitando gran parte delle storture fin qui prodotte. Sarebbe molto grave che esigenze di marketing politico spingessero, invece, a innovazioni di facciata e non meditate. Con il rischio di creare piu’ dati che benefici e di alimentare un contenzioso che ha gia’ superato la soglia di tollerabilita in un paese civile. E certo non per colpa dei ricorrenti.

    • Forse sono io che sono troppo ottimista, ma l’idea che mi sono fatto è che rinominare mediane->soglie non è un tentativo di stringere le maglie, ma serve soprattutto ad evitare guai legali: chiamandole “mediane”, tutte le volte che queste mediane non vengono calcolate in modo corretto si apre lo spazio per lunghi e complicati ricorsi. E abbiamo già visto che calcolare esattamente una mediana non è un lavoro semplice, con i dati che il MIUR ha a disposizione. Una “soglia” invece è un numero scelto arbitrariamente, e non ci sono questi problemi.

  4. “Del resto, che la nuova ASN parta già il primo marzo parrebbe del tutto da escludere”.
    Dipende da come si definisce “partire”.
    Nel “renzismo” le cose sono fatte quando passano il consiglio dei ministri, quello che viene dopo è solo trascurabile lentezza burocratica, messa in atto dai gufi sabotatori.
    Quindi ufficialmente l’ASN 2.0 sarà partita quando il governo farà il decreto.
    Per vederne gli effetti reali, facendo una previsione su quanto avvenuto in passato, la legge fu fatta nel dicembre 2010, dopo tutti gli adempimenti necessari (che non sono cambiati) la fase di valutazione (commissioni nominate) prima abilitazione è partita nel dicembre 2012. Se tanto mi da tanto, la legge di “riforma” è del giugno 2014, quindi si partirà nella primavera del 2016 (li faccio un po’ più veloci questa volta).

    • Giusto per capire di cosa stiamo parlando:
      Vista la preliminare deliberazione del Consiglio dei Ministri,
      adottata nella riunione del 21 gennaio 2011;
      Uditi i pareri interlocutorio e definitivo resi dalla sezione
      consultiva per gli atti normativi del Consiglio di Stato, rispettivamente, nelle Adunanze del 25 febbraio 2011 e 21 aprile 2011;
      Acquisiti i pareri della 7ª Commissione del Senato della Repubblica in data 13 luglio 2011 e della VII Commissione della Camera dei deputati in data 14 luglio 2011, nonché i rilievi sulle conseguenze di carattere finanziario della V Commissione della Camera dei deputati in data 29 giugno 2011;
      Vista la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nella
      riunione del 28 luglio 2011;

      In pratica della “preliminare determinazione” del consiglio dei ministri del gennaio 2011, il DPR regolamento è stato emanato a settembre 2011 e pubblicato in gazzetta a gennaio 2012.
      Quindi ammesso che il prossimo consiglio dei ministri approvi la “preliminare determinazione”, non riesco a capire come si possa giungere ad un DPR operativo a marzo… forse dovremmo parlare di marzo 2016… ma renzi si sa, ha il turbo!

  5. Spiegato l’arcano. Ecco perchè si è usato ilsole24ore per fare l’Annunciazione. In base al liturgia la data di inizio dell’annunciazione non può essere certa e se si tratta di una revisione delle mediane o altro non può essere detto, come non è detto se sitratti di una festa della madre o del figlio. Infatti: “Dal punto di vista liturgico, la ricorrenza dell’Annunciazione è una solennità, e contrariamente a quanto comunemente si reputa, è una festa del Signore, e non di sua madre Maria. Secondo il calendario liturgico cattolico occidentale, il 25 marzo cade spesso nel tempo di Quaresima; in alcuni anni, invece cade nella Settimana santa o nell’Ottava di Pasqua. Succede quindi non di rado che la solennità dell’Annunciazione sia rinviata, o perché deve cedere il posto a una domenica di Quaresima (e in tal caso, è spostata al giorno successivo, lunedì 26 marzo, come è accaduto nel 2007 e nel 2012), o perché, dato che la Settimana Santa e l’Ottava di Pasqua prevalgono sull’Annunciazione, la solennità viene rimandata al lunedì dopo la Domenica in albis (come nel 2008, spostata a lunedì 31 marzo, o nel 2002 e 2013, spostata a lunedì 8 aprile).” WIKIPEDIA.

  6. Una domanda? Secondo voi quanti abilitati (inutilmente abilitati, spt PA to PO) faranno dinuovo domanda in questa nuova versione? Facile pensare che se sei abilitato nella vecchia versione diventi un abilitato di serie B se ci sono delle regole nuove e per non rischiare di essere considerato di serie B fai dinuovo domanda …. aspettiamoci un nuovo numero spropositato di domande. Scusate la domanda e le domande , ma mi preparo a fare domanda 🙂

  7. @Ernest “…quanti abilitati (inutilmente abilitati, spt PA to PO) faranno dinuovo domanda in questa nuova versione?”
    Se non sbaglio per poter fare una nuova domanda è necessario che trascorrini 4 anni dalla abilitazione acquisita.

  8. E’ sempre lo sconosciuto che ha scritto gli articoli sui brevetti dell’Investment Compact? Lo stile è quello, o magari qualcuno che lavora nello stesso… gabinetto.
    .
    Per le commissioni è stato probabilmente contattato l’ERC, che fornirà a propria insaputa, ma entro il 28 febbraio, i nomi degli esperti italiani presenti nelle proprie liste.
    .
    Da quello che si legge sul sito della Camera:
    .
    http://www.camera.it/leg17/561?appro=app_reclutamento_universita
    .
    i lavori proseguono nel rispetto della (generica) Risoluzione conclusiva 8-00064, che era quella approvata in VII Commissione (Ghizzoni) nel giugno dello scorso anno:
    .
    http://banchedati.camera.it/sindacatoispettivo_17/showXhtml.Asp?idAtto=20259&stile=7&highLight=1&paroleContenute=%278-00064%27+
    .
    dove, a proposito di criteri e parametri, si impegna il Governo a:
    .
    6. rivedere criteri, parametri e indicatori del DM 76/2012 tenendo conto dei pareri di CUN, ANVUR e CEPR, secondo quanto previsto dal decreto del Presidente della Repubblica 222/2011, nonché delle maggiori società scientifiche settoriali, in modo da ampliare l’analisi preventiva della significatività degli indicatori e il conseguente consenso su di essi e sulle relative soglie, eventualmente differenziandoli all’interno dei settori concorsuali molto articolati;
    7. garantire la massima trasparenza nella determinazione degli indicatori e della loro distribuzione statistica, sia quelli complessivi per ogni settore concorsuale, sia quelli particolari relativi a ciascun candidato, disponendo in particolare che gli indicatori personali siano resi noti all’interessato immediatamente e non al termine della procedura.

  9. @plymouthian anch’io penso che l’inizio ci potrebbe davvero essere ma che sia soltanto l’avvio di una lenta procedura. Penso però anche che un interesse del Governo a procedere davvero celermente ci potrebbe essere, se non altro per sperare in un effetto abbandono di alcuni dei ricorsi avverso i dinieghi della prima tornata. La revisione dei settori concorsuali con conseguente rideterminazione dei criteri e l’enfasi sulla responsabilità degli atenei nel reclutamento inducono a ritenere che ottenere l’abilitazione con la nuova tornata dovrebbe essere più semplice, o forse mi sbaglio?

    • Io penso che su questa materia si scontreranno molte fazioni contrapposte. Alla fine, come e’ stato sin ora, si fara’ un compromesso al ribasso per accontentare tutti e in pratica nessuno.
      Che ci sia l’interesse ad iniziare e’ plausibile, ma con tanti abilitati in giro e pochissimi posti, c’e’ anche un buona fronda che non vedrebbe male il perdurare del blocco per qualche tempo in modo da smaltire l'”arretrato” ed avere piu’ possibita’.

    • Certamente il prevedere una nuova tornata da avviare entro il 28_02_2015 aveva il forte intento di ‘rassicurare’ i ricorrenti e indurli a desistere. I tempi erano stati ben calcolati, visto che proprio negli ultimi due mesi sono cominciate ad arrivare le prime sentenze.
      Ma ormai frenare i ricorsi sarebbe molto difficile per il MIUR, considerato che per circa un centinaio di essi il TAR ha già emesso sentenze di accoglimento, che in esecuzione di tali sentenze il MIUR ha già dovuto nominare 25 nuove commissioni e, soprattutto, che per i prossimi mesi il TAR ha già calendarizzato la discussione di diverse centinaia di altri ricorsi. Considerato che per le nuove procedure di abilitazione il MIUR non ha ancora mosso nemmeno i primi passi, il treno dei ricorsi, almeno quelli relativi alla tornata 2012, è ormai impossibile da fermare.

  10. Prevedo un altro casino.
    Non si può fare domanda se il settore non viene rivisto. Chi ti vieta di fare domanda in un settore affine?
    Siccome lo scopo di fermare i ricorsi è ormai fallito, forse un mesetto in più di riflessione e aggiustamenti non guasterebbe. Pasqua è poi vicina e l’annunciazione è meglio che vada oltre, fino al nuovo Natale. Natale è meglio non rovinarlo a fare ASN, e poi cosa c’è di meglio della Befana per una ASN inclusiva. Si la Befana è il periodo migliore per lanciare la nuova ASN. Tanti avranno i regali e pochi cenere e carbone.

    • “Forse un mesetto in più di riflessione e aggiustamenti non guasterebbe.”
      Vallo a dire a chi sta aspettendo per fare domanda…

  11. Rimane il fatto che, così come è ora concepita, l’asn è solo un grosso spreco di risorse. Attualmente stanno lavorando in parallelo le commissioni regolari, quelle dei ricorsi innumerevoli, i giudici. Di risorse per le assunzioni non se ne sono viste, gli scatti son bloccati, e questo meccanismo ha messo in cattedra persone senza aver neanche verificato che sappiano fare un discorso compiuto, che conoscano le loro ricerche e che abbiano i rudimenti per insegnare le materie per cui sono state abilitate.

    • Per la prima osservazione (lavoro in parallelo) ti risponderanno che i ricorsi sono meno di quelli generati ai tempi dei concorsi locali. Quindi stanno risparmiando.
      Per la seconda, “meccanismo ha messo in cattedra persone senza aver neanche verificato…”, ti risponderanno che questo avrebbero dovuto farlo i concorsi / selezioni locali. E che comunque i “promossi” con concorso interno, era gia’ ricercatori ed avevano dovuto passare un concorso.

    • “questo meccanismo ha messo in cattedra persone senza aver neanche verificato che sappiano fare un discorso compiuto, che conoscano le loro ricerche e che abbiano i rudimenti per insegnare le materie per cui sono state abilitate.”
      Non so a chi tu ti riferisca: per quel che ho visto finora, sono “andate in cattedra” persone che già insegnavano almeno da 10-15 anni.
      C’è anche qualche ateneo, comunque (ad esempio il mio), che ha creduto utile ripristinare l’istituto feudale della “prova didattica” nei concorsi locali.

    • @fausto_proietti Forse Angel si riferisce alle centinaia di tuoi e miei colleghi che, obiettivamente, non hanno mai fatto ricerca (intendo ricerca vera), non hanno mai pubblicato lavori scientifici degni di tal nome (non libretti simili a tesi di laurea, pubblicati da case editrici che badano solo a sfornare libri senza la minima considerazione del contenuto di essi), non sanno scrivere né parlare in italiano, non sono capaci di spiegare agli studenti concetti minimamente complessi, non sono degni di tenere una lezione nei dottorati, nonostante il basso livello medio dei dottorati italiani (ma nonostante ciò lo fanno, contribuendo a peggiorarne la qualità), non conoscono l’inglese o parlano un’inglese maccheronico, non sanno scrivere in inglese, non sono minimamente conosciuti nel mondo (e spesso nemmeno in Italia, se non per questioni che esulano dal merito scientifico), trascorrono il loro tempo all’Università facendo cose inutili o dannose, tra le quali alimentare sistemi di potere basati sull’ignoranza e sull’assoluto disprezzo per il merito. Insomma, gente che dovrebbe fare tutt’altro lavoro (ammesso che sia capace di svolgere un lavoro degno di tal nome) e che in una qualsiasi Università di un Paese civile non avrebbe nessuna chance di entrare nemmeno come studente di Ph.D. Piaccia o no, lo si dica o meno, questa gente NON E’ TUTTA l’Università italiana, ma purtroppo E’ MAGGIORANZA nella nostra Università.

    • orticaz22 ha dimenticato di citare gli ordinari a fine carriera che non hanno scritto una riga in vita loro. Se non l’avete già fatto, guardatevi il magistrale intervento di Mauro Moretti che parla di questi mitologici esemplari della fauna professorale italiana:
      https://www.roars.it/online/lordinario-a-fine-carriera-che-non-ha-mai-scritto-una-riga-in-vita-sua-lintervento-di-mauro-moretti-al-secondo-convegno-roars/
      Ormai abbiamo fatto il callo ai discorsi qualunquisti fatti da commentatori anonimi. E tuttavia nessuno di questi anonimi ha saputo spiegare come mai, se la MAGGIORANZA “non sanno scrivere né parlare in italiano” e “non conoscono l’inglese” le statistiche bibliometriche dicono tutt’altra cosa. Come diceva Totò: «ma mi faccia il piacere!».

    • @Plymouthian. La prima osservazione non l’ho fatta io né una gola profonda ma il sottosegretario in persona in una recente intervista.
      Sulla seconda osservazione, io parlavo del meccanismo complessivo, in cui spesso manca un momento di discussione delle proprie attività e delle proprie capacità didattiche e scientifiche.

    • Te lo spiego io, caro De Nicolao, anche se mi rifiuto di credere che tu non lo sappia già. La spiegazione risiede nel fatto che in Italia esiste una piccola minoranza composta da ricercatori di altissimo spessore internazionale. Si tratta di ricercatori apprezzati in tutto il mondo, che portano su di sé il peso della produttività dell’intero sistema universitario italiano. Questo non toglie, tuttavia, che la maggioranza di tale sistema sia composta da persone che hanno il profilo che ho descritto, senza nemmeno calcare troppo la mano, nel post precedente. Non credo che tu abbia difficoltà a convenire su questo punto.
      Tu hai letto il mio post come un attacco all’Università italiana nel suo complesso. Hai letto male, ma ciò è frutto di un tuo bias. Io non sono arrabbiato con il sistema nel suo complesso, ma con quella parte marcia di esso che, ripeto, purtroppo ne costituisce la maggioranza. Chiunque viva nell’Università italiana è costretto a constatarlo tutti i giorni. Non è accettabile che un sistema come quello italiano che, lo sappiamo, ottiene risultati lusinghieri a livello internazionale, debba farlo solo grazie ad una minoranza, una minoranza che peraltro spesso fatica a difendere le proprie posizioni dagli appetiti e dal malaffare perpetrato quotidianamente da quella maggioranza di cui sopra. Questo è il messaggio. Sounds familiar?

    • Mi dispiace, ma io non credo alla “leggenda dei ricercatori incredibili”, che – razza presente solo in Italia – riescono con i loro superpoteri (kryptonitici?) a compensare una maggioranza di fannulloni incompetenti riportandoci, in media, sugli standard mondiali. Io credo ai fatti e ai numeri.

    • Preciso che, quando dico “ricercatori”, mi riferisco a tutti coloro i quali fanno ricerca nell’Università italiano. Pertanto, non mi riferisco soltanto ai ricercatori di ruolo, ma anche ai professori che fanno ricerca (e che, in quanto tali, sono ricercatori).

    • “La spiegazione risiede nel fatto che in Italia esiste una piccola minoranza composta da ricercatori di altissimo spessore internazionale. Si tratta di ricercatori apprezzati in tutto il mondo, che portano su di sé il peso della produttività dell’intero sistema universitario italiano.”
      .
      Si tratta dei ricercatori coi superpoteri, i famosi Hirsch-men.

    • @Lilla
      Scusa l’ignoranza, ma chi sono gli Hirsch-men?
      Einstein e Newton?
      Comunque la produttività dei ricercatori italiani si distribuisce su una curva gaussiana?

    • La distribuzione della produttività individuale (cioè il numero di pubblicazioni di ogni ricercatore) non è gaussiana. Ma una distribuzione a code pesante tipo Zipf-Pareto. Questa è la legge preferita dagli scientometrici. Per 100 autori che scrivono 1 articolo ce n’è uno solo che ne scrive 10. http://en.wikipedia.org/wiki/Lotka%27s_law
      Per cui in questo senso le comunità scientifiche gli Hirsch-men ce li hanno davvero. Tutti i paesi. Non solo l’Italia.

    • benissimo lo stile renziano imperversa ….. prima gli annunci con tanto di presentazione…. poi si presenteranno forse dei pezzi di carta… manca solo il tweet del ministro e la cosa è fatta e finita.
      se l’obbiettivo era rottamare… bene allora rottamiamo il vecchio non il nuovo…. propongo a Tutti di fare l’DSN (disabilitazione SN) per tutti quei docenti che producono sotto mediana, per loro si prevede l’abbassamento del livello.
      I ho un sogno… vorrei vedere un ordinario tornare associato e forse anche peggio assistente….

      Un mio amico professore mi diceva sempre prima viene la motivazione poi si valutano le capacità.
      Con la prima e la seconda ASN hanno solo sortito un effetto veramente infausto quello di demotivare migliaia di talenti che invece di investire in ricerca e nell’università come prospettiva di lavoro futuro…. hanno aperto dei negozi in italia o ancora peggio sono all’estero a portare conoscenza acquisita nelle nostre università per incrementare le economie di quei paesi.
      ….meditate gente meditate

    • ” propongo a Tutti di fare l’DSN (disabilitazione SN) per tutti quei docenti che producono sotto mediana”
      __________________
      Il risultato sarebbe clamoroso. Metà dei docenti in ruolo non ce la farebbero. Uno scandalo tipicamente italiano, come acutamente anticipato dal Sole 24 Ore. Sono cose che negli altri paesi semplicemente non accadono … meditate gente meditate


      Vedi anche: https://www.roars.it/online/le-fanta-abilitazioni-pulp-di-repubblica/

    • 🙂
      Grazie, Alberto, molti dubitavano dell’esistenza degli Hirsch-men finché con l’aiuto di Zipf non si è capito che sono realtà.
      Per rispondere a Ernest, gli H-men, o uomini di Hirsch, che assegnò loro vari gradi di forza, gli H-index, sono da tradizione Marvel apparentemente un po’ nerd, si vestono male, se una ragazza carina rivolge loro la parola subiscono una paresi facciale con sorriso ebete anche quando questa è andata via da ore, e hanno a volte subito un trauma, come l’abbandono di un barone in tenera precari-età, o un concorso in cui ha vinto un uomo comune.
      Ma davanti a un documento nuovo di Word sfoderano tutti il loro paperismo, cioè il potere di scrivere contemporaneamente vari articoli nel giro di poco tempo, così magnetici che le citazioni si attaccano subito a centinaia. Alcuni intercettano le onde mentali dei referee, che sentono subito la necessità di accettare i loro superpaper nel loro stato presente.
      Si dice che alcuni compilino le SUA con il solo potere della mente. Ma quest’ultimo fatto non è ancora dimostrato, perché molti riportano di aver sentito imprecare anche loro, probabilmente nell’atto di provarci.

    • ahahhahh, ho capito 🙂 … certe volte sono un po’ tardi e avevo pensato a qualcosa di giudaico etc Gli Hirsch-men sono semplicemente i cugini dei Katsaros-men, che a Roma sono molto più semplicemente conosciuti come “a cazzari”.
      Grazie a Lilla e Alberto B per la spiegazione, se io faccio il vagabondo abbiamo tutti gli elementi per rifare il un film d’animazione della Walt Disney 🙂 … il vagobondo era poi al fin fine un cane randaggio 🙂

  12. AUDIO MANCINI: CONFERME E INTEGRAZIONI A “GOLA PROFONDA”

    Sabato scorso il capo dipartimento università del MIUR, Marco Mancini, ha fornito alcune anticipazioni, anche a nome del ministro, su quello che bolle in pentola. Al seguente link potete ascoltare l’audio dell’intervento di Mancini:

    https://clyp.it/search?type=hashtag&query=SanValentino

    Interessante notare che nei primissimi minuti il moderatore cita una bozza di regolamento che sta circolando (suscitando la legittima curiosità di sapere tra chi sia in atto la circolazione). Mancini, con riferimento al suo intervento, spiega di essere tenuto ad una certa riservatezza non essendoci ancora stato l’invio ad ANVUR e CUN.
    Buon ascolto.

    • Complimenti per lo scoop, quasi più scottante della telefonata di Lotito!
      In sostanza, i pochi elementi concreti sarebbero:
      – rappresentanza per tutti gli ssd nelle commissioni, in proporzione alla numerosità dei PO dei vari ssd (ma questo comporterebbe, in teoria, commissioni di numerosità variabile a seconda dei settori concorsuali: vedremo);
      – parametri quantitativi fissi e non fluttuanti come le mediane, stabiliti ex ante – pare di intuire – dalle singole commissioni, e non derogabili.
      Certo, il processo descritto (con tanto di revisione degli ssd) difficilmente parrebbe potersi compiere in meno di un anno – un anno e mezzo…

  13. Ascoltando l’audio citato da De Nicolao si conferma l’ipotesi del renzismo:
    Mancini inizia bene dicendo che il DPR ha un iter “un po’ lunghetto”… Quindi chiarisce che al piu’ presto faranno anche il DM.

    In altre parole, al piu’ presto butteranno la palla nel campo e diranno “abbiamo fatto, possiamo passare ad altro”, ma la partita a quel punto sara’ solo iniziata (con 8 mesi di ritardo rispetto alla promessa “faremo entro giungo 2014).

    Ribadisco le mie previsioni, tra un anno circa si parte (se tutto va bene).

    • E (almeno così scrive la De Gregorio) al Miur dicono che si parte fra una settimana! Ma hanno capito o no che barzellette del genere, se mai hanno incontrato qualche gradimento, ora non divertono più nessuno (a parte forse homo rignanensis, notoriamente dotato di grande spirito)?

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