«… la compilazione delle schede SUA-RD da parte del Dipartimento non può e non deve essere letta come una implicita accettazione  dei criteri e delle procedure di valutazione proposti dall’ANVUR; ritiene, al contrario, che questi criteri e queste procedure siano ampiamente criticabili dal punto di vista metodologico e che sia legittimo dubitare della validità e della affidabilità delle misure che attraverso questi criteri e queste procedure verranno costruite». Segnaliamo ai lettori la Mozione del Consiglio di Dipartimento di Scienze della Formazione dell’Università degli Studi Roma Tre approvata in data 21/01/2015, in materia di SUA-RD.

Segue il testo


Il Consiglio del Dipartimento di Scienze della Formazione dell’Università degli Studi Roma Tre

prende atto dell’imminenza delle scadenze temporali fissate dal MIUR per la compilazione della scheda SUA-RD (Scheda Unica Annuale-Ricerca Dipartimentale) da parte dei Dipartimenti e dell’ineludibilità di tali termini per la determinazione degli esiti delle procedure di accreditamento e di attribuzione del finanziamento al Dipartimento;

auspica per il futuro tempi più distesi per favorire una riflessione più ampia all’interno dei Dipartimenti;

riconosce, altresì, il ruolo fondamentale della valutazione come strumento di miglioramento progressivo delle attività di didattica e di ricerca;

precisa, tuttavia, che la compilazione delle schede SUA-RD da parte del Dipartimento non può e non deve essere letta come una implicita accettazione  dei criteri e delle procedure di valutazione proposti dall’ANVUR;

ritiene, al contrario, che questi criteri e queste procedure siano ampiamente criticabili dal punto di vista metodologico e che sia legittimo dubitare della validità e della affidabilità delle misure che attraverso questi criteri e queste procedure verranno costruite;

sottolinea  come le procedure di valutazione proposte impongano un gravoso carico di lavoro ai Dipartimenti e ai singoli docenti, sottraendo tempo alle primarie attività di didattica e di ricerca;

sottolinea l’oscurità della distinzione tra carattere scientifico e carattere divulgativo delle pubblicazioni da sottoporre a valutazione, distinzione che non è rintracciabile in altri Paesi europei con tradizioni scientifiche consolidate, e la non chiarezza sulle modalità che verranno adottate per valutare le pubblicazioni che vengono oggi inserite all’interno della scheda SUA-RD.

Propone ai Dipartimenti dell’Ateneo Roma Tre di avviare una riflessione comune  con l’obiettivo di fornire al MIUR alcune indicazioni dettagliate sui principali punti critici rilevati e avanzare delle proposte con possibili interventi da apportare nell’ambito dell’intera procedura di valutazione.  Il coinvolgimento dei Dipartimenti è indispensabile al fine di rendere il processo di valutazione più funzionale, costruttivo e aderente alla realtà della didattica e della ricerca universitaria.

Send to Kindle

3 Commenti

  1. Chi fosse interessato può leggere la risposta dell’Anvur ai “numerosi quesiti ricevuti” sulla SUA-RD: http://www.anvur.org/attachments/article/26/SUA-RD20150121_29_1_2015.pdf

    Da una prima lettura sembra che l’Anvur ci tranquillizzi facendo notare che la scheda è un risparmio di tempo perchè la sua compilazione permette di spendere meno tempo in futuro a rispondere ad altre richieste Anvur.

    Notare anche il passaggio nel quale ci viene comunicato che l’Anvur ha già costruito l’Anpreps, cui la SUA-RD fornisce un contributo cruciale. Non sapevo esistesse già, o che l’Anvur avesse avuto il compito di costruirla.

  2. Questo punto sottolineato dai colleghi di Roma Tre mi pare assolutamente centrale:
    “l’oscurità della distinzione tra carattere scientifico e carattere divulgativo delle pubblicazioni da sottoporre a valutazione, distinzione che non è rintracciabile in altri Paesi europei con tradizioni scientifiche consolidate, e la non chiarezza sulle modalità che verranno adottate per valutare le pubblicazioni che vengono oggi inserite all’interno della scheda SUA-RD”
    Noi inseriamo e chiediamo ai colleghi di inserire le loro pubblicazioni, ma, ancora una volta, la procedura di valutazione (di cui nulla si sa al momento) non è neutra rispetto all’inserimento dei prodotti. Mi spiego con un esempio pratico: quello delle recensioni in rivista scientifica di ambito umanistico, che mi tocca da vicino avendo io da qualche anno la responsabilità di curare la rassegna bibliografica di una rivista di fascia A, ed essendo, anche per questo motivo, autore di un discreto numero di recensioni.
    La tipologia della recensione, in un primo momento scartata da ogni ipotesi di valutazione, è stata poi da ANVUR – anche in seguito, immagino, alle indicazioni raccolte in tal senso dalla comunità scientifica – inopinatamente “riabilitata”: addirittura – e in modo che personalmente trovo demenziale – si è attribuito un valore specifico alle recensioni che una monografia riceve da parte delle riviste di “fascia A”, e solo di quelle. Dunque, al momento di inserire TUTTE le pubblicazioni scientifiche su ugov e successivamente di classificarle su cineca, cosa fare in merito alle recensioni? Inserirle o no? Personalmente non avrei dubbi: le recensioni in rivista di settore, non avendo alcuna natura didattica né divulgativa, sono senz’altro prodotti “scientifici” (anche se, evidentemente, di valore infinitamente minore rispetto a saggi di ricerca), e testimoniano di un’attività – l’aggiornamento in merito alla bibliografia internazionale del settore – pienamente rientrante tra quelle cui un docente universitario dovrebbe dedicarsi.
    A questo punto, però, si apre il baratro dell’arbitrarietà: in che modo ANVUR procederà ad effettuare questa benedetta valutazione? Tra le varie ipotesi, scelgo qui le due più estreme (e dunque, per esperienza, quelle che con maggior probabilità ANVUR potrebbe adottare).
    Ipotesi 1: ANVUR procede, rispetto alla scheda SUA-RD, a una valutazione puramente quantitativa: ossia, costruisce un bell’indicatore della produttività di ogni Dipartimento, Ateneo, SSD ecc. è chiaro che, in questo caso, avranno fatto bene coloro che hanno inserito tutti i loro prodotti scientifici, recensioni incluse; anzi, si potrebbe arrivare al risultato (assurdo), per cui un dipartimento i cui afferenti hanno scritto, complessivamente, 500 recensioni, avrà una valutazione migliore rispetto a uno i cui afferenti avranno prodotto, complessivamente, 100 monografie.
    Ipotesi 2: ANVUR sorteggia, tra tutte le pubblicazioni inserite, un campione da mandare in referaggio: diciamo il 5%. Il caso vuole che siano proprio le recensioni ad essere inviate al referee: cosa potrà mai dire costui se non che, trattandosi, di recensioni, il loro valore scientifico è molto basso? A quel punto, lo stesso dipartimento che nell’ipotesi 1 sarebbe stato premiato, verrà invece penalizzato.
    Ora, da cosa dipende la scelta tra il metodo 1 e il metodo 2? Semplicemente dall’umore con cui si alzerà dal letto l’anvuriano che diramerà (a scheda SUA ormai chiusa) le fatidiche norme, o dall’ultima persona che avrà sentito al telefono? Non si sa, questa è l’unica cosa certa, e non lo si saprà se non quando ormai non sarà più possibile orientare la selezione delle pubblicazioni in base ai criteri prescelti per valutarle.
    Dunque, un terno al lotto: in base al quale si vorrebbero distribuire risorse “premiali”, tra una VQR e l’altra. Se non è un delirio questo…

  3. “Propone ai Dipartimenti dell’Ateneo Roma Tre di avviare una riflessione comune con l’obiettivo di fornire al MIUR alcune indicazioni dettagliate sui principali punti critici rilevati e avanzare delle proposte con possibili interventi da apportare nell’ambito dell’intera procedura di valutazione. Il coinvolgimento dei Dipartimenti è indispensabile al fine di rendere il processo di valutazione più funzionale, costruttivo e aderente alla realtà della didattica e della ricerca universitaria.”
    E’ stata fatta una sperimentazione della SUA RD l’estate scorsa. Ha coinvolto parecchi dipartimenti in ogni ateneo. Queste criticità non erano già ampiamente evidenti? Le abbiamo sottolineate tutti? E se lo abbiamo fatto, che fine hanno fatto i nostri rilievi? Insomma, non ci siamo spiegati abbastanza oppure le nostre relazioni non sono state neppure lette?

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.