Ricevo una cortese segnalazione da parte del dott. Sebastiano Carpi, ricercatore di analisi matematica. Riguarda un passo delle FAQ sugli indicatori bibliometrici che si trova sul sito dell’Anvur . Eccolo:

Come si applicano le mediane ai fini del superamento delle stesse? Il DM 67 specifica che ogni indicatore si intende superato se il soggetto presenta un valore maggiore della rispettiva mediana. Il dettato della norma va inteso nel senso di strettamente maggiore. In pratica se l’indicatore è frazionario, si intende la frazione superiore, troncata alle due cifre decimali (es. se il numero di citazioni normalizzato ha mediana 12,25, passano il criterio coloro che hanno un indicatore di 12,26 o superiore). Se l’indicatore è per costruzione un numero intero, come nel caso dell’ h contemporaneo, si intende l’intero superiore.

Esaminiamo questo brano che descrive bene le “competenze” anvuriane.

Assioma (per decreto): un soggetto verifica i requisiti se supera strettamente il valore della mediana di riferimento. Quindi, il “suo” indicatore numerico deve essere strettamente maggiore della mediana di riferimento e non uguale ad essa (non ≥ ma >).

Ora, si dice che, se i valori sono per costruzione (sarebbe meglio dire “per definizione”, ma lasciamo perdere) numeri interi, l’indicatore deve essere il numero intero superiore alla mediana: se la mediana è 2, l’indicatore deve essere almeno 3. (Come è scritto qui sembra che debba essere proprio 3, ma lasciamo perdere, la precisione di linguaggio non è un cavallo di battaglia anvuriano). E fin qui è tutto chiaro.

Ma che succede se la mediana è un numero frazionario? Anche in tal caso, occorre superarla, e si dice che il numero che la supera è la frazione superiore.

Ah, questa è bella davvero!

All’Anvur (che pure conta dei laureati in materie scientifiche) non sanno che non esiste “la” frazione “superiore” di una frazione data. Difatti, tra un numero come 12,25 e 12,26 vi sono infiniti numeri frazionari e se prendo uno qualsiasi di questi, anche uno vicinissimo a 12,25, tra lui e 12,25 ve ne sono ancora infiniti, e così via. Insomma, l’insieme dei numeri razionali (a differenza degli interi) è denso. (Non è continuo, ma è denso, ma non addentriamoci in concetti troppo complicati). Insomma, a quanto pare, all’Anvur non sanno cosa siano i numeri razionali… Si dirà: ma no, hanno chiarito tutto con la faccenda delle frazioni “troncate”.

Ma il problema è proprio nella “troncatura”! La legge è chiara: si accede se si supera strettamente la mediana. Quindi, se la mediana è 12,25 = 1225/100, e se il mio indicatore è 12,251 = 12251/1000, esso è strettamente maggiore di 12,25 (12,251 = 12251/1000 > 12250/1000 = 1225/100 = 12,25) e quindi, a norma di legge sono ammesso. L’Anvur “tronca” al secondo decimale. E chi l’ha autorizzata a far questo? E per giunta a fare un’operazione (la “troncatura”) di una grossolanità sesquipedale? E per giunta definita con i piedi. Già, perché se volessimo prendere la frase alla lettera, ci si dice che si sarebbe ammessi con il valore della “frazione superiore troncata alle due cifre decimali”: allora, siccome 12,251 è maggiore di 12.25, “troncando” si ottiene che si è ammessi con 12,25 (ovvero 12,25 > 12,25). Esilarante. Ma no, siamo seri con 12.25 non si passa. Fedeli al dettato anvuriano, esaminiamo il caso in cui la mediana sia 12,25 e una persona abbia come indicatore 12259/1000 = 12,259. L’Anvur “tronca” e quindi con 12,25 la persona non passa. Se ha 122599/10000 = 12,2599, l’Anvur tronca e non passa lo stesso. Se ha 1225999/100000 = 12,25999, l’Anvur tronca e neppure passa. E così via… Però un’altra persona che ha 1226001/100000 = 12,26001, “troncando” avrebbe 12,26 e quindi passa.

Semplicemente ridicolo.

Casomai, se si fosse voluto rendere l’indicazione meno grottesca, occorreva interpretare la “troncatura” nel senso di approssimazione per difetto e per eccesso (come è d’uso). In tal caso, una persona che ha 12253/1000 = 12,253 viene approssimata a 12,25 e quindi non passa perché non supera strettamente la mediana. Invece, il signore che ha 12259/1000 = 12,259 viene approssimato a 12,26 e passa. Sarebbe stato meno assurdo. Ma sarebbe stato comunque contrario allo spirito del decreto che, parlando di «valore maggiore della mediana», implica che chiunque abbia un valore maggiore della mediana, anche per una quantità piccola a piacere, è ammesso. Sarà ridicolo anche questo, ma sono i numeri, bellezza (Humphrey Bogart dixit)… Avete voluto la bibicletta numerica, pedalate. Domanda: che indicatore ha chi manipola numericamente l’intero sistema dell’università e della ricerca italiane e non conosce le proprietà dei numeri razionali?

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10 Commenti

  1. Si, la nozione di “frazione superiore” è sconcertante. E anche l’abuso del termine “intero superiore” con significati diversi in differenti delibere…
    Ma vogliamo parlare della delirante normalizzazione per età accademica???

    non si capisce se per l’anvur il periodo che va dal 2002 al 2012 è da considerare come di 10 o di 11 anni.

    “Come da delibera 50, è stato considerato l’anno nel quale compare la prima pubblicazione su loginmiur. Sia esso l’anno T. L’ età accademica (EA) è pari a ((2012 – T) +1)…
    …nel caso di età accademica (EA) inferiore a 10 anni, il numero di articoli va moltiplicato per il fattore (10/EA); se invece T precede l’anno 2002, l’indicatore non viene normalizzato;”

    secondo quanto scritto, che la tua carriera abbia avuto inizio nel 2002 o nel 2003 non fa alcuna differenza…

    mi dispiace ma se il tuo primo articolo è del 2003 sei stato sfortunato!!!

  2. Il problema maggiore rimane l’incertezza sul valore della mediana che, come ben sappiamo, non è stata calcolata su un database completo, è stata calcolata su dati citazionali provenienti da database commerciali che differiscono sensibilmente fra loro oltre che essere loro stessi incompleti e su età accademiche sconosciute. In sostanza si dovrebbe scrivere 12. +/- 2. piuttosto che 12.25 (esempio citazioni normalizzate). Il superamento della mediana al riguardo non avrebbe senso nei termini indicati dall’ANVUR.

  3. Nessuna valutazione non condivisa ma basata su dati incerti con algoritmi non trasparenti può essere accettata da una comunità scientifica degna di questo nome. E smettiamola di dire che si tratta della resistenza dei baroni alla rivoluzione meritocratica! Ammettiamo l’evidenza sperimentale e la sua rispondenza ai modelli (eppur si muove!), di sicuro c’erano condizioni al contorno difficili ma arroccarsi su posizioni indifendibili non serve.
    P.S. Mi presento visto che si tratta del mio primo intervento: Massimo Cicognai, ordinario di Analisi Matematica a Bologna. Capirete che queata rivisitazione delle proprietà dei numeri razionali crea anche in me qualche imbarazzzo. Complimenti per questa voce di resistenza democratica.

  4. (massimo cicognani)
    Da umanista, mi confortano i pareri dei matematici. ANVUR go home, ma non soltanto il vertice (come ho scritto in un precedente post), ma Comitato consultivo, Esperti della valutazione. Insomma, si deve chiedere uno smantellamento totale dell’Agenzia anche per la VQR e per AVA (che incubo!).

  5. È la stampa, bellezza, la stampa. E tu non ci puoi fare niente… niente!, diceva, Ed Hutchinson interpretato da Humphrey Bogart (per la precisione :-)).
    Le mediane approssimative devono dare solo una mezza idea. Le commissioni si devono basare su altro. Nei settori dove questo conta, la posizione dei nomi è fondamentale!!!
    Essere stati all’estero (dall’amico del capo) e tornare con 50 pubblicazioni con il nome in posizione centrale, in alcuni settori, vuol solo dire che ti hanno sfruttato come manovalanza. I primi nomi sono quelli che contano!!! Se poi questi lavori vengono molto citati, non puoi essere abilitato per aver fatto il manovale.

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