Un articolo pubblicato su University World News, segnala come anche la Finlandia – finora considerata come uno dei paesi modello quanto a politiche relative all’education – si stia accingendo ad applicare tagli radicali al proprio sistema di formazione avanzata. Il nuovo governo intende infatti ridimensionare significativamente la spesa pubblica:

Overall, approximately €500 million (US$556 million) will be cut from higher education institutions. The government intends to freeze the university index, cut research funding from the Academy of Finland and Tekes – the Finnish Funding Agency for Innovation – and discontinue the compensation paid for pharmacy services to the University of Helsinki and the University of Eastern Finland.

Si intende anche introdurre tasse universitarie per gli studenti provenienti dall’esterno dell’UE. Verrà anche varato un programma per incentivare tali studenti a rimanere in Finlandia dopo aver terminato il percorso di studi.

Il nuovo governo si giustifica così:

“I said that education would be reformed and properly,” said Sipilä. “We need to make savings to enable long-term structural reforms.” Sanni Grahn-Laasonen, the new education minister, said: “Education cuts are painful and nobody would have hoped for them. “The most important thing is how you make the cuts, so that you achieve as much savings as possible through structural reforms so as to guarantee the quality of teaching and research,” she added.

Va detto che il partito ora al governo aveva già varato in precedenza tagli alle università, che avevano in particolare colpito l’università di Helsinki, che per tale ragione ha dovuto ridurre il proprio staff di circa 500 persone.

L’articolo completo può essere letto a questo link.

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