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È stato presentato questa mattina, durante una conferenza stampa tenutasi nell’Aula Magna di Santa Lucia, il primo corso di laurea in Fotocopie in Italia. Scienze della Copisteria – questo il nome del corso – insegnerà a fare fotocopie e scansioni, stampare file di diversi formati e, ha dichiarato con soddisfazione il magnifico rettore Ivano Dionigi: “Ci sarà anche uno specifico insegnamento che formerà i ragazzi del terzo millennio nella millenaria tradizione della copia amanuense”, senza trascurare l’uso della carta copiativa, che, come ha ricordato il prof. S. Procopio, ordinario di Storia della Cartocancelleria, ha avuto un ruolo fondamentale negli anni del boom economico italiano.

“Quella dell’addetto alle fotocopie – spiega Dionigi – è una figura professionale che negli ultimi vent’anni ha visto un vero e proprio boom nelle richieste di assunzione, anche se caratterizzate da un turnover eccessivamente veloce”. La causa, secondo uno studio della stessa Alma Mater, sarebbe la mancanza di un’adeguata formazione: le persone che oggi ricoprono questo ruolo nelle aziende e negli uffici in tutta Italia sono quasi sempre ragazzi impreparati, che hanno studiato ben altro e hanno solo un’esperienza rudimentale nel campo, maturata fotocopiando alla buona libri di testo per gli esami invece di comprarli.
L’iniziativa ha riscosso il plauso unanime degli imprenditori presenti alla conferenza stampa, ormai esasperati perché da troppi anni, di sei mesi in sei mesi, sono costretti a mandare a casa giovani inesperti e prenderne altri ugualmente inesperti. “Finalmente l’università va incontro alle esigenze del mercato del lavoro”, commenta il MIUR in una nota all’agenzia Dire.

Il corso di laurea in Scienze della Copisteria sarà attivo a partire dal prossimo anno accademico 2015/2016, ma le preiscrizioni sono state aperte già oggi, in conclusione della conferenza stampa. Davanti alla porta del Dipartimento di Matematica – le cui aule ormai abbandonate saranno destinate a questo nuovo corso – la fila di ragazzi con il modulo di iscrizione in mano è almeno tre volte più lunga di quella che c’era davanti all’Apple Store di via Rizzoli in occasione dell’uscita dell’iPhone 5. La coda è destinata a triplicarsi tra oggi e domani, quando inizieranno ad arrivare in stazione i treni dalla Puglia e dalla Calabria,penalizzati da un lieve ritardo di 24 ore. “Se il corso darà i risultati attesi – ha dichiarato il rettore in conclusione della conferenza stampa – non è escluso che in futuro si possa pensare anche a una laurea in Torrefazione, Miscela e Preparazione del Caffè Aziendale”.

Rocco Fellucci

da Lercio

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12 Commenti

  1. Per chi non conosce Lercio e difetta di senso dell’umorismo, prima che accusi la redazione di pubblicare notizie false e ingiuriose – o quasi – specifico che è un (geniale) pezzo satirico del blog http://www.lercio.it che è specializzato in questo genere di “notizie”. Mi dispiace svelare lo scherzo ma, per quanto incredibile, sappiamo per esperienza che qualcuno scambierebbe la notizia per vera e ci accuserebbe di aver voluto diffamare l’ateneo bolognese.

  2. Eheheheh…
    Mi torna in mente questa cosa qui sotto, anche se ha una sfumatura diversa, dove l’ “expert” può essere tranquillamente l’Università alle prese con il mondo aziendale.
    “Our company has a strategic initiative to increase market penetration, maximise brand loyalty and enhance intangible assets. In pursuit of these objectives, we’ve started a new project for which we require 7 red lines…”
    Si possono mettere anche i sottotitoli in italiano.
    Enjoy.
    .
    http://youtu.be/BKorP55Aqvg

  3. Io veramente ci avevo creduto, poiché mi sembrava un bel tocco di modernità contro l’università dei baroni. Anche perché molti studi professionali usano i praticanti per fare fotocopie e non e’ che questi siano poi tanto capaci, diminuendo la produttività dello studio. Quindi di questa laurea esiste una domanda che andrebbe soddisfatta. Infine l’uso delle aule di Matematica, astrusa disciplina di scarsa utilita’, abolita nel XX secolo poiché non rientrava nelle linee prioritarie dell’ Unione Europea.

    • I primi due paragrafi sono verosimili. Se non fosse stato per il terzo ci avrei creduto anche io. Alzi la mano chi per un attimo non ci ha creduto. E poi si chieda: ma siamo veramente caduti così in basso? E poi si risponda: SI!
      Se non fosse che il 57% degli universitari sono degli stacanovisti che fanno il lavoro loro, quello degli altri (43% di fanulloni) e quello dei futuri copisti, l’università italiana avrebbe già chiuso.

      …. dimenticavo … i numeri di cui sopra sono tutti inventati, ma qualcuni magari ci ha creduto per un attimo, magari solo per un attimo. … E allora si chieda: ma siamo veramente caduti così in basso? E poi si risponda: SI!

    • E’ scritta bene e con grande ironia.
      L’ottima Alma Mater, citata come potevano essere citati altri atenei, la prenderà per pubblicità ;-)
      Penso poi che il suo Rettore, Ivano Dionigi, in questi anni difficili sia stato intelligente e coraggioso, anche con la stampa.

  4. Però è inconfutabile che nelle segreterie manchi chi sappia fare una “stampa unione” in Word o delle fotocopie fronte/retro. Per non parlare della stampa delle buste o della gestione della posta elettronica. La logistica dalle nostre parti non funziona e un corso di laurea triennale su toner, cartucce, stampa in tricromia, pantone e magari anche fotoritocco forse potrebbe avere successo… magari con cenni di commercio elettronico per sfruttare al massimo il MePa.

  5. MAgari basterebbe un semplice corso universitario(forse oggi dovuto, anzi direi obbligatorio) su questo tipo di cose…certo se parlate di corsi di laurea e ce l’ho con chi risponde…non capisco se dite sul serio o meno. Altrimenti questo, come è già, diventail paese dei laureati montati che non sanno fare nulla perchè passano una vita esclusivamente sui libri e nemmeno tanto (vedasi tutti i ricercatori inutili che sono presenti in moltissime università italiane, si dice sempre che non ci sono i fondi ma se già venissero redistribuiti dove veramente servono e per cose che veramente servono sarebbe un grosso passo avanti)

  6. Come no. L’Italia è piena di ricercatori inutili; pullulano a ogni angolo delle strade. E’ una leggenda che sostengano la didattica, facciano lezione a classi strapiene e pubblichino articoli e monografie. Urge completare lo sterminio di questa gentaglia per un futuro nuovo e luminoso del paese.

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