Le bizzarre inclusioni ed esclusioni del cappellaio matto
e il magico jolly pigliatutto

Fin dall’epoca della VQR l’Agenzia Nazionale di Valutazione ha stupito gli osservatori con scelte discutibili, puzzles incomprensibili e stranezze varie, non giustificate dalla letteratura scientometrica e non difese dalla stessa ANVUR, che dopo qualche iniziale tentativo di rispondere alle critiche (credo non inutili né peregrine) che le venivano rivolte, ha deciso di chiudersi nella sua rocca, dalla quale far cadere sulla comunità scientifica le sue deliberazioni. Non faccio parte di un settore bibliometrico e non ho le competenze per analizzare e sbrogliare il garbuglio delle mediane bibliometriche, cosa che ha già fatto Giuseppe De Nicolao, mostrando le falle evidenti del sistema. Ora è giunto il turno delle mediane non bibliometriche (http://www.anvur.org/?q=asn-documenti), quelle per i settori delle scienze umane e sociali e colgo l’occasione per qualche prima, frettolosa osservazione.

Premetto comunque che considero la scelta del criterio delle mediane un’assurdità, non supportata da alcuna letteratura scientometrica, estranea a qualsiasi strumento di valutazione, inclusi i sistemi aziendali per le human resources, e last but not least certamente meritevole di essere approfonditamente valutata sotto il profilo costituzionale.

Si sa che alcuni colleghi devono aver pensato che questo sia un efficace rimedio alla corruttela dell’accademia italiana. Si sbagliano: è un criterio che non rimedia a un bel niente. Se da un lato può persino favorire la corruttela (vedi infra la questione dei jolly), dall’altro ci scredita agli occhi della comunitá internazionale come una banda di parvenus, che hanno scoperto le gioie della bibliometria ma non sanno come usarla. Anzi non sanno neppure esattamente cosa sia, affascinati dai poteri taumaturgici di pozioni cucinate al momento da cosiddetti “esperti di valutazione”, peraltro talora ottimi studiosi ma esperti di tutto fuorché di valutazione.

Ma andiamo al punto.

1. La definizione dei prodotti

Il dubbio sul numero delle mediane sollevato da Valeria Pinto è risolto: le mediane sono tre. Il documento di accompagnamento definisce i prodotti computabili per le tre mediane relative a:

  1. monografie
  2. articoli e capitoli di libro
  3. pubblicazioni su riviste collocate in fascia A.

Da quanto scrive l’Agenzia si deduce, che

A) qualsiasi pubblicazione con ISBN è monografia ed è valutata ai fini del superamento della mediana. Visto il numero di settori con mediana 0 per le monografie (specialmente in area 13) mi confermo nell’idea di aprire con il collega Carloni (Guida galattica per aspiranti professori) una casa editrice di instant books, anche dadaisti o futuristi (un libro di una sola parola ripetuta per 100 pagine, “interesse legittimo”, intitolato “studi di diritto amministrativo”, perchè no?) purchè dotati di ISBN; se non altro contribuiremmo a migliorare il PIL nazionale con soddisfazione di tutti e specialmente nostra, dal punto di vista pecuniario.

B) solo pubblicazioni con ISBN sono considerate contributo in volume. Eppure esistono volumi (non riviste) dotati di ISSN (monograph series), anche caratterizzati da direzioni scientifiche molto autorevoli. Questi però sono esclusi dal computo.

C) Dal documento ANVUR si deduce che una traduzione di un volume purchessia (basta che abbia l’agognato ISBN) equivale a una monografia scientifica.

D) Ancora meglio (le traduzioni richiedono pur sempre qualche sforzo, anche se forse si può trovare qualcuno che a pagamento attribuisca un ISBN a un traduzione prodotta con Google), le prefazioni o postfazioni valgono come capitolo di libro. E’ certo possibile trovare prefazioni o postfazioni di grande valore, va però detto che solitamente si tratta di prodotti non comparabili a un capitolo di libro. Lo stesso vale per l’equiparazione fra monografie e traduzioni, anche se è indubbio che esistano traduzioni di indubbio valore. Il punto è che queste pesature fra generi letterari sono malfatte: un conto è pesare patate, carote o merluzzi, un conto occuparsi di equivalenze fra prodotti della ricerca.

A questo proposito, osservo, divagando un po’, che nelle aree non bibliometriche non sono considerati valutabili due generi letterari: la recensione e la nota a sentenza. In verità ci sono recensioni e recensioni. Non avrei difficoltà a citare recensioni, solo per la mia disciplina, lunghe decine (se non centinaia) di pagine, che nulla hanno a che invidiare a densi articoli scientifici. Lo ammetto, anche io ne ho scritta qualcuna, anche se non tanto densa, pubblicata – pensa un po’ – su riviste che per la VQR erano di fascia A, perfino indicizzate in ISI. Ora apro la tabella ANVUR e scopro che per le aree bibliometriche le recensioni contano eccome, e concorrono a definire una delle tre mediane, sempre che siano pubblicate su riviste indicizzate. Sarei terribilmente curioso di  capire perché si sia prodotta questa disparità di trattamento: le mie recensioni indicizzate in ISI non sono computabili, mentre lo sono per le aree 1-9. Ma andiamo oltre.

2 Pesare mele con arance

Il sistema della mediana una e trina presenta un’anomalia colossale. Poiché la mediana deve essere superata, se essa è 0, si supera con 1 (qualcuno penserà alle frazioni, ci arriviamo entro breve). Quindi, poichè per i settori non bibliometrici è sufficiente superare una mediana su tre, ne consegue che, per fare il caso di filosofia teoretica (Settore concorsuale 11/C1):

. due articoli in fascia A (mediana 1) pesano come 5 monografie (mediana 4) o 21 articoli non in fascia A (mediana 20).

E’ razionale una tale pesatura?

Frazioni: gira una voce sinistra. Ossia che alcuni colleghi, per essere più sicuri di essere selezionabili come commissari abbiano diligentemente adottato una pratica di salami slicing. Se si è autori di una monografia, forse che non si è autori di capitoli di libro? Ergo, nella pagina CINECA si carica la monografia e anche – a parte – i capitoli che la costituiscono, in fondo che male c’è? Spiace solo non poter verificare al momento la notizia: ANVUR ha infatti già chiarito di non assumere alcuna responsabilità per l’esattezza dei dati sulla base dei quali sono state calcolate le mediane, e purtroppo il CINECA non è liberamente consultabile.

3 Il jolly pigliatutto

Come in un gioco di carte c’è il jolly o l’asso pigliatutto. Nella maggioranza dei settori le mediane per i contributi su riviste di fascia A sono 0 o 1. Quindi anche un solo articolo di qui a novembre (il bando è lungo, sia mai che qualcuno ci resti male e pensi di far ricorso) può divenire critico per il superamento della soglia e la potenziale abilitazione. È affascinante vedere come questo sistema proclamato ed elogiato come meritocratico consegni un potere quasi assoluto agli estensori di liste di riviste, veri seigneurs delle abilitazioni, e a cascata ai direttori e ai comitati scientifici delle riviste di fascia A. Confesso comunque di avere un senso di compatimento per coloro che dirigono riviste online di fascia A, non oso immaginare cosa li attende di qui ai prossimi mesi.

A proposito, quando si cominciò a discutere di rankings di riviste ai tempi della VQR non si disse fino alla nausea che avevano un valore sperimentale? Oggi scopriamo che invece essi sono determinanti ai fini delle abilitazioni.

Va osservato inoltre che:

  • Al momento non sono disponibili le liste di riviste. Perchè, visto che è nota la mediana per quasi tutte le aree?
  • Per l’area 12 manca addirittura la mediana, apparentemente a causa del mancato accordo con il GEV sulle classifiche: avremo un’intera area con solo due mediane?
  • ANVUR afferma che le liste sono state redatte “compatibilmente con i tempi di della procedura”: ne dobbiamo dedurre che sono potenzialmente lacunose?

Il punto è determinante perchè solo le riviste a cui sarà stata attribuita una valutazione (A,B,C) sono scientifiche, le altre non sono ritenute tali.

Quante sono le possibili omissioni? Le liste di riviste all’interno delle quali sono state distinte le scientifiche e le non scientifiche, nonchè i vari gradi di qualitá si sono fondate sul popolamento (volontario) del sito docente.

Se qualcuno non strutturato nell’università italiana (expat, precario, whatever), ha pubblicato su una rivista non censita, anche di grande prestigio (non sono poche quelle assenti negli elenchi VQR) potrà contare su questa pubblicazione per superare la mediana?

4. Perchè il jolly è jolly?

Non si sa. L’Agenzia è parca di informazioni in merito. Ma anche quel poco che dice non è rassicurante.
In particolare dice che la collocazione delle riviste in fascia A è dovuta, fra l’altro, al calcolo dell’indice-h attraverso una procedura automatica con Google Scholar.
Si è dunque usata una banca dati notoriamente inutilizzabile ai fini bibliometrici a quanto pare in modo automatico (esistono omonimie anche fra le riviste, che richiederebbero disambiguazione) per l’attribuzione della qualifica di asso pigliatutto.
Ancora meglio, la procedura ha previsto anche l’intervento di “esperti”: chi, selezionati come, richiesti di cosa, forniti di quali guidelines, è un mistero gaudioso.
In compenso ANVUR rende noto di aver adottato criteri poco restrittivi per la definizione di scientificità. Fra questi quello che stabilisce che se tre prodotti pubblicati su una certa rivista sono stati sottoposti alla VQR la rivista è considerata scientifica, per quanto non censita dalle società disciplinari e priva di altri requisiti: un criterio il cui rigore si commenta da sè.

5. Le mele marce

Da un passo non molto chiaro del documento ANVUR che accompagna le mediane pare di capire che non sono considerate riviste scientifiche quelle con periodicità annuale e che occorra periodicità infra-annuale. Singolare affermazione: nel mio settore e negli altri settori che conosco (ad esempio quelli di scienze dell’antichità) sono numerosissime le riviste anche di grande tradizione con periodicità annuale: sarà interessante vedere se e come è stato applicato il criterio.

6. Il regno dell’assurdo

Restano poi in piedi tutte le considerazioni sull’attendibilità delle mediane, sulla effettiva completezza nel popolamento del sito docente, sulla corretta allocazione dei prodotti nelle diverse tipologie.

Ci sarà occasione di tornare in modo più meditato su tutto ciò, in ogni caso, nel complesso, l’osservatore resta profondamente sconcertato dinnanzi alla piega che hanno preso gli eventi: certe volte sembra quasi di sognare, trovandosi in un regno dell’assurdo nel quale ci si può aspettare di incontrare dietro l’angolo Stregatto, il Cappellaio Matto o la Lepre Marzolina. È la meritocrazia del paese delle meraviglie.

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43 Commenti

  1. ecco avevo appena scritto un post dicendo che qualcuno in buona fede si e ‘ ‘spacchettato’ la monografia in capitoli, e mi sembrava assurdo… invece si vede che il criterio non e’ chiaro….. di piu’ se scrivo un capitolo di un libro lo posso inserire come monografia in quanto coautore? giusto? quindi doppio problema.

    • Quale è il servizio fornito da ROARS c’è da chiedersi. Fornire spunti di discussione, dati circostanziati, o darla addosso a tutto e tutti a prescindere?

      Ora come dice @lusa “Per il settori bibliometrici non avete “dimostrato” nulla”

      Nelle scienze l’ipotesi di partenza è vera fino a che dimostrata falsa oltre un ragionevole (piccolo) dubbio. Qui si fa il contrario. L’ipotesi è che l’ANVUR, i PA, i PO (e pure in futuro i RU come candidati) ne abbiano combinate di tutti colori. E si deve dimostrare il contrario.

    • Il punto è proprio questo: se ipotizziamo che il popolamento dei siti docenti dei PO sia stato completo, ci sono alcuni dati (le età accademiche dei PO, per essere precisi: in 78 casi su 125 settori concorsuali risultano minori di 30 anni) che destano perplessità. E d’altronde si fatica a credere che nel corso di poche settimane tutti i PO abbiano risposto all’ *invito* a popolare i loro siti dedicando giornate di lavoro a questa attività che per molti di loro era inutile (per es. per quelli di loro che non intendevano candidarsi a fare i commissari). E se sono state omesse delle pubblicazioni, si tratta proprio di quelle più vecchie dato che chi aveva partecipato alle domande PRIN aveva avuto bisogno di caricare quelle recenti.
      Più che l’esistenza del “buco” nella base dati dell’ANVUR il problema aperto è la stima delle sue dimensioni.

  2. Gia’. Si e’ speso un sacco di tempo per cercare di controbattere alla “argomentazioni” di ROARS, ma siamo al punto di partenza.

    Sinceramente ho l’impressione che ROARS cerchi un accreditamento politico. E dato che i loro referenti naturali appoggiano ANVUR, si sono spostati sulle estreme, tipo IDV. E’ solo un mio parere personale, ma basato su alcuni video che ho visto su youtube.

    In ogni caso, ROARS e’ almeno utile (piu’ dei siti sindacali) per avere informazioni su quello che sta succedendo in ambito univ.

  3. lusa: “In ogni caso, ROARS e’ almeno utile (piu’ dei siti sindacali) per avere informazioni su quello che sta succedendo in ambito univ.”

    Grazie. Informare in modo critico è uno dei nostri scopi principali. Cercare accreditamenti non ci interessa. Ci interessa che migliori la qualità del dibattito pubblico su università e ricerca in tutti gli ambiti pubblici.

  4. Ecco un bel racconto, diciamo di fantasia.

    Qualche anno fa un “giovane rampante (con tantissime pubblicazioni e citazioni) ma senza santi in paradiso” fa un conc. per RU nel settore XX in una universita’ privata non laica (appunto), in un citta’ lombarda che una volta era veneta.

    Il giovane e’ l’unico candidato.
    E’ la prima volta che succede al giovane un cosa del genere,
    nonostante che il giovane abbia fatto gia’ almeno 20 conc. per RU, riuscendo sempre ad ottenere un secondo o terzo posto.

    Al giovane chiedono:
    “e’ vero che ha una cattedra al liceo?”
    Il giovane risponde:
    “Beh, si”. E pensa, “sono fregato”.
    Il giovane viene infatti bocciato.

    A distanza di qualche anno:
    i) il commissario RU diventa PA
    ii) il commissario PA diventa PO
    iii) il commissario PO cambia univ.

    E il lieto fine?
    Ah, gia’. A distanza di qualche anno l’ormai ex giovane diventa PA nel settore XX.

    Tutto bene, quindi. Mah.
    I 3 hanno fatto il bene di quella univ.?
    E se non c’e il lieto fine?

    La morale.

    La morale e’ sempre quella: i 3 sono dei mediocri ed il giovane e’ veramente un gran figo.

  5. Insisto: le mediane sono TROPPO TROPPO basse.
    Per i PO dovevano mettere il filtro a 3/4 o a 4/5, e non ad 1/2.

    Con il filtro ad 1/2 c’e’ il rischio di troppi abilitati PO. E poi nei concorsi locali anche il superfigo esterno (che e’ sopra i 4/5) avra’ poche speranze. E pure nella sua sede, se e’ considerato “troppo giovane” e/o “rompiballe”.

    Amen. Resistite fortes in fide!

    • Il problema è sempre il 1/2 di cosa. Diciamo indici un po’ così. Comunque la tua ricetta (filtro più fine) avrebbe agito anche sui commissari prima che sui candidati. Quanti commissari si possono candidare alle commissioni? 1/2 o di più (come possibile con il sistema attuale e indici falsati)? Intanto è evidente che non c’è chiarezza nelle regole del gioco. Anzi l’anvur sembra cambiarle di continuo (vedi settore 12).
      La teoria del superfigo paradossalmente è proprio alla base di questo sistema anvuriano.

  6. Ho notato anche io la mancanza di mediana riferita alle riviste per il settore 12. Ne deriva, a vostro avviso che sono sufficienti 0 articoli in riviste per ritenere di aver superato lo sbarramento? O, a pensare davvero il peggio, significa che qualsiasi articolo (non nota a sentenza, non recensione, ma vero e proprio saggio, in alcuni casi molto corposo e più complesso di una monografia, anche per la sintesi imposta dalle riviste più note) in rivista ISSN non è valutato?
    Ho notato anche che la mediana per PO nello stesso settore è 1 monografia, 2 invece per il PA. Posto che capita spesso che il candidato abbia scritto, oltre le 2 monografie, ben più dei 13 capitoli di libro chiesti per PO (8 per PA), ciò non indurrebbe a provare “il colpaccio” e presentare entrambe le domande di concorso? E’ vero che il PO non entrerebbe nella riserva di fondi destinati ai RU che abbiano conseguito l’abilitazione?
    Il documento ANVUR liquida la questione spiegando che nella valutazione dei PO la commissione utilizzerà anche altri criteri qualitativi, più severi – si deve presumere – di quanto richiesto all’aspirante PA, ma chi potrebbe essere così certo della valutazione che riceveranno i propri prodotti da non tentare la sorte?

    • Cerco di spiegarmi meglio, a proposito della mediana per saggi su riviste. Posto che, se ho capito bene, è sufficiente superare una mediana su tre, mancando nel settore 12 la mediana per riviste i candidati di questo settore avrebbero una chances in meno degli altri? Ovvero, se avessero scritto solo saggi su riviste non sarebbero considerati potenziali idonei, a differenza dei candidati di altri settori, che dispongono di una mediana di settore? Se così è l’irragionevole disparità di trattamento e la conseguente illegittimità del provvedimento mi pare evidente.

    • Credo che la questione della “mediana mancante” dell’Area 12 dovrà essere chiarita al più presto da ANVUR. Altrimenti, l’Area 12 sarebbe penalizzata perché ad aspiranti commissari e candidati sarebbe richiesto di superare una mediana su due invece che una su tre come le altre aree non bibliometriche.

      L’unica ragione per non presentare domanda anche per PO è il blocco di due anni per le abilitazioni di prima fascia nel caso di bocciatura nell’abilitazione per PO:

      “la preclusione, in caso di mancato conseguimento dell’abilitazione, a partecipare alle procedure indette nel biennio successivo per l’attribuzione della stessa o per l’attribuzione dell’abilitazione alla funzione superiore;”

      art. 16, Legge 240/2010

  7. Se tutto il ” lavoraccio (eufemismo) dell’ANVUR” verrà buttato alle ortiche, allora:

    1) che necessità c’era di fare mediane, classifiche, età accademiche, ecc.
    2) non sarà allora il caso di interpellare la Corte dei Conti per valutare la “truffa” e una spesa inutile soprattutto adesso che abbiamo le pezze in…..

  8. Vi ammiro tutti per la costanza con cui analizzate documenti, decreti, pronunciamenti, ecc.
    Nonostante vi segua costantemente mi sono perso pressochè all’inizio dell’avventura.
    Chiedo a voi alcune informazioni che ho chiesto al servizio mail abilitazione@anvur.org senza ricevere risposta.
    Ma l'”età accademica” coincide con l’anzianità di ruolo?
    In caso affermativo devo considerare i soli prodotti posteriori alla data di presa in servizio?
    In caso negativo vale la data della prima pubblicazione scientifica? e se questa non è un prodotto valido ai fini del calcolo delle mediane (mettiamo una curatela) devo riferirmi alla prima pubblicazione valida?
    Dimenticavo, appartengo ad un settore non bibliometrico.
    Grazie a tutti

    • L’anzianità in ruolo non c’entra:

      “Ai fini della procedura di abilitazione, la normalizzazione per età accademica degli indicatori avviene dividendo il valore di ogni indicatore per l’età accademica, rilevabile dalla data della prima pubblicazione scientifica pertinente al settore concorsuale. La data della prima pubblicazione scientifica viene rilevata sulla base delle informazioni contenute nelle banche dati e nel sito docente.” Delibera ANVUR N. 50/2012

      Difficile dare indicazioni precise perché è una delle nozioni più controverse. La stessa ANVUR aveva pubblicato una “FAQ fantasma”, poi rimossa senza spiegazioni, secondo la quale non era nemmeno il sito docente ad essere decisivo, ma il curriculum presentato alla commissione:

      “L’età accademica è rilevata dalla prima pubblicazione inserita nel sito docente. Per i settori bibliometrici il riferimento è costituito dalla prima pubblicazione presente nel sito docente e indicizzata nelle banche dati internazionali. In riferimento alla possibilità di manipolazione, si ricorda che il Bando per la abilitazione richiederà ai candidati di allegare la lista delle pubblicazioni, dalla quale sarà agevole risalire all’età accademica. La commissione di abilitazione, oltre a valutare il profilo complessivo del candidato, potrebbe quindi ricalcolare gli indicatori normalizzati alla luce delle informazioni fornite dal candidato.
      Poiché il valore normalizzato rilevante per i candidati è quello dichiarato alla commissione, non vi è alcun incentivo razionale a manipolare l’età accademica nella compilazione del sito docente.”

      (Mamma, mi sono perso la FAQ sulla manipolazione dell’età accademica!, https://www.roars.it/online/?p=10072)

    • D’accordo, capito. Essendo il mio un settore non bibliometrico per la determinazione dell’età accademica mi chiedo: il mio primo prodotto del 2000 (capitolo di libro che potrebbe “fare mediana”) non lo conteggio perchè anteriore ai 10 anni; il secondo, del 2001, non lo posso conteggiare (per età e per tipologia (curatela); il terzo del 2002, che potrebbe rientrare nel periodo temporale (2002-2012) non lo posso conteggiare perchè è una curatela.
      Arrivo al primo capitolo di libro che è del 2004.
      Allora devo iniziare a contare la mia età accademica dal 2004 e normalizzarmi?
      Oppure scarto la mia prima pubblicazione scientifica del 2000 perchè fuori periodo e prendo quella del 2002 (che però non è tra le tipologie consentite), la escludo nel conteggio pur determinandomi l’età accademica ai 10 anni (e in quel caso non mi normalizzo)?

  9. La risposta alla domanda posta da ‘epra’ risulterà assai utile. Non è infatti di immediata comprensione la normalizzazione per i settori non bibliometrici. Mi auguro che il prof. De Nicolao dia presto un riscontro.

  10. Amio avviso il prodotto del 2000 pur non conteggiabile sancisce l’inizio del computo dell’età accademica. Secondo anvur La normalizzazione per età accademica, laddove prevista, è stata ottenuta dividendo gli indicatori per il numero di anni che separano la prima pubblicazione documentata nel sito docente dall’anno 2012 (aumentato di uno). Come al solito torna in questione la faccenda della completezza del sito cineca.

    • Quando di fa riferimento ai lavori pubblicati nell’ultimo decennio, la normalizzazione per l’età accademica entra in gioco solo se questa è inferiore a 10 anni, vuoi perché il primo lavoro è di 9 anni fa, vuoi per congedi (non per motivi di studio).

    • Quindi, esemplificando: prendiamo il caso della mediana (settore non bibliometrico) numero di articolo/capitoli= 9
      La prima pubblicazione censita utile sul sito docente è antecedente al 2002, ma poichè rilevano i lavori degli ultimi dieci anni per superare il parametro sono necessari 10 articoli/capitoli libro. E’ corretto?

    • Se ho capito bene, dunque, non devo attuare nessuna normalizzazione se il mio primo prodotto inserito nel sito docente (o forse nel curriculum presentato alla commissione) è antecedente al 2002, anche se si tratta di un articolo su rivista, per il quale al momento non dispongo di mediane (settore 12)?
      Ulteriore dubbio: è necessario superare o eguagliare la mediana? Mi pare di capire, dall’esempio a cui rispondo, che sia necessario superarla. A questo punto, per le monografie, nel mio settore sarebbero richieste ad un aspirante professore associato 3 monografie. Non mi sembra affatto poco.

  11. Scusatemi tanto, anche io mi sono perso nei meandri della normalizzazione. Dallo stralcio che cita De Nicolao “Ai fini della procedura di abilitazione, la normalizzazione per età accademica degli indicatori avviene dividendo il valore di ogni indicatore per l’età accademica, rilevabile dalla data della prima pubblicazione scientifica pertinente al settore concorsuale. La data della prima pubblicazione scientifica viene rilevata sulla base delle informazioni contenute nelle banche dati e nel sito docente.” mi pare di capire che la normalizzazione per età accademica viene sempre fatta, anche quando si ha un’anzianità superiore al 2002. Questo cosa significa? Se la mediana indicata dalla tabella 2 del mio settore concorsuale è uguale a 9 e io nel periodo 2002-2012 ho 10 tra articoli e capitoli di libri questo mi consente di superare la mediana? Oppure devo fare una qualche forma di normalizzazione rispetto alla mia prima pubblicazione che è del 1999?E in questo caso come si calcola? Una seconda domanda, ma gli articoli scritti a più mani contano come 1 o vengono in qualche modo normalizzati?

  12. Salve a tutti. Voglio fin da subito ringraziare per l’aiuto che mi state dando nel dipanare matasse inestricabili di dubbi e incomprensioni…Ho letto molti dei vostri articoli e ho capito molte cose, ma ancora ho dei dubbi sull’utilizzo delle mediane per ottenere l’abilitazione. Per i settori che hanno indicatori NON bibliometrici (come il mio) l’allegato B del DM 76 dice che è sufficiente superare una mediana su 2. O meglio, le mediane sono tre, ma raggruppate in numero di libri+ numero di art. e cap. e numero di art. in classe A.
    Riporto il testo:
    3) Gli indicatori di attività scientifica non bibliometrici da utilizzare nelle procedure di abilitazione a professore di prima e seconda fascia sono i seguenti:
    a) il numero di libri nonché il numero di articoli su rivista e di capitoli su libro dotati di ISBN pubblicati nei dieci anni consecutivi precedenti la data di pubblicazione del
    decreto
    b) il numero di articoli su riviste appartenenti alla classe A di cui al numero 2, pubblicati nei dieci anni consecutivi precedenti la data di pubblicazione del decreto.
    4. Le modalità di utilizzo degli indicatori di cui al numero 3 sono le seguenti:
    […] ottengono una valutazione positiva dell’importanza e dell’impatto della produzione scientifica complessiva i candidati all’abilitazione i cui indicatori sono superiori alla
    mediana in almeno uno degli indicatori di cui alle lettere a) e b) del numero 3.
    Alla lettera a) corrispondono libri+capitoli, alla lettera b) corrispondono art. in classe A. Non era sufficiente superare uno dei tre?

  13. Un altro dubbio: all’interno del regolamento, dei “dieci anni” si parla solo nei commi relativi agli indicatori non bibliometrici da utilizzare nelle procedure di abilitazione… Al comma 4 punto b, quando si parla delle modalità di utilizzo degli indicatori, si parla non più della produzione scientifica relativa agli ultimi dieci anni ma di quella complessiva… i titoli che devo confrontare con le mediane per capire se posso ottenere l’abilitazione sono quelli degli ultimi dieci anni o di tutta la produzione complessiva?
    grazie e scusate per la banalità delle domande.

  14. Scusate, un’ultima cosa.
    Riporto dall’articolo di Antonio Banfi:
    “Quindi anche un
    solo articolo di qui a novembre (il bando è lungo, sia mai che qualcuno ci resti male e pensi di far ricorso) può divenire critico per il superamento della soglia e la potenziale abilitazione.”
    Ma le pubblicazioni prese in considerazione per verificare il superamento delle mediane non sono quelle relative ai dieci anni antecedenti la data di pubblicazione del regolamento? Lasciare una “scappatoia temporale” per confezionare il numero di pubblicazioni più adeguato per superare le mediane mi sembra ridicolo!

    • “3.1 Numero di articoli su riviste presenti nelle banche dati internazionali
      nel periodo 2002-2012
      Con riferimento al periodo, è stato effettuato un campionamento per verificare la possibilità di includere solo gli articoli pubblicati dopo il giugno 2002, allo scopo di ottenere un insieme riferito ai dieci anni consecutivi precedenti il Decreto abilitazione. L’esame ha dato esito negativo, in quanto per la maggioranza delle riviste l’indicazione del numero progressivo o dell’uscita (ad esempio Spring, Fall) non consente di identificare in modo univoco il mese di pubblicazione. Sulla base della delibera n. 50 dell’ANVUR si è quindi proceduto includendo tutti gli articoli del 2002. Con riferimento all’anno 2012, sono stati inseriti tutti gli articoli presenti sulle versioni online di Web of Science e Scopus.”
      (fonte: ANVUR, Documento di accompagnamento: mediane dei settori bibliometrici)

      Per il calcolo delle mediane non bibliometriche è stata riconosciuta l’impossibilità di “identificare in modo univoco il mese di pubblicazione” e “si è quindi proceduto includendo tutti gli articoli del 2002”. Lo stesso tipo problema si riproporrà per la verifica del superamento delle mediane bibliometriche da parte dei candidati che presentino articoli apparsi dopo giugno 2012 (che è comunque lecito includere nel curriculum : “candidati potranno presentare la domanda mediante l’apposita procedura telematica disponibile al sito http://abilitazione.miur.it. A tal fine saranno considerati i titoli e le pubblicazioni posseduti alla data di presentazione della domanda.” http://attiministeriali.miur.it/anno-2012/luglio/abilitazione-scientifica-nazionale.aspx).

      Come si regolerà ANVUR? Gli stessi problemi e le stesse soluzioni (quali?) dovrebbero valere per i settori non bibliometrici.

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