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Adesioni a quota 9.000. La CRUI: urgente regolamentare gli scioperi dei professori

Il 13 settembre Carlo Ferraro dà i primi dati sullo sciopero: 7.108 adesioni, che in quattro giorni saliranno poi a 9.000. Ed ecco che il giorno stesso arriva una letterina della Conferenza dei Rettori. La CRUI, “sentito per le vie brevi il MIUR”, convoca Ferraro e a tutte le altre rappresentanze della docenza presso la propria sede il prossimo 5 ottobre 2017 alle ore 11.00. A che scopo questa convocazione? Per parlare di scatti? No, niente scatti. Lo scopo è regolamentare il diritto di sciopero dei docenti. Ma a che titolo la CRUI prende l’iniziativa di questa convocazione? La CRUI, “associazione non riconosciuta ai sensi dell’art.36 del Codice civile” (come specifica il suo stesso statuto), ritiene di costituire «l’organo rappresentativo dei “datori di lavoro” dei docenti universitari». Forse alla CRUI non hanno considerato che se il tavolo va deserto o quasi, chi avrà saputo resistere al suo richiamo avrà solo da guadagnare in termini di consenso e autorevolezza. Primo fra tutti il Movimento per la Dignità della docenza universitaria: perché dovrebbe accettare di sedersi ad un tavolo, auspicato per le vie brevi dalla ministra, ed a cui la ministra ancora una volta non siederà? Una sola cosa è certa: i rettori stanno tirando la volata allo sciopero. Fin troppo facile immaginare l’effetto della loro lettera su chi è ancora incerto. Ma non sarà che Manfredi si è messo d’accordo con Ferraro?Lo scorso 13 settembre, Carlo Ferraro ha fornito i primi dati parziali sullo sciopero dei professori: 7.108 adesioni (quattro giorni dopo sono salite a 9.000). Ed ecco che quello stesso giorno arriva una lettera della Conferenza dei Rettori (che ripubblichiamo integralmente). Quando abbiamo saputo della sua esistenza e non l’avevamo ancora letta, abbiamo immaginato che fosse rivolta alla Ministra e al Governo e che il contenuto potesse essere suppergiù il seguente:

Se si fosse dato ascolto ai ripetuti appelli della CRUI al ministero e al governo non saremmo arrivati a questo punto: migliaia di appelli di esame annullati per una rivendicazione la cui legittimità e fondatezza noi Rettori abbiamo riconosciuto e difeso fin dal luglio 2015. Di fronte alle prime avvisaglie del boicottaggio della VQR, era stata proprio la CRUI ad avvisare «Miur e Anvur che solo a condizione di recupero delle risorse tagliate sarà possibile garantire la collaborazione del sistema universitario allo svolgimento del nuovo esercizio Vqr 2011-2014».

Posizione ribadita nella nostra lettera alla Ministra,  datata 26.01.2015: «necessario e urgente avviare le possibili azioni da mettere in campo per affrontare le criticità della questione retributiva della docenza universitaria e, in particolare, la neutralizzazione degli effetti futuri del blocco degli scatti stipendiali».

Il “crescente malessere del personale universitario” menzionato nella nostra lettera alla Ministra del 23.07.2015, era tale che, l’anno seguente, solo a malapena la Conferenza dei rettori era riuscita a garantire il conferimento dei prodotti della VQR. Per convincere gli aderenti alla protesta la CRUI si era impegnata a sollecitare «il Ministero alla convocazione tempestiva del tavolo tecnico allargato a MEF e Funzione Pubblica». Un impegno che in molti casi non era neppure bastato, come testimoniato dal diffuso ricorso ai conferimenti forzati e dalla successiva introduzione di un “coefficiente astensione VQR” nelle formule di ripartizione dell’FFO.

A due anni di distanza, non solo il MIUR non è riuscito ad avviare questo tavolo, ma ha sospeso unilateralmente il dialogo con la delegazione del Movimento per la Dignità della Docenza Universitaria (MDDU), che  -preso atto del disinteresse della controparte- ha proclamato uno sciopero con una procedura e secondo modalità assai responsabili, che hanno superato il vaglio della Commissione di garanzia.

Ciò nonostante, gli studenti sono stati sottoposti a disagi che sarebbero stati evitabili se in questi due e più anni si fosse almeno avviato un tavolo tecnico, come richiesto anche dalla CRUI. La vasta adesione allo sciopero dimostra la necessità di recuperare il tempo perduto, aprendo un dialogo troppo a lungo rinviato con quei docenti, le cui istanze, alla luce della nostra carica elettiva, ci siamo più volte sentiti in dovere di rappresentare presso il MIUR.

Ecco, ci aspettavamo qualcosa di simile. Non osavamo sperare in qualche forma di autocritica per la sostanziale inefficacia delle pressioni esercitate dalla CRUI, ultimamente un po’ troppo incline al facile plauso filogovernativo. Ma quello che abbiamo letto va al di là di ogni aspettativa.

Prima di tutto, la lettera non è indirizzata alla Ministra, ma alla delegazione del MDDU e a tutte le altre rappresentanze della docenza: la CRUI, “sentito per le vie brevi il MIUR“, convoca tutti presso la sua sede  il prossimo 5 ottobre 2017 alle ore 11.00.

A che scopo questa convocazione?

Per «avviare immediatamente una fase di consultazione» finalizzata a «definire un quadro condiviso di regole da applicare in caso di astensione collettiva dei docenti universitari per assicurare l’effettività, nel suo contenuto essenziale, del diritto all’istruzione superiore». Per regolamentare il diritto di sciopero dei docenti, insomma.

Ma a che titolo la CRUI prende l’iniziativa di questa convocazione?

La risposta, che alcuni troveranno sorprendente, è che la CRUI ritiene di costituire «l’organo rappresentativo dei “datori di lavoro” dei docenti universitari».

La prima reazione è di meraviglia. I docenti non sapevano che quello che eleggono ogni sei anni è il loro datore di lavoro. Non solo. Colui che eleggono è una specie di Giano bifronte che sembra aver fatto suo il famoso motto di lotta e di governo.

Di lotta: «Si lamenta giustamente la mancanza di equità sia con riferimento ad altre categorie pubbliche, per le quali il blocco è stato superato, sia con riferimento ai giovani, pochi e mal pagati» scriveva la CRUI alla Ministra MIUR (23.07.2015).

Di governo, quando a sciopero in corso e sostanzialmente riuscito, i Rettori si scoprono (spontaneamente?) datori di lavoro e, attraverso la CRUI, convocano le rappresentanze sindacali per sedersi, come controparte, a concordare la regolamentazione del diritto di sciopero.

È persino possibile che qualcuno  accolga con sollievo questo coming out dei rettori. Se da alcuni anni a questa parte i rettori, a dispetto della nomina elettiva, agiscono da cinghie di trasmissione delle politiche governative, tanto vale gettare la maschera. Anche se, d’ora in poi, un qualsiasi candidato rettore si vedrà porre la fatidica domanda: primus inter pares o datore di lavoro? Ma non ci facciamo illusioni. In parecchi daranno la prima risposta mentre premeditano di mettere in pratica la seconda.

Torniamo però allo sciopero. Le motivazioni di urgenza per convocare le parti a sciopero ancora in corso sono deboli. La Commissione nella sua nota di garanzia del 28 agosto aveva espresso  «l’auspicio che l’iniziativa di astensione in oggetto possa costituire un incentivo per tutti i soggetti coinvolti alla rapida ripresa del dialogo, al fine di addivenire alla definizione di un quadro comune di regole». Come riconosciuto dalla stessa CRUI, nel frattempo «saranno applicate le prescrizioni individuate dalla Commissione nella seduta del 28 agosto». Considerato che lo sciopero terminerà con la fine di ottobre, sarebbe stato ugualmente rapido avviare il dialogo a partire dagli esiti finali dello sciopero. A meno che la convocazione non risponda ad altre esigenze, non esclusa quella di lanciare messaggi in più direzioni: verso la docenza, ma anche verso i piani alti, in vista dell’acquisizione di benemerenze utili per le carriere post-rettorali.

Ora la palla passa al MDDU e alle altre rappresentanze della docenza. Prima ancora di rispondere alla convocazione della CRUI, autoproclamatasi rappresentante dei datori di lavoro, sono altri gli  interrogativi a cui è prioritario dare risposta.

  • Come si può aprire un dialogo con un soggetto che si è autolegittimato nel suo ruolo di “rappresentante dei datori di lavoro”? La CRUI, “associazione non riconosciuta ai sensi dell’art.36 del Codice civile” (come specifica il suo stesso statuto) ha il titolo per “convocare”?
  • Che significa, “sentito per le vie brevi il MIUR“? Un modo obliquo per lasciar intendere di avere un mandato senza che questo sia stato formalizzato? Perché non si fa avanti il MIUR con qualche proposta concreta sugli scatti? Se la reazione istituzionale, per interposta CRUI, è dare la precedenza alla regolamentazione del diritto di sciopero, non è meglio che sia il mittente a uscire allo scoperto?
  • I singoli rettori sono stati informati e hanno dato il loro consenso a questa convocazione?
  • È in corso uno  sciopero la cui autoregolamentazione ha superato a pieni voti il vaglio dei Garanti. Perché aprire un dialogo prima ancora che si possa tirare il bilancio, anche e soprattutto in termini di disagi degli studenti?

E se questi sono i dubbi, perché rispondere positivamente alla perentoria “convocazione” della CRUI?

Forse alla CRUI hanno pensato che le difficoltà per i convocati di scambiarsi informazioni e coordinarsi avrebbero giocato a favore della riuscita dell’iniziativa: se tutti credono che gli altri parteciperanno, c’è il rischio che chi resta a casa risulti sconfitto; e quindi tutti parteciperanno. Forse alla CRUI non hanno considerato che le informazioni circolano, e che non è difficile spiegare che se il tavolo va deserto o quasi, chi avrà saputo resistere al richiamo della CRUI avrà solo da guadagnare in termini di consenso e autorevolezza nella comunità accademica. Non ci sarà da meravigliarsi se al tavolo si siederanno comunque quelle rappresentanza che hanno preso pubblicamente le distanze dallo sciopero. Ma quale credibilità avranno le istanze di coloro che chiedono di “allargare la piattaforma”, se il primo loro atto sarà sedersi ad un tavolo convocato da sedicenti ‘datori di lavoro’? E il MDDU perché dovrebbe accettare di sedersi ad un tavolo, auspicato per le vie brevi dalla ministra, ed a cui la ministra ancora una volta non siederà?

Una sola cosa è certa: i rettori stanno tirando la volata allo sciopero. Fin troppo facile immaginare l’effetto della loro lettera su chi è ancora incerto. Ma non sarà che Manfredi si è messo d’accordo con Ferraro?

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P.S. A scanso di equivoci, lo sciopero in corso è stato autoregolamentato con una attenzione certosina ed approvato dalla commissione di garanzia. Non si cambiano le regole mentre si gioca. L’accreditamento di chi siede al tavolo non è secondario, soprattutto se qualcuno decide da solo di prendere il posto a capotavola. Che la discussione inizi, su un tavolo correttamente convocato,  a sciopero concluso.

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Sul blog dei Docenti Preoccupati è stata pubblicata la lettera che Carlo Ferraro ha inviato all’indirizzario MDDU

Convocazione della CRUI per il 5 ottobre – Qualche motivo in più per scioperare

17/9/2017

[…] Rileviamo che la Commissione di Garanzia in realtà ha invitato le parti sociali, e non la CRUI, che però ha ritenuto di essere lei a dover intervenire, convocando in maniera perentoria.
Di sicuro notiamo una solerzia notevole (a soli 16 giorni dall’intervento della Commissione di Garanzia), che fa il paio con la solerzia con la quale in luglio la CRUI si era già posta il problema di quanto trattenere sullo stipendio a chi sciopera.
Tale convocazione appare NON appropriata per due ordini di motivi […]

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Lettera CRUI: 2051_Regolamentazione astensione collettiva dei docenti universitari

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4 Comments

  1. Claudio Braccesi says:

    Primi vagiti di contrattualizzazione del docenti universitari. Mi sbaglio?

    • Paolo Gibilisco says:

      Direi di no.
      Ma non c’è da preoccuparci dopo che ci contrattualizzano arriva la Cgil a difenderci.

  2. Sergio Brasini says:

    Il Coordinamento Nazionale Professori Associati (Co.N.P.Ass) ha diffuso oggi una efficacissima lettera di replica indirizzata alla CRUI con riferimento alla convocazione ricevuta per l’incontro del 5 ottobre p.v.

    “L’iniziativa ci pare improvvida, inopportuna, intempestiva, lunare.
    […] In conclusione, rebus sic stantibus, non c’è nulla di cui discutere.”

    Il testo integrale della lettera inviata al Presidente della CRUI Manfredi è consultabile al link:

    https://docentipreoccupatisite.wordpress.com/2017/09/19/co-n-p-ass-lettera-in-risposta-alla-convocazione-da-parte-della-crui/

  3. Sergio Brasini says:

    Carlo Ferraro ha diffuso, a nome del Movimento per la Dignità della Docenza Universitaria, un nuovo comunicato nel quale preannuncia che chiederà alla CRUI di annullare la convocazione dell’incontro del 5 ottobre p.v.
    Qualora la CRUI confermasse la riunione, il MDDU vi parteciperà seguendo un preciso schema di condotta. Il testo integrale del messaggio è consultabile al link:

    docentipreoccupatisite.wordpress.com/2017/09/20/movimento-per-la-dignita-della-docenza-universitaria-convocazione-della-crui-per-il-5-ottobre-2017/

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