Nel documento “Istruzioni operative dottorati 2017-2018 il MIUR (Dipartimento per la formazione superiore e per la ricerca) annuncia agli atenei e agli enti di ricerca che “In relazione a quanto indicato nelle Linee guida adottate con la nota del Ministro protocollo 11667 del 14 aprile 2017, si comunica che è stata adeguata la apposita banca dati del Dottorato”. I dottorati di ricerca avranno tempo dal 8 al 31 maggio per inviare le proprie proposte, tenendo conto dei requisiti espressi nelle succitate linee guida. Sono 18 giorni lavorativi. Per gli atenei sede di dottorato si profila una corsa contro il tempo, non priva di incognite.

Nel documento “Istruzioni operative dottorati 2017-2018 il MIUR (Dipartimento per la formazione superiore e per la ricerca) annuncia agli atenei e agli enti di ricerca che “In relazione a quanto indicato nelle Linee guida adottate con la nota del Ministro protocollo 11667 del 14 aprile 2017, si comunica che è stata adeguata la apposita banca dati del Dottorato”.

I dottorati di ricerca avranno tempo dal 8 al 31 maggio per inviare le proprie proposte, tenendo conto dei requisiti espressi nelle succitate linee guida. Sono 18 giorni lavorativi.

In un precedente post, avevamo già analizzato nel dettaglio le nuove linee guida, evidenziando il profilarsi di nuova stretta sull’offerta di formazione dottorale:

“Tesoro, mi si è ristretto il dottorato”. Il taglio imposto dalle nuove linee guida per l’accreditamento

Ricordiamo anche che su 4 requisiti richiesti dalle linee guida (1. valori di R e X dell’intero collegio, 2. media degli indicatori ASN per il ruolo superiore uguale  superiore a 0,8 3. indicatore quantitativo di attività scientifica, 4. qualificazione del coordinatore) nessuno è direttamente verificabile dai collegi e dai coordinatori per i seguenti motivi:

  1. i dati relativi alla VQR non sono pubblici e non sono dunque noti ai coordinatori, ma solo ai diretti interessati;
  2. il MIUR non ha reso noto quale sarà l’arco temporale considerato per il calcolo degli indicatori da confrontare con le soglie della ASN. 2001-2016 come nella prima tornata di abilitazione? 2002-2017 come nella seconda tornata di abilitazione?
  3. il MIUR non ha altresì reso noto come intende procedere per la verifica degli indicatori individuali, mancando il passo fondamentale della verifica da parte dei docenti e ricercatori delle proprie pubblicazioni, dell’aggancio agli id scopus e wos, ecc.;
  4. anche per l’indicatore quantitativo di attività scientifica non viene reso noto se i 5 anni (settori bibliometrici) e 10 anni (settori non bibliometrici) verranno calcolati a partire dal 2011 (o 2012) e dal 2006 (o 2007).
  5. Anche per gli indicatori del coordinatore mancano i riferimenti temporali.

E’ possibile chiedere ad ANVUR delle verifiche sui collegi, in particolare sui requisiti del punto A4, tuttavia, poiché la verifica si riduce nella comunicazione di soddisfazione o non soddisfazione del singolo requisito,  i coordinatori e gli atenei non hanno i riferimenti per poter operare eventuali modifiche qualora non si soddisfacesse il requisito.

Nel poco tempo a disposizione (18 giorni lavorativi) le istituzioni interessate dovranno quindi cercare di capire quali informazioni vengono loro richieste dalla nuova procedura, chiedere l’eventuale proiezione da parte di ANVUR rispetto alla qualificazione scientifica del collegio e, infine, tentare di effettuare gli eventuali correttivi, il tutto tenendo presente che la precedente proposta di ANVUR del 22 febbraio 2016

è stata semplificata e adeguata nell’ottica di rendere più lineare la procedura, ponendo l’attenzione sugli aspetti qualificanti del processo di accreditamento e tenendo conto della fattibilità gestionale delle operazioni richieste, nel rispetto dell’autonomia universitaria e degli enti di ricerca.

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Qui sotto: indicazioni operative MIUR

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11 Commenti

  1. Il contesto dei requisiti per essere o restare membro è complesso. Al suo interno, c’è un riferimento ai requisiti che rimandano ai valori soglia dell’ASN, ma con un gradino in più.
    Di conseguenza,
    1)se un membro è ordinario, per essere riconfermato nel collegio docenti come membro, deve dimostrare di avere i requisiti da commissario di ASN
    2)se uno è associato, per essere riconfermato nel collegio docenti come membro, deve dimostrare di avere i valori soglia ASN da ordinario.
    3)se uno è ricercatore, e vuole restare membro del c. docenti del dottorato, deve dimostrare di avere i valori soglia da associato.

    Pensate ad un ORDINARIO che vuole restare membro coll. docenti, egli dovrà dimostrare di avere i valori soglia ASN………NON SARA’ FACILE.
    Questo si ricollega alle mie riflessioni sulla RETROATTIVITA’ che colpisce gli articoli della classe A,
    che potete leggere nei miei commenti all’articolo di qualche giorno fa su ROARS.IT, intitolato “Università in declino: sempre meno ricerca, sempre peggiore didattica”.

  2. Continuo a rileggere e sono esterrefatta: ancora una volta nuove regole per il giorno dopo, fretta, lavoro buttato al vento, energia, dedizione alla ricerca e alla formazione degli studenti…
    Poi arrivano i ragionieri, che ti sollevano di un po’ ogni giorno l’asticella, in modo che ti logori nel tentativo di rispondere alle loro assurde richieste.
    Molti di quelli passati nel 2012 non sarebbero passati oggi, molti dei più anziani non sarebbero passati nel 2012 e nel 2016…
    I fortunati giovani, che non hanno fatto gavetta, hanno subito pubblicato nelle riviste di fascia A, sono stati subito immessi nei comitati editoriali, DEVONO ora essere immessi nei dottorati: ne va della loro carriera. Io capisco questo.
    Mi chiedo ancora se, con un moto di dignità, ma anche per tutti, non si debbano rendere con forza note le nostre ragioni.
    Non possiamo tollerare oltre le vere e proprie vessazioni (non mi viene altra parola) di un sistema che sta creando disagio, divisione, ingiustizia. Bella lezione per i nostri studenti, vero?

    • Ormai nell’accademia italiana non c’è più certezza di nulla. Devi solo sperare di aver fatto la cosa giusta in passato e di trovarti nel momento giusto in futuro.

    • ora siamo certi: anche trovarsi in un settore in cui qualcuno non ha presentato la VQR costituisce motivo per l’espulsione dal dott.

  3. Anche se la cosa è ovvia, merita una sottolineatura, mi pare: quelli che si sono astenuti dalla VQR e non hanno subito il caricamento forzoso sono per forza di cose tagliati fuori dal collegio dei dottorati. E pensare che la protesta aveva qualche vago tratto di rivendicazione sindacale…

    • Esatto, puniti. A meno che qualcuno non creda davvero che per determinare oggi – maggio 2017 – la qualificazione scientifica dei componenti dei collegi dei dottorati bastino due pubblicazioni, uscite prima del 2015, valutate da valutatori che affidano il loro operato a giudizi secchi e insondabili nelle loro motivazioni.
      Tra un poco qualcuno dell’ANVUR se ne uscirà con “io sono l’alfa e l’omega”, e la maggior parte dei docenti universitari lì ad annuire, anche se duole dirlo.

  4. Dalla lettura delle linee guida del MIUR (e dell’articolo ROARS) mi pare di aver capito che non sia necessario che tutti i componenti del collegio dei docenti posseggano i tre parametri per il ruolo superiore. Mi riferisco all’intervento di anto. Il valore che conta (credo) è la media del punteggio ottenuto su tutti i componenti e che corrisponde (in media) a due parametri superati procapite (I >= 0.8). Ci possono quindi essere “compensazioni”. Sono sensibile su questo punto perchè sono uno di quei professori ordinari che pur avendo dedicato la vita alla ricerca e alla didattica oggi sono considerati cialtroni incapaci di svolgere qualunque funzione (quale altra istituzione al mondo oltre il MIUR umilia e vessa il proprio capitale umano in questo modo?). Rischio infatti di non poter più far parte del Collegio perchè supero solo un parametro da commissario dei tre prescritti. Sarei grato quindi se potessi avere una conferma in tal senso dai colleghi più informati.
    Allo stesso modo, non mi pare che le linee guida prescrivano che chi ha rifiutato partecipare alla VQR debba necessariamente essere escluso dalla candidatura al Collegio.

  5. Speriamo che almeno serva a porre il problema della retroattività.
    Peraltro, in linea teorica, il curriculum (classe A) di un componente non mi dice nulla sulla bontà di quel dottorato.
    Insomma, un docente del collegio può anche essere un premio Nobel, ma non interessarsi mai al dottorato (assente a tutte le riunioni) né ai dottorandi (ricerca e didattica) né alle sorti dell’ateneo né ai programmi di ricerca ecc…..
    Avete presente un capo firmato da esporre in vetrina ma che, costando 10.000, euro resta invenduto per tutto l’anno?

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