L’ANVUR ammette che le mediane sono basate su dati
che hanno “un valore puramente indicativo”


Oggi, 22 Agosto, sul sito dell’ANVUR è apparso il seguente avviso, che riportiamo integralmente:

Abilitazione nazionale: informazioni relative all’avviso sul superamento delle soglie da parte degli aspiranti commissari e pubblicazione delle soglie per i settori non bibliometrici.

Si informa che l’avviso sul sito docente relativo al superamento o meno delle soglie degli indicatori, di cui alla delibera ANVUR n. 50, art. 6, comma 5, è in corso di elaborazione da parte del consorzio CINECA. Il ritardo nella diffusione riflette problemi puramente tecnici. Tale avviso sarà reso disponibile prima della data del 3 settembre, prevista come termine ultimo per ritirare la candidatura a far parte delle commissioni di abilitazione.

Si ricorda tuttavia che l’avviso avrà un valore puramente indicativo, dato che esso si basa sulle informazioni disponibili sul sito docente alla data del 15 luglio, utilizzate per il calcolo degli indicatori. La verifica definitiva sul superamento delle soglie verrà effettuata al momento dell’analisi delle candidatura sulla base dei dati aggiornati alla data del 28 agosto, termine ultimo per la presentazione delle domande. I candidati hanno infatti al possibilità di aggiornare il proprio curriculum in fase di presentazione della propria candidatura.

Prosegue il lavoro finalizzato alla pubblicazione delle soglie degli indicatori previsti per i settori non bibliometrici, che dovrebbe concludersi entro venerdì 24 agosto.

1. Cosa c’è di nuovo?

L’avviso fornisce tre informazioni di rilievo.

1. Mediane dei settori non bibliometrici. Pur essendo imminente la scadenza del 28 agosto per la presentazione delle domande degli aspiranti commissari, la pubblicazione delle mediane per i settori bibliometrici viene prevista – in termini condizionali (“dovrebbe concludersi”) – solo per il 24 agosto. Fino a quella data, i professori ordinari di quei settori non hanno nessuna possibilità di valutare se “hanno i numeri” per fare i commissari.

2. Semaforo rosso o semaforo rotto? Come già discusso in precedenza (Abilitazioni: arriva il “decreto dissuasivo” per gli aspiranti commissari), al 10 agosto è stato firmato un inedito decreto che consentirebbe agli aspiranti commissari di ritirare la domanda solo entro sei giorni dopo il termine per la presentazione. Si pensava che nell’arco di questi sei giorni, gli aspiranti commissari sarebbero stati informati del superamento o meno delle mediane. A quel punto avrebbero deciso se ritirarsi, evitando la divulgazione della “bocciatura”, oppure se presentare ricorso per correggere eventuali errori, ma subendo la divulgazione – non è chiaro se immediata o meno – della “bocciatura”. L’avviso odierno rende noto che gli aspiranti commissari non verranno messi al corrente del loro effettivo superamento delle mediane (tenuto conto di tutti i titoli allegati alla domanda fino al 28 agosto), ma solo del superamento alla data del 15 luglio. Del tutto possibile, anzi assai probabile, che molti aspiranti commissari, pur ampiamente sopra le mediane, si vedano attribuire un semaforo rosso, dovendo così valutare un eventuale ritiro senza conoscere la loro vera situazione (sulla difficoltà di calcolare i propri indicatori, quanto meno nei settori bibliometrici, si veda: Abilitazioni e mediane ANVUR: dipaniamo il “caos strisciante”).

3. Mediane “puramente indicative”. Ma l’informazione più clamorosa è l’ammissione che è la stessa ANVUR a ritenere che le informazioni disponibili sui siti docente alla data del 15 luglio hanno “un valore puramente indicativo”. Le mediane pubblicate il 13 agosto scorso sono basate proprio su queste informazioni individuali. Questo significa che il diritto a fare parte delle commissioni oppure la possibile esclusione dalla procedura di abilitazione verranno fatte dipendere da mediane “puramente indicative”.

 

2. Le reazioni a catena innescate dai dati “puramente indicativi”

Qualcuno potrebbe obiettare che l’uso di informazioni incomplete non danneggia in alcun modo gli aspiranti commissari e neppure i candidati alle abilitazioni, perché  un’incompleta popolazione dei siti docente produce mediane inevitabilmente più basse sia in termini di numero di pubblicazioni, che di citazioni e indice-h. Quindi, nessuno subirebbe danno dalle omissioni. Al massimo, alcuni di quelli che stavano sotto la “vera mediana” verrebbero “graziati” dall’uso di mediane “puramente indicative”, ma più basse.

Ma non è così: abbiamo già mostrato (Effetto domino: le mediane di Borges) che una raccolta dati incompleta è tutt’altro che innocua. Infatti, ci sono due regole chiave del regolamento che possono innescare un vero e proprio effetto domino: la normalizzazione per l’età accademica e la multimodalità. Di seguito riassumiamo solo le criticità principali, mentre per un discussione più dettagliata rimandiamo all’articolo “Effetto domino: le mediane di Borges“.

2.1 Età accademica

Come ben sanno i candidati e persino l’ANVUR (Mamma, mi sono perso la FAQ sulla manipolazione dell’età accademica!), omettere le pubblicazioni meno recenti abbassa l’età accademica e può servire ad alzare i propri indicatori normalizzati per l’età. In particolare, questa manipolazione può alzare il numero di citazioni per anno e anche il numero di articoli negli ultini dieci anni, se l’età accademica scende sotto i dieci anni.

A costo di essere pedanti, ripetiamo un esempio già visto (Abilitazioni e mediane ANVUR: dipaniamo il “caos strisciante”), relativo alle citazioni per anno. In un settore concorsuale, l’associato “mediano” (da cui dipende la soglia per le abilitazioni di II fascia) ha 180 citazioni ed un’età accademica pari a 9. La mediana delle citazioni per anno è pertanto

cit. per anno: 180/9 = 20

Supponiamo anche che l’associato immediatamente superiore abbia 32 citazioni per anno. Ora, immaginiamo che il primo articolo dell’associato “mediano”, pubblicato 9 anni fa, non abbia ricevuto citazioni e che l’articolo immediatamente successivo risalga a 6 anni fa. Nascondendo sotto il tappeto l’articolo di 9 anni fa, l’età accademica si riduce a 6 anni ed il numero di citazioni per anno dell’associato mediano diventa

cit. per anno: 180/6 = 30

con un incremento che può essere decisivo per passare la mediana per l’abilitazione di I fascia. Tuttavia, come conseguenza di questa omissione, tutti gli aspiranti associati vedono aumentare la mediana da 20 a 30 citazioni per anno.

È più che plausibile che alla data del 15 luglio, le pubblicazioni mancanti fossero proprio quelle meno recenti, vuoi per pigrizia dei docenti, vuoi per scelta deiberata di quei professori associati che preferivano togliersi qualche anno di età. Ne consegue un innalzamento degli indicatori individuali normalizzati ed un possibile incremento delle relative mediane. Chi non riesce a superare la mediana di un indicatore normalizzato per l’età accademica ha pertanto tutte le ragioni per mettere in dubbio la validità di mediane calcolate sulla base di dati  “puramente indicativi”.

2.2 Multimodalità e scorpori degli SSD

Se un settore concorsuale comprende più SSD, alcuni di questi (quelli bibliometricamente meno produttivi) potrebbero aver diritto ad essere scorporati ed usare una mediana specifica invece di quella (più alta) dell’intero settore concorsuale (Abilitazioni: le mediane di Mr. Bean). Essere scorporati è un chiaro vantaggio, perché le mediane più basse aumentano sia la probabilità di entrare nella commissione (probabilità che, senza scorporo, può persino essere nulla) sia il numero di candidati abilitabili (che senza scorporo potrebbe annullarsi).

La decisione sullo scorporo di un SSD dipende dal numero dei suoi professori ordinari che superano la mediana del settore concorsuale. Se sono meno del 25% scatta lo scorporo. L’avviso di oggi ci fa sapere che questi numeri dipendevano da dati “puramente indicativi” e che pertanto le decisioni sugli scorpori, di vitale importanza per la sopravvivenza o l’estinzione di interi SSD, avevano anch’esse un “valore puramente indicativo”.

Quando si scorrono le tabelle delle mediane è possibile vedere che le mediane di alcuni SSD sono addirittura nulle o assai vicine a zero. In linea teorica, è possibile pensare ad accordi tra gli ordinari di un SSD per astenersi dal caricare le proprie pubblicazioni o persino per cancellarle. In tal modo, nessuno o pochissimi di loro avrebbero superato la mediana del settore concorsuale, garantendosi pertanto l’agognato scorporo. Il massimo dell’astuzia sarebbe stato caricare pochissime pubblicazioni, molto lontane nel tempo per tenere basse anche le mediane degli indicatori normalizzati per età accademica, in modo da “aiutare” gli associati del SSD. Una volta pubblicate le mediane, questi ordinari caricano finalmente tutte le loro pubblicazioni e, dato che il loro riferimento sono le mediane “puramente indicative”, molto vicine a zero, il 100% di loro ha i numeri per essere sorteggiabile come commissario.

Viceversa, può capitare che un SSD che avrebbe diritto allo scorporo, non venga scorporato perché gli ordinari degli altri SSD dello stesso settore concorsuale omettono di caricare buona parte delle loro pubblicazioni. In tal modo, la mediana del settore concorsuale scende e la regola ANVUR nega il diritto allo scorporo al SSD bibliometricamente meno produttivo, con tutte le conseguenze del caso.

Pertanto, professori ordinari e candidati di SSD che non sono stati scorporati hanno anch’essi tutte le ragioni per mettere in dubbio la validità di mancati scorpori decisi sulla base di dati  “puramente indicativi”.

3. Resta di stucco …

I commi  2-3 dell’art. 2 della Delibera ANVUR  n. 50/2012 recitano:

2. Nello svolgere il compito assegnatole l’ANVUR si ispira a principi di trasparenza, integrità e professionalità, rendendo pubblici i criteri e le procedure seguiti. Con successiva delibera verranno definiti i valori delle mediane degli indicatori, di cui all’articolo 6, comma 6, del Decreto Ministeriale n. 76 del 7 giugno 2012.

3. L’ANVUR si impegna a mettere a disposizione i valori degli indicatori nel minor tempo possibile, e comunque nei limiti fissati dal decreto abilitazione, allo scopo di consentire scelte informate da parte di tutti i soggetti interessati.

L’avviso di oggi mostra che l’ANVUR non sta rispettando le regole che ha dato a se stessa. Sicuramente, non sta consentendo scelte informate agli aspiranti commissari. Nelle aree bibliometriche, dovranno decidere se ritirare la domanda senza sapere con sicurezza se i loro indicatori superano le mediane. Nelle aree non bibliometriche, a pochi giorni dal bando per i commissari, non sono nemmeno note le mediane.

La trasparenza è quasi del tutto assente. Le mediane e gli scorpori dei SSD sono stati ottenuti sulla base di dati che, per ammissione dell’ANVUR, hanno “un valore puramente indicativo”. A fronte di scorpori di SSD aventi dimensione inferiore a 30 professori ordinari, sono stato reso noto come è stata accertata l’esistenza di “differenze strutturali nelle modalità di ricerca e pubblicazione dei risultati”, accertamento richiesto dalla Delibera ANVUR N. 50/2012 per poter procedere allo scorporo.

È necessario rendere noti questi dati per permettere la verifica di quanto “indicativi” siano mediane e scorpori.

Barbapapà è un famoso cartone animato per bambini, i cui protagonisti sono esseri di fantasia che hanno il potere di deformare a piacimento il loro corpo, assumendo le forme più strane, ma anche utili a risolvere imprevisti ed avventure. Al termine delle loro meravigliose trasformazioni, che lasciano i piccoli spettatori  a bocca a aperta, i barbapapà sono soliti esclamare

Resta di stucco, è un barbatrucco!

Ecco, le mediane dell’ANVUR ci sembrano altrettanto gommose e deformabili di un barbapapà. Forse, l’unica vera differenza è che si dovrebbe esclamare

Resta di stucco è un ANVUR-trucco!

[youtube=http://www.youtube.com/watch?v=fgRtolunfTE]

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164 Commenti

  1. Di svarione in svarione. Se la gente aveva tempo per caricare il sito fino al 15 luglio, logica vorrebbe che i siti venissero “congelati” a quella data per i commissari e che solo i PO che stanno al disopra delle mediane così calcolate possano partecipare alla selezione dei commissari. Se uno ci teneva ad essere commissario poteva benissimo prendersi cura del suo sito docente allora. Ora si è calcolata una mediana e gente che non ha caricato i lavori e sta sotto la mediana può superare l’asticella immettendo nuovi dati:barbatrucco.

  2. Dunque vediamo di leggere bene:

    ‘Si ricorda tuttavia che l’avviso avrà un valore puramente indicativo,…’

    Non sono le mediane degli indici ad essere intese come ‘indicative’ ma “L’AVVISO” di superamento/non superamento delle stesse.

    ‘ La verifica definitiva sul superamento delle soglie verrà effettuata al momento dell’analisi delle candidatura sulla base dei dati aggiornati alla data del 28 agosto, termine ultimo per la presentazione delle domande. I candidati hanno infatti al possibilità di aggiornare il proprio curriculum in fase di presentazione della propria candidatura.’

    Ora questo cosa significa? Beh può significare che qualcuno aggiunge papers ANTECEDENTI il 15/7. Se così fosse il ministero dovrebbe escludere il soggetto stesso in quanto ha riportato informazioni mendaci.

    Ma questo può essere anche inteso, se non si vuol cercare sempre il marcio, che il docente che abbia dal 15/7 al 28/8 ottenuto la pubblicazione di uno o più papers (cosa possibile dato che in altri post tutti si affannavano a suggerire di fare questo per avere indici migliori!) possa aggiornare il proprio CV.

    Quindi le stesse frasi possono essere intese in vari modi. Ma di certo l’ANVUR non ha scritto che LE MEDIANE ABBIANO UN VALORE PURAMENTE INDICATIVO (vedi punto 3 del post)

    Sulla questione dell’età accademica ormai è inutile discutere. E’ stato detto e ribadito (con molta pazienza…) che ANVUR ha chiaramente scritto che controllerà l’età accademica in base ai dati nei vari DB (che lo faccia davvero è un altro discorso, ma è fattibile) e prenderà la maggiore tra le due (riportata dal candidato/calcolata da DB). Quindi mentire si può (e io lo punirei severamente), ma potrebbe non bastare.

    • Il controllo è SOLO sui candidati non sul DB del 15 luglio. Non è proprio la stessa cosa. Vi invito a leggere i miei ultimi post sulle mediane di Borges. Supponiamo che il 61% almeno dei PO sono entrati beneficiando della 382 del 1980 (sono nati prima del 52 e quindi è molto probabile). Per superare l’allora giudizio di idoneità ci voleva una pubblicazione. Deduciamo una età accademica di 33 anni. Poi prendiamo la mediana delle citazioni totali (tabelle per commissari) e dividiamo per 33. troviamo una stima diversa da quella fatta dall’anvur. Questo non va bene perchè i tempi morti del precariato pesano come macigni per chi vorrebbe abilitarsi mentre vengono cancellati per chi doveva invece fare ricerca. A me fa un po’ schifo non so a voi.

    • Ma di chi stiamo parlando, di chi bara in quanto candidato o di chi bara in quanto commissario (PO), o in quanto PA/PO su cui calcolate le mediane?
      Per il candidato s’è già detto e chiudiamola qui.
      Per i commissari, quindi i PO il gioco in teoria era di mettere indici più bassi, così da abbassare mediane (se lo fanno in molti) e poi boom aggiornare CV e superare soglie. Immorale. Però avrebbe avuto il vantaggio di abbassare le mediane di riferimento e quindi evviva.

      Per i tempi morti, congedi lavorativi (maternità fanno a parte) mettiamo un punto: non si può pensare che vengano contati. Perché non sarebbe giusto verso quelli che il contratto ‘non congruo’ (non ricordo chi ha detto così in un postprecedente) l’ha comunque accettato, a poche 100 euro al mese. Altri han lavorato e guadagnato di più. Per necessità, per interesse, conta poco. Ahimé il sistema non può considerare questo nel suo insieme. Si valuta la ricerca e mentre si lavora in fabbrica non la si fa. Punto. Altrimenti io faccio il dottorato,poi lavoro in azienda magari ben pagato, non pubblico, e poi a 35-40 anni decido di rientrare. Eh beh però mi cancellate il buco nel calcolo dell’età. Caso estremo? Certo come molti di quelli citati.

      Thor, il tuo calcolo non l’ho capito. Poi con calma me lo rileggo.

    • Mi perdo nel tuo calcolo.
      Domanda 1) gli indicatori per i commissari sono stati calcolati nello stesso modo che per le abilitazioni? Non ho voglia di andare a controllare (sinceramente dei commissari mi interesso poco)?
      Ammettiamo di sì (se così non fosse non leggete oltre).

      Allora:
      1) # articoli = # articoli negli ultimi 10 anni. Si normalizza solo per età inferiori a 10 anni
      2) # citazioni = citazioni / età accademica. Ora la mediana riportata è relativa ad un numero già diviso per età accademica. Quindi di che tabella parli?

      Qui http://www.anvur.org/?q=asn-documenti non la trovo

    • Sono sinceramente allibito…
      Vai alla pagina http://www.anvur.org/?q=asn-documenti e prendi la tabella 1. Questa ti offre una idea delle citazioni totali di un PO sulla mediana. Supponiamo di volere normalizzare per l’età accademica. Non la conosciamo però questo PO con la probabilità del 61% nel 1980 era almeno un ricercatore universitario. Il 61% non è meno di 50 e quindi c’è il forte sospetto che i PO sulla mediana abbiano un’età di ruolo sui 33 anni. Ho solo suggerito di confrontare i numeri delle cit_tot di tabella 1 divisi per 33 con i numeri del secondo indicatore della tabella 2. Un gioco divertente. Se non hai capito te lo ripeto ho molta pazienza.

    • Thor ha visto giusto e ha individuato uno dei principali indizi dell’inaffidabilità dei dati su cui sono state calcolate le mediane. Se si confrontano le tabelle Candidati-commissari e le tabelle Candidati-abilitazione-PO, non tornano i conti sull’età accademica (per molti settori concorsuali sono troppo basse). È bene ricordare che nel 2010 l’età media dei PO ordinari era 59,2 anni con un trend in crescita (Fonte: CNVSU – Undicesimo Rapporto sullo Stato del Sistema Universitario, p. 153, http://www.cnvsu.it/_library/downloadfile.asp?id=11778). Se per esempio in un settore concorsuale l’età accademica (media o mediana) dei PO fosse di 25 anni, ci sarebbero forti sospetti che i dati del caricamento sono peggio che “puramente indicativi” (a meno che non si possa mostrare che è un settore concorsuale popolato di PO molto più giovani della media).

      Più che “divertente”, definirei la cosa “inquietante”. Il futuro di decine di migliaia di studiosi ed anche quello di interi SSD e scuole scientifiche è affidato a numeri inaffidabili.

    • Hai ragione ho letto male io la tabella. Pensavo fossero #citaz normalizzate (perché usano una cosa diversa?).

      Uhm…facciamo il gioco usando 30 (per semplicità)

      Il settore A1 non è così diverso. Nemmeno 06 (dove mi trovo io) così brutalmente ad occhio. Dato che non è così divertente come gioco mi indichi chiaramente i punti di ovvia deviazione dall’atteso?

  3. Leggevo ancora:

    ‘l’associato “mediano” (da cui dipende la soglia per le abilitazioni di II fascia)’

    e

    ‘Tuttavia, come conseguenza di questa omissione, tutti gli aspiranti associati vedono aumentare la mediana da 20 a 30 citazioni per anno’

    Alt un attimo, che vuol dire? La mediana dei PA significa un valore che divide la popolazione dei PA in 2 gruppi pressoché di ugual numerosità (50%). Ora per avere lo spostamento da 20 a 30 come si dice non basta che 1 PA faccia il giochetto, ma che almeno il 50% dei PA lo faccia. Ad esempio: mediana = 20, significa che almeno il 50% ha un valore inferiore a 20. Ora se un PA con indice > 20 lo sposta a 30 cambia poco o nulla. Se era esattamente sulla mediana, allora la mediana diventa l’indice del PA subito dopo in ordine non decrescente (ovviamente se questo era 30 diventerà 30!). Idem se il gioco lo fa un PA con indice < 20. Passa sopra e la mediana si sposta di 1 posizione (ribadisco dopo aver messo in ordine non decrescente i PA in base a indice). Detto ciò 1 solo PA che faccia il giochetto non sposta le cose di molto. Se lo fanno in molti sì…ma allora siamo il paese dei furbetti del quartierino e nessuna norma potrà mai tutelare i pochi 'onesti'

    • Non è sempre detto che ci siano tarocchi veri e propri, anche se non li escluderei, ma probabilmente ci sono molti non interessati o demotivati che hanno lasciato solo le pubblicazioni uso prin..

    • “Se era esattamente sulla mediana, allora la mediana diventa l’indice del PA subito dopo in ordine non decrescente”

      Nel post è precisato che il PA subito dopo ha un indicatore pari a 32. Pertanto se il PA mediano sale da 20 a 30, la nuova mediana è 30. Ricordo che i candidati devono stare *sopra* la mediana. Pertanto, se il PA mediano sale, sale anche la soglia da superare.

      “Detto ciò 1 solo PA che faccia il giochetto non sposta le cose di molto. Se lo fanno in molti sì…”

      Che ci sia state l’omissione (intenzionale o meno) degli articoli più vecchi è probabile per tre ragioni:

      1. convenienza (la “FAQ fantasma”dell’ANVUR dimostra che durante il popolamento dei siti docenti la questione della manipolazione era talmente sotto gli occhi di tutti da pubblicare una nota talmente maldestra da essere stata ritirata in meno di 24 ore);

      2. pigrizia (per i PA che avevano già capito che avrebbero potuto integrare il CV entro il 20 novembre e per i PO a cui non interessava fare i commissari ed anche per quelli che avevano capito che avrebbero potuto integrare entro il 28 agosto).

      3. i conti sulle età accademiche dei PO non tornano (vedi i post di Thor che ha evidenziato l’incongruenza): una cartina di tornasole del popolamento incompleto dei siti docente, *soprattutto* per le pubblicazioni più vecchie.

      “e nessuna norma potrà mai tutelare i pochi ‘onesti'”

      Però ci sono norme fatte talmente male da rendere impossibile la tutela degli onesti. Le norme sull’età accademica e sullo scorporo degli SSD (multimodalità) creano dei veri effetti domino (Effetto domino, le mediane di Borges, https://www.roars.it/online/?p=11232) che si potevano tranqullamente evitare.

    • E in effetti il ragionamento vale per tutti o no? Giuseppe, sei persona di buon senso e molta logica. Ritieni che il post (non dico tutto il baraccone dell’ANVUR) abbia senso? Il valore indicativo attribuito alle mediane intendo.

    • l’ANVUR ci sta dicendo quello che i più svegli avevano già capito. In giugno, è stato lanciato un appello per “popolare” i siti docente. Cosa è successo?

      – Qualcuno l’ha fatto diligentemente (per un PO con il mio CV richiedeva molte ore di noioso lavoro , perché mancavano gran parte degli atti di congresso e quasi tutta la produzione pre-1990)

      – Qualcuno ha messo solo gli articoli su rivista che mancavano e lasciato perdere gli atti di conferenze anche se alcuni di essi entrano nei database citazionali.

      – Qualcuno ha lasciato tutto come era (aveva altro da fare).

      – Qualcuno avrà persino cancellato qualche vacchia pubblicazione per “ringiovanisrsi”.

      – Qualche PO può essersi messo d’accordo con i colleghi di SSD per sembrare dei derelitti bibliometrici e garantire scorporo e mediane basse per il proprio SSD.

      Che il risultato di questo pasticcio sia “puramente indicativo” mi sembra un’affermazione fin troppo ottimista. Thor ha mostrato che emergono persino indizi numerici dell’incompletezza del popolamento.

      Adesso l’ANVUR dice che “l’avviso avrà un valore puramente indicativo, dato che esso si basa sulle informazioni disponibili sul sito docente alla data del 15 luglio, utilizzate per il calcolo degli indicatori.”

      Perché l’avviso è “puramente indicativo”? Perché non rappresenta la situazione bibliometrica *vera* dell’aspirante commissario. Ma allora, l’ANVUR sta ammettendo che le informazioni disponibili sui siti docente non sono rappresentatve della situazione bibliometrica *vera* dei docenti. Quindi, le mediane sono state calcolate su dati “puramente indicativi” della situazione bibliometrica dell’accademia italiana. Insomma, le mediane pubblicate sono “puramente indicative”.

  4. E no, questa volta non sono d’accordo con l’autore del post. La questione della “indicatività delle mediane” mi pare pretestuosa. Come un altro utente ha notato, nella frase incriminata si legge chiaramente che “…l’avviso avrà un valore puramente indicativo, dato che esso si basa sulle informazioni disponibili sul sito docente alla data del 15 luglio, utilizzate per il calcolo degli indicatori.”

    I numeri di riferimento pubblicati nelle tabelle non vengono definiti “puramente indicativi” e muovere una critica su questa confusione è esecrabile. Diluire critiche sacrosante come quelle che sono state fatte all’ANVUR in questi mesi con altre palesemente tirate per i capelli rischia solo di porgere il fianco a chi dice che tutte le critiche di ROARS sono pretestuose: un vero peccato.

    Non trovo in linea di principio troppo sbagliato che si siano fissati dei criteri delle mediane su dati congelati ad un certo punto del processo: peccato che ANVUR ed il ministero abbia continuato riferirsi esplicitamente a mediane, e non a “valori minimi da superare, stabiliti sotto propria responsabilità dalla commissione ANVUR per questa tornata di abilitazioni”, il che avrebbe reso meno esposto a ricorsi l’intero processo.

    • “l’avviso avrà un valore puramente indicativo, dato che esso si basa sulle informazioni disponibili sul sito docente alla data del 15 luglio”

      Per l’aspirante commissario, i valori bibliometrici al 15 luglio sono “puramente indicativi”. Ma le mediane sono calcolate proprio su questi valori. L’ANVUR sta dicendo che confronterà (per commissari e per candidati) gli indicatori *aggiornati* degli individui con mediane calcolate a luglio. L’ANVUR aveva sostentuto che la “poplazione dei siti docenti” era andata molto bene. Adesso sta ammettendo che la relazione tra i dati entro il 15 luglio e quelli aggiornati è debole. Nessuno può escludere i problemi che ho messo in evidenza che danneggiano ingiustamente commissari e candidati.

    • No, no, no!!!!!
      Il soggetto della frase è AVVISO il quale è INDICATIVO!

      Ora l’avviso può essere tale perché i RIFERIMENTI sono indicativi (come intendete voi) o perché, dati i riferimenti, i docenti possono avere nuovi prodotti valutabili dal 15/7 al 24/8 (come intendo io)

      Post pretestuoso e indifendibile.

    • Ultimissimo. Le mediane sono per definizione dell’ANVUR una fotografia (speriamo non troppo falsata) al 15/7. Che volete, ricalcolarle ancora al 24/8?

    • Stef: “Le mediane sono per definizione dell’ANVUR una fotografia (speriamo non troppo falsata) al 15/7”

      Appunto: l’ANVUR ha appena ammesso che le mediane sono una fotografia falsata.

      Quanto?

      Le osservazioni numeriche di Thor danno molto da pensare.

      Quanti articoli non sono stati caricati nei siti docente?

      Che valore hanno gli scorpori o i mancati scorpori dei SSD?

      Le mediane degli indicatori normalizzati per età accademica quanto “indicative” sono?

      È giusto che la carriera di qualcuno dipenda dalla pigrizia o dalla furbizia dei colleghi?

    • Scusa ma ad oggi la carriera di ciascuno di noi non dipendava nella quasi totalità dalla furbizia altrui?

      Detto ciò concordo al 100% sul fatto che vengano resi pubblici i dati. E’ cosa diversa da quello detto in questo post. E se verificassimo che i dati sono in gran parte corretti? Speriamo che pubblichino, insistiamo che pubblichino, controlliamo certosinamente ma poi un compromesso andrà trovato.

    • Stef: “concordo al 100% sul fatto che vengano resi pubblici i dati. E’ cosa diversa da quello detto in questo post.”

      Dissento: non è cosa diversa da quanto detto nel post, in cui è scritto molto chiaramente:

      “È necessario rendere noti questi dati per permettere la verifica di quanto “indicativi” siano mediane e scorpori.”

    • Il post ha come caposaldo il fatto che si attribuisca all’ANVUR l’ammettere che le mediane si basano su criteri indicativi.

      Sottotitolo del post (grassetto)

      “L’ANVUR ammette che le mediane sono basate su dati
      che hanno “un valore puramente indicativo”

      E tu in un post poco sopra (risposta a paolomal):

      ‘Per l’aspirante commissario, i valori bibliometrici al 15 luglio sono “puramente indicativi”. Ma le mediane sono calcolate proprio su questi valori.’

      ma dove è scritto? Di indicativo ci sarà solo l’AVVISO di supermento/non superamento delle mediane. Tale status (Yes/No) dipende da soglie (mediane) e da dati soggetto. Le due cose dovrebbero essere parimenti fissi senonché si concede al soggetto di aggiornare i propri dati. Mediane = fisse, propri dati = no. Per i docenti onesti (tutti per assunzione del sottoscritto fino a prova contraria) significa aggiungere non già papers dimenticati o volutamente esclusi ma quelli eventualmente pubblicati nell’ultimo mese. Poca roba dite? Certo, ma possibile (dato che in altri post tutti si affannano a spiegare come sia facile in tal modo alzare i propri indici). E’ plausibile come spiegazione? Questo equivale a dire che l’ANVUR “AMMETTE” che le mediane sono solo indicative?

      Venendo ai furbi (i veri protagonisti di questa telenovela) fossi l’ANVUR se notassi PO che aggiungono prodotti postdatati al 15/7 li escluderei dalle commissioni, e (essendoci tempo da agosto a novembre) ricalcolerei le mediane dei PO (che si alzeranno!), comunicando d’aver ricevuto delle informazioni mendaci da parte del Prof Tizio Caio. Ma la fotografia sarà sempre e comunque al 15/7.

    • La risposta è semplice: ho da poco presentato domanda come commissario e non ho visto dichiarazioni relative alla corrispondenza tra il CV che ho allegato alla domanda e le pubblicazioni che erano presenti alla data del 15 luglio 2012. Così stando le cose, l’ANVUR non ha alcun mezzo per sanzionare chi completerà il popolamento del proprio sito docente con le pubblicazioni dall’inizio della sua carriera in poi proprio in questi giorni prima del 28 agosto.

      Nulla di sorprendente perché la richiesta di popolazione dei siti docente era semplicemente un *invito*. Cito dalla lettera di Fantoni ai rettori della CRUI, datata 17 maggio 2012:

      “In particolare chiederei, per il Tuo tramite, a ciascuno di voi di voler: … *invitare* i docenti (professori ordinari e associati) di tutti gli Atenei ad inserire sul loro sito docente CINECA le informazioni relative alla loro intera produzione scientifica. Il regolamento attuativo prevede infatti che si considerino, per quanto riguarda le pubblicazioni, la produzione degli ultimi dieci anni solari consecutivi precedenti al decreto, mentre per altri indicatori bibliometrici e non bibliometrici si faccia riferimento alla produzione complessiva.” (https://www.roars.it/online/wp-content/uploads/2012/05/Lettera-Prof-Fantoni.pdf)

      ROARS aveva previsto la situazione che l’avviso ANVUR di ieri si limita a rendere palese. Infatti, in data 24 maggio 2012 scrivevamo:

      “Non sfuggirà all’ANVUR che non è possibile obbligare l’intera accademia italiana a caricare tutti i propri dati (in molti casi estremamente numerosi e non sempre facili da ricostruire) né è possibile considerare attendibile un database popolato direttamente dagli interessati senza un controllo rigoroso operato da tecnici. Eppure Fantoni scrive che “Il database risultante, con informazioni validate da ciascun docente sarà utilizzato dall’ANVUR per individuare i lavori scientifici sulla base dei quali calcolare gli indicatori bibliometrici previsti dal decreto”. Sarà da valutare se l’uso di un database siffatto non possa produrre distorsioni nei calcoli degli indici, delle soglie e dei parametri dei potenziali commissari e dei candidati.”

      Abilitazioni: ANVUR chiama CRUI, https://www.roars.it/online/?p=8738

    • “La risposta è semplice: ho da poco presentato domanda come commissario e non ho visto dichiarazioni relative alla corrispondenza tra il CV che ho allegato alla domanda e le pubblicazioni che erano presenti alla data del 15 luglio 2012. Così stando le cose, l’ANVUR non ha alcun mezzo per sanzionare chi completerà il popolamento del proprio sito docente con le pubblicazioni dall’inizio della sua carriera in poi proprio in questi giorni prima del 28 agosto.”

      Non dico che ‘puniranno’ con certezza ma lo dovrebbero fare. I mezzi ci sono: prendono le tue pubblicazioni ‘aggiunte’ e vedone a quando risalgono (essendo pubblicate la data c’è!). Il controllo lo possono fare anche dopo il 28. Diciamo 1 settimana o poco più per tutti dovrebbe bastare.

    • Stef: “Non dico che ‘puniranno’ con certezza ma lo dovrebbero fare. I mezzi ci sono: prendono le tue pubblicazioni ‘aggiunte’ e vedone a quando risalgono”

      Siamo seri. Non siamo ancora in uno stato di polizia in cui si può essere puniti per aver fatto o non fatto qualcosa che non era normato. L’ANVUR, attraverso i rettori, ha *invitato* a popolare il proprio sito docente. Quando presenti la domanda per diventare commissario indichi una lista di articoli a prescindere da quando sono stati caricati. È vero che qualcuno (Giorgio Israel) ha paragonato l’ANVUR ad una “tragicomica Lubjanka accademica”, ma era una metafora.

  5. Questo l’ultimo (ma sto post è veramente terribile!)

    ‘Viceversa, può capitare che un SSD che avrebbe diritto allo scorporo, non venga scorporato perché gli ordinari degli altri SSD dello stesso settore concorsuale omettono di caricare buona parte delle loro pubblicazioni. In tal modo, la mediana del settore concorsuale scende e la regola ANVUR nega il diritto allo scorporo al SSD bibliometricamente meno produttivo, con tutte le conseguenze del caso’

    Dunque, lo scorporo garantisce al SSD (chiamiamolo SSD1) meno produttivo di non essere fagocitato penalizzato dagli indici del SC,più alti per la presenza di SSD2. Ora in furbetti di SSD2 hanno barato e abbassato indici a livelli di quelli di SSD1, che non viene scorporato. Dove sta il danno per SSD1? I valori di riferimento sono comunque più bassi. Il “danno” è solo che i PA di SSD2 faranno meno fatica di quanto avrebbero dovuto fare per passare. Ma ai SSD1 non cambia. Le asticelle sono sempre lì, più basse. Eppoi perché i furbi sarebbero solo in SSD2? Se anche in SSD1 hanno fatto i furbi, tutto è calato di conseguenza e buona notte ai suonatori.

    • Stef: “Ora in furbetti di SSD2 hanno barato e abbassato indici a livelli di quelli di SSD1, che non viene scorporato. Dove sta il danno per SSD1? I valori di riferimento sono comunque più bassi.”

      La risposta è semplice: la mediana del settore concorsuale, pur essendosi abbassata, potrebbe essere rimasta comunque assai più alta della mediana di quella che SSD1 avrebbe usato se fosse stato scorporato.

    • Potrebbe! Ma qui si discute su SE hanno fatto i furbi, POTREBBE essere più alta, ecc… Queste non sono evidenze di errori o doli, ma solo evidenze che il sistema può essere frodato.

      Bene allora cosa succede SE tutti mettessero nel CV di avere insegnato un anno ad Harvard? O aver avuto fellowship a Princeton?

      E comunque se mediana scorporato < mediana no scorporato, questo sarebbe stato scorporato. Non c'è scritto che la differenza deve essere superiore ad una data soglia. O sbaglio?

  6. il calcolo dell’età accademica sulla base del primo articolo è ingiusto per principio, a prescindere dagli esempi riportati sopra. Il problema è che penalizza chi ha pubblicato precocemente, punto. Non è un indicatore attendibile in un sistema come quello italiano basato su sfruttamento e volontariato. Prendiamo cinque dottorandi dello stesso ciclo, tuttora precari, con al giorno d’oggi hanno più o meno gli stessi indicatori (non normalizzati). Uno dei cinque è l’unico che non è riuscito a pubblicare nulla durante il dotttorato, oggi è l’unico che supera la mediana. Vi pare un sistema giusto? Altro discorso le interruzioni di cui si parla sopra. Io sarei pure d’accordo che chi è andato per due anni a lavorare e quindi ha un buco temporale nelle pubblicazioni sia penalizzato; il problema però è che nella stragrande maggioranza dei casi, questa non è stata una scelta ma una necessità dettata dal fatto che non c’erano fondi per rinnovare il contratto precario, il posto è stato girato ad un raccomandato, era necessario sfamare un figlio e non si aveva diritto a niente. Insomma regole severe di questo genere (dura lex sed lex) vanno bene in un sistema sano. Se si calano dall’alto all’improvviso in un sistema gravemente malato hanno l’unico effetto di uccidere i più deboli, a prescindere dal lavoro fatto.
    V.

    • Su questo si può discutere. Ma non è il contenuto del post.
      E attenzione…la normalizzazione per età vale SOLO per le CITAZIONI TOTALI!

      Ora…le citazioni sono funzione del tempo, anche se con un asintoto di solito dato che dopo un po’ diventano vetuste (ma dipende da contesto).

      Quindi non penalizza chi ha pubblicato precocemente, ma chi ha pubblicato SOLO precocemente & ha avuto poche citazioni…

      Non ho capito.Il dottorando non è riuscito a pubblicare nulla e supera mediane?

      Per i buchi non c’è soluzione. Come distinguo il buco del mobbizzato per colpa di figlio/a di chi, dall’altro che ha lavorato, ecc. Facciamo fare dichiarazione dal PO barone?

      Dove lavoro io, in Svezia, è pieno di giovani italiani emigrati per prendere borse. E pubblicano, eccome se pubblicano.

      L’atteggimanto: e ma non mi danno la borsa per stare vicino a casa è inaccettabile. Ahimé fare il ricercatore vuol dire sbattersi, prima per avere il posto da PhD, poi per trovare il posto da postdoc, poi per trovare posto da ricercatore, poi per trovare fondi, poi…avete capito.

      E’ lo stesso discorso dei fuori corso. Qualcuno lo diventa perché onestamente la familia non dispone e deve mantenersi. Bene…ma come lo distinguo da quello fancazzista? In base a ISEE della familia. Eppoi però c’è chi bara (come per le età accademiche…) e ritorniamo a bomba.

      Da noi si fanno norme che hanno un pelo (non molto, ma un pochello sì) si buon senso e subito a darla addosso perché fatta la legge fatto l’inganno. E nel nostro DNA, non ce lo leveremo mai

    • Caro Stef,

      mi fa piacere che lavori nello stesso paese dove lavoro io. Se lavori in ambito biomedico probabilmente lavoriamo addirittura nella stessa Università, pur senza saperlo. Io sono perfettamente d’accordo sul fatto che sia insito nel lavoro del ricercatore lo sbattersi da una borsa all’altra all’inizio per poter fare ricerca ed è esattamente quello che ho fatto io stesso. Poichè le “regole” secondo cui ci si sbatte in Italia erano patologiche, mi sono trasferito in un sistema dove mi sbatto secondo regole un pò più sane. Detto questo, poichè qualcuno ha già chiarito cosa intendessi con l’esempio dei dottorandi, continuo a pensare che un sistema che penalizza chi pubblica precocemente sia ingiusto. Non è vero che penalizza chi ha pubblicato “solo” precocemente, se vuoi ti mando i miei indicatori bibliometrici. La mia produzione è aumentata progressivamente nel tempo e si è impennata (guarda caso) da quando lavoro al Karolinska Institutet. Le mie tre prime pubblicazioni (nei primi 5 anni della mia vita accademica) trascinano i miei parametri verso il basso. Ovviamente nella mia situazione è solo una questione di dare tempo alle citazioni per avere un deciso aumento, se è per questo, non ho nemmeno nessuna intenzione di tornare in Italia a breve. Per quanto mi riguarda è una questione di principio e non sopporto l’idea di aver introdotto un parametro che premia/penalizza più o meno a casaccio, con più frequenza punisce i più deboli.
      Saluti,
      V.

    • Esattamente lo lì sto io… ;-)
      Ad ogni modo, la teoria delle prime pubblicazioni = meno citazioni però dovrebbe valere (mediamente) per tutti, per altri tuoi colleghi, ma soprattutto peri PA (che sono il tuo riferimento. Che passi anche il collega dovrebbe contar poco). In un paese onestoi PA avrebbero la tua stessa storia (mediamente) ma più anni. E tutto si compensa. O no?

  7. giusto per chiudere sull’età accademica, sto parlando con diverse persone che stanno in questi giorni facendo i loro calcoli. L’impressione che ho è che i risultati generati dall’aggiunta di questo indicatore siano quasi totalmente casuali, al punto da domandarmi chi e perchè l’ha voluto lì. In alcuni casi fa il gioco del barone di turno, in alcuni casi no, sembra quasi un voler sparigliare le carte e dire vabbè, facciamo a caso.
    V.

    • Stef: “E’ comunque 1 indice su 3.”

      No, anche gli articoli negli ultimi 10 anni vengono normalizzati, se l’età accademica è inferiore a 10 anni.

      Inoltre, anche l’indice-h contemporaneo desta molte perplessità.

      A ciò va aggiunto il fatto che il numero di pubblicazioni è necessariamente molto più basso per chi pubblica da solo o in piccoli gruppi.

    • Quindi nemmeno l’indice AR va bene. Nemmeno…nulla. Tutto desta perplessità. I tuoi commenti ho sempre più l’impressione si basino sull’assunzione di disonestà. Perché sennò qual’è il problema del numero di articoli a 10 anni normalizzato. Se lavoro da 5 e ho fatto gli stessi articoli di te che lavori da 10…

      Ecco discutiamo di tutto, ma se il problema è sempre che i disonesti possono farla franca e barare allora non se ne esce.

      Lo dico ora e non lo ripeto. TUTTI noi pensiamo che sia sbagliato porre uno sbarramento automatico. Ma tutti noi sappiamo perché siamo arrivati a tanto. Ora se (speriamo solo per poche tornate) si deve subire l’onta di avere soglie numeriche, quali diamine proporreste? Nessuna non è risposta accettabile.

    • Stef: “qual’è il problema del numero di articoli a 10 anni normalizzato. Se lavoro da 5 e ho fatto gli stessi articoli di te che lavori da 10…”

      Siamo coetanei e lavoriamo nello stesso laboratorio. Io ho 5 lavori e tu hai 3 lavori. Io ho scritto 2 lavori da solo nel periodo 2002-2007, Poi io e te abbiamo scritto insieme 3 lavori a firma doppia nel periodo 2008-2012. Ho lavorato più di te, anzi l’insieme dei tuoi lavori è un sottoinsieme dei miei.

      Eppure, la tua età accademica è 5 anni e i tuoi tre lavori, dopo la normalizzazione, valgono 6 e tu potresti essere sopra la mediana ed io sotto.

      Stef: “Ecco discutiamo di tutto, ma se il problema è sempre che i disonesti possono farla franca e barare allora non se ne esce.”

      Gli articoli di Roars non sono per nulla generici, ma evidenziano le falle *specifiche* dei criteri bibliometrici adottati. Il mio articolo sull’effetto domino spiega in dettaglio l’effetto deleterio di due aspetti chiave:

      1. età accademica
      2. scorporo dei SSD

      Di fronte a contestazioni specifiche non vale rispondere che “il problema è sempre che i disonesti possono farla franca”. Troppo facile.

      Per quanto riguarda le proposte alternative, ho scritto più volte che le soglie numeriche (se hanno da essere) devono essere statiche e determinate in modo trasparente con la consulenza dell’organo rappresentativo (CUN). Le soglie dovrebbero essere semplici e facilmente verificabili dai soggetti.

      Alberto Baccini aveva anche postato una proposta del tutto ragionevole alternativa a queste follie bibliometriche che non hanno precedenti a livello mondiale:

      https://www.roars.it/online/?p=10504#comment-1586

    • Lasciando stare la doppia firma che complica il disegno (inutilmente) il tuo score è 5 il mio 6. Tu in 5 anni ne hai fatte 2 e poi nei 5 anni successivi (grazie a me? :-)) 3. Se ne avessi fatti 3 2002-2007 saremmo pari. Tu hai avuto più tempo per pubblicare di me. Usare solo papers a 10 anni vorrebbe automaticamente dire premiare anzianità. (a scanso d’equivoci io ho 15 anni di età accademica, quindi sono ‘danneggiato’).

      Quindi concordo l’età accademica è discutibile, ma dire che è deleteria (dopotutto negli ultimi 5 anni abbiamo prodotto uguale, non sono deleterio) è una forzatura inutile. Dello scorporo SSD ho scritto altrove.

      Baccini non l’ho letto…l’ho farò

    • Nell’esempio, ho precisato che siamo coetanei. Nei 5 anni in cui io ho pubblicato due articoli a firma singola, tu ti sei girato i pollici. Inutile arrampicarsi sugli specchi: queste normalizzazioni, oltre a creare infiniti problemi pratici, contraddicono anche la logica. Infatti, tra due candidati possono premiare chi è chiaramente peggiore in quanto possiede un sottoinsieme di titoli persino a parità di età anagrafica (e di laurea, PhD, presa di servizio, etc).

    • O jesus…’l’ho farò’ sono stanco! PERDONO!

      Letto Baccini.

      Verissimo le soglie CUN erano (per area medica) decisamente più severe.
      Domanda: quanti di quelli che non superano mediane le superavano? Questo è un bel gioco. Io sì quelle da PA, al pelo quelle da PO.
      Ma non erano suddivise per SSD e questo non è bene (scusate se magari sto pensando ad un testo diverso).

      La proposta di Baccini è filosoficamente alta se non fosse traducibile come: usiamo i concorsi di prima (perché nessuno vietava loro di prendere IF, etc…) resi più trasparenti.

      Cavolo, con le mediane e i DB sembra che l’Accademia italiana sia un covo di manigoldi, mentre qui basta la trasparenza per risolvere tutto.

      Già perché secondo il Baccini’s way non conterebbe alzare artificialmente pubblicazioni, citazioni, ecc… Toh, John Doe ha solo 30 anni ma 30 papers negli ultimi 3 anni e Frank Zappa 40 anni ma solo 30 papers in 10 anni. Passa John Doe (bibliometricamente anabolizzato). Trasparente. Vi scandalizzate?
      Ecco un esempio assurdo come molti altri.

    • Coetanei = stessa età “presa di servizio” (o similia)? Sorry, non avevo inteso.

      Quello che si è girato i pollici (io) ha 1 indice più alto del tuo. Ma gli altri due? Se hai pubblicato rubbish forse non tanto peggio, ma allora hai buttato 2 anni.

      Oltretutto…perché accanirsi in simulazioni tra pari? Il problema è se la normalizzazione penalizza candidati vs PA (o PO a seconda del passaggio). Se sia tu che io passiamo quale è il problema?

      Ora nel confronto RU vs PA (o PA vs PO) la normalizzazione per età cosa comporta di palesemente ingiusto?

      L’ingiustizia è che io ho fatto il furbo cazzeggiando per 5 anni (già sapevo dell’ANVUR & Co.) e questo pure pagato. Vabbé allora forse io sono uno di quelli che qualunque cosa si faccia ti passerà davanti.

      Detto ciò IO NON AVREI USATO QUESTO INDICE ma solo h_c (che checché se ne dica ha molti meno difetti)

    • Stef: “Quello che si è girato i pollici (io) ha 1 indice più alto del tuo. Ma gli altri due?”

      Bene: possiamo dare per dimostrato che un indice è illogico (articoli nei dieci anni normalizzati per età).

      Il secondo indice (citazioni normalizzate per età) è altrettanto illogico: basta ipotizzare che tutti e cinque gli articoli abbiano ricevuto 20 citazioni e il paradosso si ripete tale e quale:

      – candidato A: 5×20 = 100 citazioni, età accacdemica = 10 anni, citaz. per anno = 100/10 = 10;
      – candidato B: 3×20 = 60 citazioni, età accademica = 5 anni, citaz. per anno = 60/5 = 12.

      Il terzo indice (h_c) è l’unico che rispetta il principio di dominanza e quindi è l’unico a non penalizzare il candidato “dominante”. Peccato che violi il D.M. “Criteri e parametri” e sia indifendibile a fronte dei ricorsi.

      Conclusione: l’ANVUR è riuscita a definire 2 indici su 3 che violano la logica e un indice che viola il decreto ministeriale.

      Stef: “Oltretutto…perché accanirsi in simulazioni tra pari? Il problema è se la normalizzazione penalizza candidati vs PA (o PO a seconda del passaggio). Se sia tu che io passiamo quale è il problema?”

      Questo commento è rivelatore. Ad alcuni non interessa che le regole siano eque perché “Se sia tu che io passiamo quale è il problema?” Se passiamo “perché accanirsi in simulazioni tra pari?”. Per un semplice motivo: le simulazioni tra pari sono quelle che meglio mettono in evidenza le illogicità e svelano le ingiustizie nascoste dietro le formule.

    • Non sta in piedi. Il numero di citazioni immagino sia 20, esatto (credo sia lo stesso esempio di ‘me & te’ di prima? Bene, io che ho 3 pubblicazioni in 5 anni ho totalizzato 20 citazioni l’una. Tu in 10, ne hai 60 (le stesse mie per i tre articoli ‘coetanei’ o ‘cofirmati’) e però pure 20 per gli altri due, che pure hanno 5 anni di vita in più, quindi hanno avuto più tempo per cumulare citazioni.

      Ora è pur vero che le citazioni non aumentano all’infinito, quindi il tuo esempio varrebbe solo se la vita citazionale di un paper è minore dello span tra me e te (ovvero se il paper viene citato x 5 anni e poi morto).

      Casi sempre un po’ al limite della realtà non trovi?

      E comunque per la 10^6 volta: sia tu che io avremo età < maggior parte PA (o PO che si voglia) quindi ci fa gioco. Chi se ne frega se passiamo entrambi? O ce l'hai con me che ti ho pure aiutato negli ultimi 3 papers? ;-)

    • Stef: “Chi se ne frega se passiamo entrambi?”

      Nell’esempio era anche menzionato che il meno bravo poteva stare sopra la mediana e il più bravo sotto. Una volta che è stato dimostrato che un indicatore rovescia le gerarchie vuol dire che esso può portare ad escludere un candidato che è migliore di un candidato escluso: è un’illogicità tale per cui quell’indicatore è “bruciato”.

  8. Caro Stef,
    Condivido molto di quello che scrivi.
    Mi permetto di completare quello scritto da Vladimir72 per farti capire perchè “Il dottorando non è riuscito a pubblicare nulla e supera mediane?”.
    Il dottorando non ha pubblicato nulla quando era dottorando. Dopo avrà anche pubblicato quanto o meno dei suoi colleghi che hanno pubblicato anche durante il dottorato. Il dottorando che non ha pubblicato nulla passa la mediana poichè ha l’età accdemica più corta. L’età accdemica così calcolata (a partire dalla prima pubblicazione) è completamente sbagliata. Ribadisco bisogna che il ministro faccia un decreto e specifchi che l’età accademica ha comunque un valore minimo a partire da quando uno ha avuto un ruolo nell’accademia (borsa, dottorato, assegno di ricerca, immissione in ruolo; il primo di questo nel tempo). In questo modo i cinque dottorandi dell’esempio sarebbero “normalizzati” tutti allo stesso modo!
    E’ vero è un indice solo su tre, ma è il meno giusto dei tre e può essere ancora aggiustato con un semplice decreto chiarificatore che stabilisca che comunque l’età accademica ha un valore minimo individuabile con la data del primo ruolo ufficiale nell’accademia e negli enti di ricerca.

    • Perfetto, ora ho capito. La cosa ha parzialmente senso.
      Domanda…quelli che hanno pubblicato durante dottorato (quindi età maggiore) non hanno più citazioni derivanti da quei papers?
      Ammettiamo che 1 soggetto abbia pubblicato 5 anni prima (totale 10 per esempio), anni in cui ha totalizzato citazioni. Ad oggi diciamo in totale 100. Il soggetto 2 ha pubblicato dopo per cui età 5. Ma in 5 anni ha totalizzato lo stesso numero di citazioni. Perché dividere anche le sue 100 per 10 anni?

      A mio modo di vedere andava usato il solo h_c, ma tant’è

    • Non prendi in considerazione che in una carriera normale le pubblicazioni sono di meno all’inizio e di minore qualità e poi progressivamente si incrementa sia il numero che la qualità. In questo scenario, togliere le prime pubblicazioni fa schizzare i parametri in alto. Ovviamente se la produzione scientifica è rimasta sempre costante, non cambia granché. Ma, con le ovvie eccezioni, questa costanza mi dà più l’idea di appartenenza al gruppo del barone piuttosto che impegno e qualità del ricercatore.
      V.

    • Inizialmente l’anvur voleva (2011) che fosse necessario superare il primo indicatore (pubblicazioni) e almeno uno degli altri due poi ha cambiato rotta dicendo almeno 2 su 3 e sostituendo m-index con h_c. Questa è storia scritta. Delle persone intelligenti dovendo suggerire indici di produttività alternativi (superare uno o l’altro almeno) avrebbero proposto un indice cumulativo (tipo CUN) e uno intensivo (tipo h_c) ma evidentemente il buon senso non gira da quelle parti. La commissione avrebbe poi lavorato sulla qualità degli uni e degli altri. Questa dell’età accademica è una vera porcata sia per la normalizzazione a 10 per i giovani (tanto se non hanno 12 buoni lavori per PA e 20 per PO dove si vogliono presentare?) sia per il secondo indicatore. Vedremo dove si andrà a finire.

    • Intervengo brevemente sul problema dell’eta’ accademica. L’esempio di Stef e’ calzante, e mostra che normalizzare le citazioni del piu’ giovane alla stessa eta’ del piu’ vecchio (accademicamente) e’ ingiusto. Facciamo pero’ anche un altro ragionamento: il piu’ vecchio ha pubblicato ANCHE durante i cinque anni del piu’ giovane: PERCHE’ le sua citazioni in quei 5 anni dovrebbero valere la META’?

      Ora, a me pare che abbiamo due argomenti entrambi validi, che mostrano un risultato contraddittorio. Dividere il numero di citazioni per l’eta’ accademica e’ semplicemente ingiusto, in qualsiasi maniera si cerchi di vedere la cosa.

      Rimane poi il problema ampiamente sviscerato (ma irrisolto) di come si determini in maniera oggettiva tale eta’, con tutte le coneguenze che puo’ comportare. E’ ovvio a chiunque che superare le mediane NON debba comportare l’abilitazione, ma rimane il fatto che non superare le mediane IMPEDISCE di avere tale possibilta’.

      Ora, tutti siamo a conoscenza di casi “clinici” di persone che non hanno combinato nulla per anni, etc etc.
      E’ sacrosanto che tali candidati non entrino nel sistema valutativo. Ma mi metto nei panni di un candidato che per una piccola differenza non entra, e che vede un collega entrare magari per una piccola differenza, e sapendo che le mediane sono state ottenute da datebase incompleti etc etc. Credo che l’argomento che ho gia letto varie volte “ma tali fluttuazioni interessano anche gli altri candidati” sia poco utile per prenderla con filosofia…

    • Conconrdo pienamente con le tue conclusioni. Il sistema che è stato messo in piedi è degradante. Io avrei preferito un sistema che spingesse ciascuno di noi alla autovalutazione seria del proprio operato per candidarsi all’abilitazione una volta pronti per farlo (sapendo che l’abilitazione c’è tutti gli anni e non una volta ogni tanto). Inoltre è stato pericoloso mettere ad esaurimento i ricercatori contestualmente alla prima abilitazione della nostra storia. Si è creato un marasma decisamente insano. Anche l’ingresso nei ruoli deve garantire quella gradualità giusta a maturare la consapevolezza di essere pronti (in senso profondo non su due numeri un po’ cosi’).

  9. Francamente, non sono sicuro di aver compreso su cosa si stia discutendo. I criteri adottati dall’ANVUR per valutare la produttività dei candidati a PA e PO non sono semplicemente “suscettibili di critiche”. Sono invece epalesemente irrazionali. Irrazionali, perchè la loro scelta garantisce completa inefficacia alla valutazione stessa. Soltanto il primo criterio (numero di pubblicazioni su riviste negli ultimi 10 anni) è efficace. Secondo tale criterio infatti viene premiato chi ha pubblicato di più in un arco temporale ben preciso e su una tipologia di pubblicazione ben precisa. Il dato è oggettivo e non manipolabile. Per il secondo ed il terzo criterio, entrano in gioco le citazioni ricevute dagli articoli del candidato. Il fatto stesso che in tali citazioni siano comprese le autocitazioni inficia completamente tali criteri. Ovviamente viene premiato chi si è più autocitato, e chi lavora in gruppi “larghi” dove è diffusa la biasimevole pratica delle autocitazioni incrociate. Inoltre, la normalizzazione per l’età accademica non ha assolutamente senso se l’età accademica fosse intesa a partire dalla data della prima pubblicazione in assoluto. Non ha nessuna rilevanza, in ambito scientifico, quale sia il periodo in cui un ricercatore è stato più o meno produttivo. Uno può essere stato produttivo negli ultimi cinque anni, o nei cinque anni precedenti, o all’inizio della carriera. Avere fatto una grande scoperta nel 1980 non è da meno che averla fatta nel 2010. Per valutare un candidato, si deve permettergli di sottoporre un set di pubblicazioni (e lui sceglierà ovviamente le migliori) e quindi stabilire l’età accademica sulla base della più vecchia tra le pubblicazioni presentate. Ogni altro modo di definire l’età accademica, che non fosse cioè riferito alle pubblicazioni presentate ma piuttosto alla “storia complessiva” del candidato, appare palesemente irrazionale e scientificamente infondato.

    • “L’è tutto sbagliato, l’è tutto da rifare.” Bartali.
      L’età accdemica è un concetto sbagliatissimo. Le mediane sono ingiuste. Ma uno dell’ANVUR ha ammesso che servono a fare Mobbing. Ora che si fa non si partecipa alla selezione per solidarietà con i poveri “mobbati” che non superano 2 delle 3 mediane? Io inveterei anche chi non supera le mediane a presentare domanda se ha i titoli …. Il guaio è che ci saranno dei non idonei poichè non superano le mediane ingiuste. L’età accademica comunque la si guardi è sbagliatissima, ma è anche “accorciabile” a paicimento. ecco perchè propongo almeno di stabilire un valore minimo per TUTTI, strutturati e non. Sono perfettamente d’accordo che “Per valutare un candidato, si deve permettergli di sottoporre un set di pubblicazioni (e lui sceglierà ovviamente le migliori)”. Il bando lo prevede 20 pubblicazioni per PO e 12-16 per PA, mi sembra.
      Il bando richiede anche fellowship, partecipazioni ad editorial board, fondi per la ricerca etc.. Se uno ha tutti i titoli, ma non supera le due mediane, partecipi pure … tutto si aggiusta … fatta la legge trovato l’inganno.

    • paolo: “Se uno ha tutti i titoli, ma non supera le due mediane, partecipi pure … tutto si aggiusta … fatta la legge trovato l’inganno.”

      Non è detto che tutto si aggiusti così facilmente, perché non si capisce se il mancato superamento delle mediane comporti l’esclusione automatica o se la commissione possa chiedere *preventivamente* (in sede di definizione dei criteri) la deroga alle mediane [il che lascia comunque in bilico tutti coloro che non superano le mediane]. A testimonianza della situazione fumosa, la richiesta di interpretazione autentica rivolta dal CUN al Ministro in occasione dell’audizione del 25 luglio scorso (Mediane ed altre catastrofi: le dichiarazioni del ministro al CUN , https://www.roars.it/online/?p=10992).

    • Giuseppe: “Non è detto che tutto si aggiusti così facilmente, perché non si capisce se il mancato superamento delle mediane comporti l’esclusione automatica o se la commissione possa chiedere *preventivamente* (in sede di definizione dei criteri) la deroga alle mediane”.
      Lasciatelo dire, tutto si aggiusta … in italia siamo maestri in questi aggiustamenti …. perchè come dici tu non si capisce e quando non si capisce l’interpretazione e sempre a favore dei più potenti.
      Vedi proroga dei rettori.
      Una cosa ho capito, in tutto questo turbinio di regole e regolette: cambiare tutto per non cambiare niente! Saranno fatti idonei tutti quelli che fanno domanda …. tranne qualcuno proprio sgangherato. E nei concorsi locali ci saranno i soliti potentati a dire chi si e chi no!
      Che tristezza!

  10. Chiudo qui il mio contributo (che oggi sono pienissimo)
    Avrei usato SOLO:
    1) pubblicazioni in 10 anni (eventualmente normalizzate se si ha meno di 10 anni…ma controllo su DB non per autocertificazione)
    2) contemporary index corretto per autocitazioni (ma non # autori)

    Si dovevano superare entrambi. E morta lì.
    In caso di evidenza di palese e voluta manomissione del dato da parte di chiunque, esclusione dal concorso/commisione per questo e altre 2 tornate.

    Concordo sul fatto che gli indici siffatti lasciano troppi margini di manovra in un paese dove l’arte dell’insinuarsi tra le pieghe del sistema è ragion d’essere.

    Detto ciò abbiamo queste. Bloccare tutto “per il piacere di farlo e vincere” (cito liberamente dal blog) non lo trovo migliore dell’ingiustizia del sistema ANVUR. Cercare di far valere le proprie ragioni laddove vi siano fondate ragioni (citazioni disperse) è sacrosanto.

    Love & peace

    • Sono d’accordo con i due criteri che proponi. Il problema però è che i criteri scelti sono altri. E che questi criteri genereranno una serie di ovvi ricorsi legali contro la validità giuridica dei criteri stessi. Nessun candidato bocciato accetterà di essere stato escluso sulla base di un criterio giuridicamente attaccabile. La mole di ricorsi bloccherà prevedibilmente l’intera procedura, sfavorendo anche chi “passa” i criteri stessi. E’ per questo che bisogna prendersela con l’ANVUR, da qualunque punto di vista. Ad esempio, io mi trovo a passare due criteri su tre, e sono sulla mediana per il terzo. Dovrei essere tranquillo. Invece non lo sono affatto. Probabilmente sarò proprio tra quelli più beffati, e la colpa non sarà di chi farà ricorso (è nel suo diritto) ma di chi ha elaborato quei criteri quando avrebbe potuto semplicemente adottarne altri meno criticabili. Non esistono criteri perfetti e inattaccabili. Ma adottare questi, che sono evidentemente illeciti, significa quasi avallare il sospetto che si voglia continuare a bloccare le assunzioni e le progressioni di carriera per altri anni. E a farne le spese maggiori non sono certamente gli strutturati, che piangeranno con un occhio solo. Ma i colleghi precari, per i quali ho davvero il massimo rispetto e condivido le legittime recriminazioni. Non fa piacere a nessuno lavorare in ambito scientifico in queste condizioni.

    • “Ma adottare questi, che sono evidentemente illeciti, significa quasi avallare il sospetto che si voglia continuare a bloccare le assunzioni e le progressioni di carriera per altri anni.”

      … la mano dell’Artefice? Pierre Menard la sa lunga
      (Effetto domino: le mediane di Borges, https://www.roars.it/online/?p=11232)

    • Tu Stef sei sempre daccordo con quello che ti va bene. Infatti sei contrario alla normalizzazione per numero di autori o con qualsiasi cosa che guardi alla composizione dell’insieme degli autori con senso critico.
      L’importante è non toccare quelle mediane che ti fanno comodo. Sei in buona compagnia stai tranquillo. Soprattutto hai dalla tua parte coloro che fanno le cordate accademiche che, notioriamente, contano qualcosa…

    • Thor io sono contrario alla normalizzazione per # autori per i motivi succitati (in ambito medico è IMPOSSIBILE essere in 3…raccolta pazienti, campioni, analisi, etc…). Ti dirò dato che praticamente tutti nel mio ambito hanno lavori con molti autori, probabilmente non cambierebbe nulla (ricordati che si confrontano pari SSD, non io e te). Tu comunque sei favorevole…guarda un po’ perché A TE fa comodo. Chi dei due ha più ragione dell’altro? Ovviamente nessuno.
      Detto ciò non capisco perché tu la prenda sul personale. Qui di discute amabilmente dei criteri, non del perché qualcuno abbia la fortuna di essere (in teoria…) sopra le mediane e qualcuno no. Siamo tutti nella stessa barca. Lasciamo fuori il personale, please.

    • Al momento mi stai battendo 18 a 7 su 46 post (18 a 8 con questo). Abbiamo posto le nostre idee, fermiamoci e lasciamo gli altri a discutere. Rischiamo di diventare dei Trolls.

    • Ah ah…è che sto facendo una cosa con LUUUNGHE pause.

      In effetti per la prima volta siamo d’accordo…scherzo ;-) (PS 19-8…quale sarà la mediana da superare? ;-)

    • Aggiungo: almeno se così deve essere mettiamo la regola ferrea che se sei PA in un posto il PO lo vai a fare in un altro.

    • Non c’era agevolazione se non addirittura vincolo % di assumere PA/PO da altri Atenei. Magari s’è persa pure quella.

      Comunque ti vedo un PA di patologia generale che ha sgobbato per metter su un lab e poi zack devi andare a Bologna (per dire). I tuoi collaboratori? Restan qui.

      Io ragiono conoscendo le mie tasche (sbagliando spesso) ma non sono l’unico (per fortuna) ;-)

  11. L’unico libro pubblicato in vita da Wittgenstein, tra l’altro molto restio a pubblicarlo, è il Tractatus logico-philosophicus, la cui prefazione è del filosofo e matematico Bertrand Russell, suo maestro (Wikipedia)

  12. la questione del contributo degli autori in ogni caso è piuttosto rilevante. Il modo più semplice di manipolare gli indicatori è fare accordi per mettersi reciprocamente il nome. Si tratta di scientific fraud nuda e cruda ma in Italia c’è pochissima consapevolezza di questo. Non credo che sia importante il numero di autori di per se perchè penalizzerebbe i grandi gruppi ma è imprescindibile prendere in considerazione la posizione del nome. Stiamo parlando di criteri minimi e qualcosa tipo “almeno il 20% 25% delle pubblicazioni come primo o ultimo nome” sarebbe sacrosanto.
    V.

    • Primo-Ultimo nome vale solo in alcune aree, non in fisica (mi si dice) mentre è chiave in bio-medicina. Non è un criterio numerico assoluto, ma sarebbe buono post-mediane, per le commissioni (a seconda dei SSD)

      20simo post…END!

    • per i fisici va talmente bene l’hc, lo ha detto l’ANVUR :-) che è inutile metergli dei fattori post- maediana. Invece per i settori medici richiedere che ne so che un aspirante PA presente almeno il 60% di lavori con primo nome e un aspirante PO almeno il 75% con ultimo nome mi sembra il minimo.
      Ma questo è in mano alle commissioni e in italia si sa se si incontrano 4 compari di porcate ne fanno a bizzeffe … è per questo che siamo qui in questo mare di m (m ovviamente sta per mediane). In passato so di commisioni che sono state capace di scrivere che era meglio reclutare un giovane rispetto ad un 40enne perchè pur avendo 1/20 di pubblicazioni rispetto al 40enne il giovane era molto promettente.

    • Paolo: “sono state capace di scrivere che era meglio reclutare un giovane rispetto ad un 40enne perchè pur avendo 1/20 di pubblicazioni rispetto al 40enne il giovane era molto promettente.”

      Credo che non siamo andati molto lontano, visto che consideriamo:

      – pubblicazioni negli ultimi 10 anni (così cominciamo a tagliare le unghie al 40-enne)
      – citazioni divise per età accademica (così un giovane ben inserito in un laboratorio che pubblica lavori ben citati e con molti autori può avere *da subito* citazioni normalizzate molto alte, mentre il 40-enne è magari penalizzato da anni iniziali di gavetta in cui si faceva le ossa e non era al traino di un gruppo così produttivo)
      – indice-h contemporaneo (di nuovo, credo che il giovane ben trainato abbia buone carte)

    • E’ vero forse non siamo molto lontani, ma nel caso specifico il 40enne sarebbe stato più che tutelato. Il confronto era proprio improponibile. Il giovane aveva poco meno di 30 anni e un paio di lavori indicizzati. Il 40 enne escluso aveva dottorato, periodo in UK, più di 30 lavori con IF, di cui almeno 20-25 con primo nome etc… Queste porcate le mediane (con tutti i loro difetti) possono evitarle. Sicuramente le mediane vanno combattute, ma qualche parametro numerico bisogna metterlo altrimenti ci saranno nipotini appena diplomati che saranno tanto promettenti che non si potrà fare a meno di abilitarli..

  13. Sì, devo dire che in tutto questo mulinare di mediane e indici citazionali riflettevo anch’io malinconicamente che con questi criteri un congruo numero di grandi autori del Novecento (penso a filosofi) non avrebbe passato la scrematura preliminare delle mediane. Per dire (parliamo di settori non bibliometrici) autori che hanno pubblicato solo monografie, magari di grande rilievo, sono automaticamente fuori (passano una mediana su tre: le altre due essendo il numero totale di articoli su riviste di classe A e numero totale di articoli + contributi in volume). In verità per i settori non bibliometrici si profila un esito drammatico, in quanto risulterà drasticamente premiale aver pubblicato molti brevi articoli su riviste italiane mainstream (che verranno automaticamente inserite in classe A). Questa scelta di pubblicazione, che è certo legittima, ma che esclude l’impegno in lavori estesi, ambiziosi e/o su oggetti originali, si appresta a diventare l’ideale normativo della ricerca nelle Humanities. Io questo lo trovo ben più tragico delle piccole furbizie sull’età accademica.

    • L’universitario fa scienza e la diffonde. Deve pubblicare! E poi ci sono sempre le chiamate per chiara fama per i “grandi” che non hanno il vizio di pubblicare.

    • No, temo che tu non abbia capito. Un lavoro come le Ricerche Logiche di Husserl (1200 pagine, dieci anni di lavoro) secondo gli attuali criteri di valutazione vale meno di qualche articolessa su rivista, di quelle che si producono in due settimane (non parlo di articoli pathbreaking). Il problema non è quello di non pubblicare, ma quello di dare un premio fuori proporzione ad una forma di pubblicazione molto specifica, quella di diffusione culturale media di risultati già acquisiti. Io questo lo vedo come un problema pesante, ma magari questa è l’idea delle Humanities che hanno gli Anvuriani: fare conversazione tra accademici incardinati.

    • Si, Husserl lo pubblicava all’inizio del novecento. Wittgenstein invece lo faceva tra le due guerre. Erano bei tempi, quelli. Pensa che Einstein infilava tre articoli da urlo in un solo anno nel 1905, ma bisogna dire che allora il peer review non esisteva e gli andò tutto facile. E perché non andare ancora più indietro e parlare di Abel che mandava i suoi manoscritti direttamente a Gauss? Così si deve fare…
      Adesso ho capito perché siamo su “Return on Academic Research”!

    • @ roc. Se è ironia è singolarmente fuori luogo. Il punto tecnico sulla natura premiale di certe scelte valutative resta, che l’esempio fatto ti aggradi o meno.

    • @Andrea. Il problema dei non bibliometrici è in effetti tutta un’altra storia (c’è post precedente).
      Tant’è che se non erro ancora mancano indici di riferimento…

    • Sì, mancano gli indici, ma i criteri sono già chiari, più chiari che nel caso dei bibliometrici. Il problema che mi piacerebbe venisse sollevato un poco di più è quello non tanto dell’ingiustizia retroattiva (che è pure questione importante), ma del modello culturale che viene incentivato con l’adozione di certi criteri. Certi criteri operano automaticamente come un indirizzo a perseguire certi comportamenti di ricerca piuttosto che altri, e ciò ha conseguenze massicce e piuttosto trascurate. Questo vale per l’ambito bibliometrico come per quello non bibliometrico.

  14. Ragazzi,
    Sono caduto nella depressione più cupa. Una depressione che solo la perfetta lucidità può darti. Ho finalmente capito che l’Artefice ci ha fregati tutti! Noi qui a litigare e qualcuno a sostenre l’opera dell’Artefice e ad essergli riconoscente poichè almeno ha tentato di fare qualcosa per salvare l’accademia italiana. Invece ci ha fregati, ha messo a segno due o tre capolavori in mod che tutti vengano abilitati a prescindere dalle mediane. Le ha rese così debole che sono facilmente attaccabili da chiunque, allora saranno tutti idonei (tranne qualche sgangherato). A livello locale poi i soliti noti faranno i loro comodi come sempre, ma questa volta avranno anche la giustifica che il loro protetto era abilitato esattamente come l’altro che non è stato scelto solo perchè si occupava di cose diverse da quelle che interessano la sede che ha bandito.
    Un capolavoro! Tipico di grandi maestri delle più classiche baronie.

    • A dirla tutta da me non sono molti quelli che passano sai? Ad Ingegneria mi si dice 30% max è sopra (RU -> PA intendo). Quindi…Se poi si passerà al facciamo ricorso e dentro tutti, beh…tanto valeva restare come prima.

      Quindi temo tu abbia ragione…

  15. Spulciando il materiale pubblicato sul sito ANVUR (abilitazioni, documenti) ho visto che nella tabella relativa ai prodotti inseriti alla data del 15 luglio (documento_accompagnamento mediane_all_1)cono presenti anche abstract di partecipazione a congressi, atti di congresso ecc. Saranno stati conteggiati anche questi per la determinazione delle mediane? Allora anche per il calcolo degli indicatori degli abilitanti si devono considerare tutti gli abstract ecc. sebbene presenti su WoK ma non su Scopus, e hanno 0 citazioni??? Dubbio: il contemporary h-index deve essere calcolato su tutte le pubblicazioni, right? Qualcuno dalle mie parti lo sta calcolando solo per le pubblicazioni dal 2002 al 2012, con ovvie differenze!!!

  16. Non mi sembra che gli abstract, se riconosciuti come tali, facciano numero. Vi invito a leggere questa FAQ ANVUR:
    Gli atti di convegno dotati di ISBN devono essere necessariamente convertiti in contributi in volume per essere considerati utili ai fini del calcolo degli indicatori?
    No. Se sono stati registrati nella categoria ”contributo in atti di convegno” e hanno ISBN saranno considerati ai fini del calcolo degli indicatori.

    A mio parere si tratta di di contributi in estenso e non abstract.

    Il contemporary h-index ai calcola ovviamente su tutta la produzione non solo sui dieci anni.

    Vi consiglio, nonostante la confusione, di leggervi i documenti ANVUR altrimenti i candidati girano a vuoto.

    • Facendo riferimento alla stessa FAQ ANVUR relativa agli atti di convegno dotati di ISBN a cui accennava Nicola Ferrara, avrei da porvi la seguente domanda:
      Ai fini del calcolo degli indicatori per i settori bibliometrici, sono da considerarsi anche i capitoli di libri che, benché non indicizzati in ISI Web of Science e Scopus, hanno numero ISBN?
      E gli atti di convegno pubblicati su riviste con ISSN, ma non indicizzate nelle banche dati?

    • Alla luce della Delibera ANVUR n. 50/2012 direi di no:

      Ai fini del calcolo delle mediane per i settori bibliometrici si prendono a riferimento i seguenti indicatori:
      a) il numero di articoli su riviste contenute nelle banche dati e pubblicati nei dieci anni consecutivi precedenti la data del bando …;
      b) il numero di citazioni ricevute dalla produzione scientifica complessiva rilevabili dalle banche dati entro la data del decreto abilitazione;
      c) l’indice h del singolo soggetto, come rilevabile dalle banche dati, alla data del decreto abilitazione.

  17. L’ANVUR ha da poco precisato nelle FAQ che l’età accademica si conterà a partire dalla più vecchia pubblicazione presente nel sito personale del CINECA che risulti contemporaneamente indicizzata in almeno una delle basi di dati. Perlomeno questa è una proposta logica che porta ad una misura oggettiva. Ogni candidato caricherà le pubblicazioni che decide di caricare sul suo sito, ovviamente inserendo quelle con più citazioni e che lo penalizzano meno possibile. Si vedrà qual’è la più vecchia inserita (e che risulti anche indicizzata almeno in uno dei due database Scopus/WoS) e si calcolerà l’età accademica a partire da questa pubblicazione. In pratica, si tratta dell'”età accademica della produzione presentata” e non dell’età accademica globale. Mi sembra corretto. E’ il candidato che deve presentare i titoli su cui venire valutato.

    • Quindi noi PA dopo avere caricato le pubblicazioni e definito delle mediane per gli aspiranti PA dovremmo cancellare le pubblicazioni scomode per alzare i nostri indicatori.
      Non solo, ma l’età accademica non sarebbe autocertificata ma semplicemente un dato di un algoritmo ministeriale e quindi questo dovrebbe scaricare la responsabilità dei singoli di un possibile falso in atto pubblico.
      Il ministro si deve pronunciare su questo non si può lasciare tutto a delle FAQ.

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