Volevi fare il GEV, per contribuire alla corretta evoluzione e valutazione della tua disciplina, ma non sapendo prevedere il futuro non hai fatto domanda per essere Commissario ASN? Hai tante ottime pubblicazioni, ti interessa la ricerca, ma non avevi idea che per potertene occupare  avresti dovuto perdere giornate intere per candidarti per una posizione di Commissario di concorso cui non avevi nessun interesse? Ignoravi che il bando VQR avrebbe privilegiato chi le pubblicazioni magari non le ha più da anni, ma in passato si è candidato per poter abilitare gli allievi?
SIAMO QUI PER AIUTARTI! Esiste un giudice a Berlino, ovvero esiste un magnanimo Tribunale amministrativo regionale a cui puoi rivolgerti, scrivi a Redazione Roars e mettiti in contatto con altri colleghi incauti come te che, incuranti del futuro non hanno ancora acquistato la sfera di cristallo, per cui compilano le candidature solamente per le attività cui sono attualmente interessati! Potrete presentare ricorso insieme ed abbattere le spese di un ricorso al Tar in gruppo
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17 Commenti

    • Comprendo lo spirito dell’iniziativa. Chi invece avesse la sfortuna di godere dei requisiti del bando che cosa potrebbe fare per agire con lo stesso spirito, considerando che (a) sarebbe in minoranza e (b) se non fosse in minoranza, l’Anvur potrebbe valersi della sua facoltà di destituirlo?

      Non credo che abbia senso candidarsi al sorteggio per ridurre il danno, cosa che, date le regole imposte, finirebbe per essere indistinguibile dall’avvantaggiare gli amici e dal danneggiare i nemici. La mia questione è un’altra: chi avesse la malasorte di vincere la lotteria dei GEV sarebbe in condizione di portare la valutazione di stato davanti a dei giudici in modo più efficace, o paragonabilmente efficace?

  1. “ per contribuire alla corretta evoluzione e valutazione della tua disciplina”. Spero sia ironico, ma temo di no. Davvero ci sono colleghi convinti della bontà intrinseca di un’attività insensata, che comunque nulla ha a che fare col miglioramento della qualità della ricerca. Come motivazione, troverei più sensato “per un pugno di euro”, oltre che per l’insano piacere di giudicare i colleghi, pascendomi nell’anonimato. Provate a fare un ricorso per la trasparenza dei valutatori caso per caso. Sarebbe una bella iniziativa, che decreterebbe la fine della VQR, allora sì contribuendo al miglioramento della qualità della ricerca . Avremmo tutti più tempo da dedicare alla ricerca

    • Anche dei commissari dell’asn…non dimenticatevi! Tutto è partito da lì. Anche se siete i baciati dalla fortuna, non dimenticatevi dell’ingiustizia che ha riorganizzato l’università italiana secondo il volere e potere di pochi. Non si può discutete di vqr e dimenticare che è parte del disegno…

    • Un’ottima idea! Le classifiche basate sull’altezza slm sarebbero indubbiamente oggettive. E che senso ha investire su un’università, per quanto eccellente, che fra pochi anni verrà sommersa? Mezzo FFO all’Aquila e l’altro mezzo a Trento e Udine, gli altri che affoghino!

  2. Copio dal bando (art. 3 comma 3):

    Possono candidarsi ai GEV i ricercatori italiani e stranieri (preferibilmente in possesso della conoscenza della lingua italiana) in servizio alla data di scadenza dell’avviso di cui al comma 2 o che comunque lo erano al 30/09/2018, presso Università ed Enti di ricerca italiani (EPR) o esteri, che siano in possesso di almeno 3 pubblicazioni scientifiche dotate di ISBN/ISSN/ISMN o indicizzate su WOS o Scopus nel periodo 1° gennaio 2015–31 dicembre 2019 e che, tenuto conto di quanto previsto dall’art. 3, comma 2 delle Linee guida MIUR, siano in possesso di almeno due tra i seguenti titoli, come dichiarati sotto la propria responsabilità, nella domanda di selezione:

    a) Appartenenza ai ruoli di professore di prima fascia, di dirigente di ricerca di Enti di ricerca o qualifica equivalente per studiosi od esperti stranieri in servizio presso università ed enti di ricerca di un paese aderente all’organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE);
    b) Appartenenza al ruolo di professori di seconda fascia o ricercatori di Università o di EPR in possesso dell’abilitazione scientifica nazionale al ruolo di professore di prima fascia;
    c) Vincitori di programmi di ricerca “Rita Levi Montalcini” o SIR;
    d) Appartenenza alle liste per il ruolo di Commissario dell’Abilitazione Scientifica Nazionale;
    e) Per i professori di prima e seconda fascia: aver ricoperto il ruolo di Coordinatore di Collegio di
    Dottorato di ricerca nazionale o equivalente internazionale per almeno un ciclo, a partire dal XXXI
    ciclo;
    f) Per i professori di seconda fascia: essere stato componente per almeno quattro cicli di Collegio di
    Dottorato di ricerca nazionale o equivalente internazionale, a partire dal XXXI ciclo;
    g) Per i ricercatori di Università o di EPR: essere stato componente per almeno due cicli di Collegio di Dottorato di ricerca nazionale o equivalente internazionale, a partire dal XXXI ciclo;
    h) Principal Investigator (PI) o coordinatore locale di un progetto PRIN ottenuto nel periodo 2009- 2019;
    i) Principal Investigator (PI) di un progetto ERC o Marie Curie o FP7 o Horizon 2020 ottenuto nel periodo 2009-2019;
    j) Coordinatore di unità locale di un progetto ERC o FP7 o Horizon 2020 ottenuto nel periodo 2009- 2019;
    k) Componente di comitati di valutazione internazionali per progetti ERC;
    l) Componente di comitati di valutazione internazionali di esercizi con finalità analoghe alla VQR (es.
    REF, ERA, ANECA, HCERES).

  3. La logica sottostante dovrebbe essere questa, simile a quella delle pubblicazioni in riviste di fascia A: i ruoli ricoperti (l’articolo pubblicato) implica/no una valutazione avvenuta a monte, fatta da superesperti (chi saranno mai?), per cui il ruolo (e la pubblicazione dell’articolo, salvo ritrattazioni successive e forse tardive) garantiscono la piena maturità scientifica e quindi la capacità valutativa del potenziale commissario/dello studioso. Evidenzio però un piccolo problema che porta a sbandamenti identitari: se tra due riviste di egual valore e collocazione una non intende pubblicare un articolo, senza nessuna giustificazione né scritta né orale, e l’altra sì, senza problemi, chi ha ragione e chi ha torto? E l’autore cosa deve pensare degli altri e di se stesso?

  4. Soprattutto: chi valuterà i valutatori? Come mai tanti di coloro che hanno i requisiti pubblicano oramai da anni gli stessi articoli, in italiano ed in inglese, su riviste e in libro, e ciò non viene fatto notare?
    Come mai si è eccellenti per alcuni articoli per i peer reviewers, editors (tutti specialisti) e da persone non dai tuoi ambiti considerato ‘non maturo’?

  5. Ripeto, grande stima, ammirazione e ringraziamenti a ROARS, ma questa vicenda non riesce ad appassionarmi.

    1) perchè mi sembra che i danni procurati dalle VQR passate siano ormai irreversibili.

    2) Ma, soprattutto, perchè il problema sta a monte. Quando compilo l’elenco dei riferimenti bibliografici in un mio lavoro lo faccio per varie considerazioni (lavori che possono essere utili al lettore, lavori che sono indispenabili per capire il mio lavoro, addirittura lavori sbagliati che io correggo – o credo di correggere, magari sono io che sbaglio…). Non sempre e non necessariamente sono riconoscimenti o, ancor peggio, medagliette di cui insignisco altri autori.

    Io vorrei rientrare in possesso dell’uso delle bibliografie che stilo, vorrei che fosse chiaro che non voglio che vengano utilizzate per valutare nessuno. Per questo sarei disposto ad intraprendere un’iniziativa legale.

    E non venitemi a dire che è legale utilizzare banche dati inaccurate e che non offrono nessuna garanzia di affidabilità. Per assurdo, se avessi un amico che lavora per Scopus, potrebbe truccare le citazioni che ricevo ed eliminare quelle dei miei rivali. Ma in quali altri ambiti le assunzioni di personale o gli incentivi vengono decisi in base a criteri che anche solo lontanamente somigliano a questi?

    Oppure un rivista in bilico, ma quanto sarebbe disposta a pagare per essere inclusa in ISI o Scopus? (ammesso che non sia già successo) E, a prescindere da onestà o buona fede, ma da quando in qua le assunzioni di personale vengono decise in base ad atti arbitrari? (e l’inclusione o l’esclusione di una rivista in un database lo è)

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