Segnalazioni

Il Sole 24 Ore, Andrea Graziosi e la Pravda

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Negli anni ’80, Kostantin Chernenko, importante membro del Politburo, disertò per alcuni mesi gli eventi pubblici. Era rimasto vittima di un raffreddore, scrisse la Pravda, con sublime understatement.

Cruciali anche per l’università questi benedetti anni ’70/’80, a quanto dice Andrea Graziosi, neo-presidente dell’ANVUR, l’Agenzia di valutazione del sistema universitario e della ricerca. «Questo sistema – questo io lo dico senza tema di smentita – è andato alla deriva, a partire dagli anni ’70-’80» aveva dichiarato un paio di mesi fa.

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Una deriva a cui dovrebbe porre rimedio l’ANVUR, come spiega Graziosi in un’intervista rilasciata a Gianni Trovati sul Sole 24 Ore. A differenza di qualche settimana fa, questa volta Trovati non ignora il boicottaggio della VQR  e ne chiede conto a Graziosi. Il giornalista si guarda bene, però, dal mettere in dubbio la versione del Presidente ANVUR, il quale minimizza la protesta, mascherando il massiccio ricorso a inserimenti forzosi degli articoli dietro una perifrasi incomprensibile e non aderente alla realtà:

Con tutto il rispetto per questa protesta, va detto che anche il nuovo ciclo della valutazione ha avuto una partecipazione altissima, al 94%, e fra chi non ha inviato nulla ci sono anche i docenti inattivi, che non avevano nulla da inviare. È vero che in quel 94% vi sono anche colleghi che, se la Vqr fosse intesa a valutare i singoli, cosa che non è, avrebbero rifiutato.

Ma non per questo proviamo meno affetto per Andrea Graziosi. E come potremmo non aver caro chi incarna un pezzo della storia di questo paese? Una parabola esemplare che, partendo dalla militanza in Lotta Continua, passa attraverso il sodalizio con Giuliano Amato (con cui ha scritto un libro) e approda alla ben remunerata Presidenza di un’agenzia di valutazione che ricalca modelli thatcheriani. L’autobiografia di una nazione, si sarebbe detto in altri tempi.

E se – Dio non voglia – ci capitasse un giorno di  leggere sul Sole 24 Ore che Graziosi ha disertato un evento a causa di un raffreddore, saremo i primi a capire la verità e a sentire una sincera stretta al cuore.

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3 Comments

  1. aristotele says:

    sì, va bene, divertente (per la serie non ci resta che piangere), ma se l’università italiana è arrivata allo stato comatoso attuale forse è anche colpa dell’immobilismo di quarant’anni di presa democristiana sul ministero della pubblica istruzione (=fino agli anni ottanta, più o meno) e non esclusivamente delle maldestre riforme da L.Berlinguer in poi… (tantomeno solo di Lotta continua, siamo seri!)

    • Giuseppe De Nicolao says:

      L’articolo, che in ultima analisi è un “corsivo”, non ha certo la pretesa di diagnosticare in circa 20 righe se siano più responsabili i democristiani o Luigi Beringuer. Il bersaglio è la stampa di regime che in tutte le epoche si espone al ridicolo pur di non dire ciò che non si può o non si deve dire. Il raffreddore usato per coprire l’enfisema e la cardiopatia di un alto esponente del politburo è un esempio che ha fatto storia. Non che il Sole se la sia cavata molto meglio con lo #stopVQR. Un altro bersaglio sono i cambi di casacca di chi riesce a traghettarsi da una sponda all’altra dello schieramento ideologico. Di solito, si finisce dalla parte “giusta”, se si deve giudicare da poltrone e compensi. Ma deve essere una pura coincidenza.

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