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VQR 2016: La Valutazione delle Qualità dei Rettori

Cosa ci dicono i dati della (seconda) chiusura della VQR? Per l’ANVUR c’è una notizia buona e una cattiva. Quella buona è che, nonostante proteste e boicottaggio, la VQR si farà. Quella cattiva è che, a causa del naufragio della VQR 2011-2014, si salterà direttamente alla VQR 2016, dove la sigla VQR non ha l’usuale significato di “Valutazione della Qualità della Ricerca”, ma sta per “Valutazione delle Qualità dei Rettori”. Come ogni valutazione che si rispetti, l’analisi sarà basata su indicatori oggettivi (non la qualità delle ricerca, ma i conferimenti della propria università). In base ad essi, ogni rettore verrà classificato in una tra quattro classi di merito: UNO, CNEF, CEM, GAL, sigle che stanno per UNrefusable Offer, ‘Ccà Nisciuno È Fesso, Cornuti E Mazziati, Galantuomini. Ad essere premiate saranno le università guidate da Rettori UNO e CNEF. Mentre saranno punite le università dei Rettori Galantuomini e CEM.

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La vicenda del conferimento dei prodotti per la prossima VQR 2011-2014 ha avuto, come è usuale in tutte le iniziative della italica agenzia di valutazione, conseguenze non volute (unintended consequences).

Ricostruiamo brevemente la cronologia degli eventi. A poche ore della prima inderogabile scadenza (15 marzo), ANVUR pubblicava il bollettino della vittoria, prontamente ripreso da Corrado Zunino di Repubblica: la protesta #stopvqr era fallita, tutto andava per il meglio, i risultati della VQR sarebbero stati comunque rappresentativi.

La protesta era talmente fallita, che, dopo un paio di settimane, ANVUR su richiesta pressante di alcuni rettori, principalmente quelli di Pisa e Del Salento, riapre i termini per il conferimento. Quando il Presidente CRUI prof. Manfredi, rettore della Federico II di Napoli, apprende in una occasione pubblica la notizia, sembra cadere dalle nuvole. E annuncia un presa di posizione unitaria della CRUI. Che stiamo ad oggi ancora spettando.

A questo punto si riaprono i giochi. E, a qualche giorno dalla seconda inderogabile scadenza del 15 aprile, escono i nuovi dati sui conferimenti. Questa volta ANVUR non scrive pubblica direttamente un bollettino di vittoria, ma un laconico comunicato in cui si dice che con i nuovi conferimenti “i risultati saranno più rappresentativi”.  Questa volta a cascare in trappola è Gianni Trovati sul Sole 24 Ore che conferma che la protesta è fallita e interpreta le percentuali di conferimento come indicative della “attività” delle università!

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Ed eccoci alle conseguenze non volute della vicenda del conferimento.

Sulla base dei dati (forse finali, ma non è detto) è adesso possibile dire che per l’ANVUR c’è una notizia buona e una cattiva.

  • Quella buona è che una VQR si farà.
  • Quella cattiva è che non sarà la VQR 2011-2014, ma un’inedita VQR 2016, dove la sigla VQR non ha l’usuale significato di Valutazione della Qualità della Ricerca, ma sta per

Valutazione delle Qualità dei Rettori

Come ogni valutazione che si rispetti, l’analisi sarà basata su indicatori oggettivi. Ogni rettore verrà classificato in una tra  quattro classi di merito sulla base dei dati della propria università. Per ogni rettore verranno considerati tre indicatori:

  1. la percentuale di prodotti conferiti alla prima improrogabile scadenza;
  2. la crescita percentuale dei prodotti conferiti tra la prima improrogabile scadenza e la seconda improrogabile scadenza;
  3. infine la distanza tra la percentuale di prodotti conferiti della università del rettore considerato rispetto alla media nazionale dei conferimenti alla seconda improrogabile scadenza.

Le classi di merito dei rettori nella VQR 2016 sono così definite.

Rettori UNO (UNrefusable Offer). Si tratta di quei rettori che, fin dall’inizio, hanno caricato tutto il caricabile, senza rendere noto il dato relativo alla protesta. Non si può escludere che quei rettori abbiano caricato fin da subito anche i prodotti degli addetti alla ricerca che avevano inviato diffide; e che comunque, per la legge dei grandi numeri, dovevano aver caricato fin da subito tutti i prodotti degli addetti che non avevano conferito volontariamente i prodotti, ma non avevano inviato diffide. Si tratta dei Rettori degli atenei che avevano elevate percentuali di prodotti conferiti alla prima improrogabile scadenza e che non hanno caricato prodotti o un numero di prodotti pari a zero o molto vicino allo zero tra le due scadenze improrogabili. Questi rettori si trovano in posizione di preminenza nel primo bollettino di vittoria di ANVUR e restano da quelle parti anche nella classifica finale.

Ma come avranno fatto ad essere così convincenti questi rettori nei confronti dei loro colleghi? Non lo sappiamo di preciso, ma potrebbe essere stato qualcosa del tipo

«Non ti preoccupare ci faccio un offerta che lui non può rifiutare … non può».

 

Rettori CNEF (Ccà Nisciuno È Fesso), si tratta dei rettori che in un primo momento avevano subito la volontà degli addetti alla ricerca o non se l’erano sentita di conferire forzosamente d’ufficio i prodotti degli addetti aderenti alla protesta #stopvqr. Alla riapertura dei termini per il conferimento si sono precipitati a conferire i prodotti degli aderenti alla protesta, per colmare il gap  che distanziava le loro università da quelle dei rettori UNO.  Si tratta quindi di rettori di università che avevano percentuali basse di prodotti alla prima improrogabile scadenza, che hanno caricato un considerevole numero di prodotti alla riapertura e che si trovano alla seconda improrogabile chiusura con percentuali vicine o superiori alla media nazionale dei conferimenti. Notizie di stampa dicono che alcuni dei rettori operosamente ravveduti hanno perorato presso ANVUR la riapertura dei termini per il conferimento. Questi rettori hanno fatto proprio l’aforisma di Totò:

«Sono napoletano, membro della CNEF: ‘Cca Nisciuno È Fesso».

 

Rettori CEM (Cornuti e Mazziati).  Si tratta dei rettori che in un primo momento avevano subito la volontà degli addetti alla ricerca o non se l’erano sentita di conferire forzosamente d’ufficio i prodotti degli addetti aderenti alla protesta #stopvqr. Alla riapertura dei termini per il conferimento si sono precipitati a conferire i prodotti degli aderenti alla protesta, ma non sono riusciti a farlo efficacemente e non sono riusciti a colmare il gap  che distanzia le loro università da quelle dei rettori UNO e CNEF.  Si tratta quindi di rettori di università che avevano percentuali basse di prodotti alla prima improrogabile scadenza, che malgrado abbiano cercato di caricare più prodotti che potevano alla riapertura, si trovano alla seconda improrogabile chiusura con percentuali inferiori anche di molto rispetto alla media nazionale dei conferimenti. Notizie di stampa dicono che alcuni dei rettori inefficamente ravveduti hanno perorato presso ANVUR la riapertura dei termini per il conferimento.  Cornuti e mazziati, insomma. Se fosse vero che

«Fesso è quasi grave come cornuto, ma cornuto è più grave di tutto»

i Rettori CEM occuperebbero il gradino più basso della VQR 2016. Ma le cose non stanno così. Nella Valutazione delle Qualità dei Rettori,  ci può essere di peggio.

 

Rettori GAL (Galantuomini). Si tratta di rettori che hanno rispettato la volontà degli addetti alla ricerca e non hanno conferito forzosamente d’ufficio i prodotti degli addetti aderenti alla protesta #stopvqr. Si tratta di rettori che malgrado le basse percentuali di prodotti verificate alla prima improrogabile scadenza, hanno ritenuto di non caricare forzosamente, e si trovano alla seconda improrogabile chiusura con le stesse percentuali sempre inferiori alla media nazionale dei conferimenti.

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Sembra che la Ministra Giannini stia per cogliere al volo l’occasione di introdurre una ulteriore dose di meritocrazia nella distribuzione dei fondi all’università italiana. La parte premiale dell’FFO sarà distribuita da subito sulla base dei risultati della Valutazione delle Qualità dei Rettori 2016. Ad essere premiate saranno le università guidate da Rettori UNO e CNEF. Mentre saranno punite le università dei Rettori Galantuomini e CEM.

Nelle prossime settimane, dopo aver verificato accuratamente una metodologia quantitativa, rigorosamente basata sulla media dei percentile-rank, pubblicheremo le distribuzioni dei rettori nelle categorie insieme con il rapporto VQR 2016, e lo invieremo alla CRUI. Chi fosse troppo impaziente, può cominciare a controllare in quale categoria cade il suo rettore, consultando grafici e tabelle riportati alla fine di questo post.

Sempre che nel frattempo non accada che qualche Rettore GAL, stufo di passare per fesso, non si rivolga alla giustizia amministrativa.

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5 Comments

  1. Enrico Mauro says:

    Mi sarei aspettato che qualcuno dei Galantuomini si dimettesse sbattendo la porta e denunciando la melma. Non mi risulta, ma correggetemi, che qualcuno si sia dimesso, sicchè non si è reso necessario configurare una quinta categoria: quella dei GAL FIF (Fino In Fondo).

  2. aristotele says:

    scusate se mi ripeto: condivido e mi diverto a leggere i dati (riso amar0), ma, come con la satira in genere, rischiamo di accontentarci di una risata liberatoria e di non riuscire a incidere significativamente sulle questioni sollevate: o forse son io che son troppo pessimista?

  3. Mi diverte questa formula ricorrente di “rettori che caricano i prodotti” e me li immagino con delle pale in mano, tutti sudati, che buttano d’impegno i prodotti in una specie di tritatutto dal quale chissà cosa uscirà e che finirà sui tavoli delle trattative ancora da imbandire, dove i commensali (Miur, Anvur e Crui) consumeranno i risultati di questa macedonia concettuale e procedurale. Chiedo scusa per le espressioni irriverenti.

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