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Volontariato: il prof di chimica in pensione che sogna una biblioteca ovunque

Recentemente, ho incontrato uno dei miei ex, colleghi, Alfredo Di Nola. È frequente che professori già in quiescenza cerchino contratti per svolgere ancora una volta gli stessi corsi che hanno già tenuto da una vita. Il prof. Di Nola, invece, ha lasciato il lavoro anticipatamente e insieme con due ex collaboratori si è messo a girare i paesi in via di sviluppo e ad applicare le proprie conoscenze nel campo informatico. L’ultimo progetto che hanno sviluppato si chiama libraryeverywhere (“biblioteca ovunque”), che consiste nel portare una biblioteca digitale (tutta contenuta in una pen-drive), di libri in inglese, in luoghi remoti. Nel mondo, meno del 50% delle persone ha accesso alla rete internet. La Libraryeverywhere rappresenta un modo semplice ed economico per avere una biblioteca che abbia le stesse caratteristiche di una cartacea, ma che può essere contenuta in un cassetto. Può essere liberamente e gratuitamente duplicata e installata (contiene solo libri esenti dal diritto d’autore). Chi fosse interessato a ricevere (gratuitamente) e utilizzare questa biblioteca, può contattare il Prof. Di Nola o i suoi collaboratori. Per chi volesse dare una mano, un grande aiuto potrebbe essere ad esempio concedere i diritti d’autore per alcuni libri più recenti da parte delle case editrici.

Recentemente, ho incontrato uno dei miei ex, colleghi, Alfredo Di Nola.

Il professore è noto per le sue ricerche nel campo della dinamica molecolare, una disciplina che studia il movimento delle molecole tramite simulazioni al computer. Attualmente, i docenti universitari possono rimanere in servizio fino ai 70 anni. Dato che insegnare all’università non è esattamente uno dei lavori più stressanti e soprattutto essere circondati da ragazze e ragazzi brillanti è meraviglioso, è raro che qualcuno abbandoni l’impiego prima della scadenza canonica, nonostante abbia maturato da tempo il diritto alla pensione. È invece frequente che professori già in quiescenza cerchino contratti per svolgere ancora una volta gli stessi corsi che hanno già tenuto da una vita. Il prof. Di Nola ha lasciato il lavoro anticipatamente e insieme con due ex collaboratori (Gianluca Sbardella e Nico Sanna, anche loro chimici) si è messo a girare i paesi in via di sviluppo e ad applicare le proprie conoscenze nel campo informatico. L’ultimo progetto in ordine di tempo che hanno sviluppato si chiama libraryeverywhere (“biblioteca ovunque”), che consiste nel portare in formato elettronico una biblioteca digitale, di libri in inglese, in luoghi remoti.

https://www.libraryeverywhere.com/

La prima sperimentazione è avvenuta in una comunità del Kerala (una regione dell’India sud occidentale). Come una biblioteca tradizionale, la versione elettronica è costituita da un catalogo con informazioni sull’autore e sulle opere, e dai libri digitali. La biblioteca è tutta contenuta in una pen-drive e per installarla sono necessari un PC (per consultare il catalogo, con una serie di informazioni sull’autore e sull’opera) e un certo numero di lettori di e-book, che sono dei dispositivi oramai a basso costo.

Ci si può domandare se nell’era di internet, questo possa essere un progetto utile. Nel mondo, meno del 50% delle persone ha accesso alla rete internet e molte connessioni internet sono ancora problematiche. Basti pensare a gran parte dell’Africa, a molte regioni dell’Asia, alla stessa India e a piccole scuole e comunità disperse in zone rurali per rendersi conto dell’importanza di un progetto come questo. Per le comunità in questi luoghi, una biblioteca cartacea tradizionale è inarrivabile per i problemi di trasporto, di spazi e per gli alti costi che richiede. La Libraryeverywhere rappresenta un modo semplice ed economico per avere una biblioteca che abbia le stesse caratteristiche di una cartacea (catalogo, informazioni sull’autore e sull’opera), ma che può essere contenuta in un cassetto. Può essere liberamente e gratuitamente duplicata e installata (contiene solo libri esenti dal diritto d’autore) e può essere aggiornata con i programmi contenuti nella pen-drive. Un limite apparente della biblioteca digitale è che le opere sono state scritte molti anni fa. Che cosa potrebbe importare a un quindicenne del Kerala nel 2017 la vita delle “Piccole Donne” nell’America del 1860? In realtà, le opere letterarie di grande successo non hanno luogo o tempo, come ad esempio le favole di H.C. Andersen. La storia del “vestito nuovo dell’imperatore”, con un bimbo che grida “il re è nudo!” davanti al presunto abito invisibile, è sempre attuale ed è ad esempio quella che racconto ogni volta nel blog quando si parla di ipotetiche “scoperte miracolose”. I racconti di fantascienza di Verne possono essere affascinanti tanto per i ragazzi di ieri che per quelli di oggi, abituati al cinema in 3D. In un’opera artistica, gli effetti speciali possono colpire ma è la storia (ad esempio il tempo che si dilata vicino al buco nero in Interstellar) quello che la rende unica e duratura.
Questo progetto consente a tutti di accedere alla lettura e con essa di conoscere un modo di ragionare diverso dal proprio, di conoscere e comprendere il mondo da diversi punti di vista, e magari di migliorarlo.
Questo è l’obiettivo ultimo dei proponenti.

Chi fosse interessato a ricevere (gratuitamente) e utilizzare questa biblioteca, può contattare il Prof. Di Nola o i suoi collaboratori. Per chi volesse dare una mano, un grande aiuto potrebbe essere ad esempio concedere i diritti d’autore per alcuni libri più recenti da parte delle case editrici.

https://www.libraryeverywhere.com/contatti

(Articolo apparso su Il Fatto Quotidiano del 15 marzo 2017)

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