Quali sono le incongruenze della formula per classificare gli atenei?

1.Dato che i punteggi assegnati ai prodotti della ricerca possono essere negativi, il denominatore  della frazione potrebbe essere uguale a zero e, come tutti sanno, non si può dividere per zero

2. Cosa succederebbe se, per protesta contro le procedure poco trasparenti dell’ANVUR, qualcuno lanciasse uno “sciopero del VQR”, rifiutando di caricare sul sito docente del CINECA i propri prodotti della ricerca. Se lo sciopero avesse successo, il denominatore potrebbe diventare negativo. Per quanto riguarda i numeratori, il punteggio delle strutture (dipartimenti o atenei) “obbedienti” sarebbe ovviamente positivo, mentre sarebbe negativo quello delle strutture “renitenti”. Dato che la divisione di due numeri negativi fornisce un risultato positivo, la formula assegnerebbe finanziamenti positivi alle strutture “renitenti”, lasciando in rosso quelle obbedienti, a cui la formula assegnerebbe valori negativi. Anzi, assegnerebbe maggiori finanziamenti a chi avesse aderito più massicciamente allo sciopero del VQR!

3. Consideriamo il punteggio di una struttura relativo ai prodotti di un’area disciplinare. Se per protesta o per scarsa produttività il punteggio fosse negativo, il relativo finanziamento dovrebbe essere nullo. A quel punto, però, la somma delle percentuali per le strutture concorrenti della stessa area risulterebbe superiore al 100%. Per far tornare i conti, bisognerebbe “multare” le strutture che ottengono punteggi negativi e trasferire il ricavato alle strutture “virtuose”. È realistico?

4. I punteggi negativi finiscono per colpire indiscriminatamente nel mucchio, facendo ricadere sulle pecore bianche le colpe delle pecore nere. Immaginiamo due strutture A e B che hanno produzione scientifica quantitativamente e qualitativamente equivalente, ma la struttura B ha un numero maggiore di “fannulloni” che non presentano prodotti della ricerca, accumulando punteggi negativi. Con la formula ammazza-atenei, la struttura B avrà un finanziamento anche molto inferiore, sebbene, dal punto di vista scientifico, abbia prodotto risultati equivalenti a quelli della struttura A. Di fatto, i ricercatori attivi della struttura B, vedrebbero vanificata una parte, anche rilevante, dei loro sforzi a causa di colleghi inattivi o di colleghi che si sono dimenticati/rifiutati di caricare i propri prodotti sul sito del CINECA. Insomma, un meccanismo di punizione collettiva che, in vista delle future valutazioni, incentiva comportamenti opportunistici. Primo tra tutti, quello di inserire come coautori nei propri articoli i colleghi inattivi. Un’espediente che tutti metteranno in pratica per prevenire future penalizzazioni che ricadrebbero anche sui colleghi attivi, soprattutto se si considera la possibile chiusura o declassamento a teaching university (Giuseppe de Nicolao, VQR: gli errori della formula ammazza-atenei dell’ANVUR)