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Quali sono i problemi della revisione tra pari?

La revisione dei pari, specialmente in settori disciplinari che crescono al riparo della scienza internazionale, può infatti divenire preda di gruppi di accademici che “faranno causa comune, saranno molto indulgenti gli uni con gli altri, e ciascuno consentirà al proprio vicino di trascurare il proprio dovere, purché gli sia a sua volta permesso di trascurare il proprio” (Adam Smith, La Ricchezza delle Nazioni, B5 C1 Part III Art II). Il caso del PRIN2009 ci ricorda in modo eclatante come gruppi accademici possano pilotare strategicamente le procedure di revisione dei pari: alcune aree CUN hanno ricevuto più fondi proprio perché “più benevole” nel concedere voti di eccellenza. Non è però inutile ricordare un episodio emblematico dell’esercizio di valutazione precedente (CIVR 2001-2003). Il panel di diritto costituzionale arrivò a sostenere che l’internazionalizzazione di un prodotto di ricerca dipende dalla nazionalità del suo contenuto: «Se si parte dall’assunto che l’internazionalizzazione si misuri dal numero dei prodotti pubblicati in lingua straniera, allora la conclusione è che, essendo nel settore IUS/08 [diritto costituzionale ndr] questi appena 5, il risultato è assai debole. Ma forse può proporsi un parametro diverso, o almeno concorrente, cioè quello delle tematiche affrontate, del loro respiro non angustamente rinserrato nella chiusa esperienza nazionale. Se si ritiene non irragionevole questo punto di vista, la presenza nel triennio 2001-2003 di numerosi prodotti che trattano temi di Diritto costituzionale generale, o attenti all’esperienza di altri ordinamenti, può comportare una valutazione più rassicurante» [p. 164].

(…)

 

Per quanto riguarda la peer review una via possibile potrebbe consistere nella piena trasparenza ex post delle procedure di revisione attuata attraverso la pubblicazione dei nomi dei revisori (ovviamente non associata al prodotto valutato), del numero dei prodotti valutati da ciascuno, e della distribuzione dei giudizi espressi. Non è detto che questo scoraggi i comportamenti previsti da Adam Smith; ma perché ci sia almeno la probabilità che il sistema funzioni deve essere noto ex ante ai revisori che il loro operato sarà reso noto ex post.

 

(L’ANVUR e la valutazione nelle scienze umane e sociali 9 gennaio 2012 Alberto Baccini)

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