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Paolo Miccoli (ANVUR): «forse non dovrei assumere quell’incarico e dovrei dare le dimissioni»

Paolo_Miccoli_ANVUR_Secolo_XIXPer Paolo Miccoli, 68enne professore ordinario di Chirurgia, la nomina all’ANVUR “sarà un finale di carriera di prestigio e di sostanza: lo stipendio lordo annuo supera i 178mila euro. A meno di passi indietro. Lui stesso, intervistato dal Secolo XIX, ammette che «forse non dovrei assumere quell’incarico e dovrei dare le dimissioni»”. Come mai? Sul Secolo XIX, Francesco Margiocco spiega che la nomina di Miccoli si basa sul suo curriculum e su un elaborato e che “Roars ha scoperto che l’elaborato di Miccoli coincide in più parti con testi di altri autori. Brani che il candidato avrebbe dovuto riportare con l’indicazione della fonte e tra virgolette e che compaiono senza l’una né le altre lasciando credere a chi legge che siano frutto del pensiero di Miccoli“. Margiocco ha intervistato lo stesso Miccoli, il quale “ha precisato che i brani sono tratti da Venere allo specchio, un volume edito nel 2013 dalla fondazione Area da lui creata e presieduta” e ha aggiunto che «Non ho citato Bonaccorsi perché sarebbe parsa come una “captatio benevolentiae”». “Passi per Bonaccorsi“, ma “in quel libro non c’è traccia dei brani segnalati da Roars”, osserva il giornalista del Secolo XIX. Nel frattempo, la nomina di Miccoli “ha già ricevuto il benestare del presidente della Repubblica, manca solo il controllo finale della corte dei Conti“.

Link all’articolo del Secolo XIX:

Francesco Margiocco, “Università, lo strano tema del dirigente dell’Anvur

 Aggiornamento del 10.11.2015

Il Secolo XIX ha pubblicato a questo indirizzo la seguente smentita del prof. Miccoli:

«In un articolo di Francesco Margiocco, pubblicato sul vostro giornale il 7 novembre scorso, mi è stata attribuita l’espressione «forse non dovrei assumere quell’incarico e dovrei dare le dimissioni» riferendosi al ruolo di membro del Consiglio Direttivo dell’Agenzia Nazionale di Valutazione dell’Università e della Ricerca (ANVUR), attualmente al vaglio della Corte dei Conti. Vorrei precisare che non ho alcuna intenzione di rinunciare a tale incarico né tantomeno di dimettermi, nel caso in cui la mia nomina venisse confermata a conclusione dell’iter in corso. Al contrario, non vedo l’ora di poter cominciare a lavorare con l’Anvur e dare così il mio contributo al miglioramento del sistema universitario e della ricerca del nostro Paese».

E’ seguita anche la replica del giornalista, Francesco Margiocco:

Prendo atto della precisazione di Paolo Miccoli. Il vero punto però è un altro: nell’intervista al Secoloxix.it Miccoli dichiara di avere copiato i brani da un libro, “Venere allo specchio”, in cui in realtà di quei brani non c’è traccia. I brani risultano essere stati copiati da testi precedenti, opera di altri autori. Non citandone la fonte, né virgolettandoli, Miccoli dà l’illusione, a chi legge il suo elaborato, che si tratti di frutti del suo pensiero.

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7 Comments

  1. Giuseppe De Nicolao says:

    Paolo Miccoli: «forse non dovrei assumere quell’incarico e dovrei dare le dimissioni». In effetti, a parte la sublime raffinatezza di non citare Bonaccorsi «perché sarebbe parsa come una “captatio benevolentiae”», nessuna delle fonti dei brani segnalati da Roars ha a che fare con “Venere allo specchio”. L’inconsistenza della giustificazione data al Secolo XIX, è un ulteriore motivo, oltre alle coincidenze, per valutare attentamente l’opportunità di assumere l’incarico. Il senso di responsabilità esigerebbe di evitare all’Agenzia nazionale di valutazione un oggettivo imbarazzo che ne offuscherebbe immagine e autorevolezza.
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    • ANVUR e autorevolezza nella stessa frase mi hanno fatto correre un brivido lungo la schiena

  2. E’ ovvio che qualsiasi persona di buon senso non vuole che Miccoli si dimetta così ogni volta che Anvur ne fa una delle sue, cioé ogni volta che ne fa una, si può ricordare questa storia. E grazie per l’avvincente spettacolo.

  3. Interessante situazione, teoricamente parlando. Peccato che le ricadute sia sul funzionamento dell’Anvur, sia sul funzionamento dell’università pesantemente condizionata dall’Anvur, provochino vere e proprie devastazioni. L’università sta letteralmente franando, è quello che constato qui da noi (dove ho seguito il processo momento per momento), ma poi vedo che altrove è certe volte persino peggio. Si mette in pericolo la sopravvivenza dei docenti più giovani, strutturati e non, e le carriere degli studenti che vogliono veramente studiare, imparare, sapere.
    Miccoli non si dimetterà, perché dovrebbe? Il Miur anzitutto non ammetterebbe mai di aver fatto un benché minimo errore. Quell’audizione davanti alla Commissione era ridicola. Risaliamo quindi i gradini del potere per constatare ciò che sappiamo già: tutto va presentato e sostenuto come azioni incontestabilmente buone, anzi perfette, compiute per migliorare l’Itaglia (sic!).
    PS. Spero che questo non scompaia, come altre due precedenti, dopo aver dovuto, non so perché, cambiare PW e compiere operazioni di riaccreditamento complicate.

  4. Enrico Mauro says:

    La precisione… chirurgica di ROARS…

  5. Massì, lasciamo tranquillo anche il pdr. In fondo, è domenica. Poi, incisivo e coraggioso com’è, se lo merita.
    Oggi, fra l’altro, parlando agl’imprenditori a Saigon, ha lodato l'”articolato percorso di riforme interne” compiuto (leggi jobatta, italicum, sistemazione senato, “sblocca” italia, “buona” scuola e verosimilmente, in anticipo e sulla fiducia, anche l’imminente “buona” università); che si vuole di più?

  6. Pingback: VQR: la mia obiezione di coscienza | Minima academica

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