La galleria degli orrori

«O ritira il ricorso, oppure …»: il FQ pubblica l’audio, R29A chiede le dimissioni del Rettore di Tor Vergata

«Io non ho un cazzo di paura di nessuno, io non temo un cazzo! Niente! […] O ritira il ricorso oppure noi qui non ci parliamo! Per i prossimi anni per quello che mi riguarda si cerchi un altro Ateneo! Finché faccio io il rettore, lei qui non sarà mai professore. O ritira il ricorso, oppure sparisca da qui!». Il Fatto Quotidiano ha pubblicato l’audio del colloquio che si sarebbe svolto fra un ricercatore di Roma 2 e il Rettore dell’Ateneo, prof. Novelli, vicepresidente della Conferenza dei Rettori ed ex consigliere dell’ANVUR. La vicenda, riferisce il quotidiano, avrebbe anche portato a un’indagine della Procura competente, ora conclusa, per tentata concussione e istigazione alla corruzione. Al di là del merito della vicenda, che è per più di un verso sconcertante, i fatti sollevano l’esigenza di qualche riflessione sul ruolo di governo dei Rettori nel sistema disegnato dalla legge 240/2010. Sul punto è intervenuta la Rete 29 Aprile con il comunicato riportato più sotto. Per parte nostra, osserviamo anche che l’allungamento del mandato rettorale e il divieto di reiterazione, che all’epoca fu pensato come un freno a comportamenti tanto noti quanto discutibili da parte di Rettori più volte rieletti, ha comunque finito per svincolare del tutto il vertice degli atenei dal rapporto con il proprio elettorato. Un rapporto coltivato nella fase elettorale, ma che può essere tranquillamente accantonato una volta concluse le operazioni di voto. Fu una scelta lungimirante?

Audio (cliccare sull’immagine)

Comunicato di R29A

Ai tempi di padri e padroni: l’Università dopo la Gelmini

Abbiamo ascoltato con indignazione e disgusto la registrazione presentata come conversazione tra il Rettore dell’Università “Tor Vergata”, prof. Giuseppe Novelli, ed un ricercatore di area giuridica dello stesso ateneo pubblicata il 5 Marzo dal Fatto Quotidiano.

Indignano il tono intimidatorio e il linguaggio scurrile usati dal Rettore che vorremmo, in generale, non ascoltare negli ambienti lavorativi, ma soprattutto vorremmo fosse estraneo a chi rappresenta per il suo ruolo tutti i docenti del suo Ateneo (è quello il linguaggio che usa quando si riunisce la CRUI di cui è vicepresidente?). Tuttavia sbaglieremmo se ci limitassimo a confinare al singolo caso l’analisi di quell’audio.

Quell’audio è il sintomo di cosa siano diventati gli Atenei, e forse, più in generale, il Paese tutto, grazie alla “cultura” degli “uomini (quasi mai donne) soli al comando” che sta pervadendo gli spazi istituzionali in questi anni. Rimanendo al mondo accademico, possiamo ripercorrere gli eventi a partire dall’inizio del millennio, quando l’Università Italiana era in crisi, ed era possibile percorrere due diverse strade: da un lato si sarebbero potute scardinare le sacche di potere dei baronati locali aumentando lo spazio di partecipazione democratica della comunità accademica tutta, dall’altro si sarebbe potuto disegnare un modello di governance accentratore e verticistico. Noi, dai tetti degli Atenei, sostenevamo la prima soluzione, pensando che un corpo docente di veri “pari”, incardinati in un unico ruolo avrebbe costituito il vero e più efficace antidoto contro i problemi che, senza ipocrisia, riconoscevamo e denunciavamo. Restammo però inascoltati e l’allora Ministro della Istruzione Gelmini ci consegnò Atenei governati da Rettori padri e padroni di tutto.

padre-padron2eA sei anni dalla promulgazione di quella legge, una analisi degli effetti che ha prodotto va fatta. E quell’audio, con la sua brutalità, è un elemento che va inserito in questa analisi. Gli Atenei oggi sono spesso governati da Rettori che pensano di poter disporre a proprio piacimento della carriera di qualunque docente. Negli atenei-azienda i diritti dei “dipendenti” sono calpestati (ahinoi come ovunque in questa nostra Italietta del *ghe pensi mi*) e sacrificati al mantra della pretesa eccellenza, di cui, peraltro, proprio il prof. Novelli è un paladino, avendo ricoperto in passato anche il ruolo di consigliere di quell’ANVUR che ha generato la VQR. Per questo, anziché garantire aspettative e, soprattutto, diritti dei lavoratori (dove sono i fondi per pagare la didattica dei ricercatori nell’Ateneo diretto dal prof. Novelli?) si promuove una interminabile competizione per tutte le (briciole di) risorse che ancora restano; competizione che si risolve in un “tutti contro tutti” in cui gli unici vincitori sono coloro che occupano i vertici dell’organizzazione, come questo audio rende plasticamente evidente.

E se entrassimo anche nel merito di questa triste vicenda ci accorgeremmo che la Legge n. 240/2010 (cosiddetta Gelmini) ci ha lasciato una eredità normativa così confusa che persino le procedure di chiamata dei docenti, regolamentate autonomamente dagli Atenei, sono poco chiare. Scopriremmo, se andassimo ancora più a fondo, che se volessimo chiedere disciplinarmente conto al Rettore Novelli del suo irresponsabile comportamento e del discredito che ha gettato sulla comunità che egli rappresenta non avremmo strumenti normativi per farlo, perché la norma in vigore (art. 10 della L. 240) rende il Rettore immune da giudizio disciplinare [Art. 10, comma 2: “L’avvio del procedimento disciplinare spetta al rettore”, NdR]

Per questo non possiamo fare altro che rivolgerci al Ministro Fedeli perché sospenda Novelli, di cui chiediamo le dimissioni a tutela dell’Ateneo che ha avuto l’incarico di dirigere: vogliamo tener fede al dettato Costituzionale che all’art. 54 recita “i cittadini cui sono affidate funzioni pubbliche hanno il dovere di adempierle con disciplina ed onore”.

 

Send to Kindle
Tag: , , , , , , , , ,

36 Comments

  1. Noto che la notizia è del 5/3 ed è riportata solo dal Fatto Quotidiano. Come mai Corriere e Repubblica non ne hanno approfittato per fare il solito pezzo contro gli universitari?

  2. Bellissimo !

    [Art. 10, comma 2: “L’avvio del procedimento disciplinare spetta al rettore”, NdR]

    Essere rettore e’ come essere il RE.

    L’unico che chiedere l’istituzione di u procedimento disciplinare e’ il rettore stesso. Allo stesso modo sei sei amico del rettore non subirai mai un procedimento disciplinare perché’ l’unico che lo può’ fare e’ il rettore.

    CERTO CHE UNA LEGGE PIU’ BARONALE DI QUESTA NON POTEVA ESISTERE.

    VIVA I BARONI ED IL LORO RE!

  3. Johnny mnemonico says:

    Finalmente i ricercatori hanno capito che nella mattanza sono coinvolti anche loro e reagiscono di conseguenza. Chi invece sta ancora a nicchiare è la categoria degli associati. Pizzaballa ha ragione a notare lo strabismo del mondo accademico, che è altrettanto vergognoso quanto il silenzio tombale, perchè illude che il sistema stia per crollare.

  4. Certo che registrare le conversazioni non e’ che sia proprio il massimo…ed ovviamente questo associato all’indignazione per le parole, i toni e la presunzione sfacciata del rettore Novelli. Ma qual’era il contenuto del ricorso e su quale base e’ stato presentato?
    E’ evidente che sia oggettivamente necessario metter mano al Titolo 1 della 240/2010; il CUN stesso l’ha sostenuto a chiare lettere, ma e’ difficile far ridescendere la CRUI ed i rettori sul pianeta terra.

  5. Vedo che il populismo dilaga anche su roars. Tiriamo la testa fuori dal secchio. Casagli docet! Abbiamo miglaia di idoneati e altri incombenti. Risorse immutate gruppi di potere (come in tutte le organizzazioni) che spingono per avere priorità. Non è parentopoli, baronopoli etc. il male della nostra unipubblica. Nel mio dipartimento vi sono persone idoneate da anni al palo (come in tutti suppongo). Le poche risorse vengono spartite per merito (sic). Come sempre e come dappertutto le regole per i nemici si applicano, per gli amici si interpretano. Raggruppamenti forti diventano più forti, quelli deboli destinati a scomparire. I piani didattici contemplano ssd che si occupano di tematiche degli altri ssd vicini, i piani strategici sono “stategici” appunto. Di che cosa ci meravigliamo? Ad ogni piè sospinto la stampa di regime ci copre di sterco (la super esperta di cervelli nemmeno accolta come bidella etc etc).Viva Casagli roars de nicolao fsl …

  6. vediamo se dopo la richiesta di rinvio a giudizio del rettore da parte della Procura di Roma per tentata concussione (a la opportuna scelta del Fatto quotidiano di pubblicare la registrazione), il TAR Lazio avrà il coraggio di respingire il ricorso in questione (che evidentemente palesemente infondato non è, se è vero che il Rettore ha reagito così “nervosamente”)

  7. … è una notizia apparsa sul fatto già il 17 Giugno 2016 (sic!)

    • Si sbaglia, Paolo. Il 17 giugno 2016 il FQ diede la notizia della presentazione di un esposto da parte di Gruner in Procura. La nuova notizia, ora, è che la Procura ha concluso le indagini, contestando al Rettore Novelli la tentata concussione ai danni di Gruner e l’istigazione alla corruzione ai danni dell’altro ricercatore di Chirugia dell’apparato digerente (anche lui ha denunciato il Rettore Novelli). La differenza è notevole.

  8. … come è difficile mandare giù certe cose …
    … quando uno è nato in paese di pietre e di spine e si vede tutte le porte sbarrate immeritatamente, magari si vede anche costretto a vendere fichi d’india, perchè vive tutto come un’ingiustizia.
    … invece chi senza sudori e immeritatmente si trova ai vertici di un qualcosa taglia i palloni ai calciatori fantasisti.
    … Qui habet aures audiendi, audiat

  9. @De Nicolao
    cosa intendi con “L’ha accettata da tempo”?
    Ha da tempo e rassegnatamente preso atto della situazione?
    oppure
    Ha da tempo e gioiosamente creato la situazione attuale?
    oppure
    Ha da tempo fatto a pezzi e violentmente l’università … secondo me l’ha accettata in quest’ultima accezione 🙁

    • Giuseppe De Nicolao says:

      Entrambe le accezioni. C’è chi ha demolito e chi si è adattato.

  10. Non sono un “giurista”, ma un Avvocato penalista. Frequento ancora l’Università (non Tor Vergata), in qualità di “cultore della materia” (procedura penale).
    Posso assicurare a tutti che registrare conversazioni alle quali è presente anche chi regista è assolutamente lecito (non è lecito, invece, registrare conversazioni alle quali non è presente chi registra: questo può farlo solo l’Autorità giudiziaria), così come è assolutamente lecito produrle all’Autorità giudiziaria per denunciare reati rispetto ai quali si assume essere persone offese.
    Del resto, se le registrazioni dei due ricercatori non fossero state lecite, come avrebbe la Procura di Roma potuto concludere le indagini proprio sulla base di esse?
    I reati che vengono contestati al Rettore nei confronti dei due ricercatori – tentata concussione e istigazione alla corruzione – sono per nulla “bagatellari” (specialmente il primo: la concussione è punita con la reclusione da 6 a 12 anni; qui è stata solo tentata, perché Gruner non ha ritirato il ricorso al Tar, e quindi dovrebbe applicarsi uno sconto di pena da un terzo a due terzi, secondo la valutazione discrezionale del Giudice).
    I reati contro la pubblica amministrazione, quali sono quelli contestati dalla Procura al Rettore, risultano difficilissimi da provare: se i due non avessero registrato, con ogni probabilità la Procura non avrebbe neanche potuto iniziare le indagini (ecco perché, per scoprirli, le Procure fanno ampio uso di strumenti di ricerca della prova come intercettazioni telefoniche, ambientali, microspie-video, ecc.).
    Sin qui ho parlato come Avvocato, e in questa qualità non posso che ribadire che nel nostro ordinamento vige la presunzione di innocenza fino a sentenza di condanna passata in giudicato, e che soltanto ad esito di un processo penale potrà appurarsi se le contestazioni che la Procura muove al Rettore siano fondate oppure no (vale a dire: se il Rettore è penalmente colpevole o innocente).
    Ora parlo da cittadino, e Vi dico che leggere, come ho letto in un post che precede, che “non mi pare sia con i registratori che si risolvono i problemi dell’università. Mi pare solo una vendetta personale, a tradimento. Una brutta cosa”, mi lascia basito.
    Da dove si ricaverebbe, sulla base delle informazioni riportate dal FQ (le uniche che abbiamo), la “vendetta personale”? E il “tradimento” (di chi?) in cosa consisterebbe? E i problemi dell’Università come dovrebbero risolversi, con l’omertà e subendo supinamente qualsivoglia angheria? Ma quando l’Autorità giudiziaria, in base ad una notizia di reato, piazza una telecamera nascosta per riprendere i così detti “furbetti del cartellino”, o il funzionario pubblico che prende una mazzetta da un imprenditore, lo fa a “tradimento”? Questa sarebbe una “bruta cosa”?
    Ma non vi è venuta in mente, ad esempio, l’ipotesi che i due abbiano registrato perché, dopo aver presentato i loro ricorsi al Tar, avevano già prima subito minacce affinché li ritirassero? O che, addirittura, lo abbiano fatto su consiglio della Procura stessa, posto che le registrazioni le hanno allegate, per l’appunto, alle loro denunce?
    Ma soprattutto, secondo voi, al di là dei processi (penali e amministrativi), che probabilmente dureranno anni e anni, un uomo che si esprime come Novelli può essere ancora Rettore di Tor Vergata? E una donna che si esprime come la direttrice generale del Policlinico, “qui tu sei morto”, “qui tanto con lui tu sei morto”, può essere ancora la direttrice generale del Policlinico?
    Condivido pienamente la richiesta di dimissioni avanzata dall’Associazione 29 Aprile.

  11. p.marcati says:

    Io credo che l’episodio sia gravissimo, ma non credo che sia la normalità dell’ università italiana. Vivo in un mondo dove certi comportamenti vengono ancira considerati riprovevoli.
    La registrazione appare un atto di intimidazione orribile e credo che, al di là di ciò che faranno i magistrati, Novelli dovrebbe considerare seriamente le proprie dimissioni. Credo però che questo stile non sia così generalizzato, forse in ambiente medico è una prassi usuale per via che girano molti più soldi di altri ambienti.

  12. Credo di sapere – ora – perché Novelli fosse molto preoccupato dei ricorsi presentati dai due ricercatori. Proprio oggi è uscita la sentenza del Tar, inviatami da un collega amministrativista, che li accoglie: https://www.giustizia-amministrativa.it/cdsintra/cdsintra/AmministrazionePortale/DocumentViewer/index.html?ddocname=VVAKT2UNFO6JOGRTWDKINBYB4U&q=sileri.
    Vi invito a leggerla con molta attenzione.
    Il problema è che, di chiamate senza concorso come quella annullata dal Tar, Novelli ne ha fatte ben 57.
    Ora cosa farà Tor Vergata, quando arriverà a bussarle alla porta (oltre alla Procura della Repubblica, anche) la Procura Regionale della Corte dei conti?
    A questo punto, credo che un minimo – dico un minimo – di decenza vorrebbe che Novelli si dimettesse immediatamente.

  13. “gab” dice: “e’ una brutta cosa” la registrazione, poi certo aggiunge, anche le parole di Novelli sono “da condannare”, una questione di stile, di modi..embe’ insomma, non si fa. C’e’ da buttarsi via dalle risate (o piangere a dirotto, dipende). Novelli parla in quel modo, dice cose gravissime, e “gab” invoca la forma, che se Gruner l’avesse “rispettata” quella “forma”, le grida, le minacce, l’inaudita violenza delle parole, sarebbero rimaste custodite nel segreto delle mura del Rettorato. E bravo il nostro “gab”, che non ammette eccezioni al galateo accademico.

  14. Giuseppe De Nicolao says:

    Quando ho visto questo video, ho pensato fosse stato girato a Roma Tor Vergata (in realtà è stato girato a Padova). Nessun critico se n’era accorto ma il sergente Hartman di Full Metal Jacket è un personaggio chiaramente ispirato a certi baroni accademici italiani. Come Kubrick sia venuto a conoscenza di questi usi (tuttora in vigore, a quanto pare) è una questione ancora da esplorare, ma è impossibile negare i punti di contatto.

  15. Al di là del vergognoso modo di esprimersi, quello che è insopportabile è la protervia con cui si controbatte al diritto che ciascuno di noi ha di contestare decisioni prese senza rispettare le leggi (visto l’accoglimento del primo ricorso, direi che questo lo si può senz’altro dire). Ci riempiono di regole burocratiche che ostacolano il nostro lavoro e poi pensano di fare il bene dell’Università scavalcandole. Decisamente comico il finale con la minaccia di denuncia alla polizia, che esista ancora il delitto di lesa Maestà?

  16. Tor Vergata ha pubblicato oggi il bollettino dell vittoria, firmato Diaz. Di seguito: http://web.uniroma2.it/module/name/Content/newlang/italiano/navpath/HOM/action/showpage/content_id/23274.
    Della serie: la realta’ romanzesca.

    • Giuseppe De Nicolao says:

      Beh, Diaz aveva vinto la guerra. Chi legge la sentenza vede che non si può dire lo stesso per l’ateneo di Tor Vergata rispetto alla sentenza del TAR (che ha accolto il ricorso nei confronti della chiamata effettuata dall’ateneo).

    • E gia’. Comunicato stampa degno di Comical Ali.

  17. tra l’altro in caso di danno erariale (e l’assunzione illegittima ne è ipotesi in re ipsa), bisognerebbe procedere all’annullamento d’ufficio degli atti di spesa illegittimi, ossia ad annullare le nomine a ruolo superiore (art. 52, co. 6, cod. giust. cont.: “Resta fermo l’obbligo per la pubblica amministrazione denunciante di porre in essere tutte le iniziative necessarie a evitare l’aggravamento del danno, intervenendo ove possibile in via di autotutela o comunque adottando gli atti amministrativi necessari a evitare la continuazione dell’illecito e a determinarne la cessazione”).

  18. ma chi ha vinto???? è come nelle elezioni politiche: hanno vinto tutti???

    • Premassima e massima e dispositivo della sentenza, tratti da http://www.lexitalia.it:

      TAR LAZIO – ROMA, SEZ. III BIS – sentenza 20 marzo 2017 n. 3720 – Pres. Savoia, Est. Quiligotti – Sileri (Avv.ti Monaco e Dinelli) c. Università degli Studi Tor Vergata di Roma (Avv.ra Stato) e con l’intervento ad opponendum di Giardina (Avv. Bruno) – (accoglie).

      Università – Professori universitari – Reclutamento – Chiamata ex art. 24, 6° comma, della legge n. 240 del 2010 (c.d. legge Gelmini) – Senza adeguata pubblicità della procedura e senza l’espletamento di una procedura comparativa tra i vari ricercatori in possesso dell’abilitazione nazionale potenzialmente interessati – Illegittimità – Fattispecie.

      E’ illegittima la delibera del Consiglio di Facoltà di una Università degli Studi (nella specie si trattava della Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università di Roma Tor Vergata) che, ai sensi dell’art. 24, 6° comma, della legge 30 dicembre 2010 n. 240, ha individuato, ai fini della nomina a professore universitario di seconda fascia, un ricercatore a tempo indeterminato in possesso dell’abilitazione scientifica nazionale, ove risulti che sia mancata la pubblicità della predetta procedura e che l’Università non abbia espletato una procedura di tipo comparativo ai fini dell’individuazione del candidato da sottoporre alla valutazione della Commissione appositamente costituita ai fini della successiva chiamata a professore di II fascia ai sensi del comma 6 dell’art. 24 della legge n. 240 del 2010, ove risulti che, nel Dipartimento di interesse, erano presenti una pluralità di candidati astrattamente in possesso dei requisiti richiesti dalla relativa normativa di settore, ossia vari ricercatori che avevano conseguito l’abilitazione scientifica nazionale.

      P.Q.M.

      Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio (Sezione Terza bis), definitivamente pronunciando sul ricorso, come in epigrafe proposto, lo accoglie e, per l’effetto, annulla la procedura di cui trattasi.

      Secondo lei chi ha vinto?

    • Sentenza Tribunale amministrativo regionale del Lazio

      (Sez. Terza Bis, sentenza n. 3720 del 20 marzo 2017)

      Con riferimento alle recenti notizie di stampa concernenti una presunta illegittimità dei concorsi di chiamata dei professori presso l’Università degli Studi di Roma “Tor Vergata”, si comunica che il Tribunale amministrativo regionale del Lazio (Sez. Terza Bis, sentenza n. 3720 del 20 marzo 2017) ha affermato la piena legittimità del Regolamento adottato dalla stessa Università e, in particolare, la piena regolarità della disposizione che prevede la possibilità di chiamata diretta dei professori, così come previsto dalla legge Gelmini di riforma dell’ordinamento universitario (legge n. 240/2010).

      …. e che ne so io? chi ha vinto?

  19. Mi pare serio, ben scritto e comprensibile il pezzo pubblicato sul FQ cartaceo di oggi a pagina 14, dal titolo: “Professori a chiamata diretta, Tor Vergata perde al Tar: sono 57 le cattedre a rischio”.
    ___________