Segnalazioni

La settimana ROARS: 3 – 9 ottobre 2016.

La settimana ROARS:

3 – 9 ottobre 2016.

Una rapida sintesi dei contributi pubblicati
nel corso della settimana appena conclusa.

«Non sottovalutate, vi prego, il Duce, attribuendo così ai governanti dell’oggi un’originalità che non hanno. A far nominare le commissioni di concorso dal governo ci aveva pensato, eccome: con il regio decreto legislativo n. 1071 del 20 giugno 1935» Ce lo ricorda Mauro Moretti, che inquadra nell’autobiografia della nazione il progetto di far nominare alla presidenza del Consiglio i presidenti delle commissioni per le Cattedre Natta (Sulle cattedre Natta, cantonata di Roars: il Duce ci aveva pensato, eccome). Per pura coincidenza, la notizia che il Decreto prevede commissioni “di nomina renziana” è preceduta di poche ore da un articolo su Repubblica di Raffale Cantone che spiega «Non sono io ma riviste come “Nature” a mettere in relazione ingiustizie e fughe dei cervelli». Ma cosa scriveva davvero “Nature”? «Nelle graduatorie della qualità della ricerca gli Stati Uniti sono stati superati dal Regno Unito nel 2006 e dall’Italia nel 2012» (Caro Cantone, guarda che è “Nature” a smentirti) Tutto è cominciato il 23 settembre: «C’è un grande collegamento, enorme, tra fuga di cervelli e corruzione» dice Cantone e subito riparte il fuoco dei media, che riporta in auge anche il presunto dilagare di una parentopoli mai domata. Una parentopoli che, però, numeri alla mano, è una bufala bella e buona (Università: la causa della “fuga dei cervelli” sono i tagli, non il nepotismo). Una tempesta mediatica che rende digeribile, se non persino gradito agli occhi dell’opinione pubblica, l’esautoramento delle istituzioni universitarie (I problemi dell’università italiana: nel conflitto fra nepotismo/corruzione e disinvestimento sistemico, ecco il vero pericolo). Delegittimazione, produzione normativa compulsiva e delirio burocratico sono armi di distrazione di massa, mentre il progetto di distruzione del sistema pubblica dell’Università, della scuola e della ricerca prosegue inesorabile, facendo finta di introdurre processi di miglioramento (Come distruggere la scuola e l’Università pubbliche). Ma non tutti vogliono stare al gioco della facile demagogia. Di sicuro non ci sta Carlo Ferraro che chiede entro mercoledì di sottoscrivere la lettera aperta da lui indirizzata a Raffaele Cantone (Stop alla «facile demagogia». Ferraro raccoglie firme per dirlo a Cantone). La minaccia del docente bolognese di “lasciar copiare” i propri studenti per protesta contro il lassismo nel combattere i fenomeni di plagio universitario dei colleghi fa sorgere spontanea una domanda che piacerebbe rivolgere a Cantone: perché gli studenti non hanno licenza di copiare e consiglieri ANVUR sì? (Licenza di copiare: perché gli studenti no e i consiglieri ANVUR sì?)

L’ASN 2.0 rivela il sogno anvuriano: la perfetta automazione bibliometrica ope legis. I robot anvuriani pensano meglio dei professori e saranno presto tra noi. Cattedre Natta permettendo (ASN 2.0: perfetta automazione ?).

Una sentenza del Consiglio di Stato è destinata a produrre effetti devastanti sul sistema universitario: le chiamate riservate agli esterni devono riguardare soggetti che nell’ultimo triennio non abbiano avuto rapporti con l’Ateneo che ha emanato il bando, fossero anche poche ore di lezione in una Scuola di Specializzazione o una supplenza d’insegnamento (Brevi considerazioni a margine della Sent. Cons. Stato, Sez. VI, n. 3626/2016).

E per finire, l’angolo del buonumore. Il Direttore della Scuola Normale di Pisa, Vincenzo Barone, definisce “oggettive” le valutazioni della classifica di Times Higher Education (nonostante le 74 posizioni perse dalla Normale in due anni). Passano due giorni e il ranking analyst Richard Holmes ne mette a nudo tutte le incongruenze, definendola “presumibilmente, la piu divertente del mondo” («O giustissimo giudice!» Shylock, la Normale e la più divertente classifica del mondo).

 

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Ricordiamo ai lettori la call for papers di RT, a Journal on Research Policy and Evaluation.

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