La bufala del giorno

La ritirata delle truppe cammellate: arriva Roars e i 5.000 “pro-Natta” spariscono da Repubblica.it

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“In soccorso delle Cattedre Natta arrivano le truppe cammellate (finte)” è il titolo dell’articolo di Roars che ha sottoposto a un rigoroso fact-checking un articolo di Repubblica.it, che informava i lettori di una

Lettera a Renzi di 5.000 ricercatori che lavorano in Gran Bretagna. “Sì al merito, ma serve la riforma”

dove per riforma si intende l’istituzione delle controverse Cattedre Natta. Su nostra richiesta, era lo stesso professore intervistato da Repubblica.it, Roberto Di Lauro, a rivelare che «la lettera non è stata firmata da 5.000 ricercatori, ma che è stata redatta dall’Association of Italian Scientists in UK», la cui pagina Facebook ha ben 36 “like”  e che su twitter ha 68 followers. Passano poche ore e Repubblica, senza fornire alcuna segnalazione della revisione (come la buona prassi giornalistica imporrebbe) cambia il sottotitolo alla chetichella, facendo sparire i “5.000 ricercatori”. Ecco il nuovo sottotitolo:

Lettera a Renzi dell’associazione dei ricercatori che lavorano in Gran Bretagna.”Sì al merito, ma serve la riforma”

Ma, nella fretta, si dimentica di correggere l’home page di Repubblica.it – Scuola dove i valorosi cammelli sono ancora schierati, incuranti dell’ordine di ritirata loro impartito.

repubblicait_scuola

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33 Comments

  1. Giuseppe De Nicolao says:

    I resti di quelle che furono le più potenti truppe cammellate del mondo risalgono in disordine e senza speranza le oasi che avevano discese con orgogliosa sicurezza …

  2. Poveri cammelli ho sempre avuto simpatia per quegli animali.

  3. Rimangono però vari punti da chiarire:

    (1) dove sta il link pubblico alla lettera

    (2) chi l’ha firmata e dove si evince

    (3) che cosa è aisuk

    (4) perché sarebbe rilevante dedicargli un articolo su repubblica se è una associazione sconosciuta e irrilevante composta da gente che mai ha preso posizione nel dibattito pubblico e che parla a nome proprio (e che son pure 10)

    (5) [e più importante] quale è la relazione tra AISUK e l’ambasciata e in particolare con il suo addetto scientifico: è una associazione indipendente, istituzionale o governativa? Da chi viene e come viene nominato il board?

    Aspettiamo fiduciosi che il board di AISUK, l’addetto scientifico presso l’ambasciata di Londra prof. Di Lauro e Repubblica chiariscano i suddetti punti.

    • “L’AIS-UK, patrocinata dall’Ambasciata italiana a Londra, nasce come organizzazione no-profit, ma il prossimo obiettivo è ottenere lo status di charity (l’equivalente delle ONLUS italiane). Ora a guidare l’associazione sono i cinque fondatori, ma in primavera i membri eleggeranno un Consiglio Direttivo e approveranno lo statuto. Può iscriversi chiunque sia italiano, diplomato, e lavori in UK in una delle sei aree disciplinari menzionate. Oltre che sul sito, informazioni e modulo d’iscrizione si trovano anche sulla pagina Facebook dell’AIS-UK.” http://www.lescienze.it/news/2013/02/07/news/ais-uk_la_ricerca_italiana_nel_regno_unito-1493374/

    • Salvatore Valiante says:

      Beh, mi fa piacere che i colleghi italiani in UK siano ben contenti di tornare in Italia e contribuire al nuovo piano di rinascita democratica, rinunciando ad una fetta consistente del loro stipendio annuale (e soprattutto al riconoscimento giuridico di 4 anni di stipendio) per prendersi una cattedra Natta, come i colleghi italiani hanno fatto (e continuano a fare) da anni quotidianamente.

      Sono sicuro che anche con la metà delle attuali risorse a loro disposizione, saranno comunque in grado di mantenere gli standard di “ECCELLENTI ECCELLENZE” acquisito in UK.

      Sono convinto anche che i nostri colleghi in UK vogliano aggiungere le loro firme a quelle 7000 reali firme di accademici italiani in calce alla lettera scritta dal Prof. Ferraro al Signor Primo Ministro per chiedere che la professionalità dei loro colleghi italiani non sia ancora una volta trattata da serie B, visto che ogni giorno lavorano in accademia per mantenere con la metà delle risorse rispetto ai paesi oltremanica l’università italiana all’ottavo posto (dati OECD) in termini di ricerca e di capacità di formare laureati bravi a livello internazionale.

      Potremmo scrivere noi una lettera a loro (gli indirizzi della AISUK sono facilmente reperibili) invitandoli a rientrare urgentemente per aiutare il loro Paese.
      Sono disponibili 500 posti per ora, alle condizioni di lavoro italiano, ma la speranza infusa dal sol dell’avvenire della riforma costituzionale sicuramente moltiplicherà i posti.

      E poi in fondo cos’è il sacrificio personale quando la Patria chiama?

  4. aristotele says:

    permettetemi un commento domenicale, semiserio-faceto: aridatece Bottai… e pure Gentile!
    (don’t worry, se mi cancellate il post non mi offendo!)

  5. La tragicommedia non ha fine … Io immagino così la nascita di questa associazione così tanto gradita e seguita dai 5000 iscritti (il magico numero 5 è obbligatoriamente presente). Immaginare è lecito e non deve coincidere con la realtà. Ogni riferimento a fatti e persone reali è puramente casuale. Ecco cosa ha scoperto la FBI, che sta per FurBastrItaliani o FurBItaliani, frugacchiando nelle mails. Sono state date, da alti fori, istruzioni segrete a un’ambasciata prestigiosa e in un paese rigorosamente anglofono, altrimenti non vale, di istituire un’associazione a profilo ‘scientifico’, che possa esprimersi allo stesso livello delle associazioni professionali accademiche italiane o CUN ecc., al fine di sostenere le iniziative governative in materia di università e ricerca. Il ministro interessato non ne sa niente e sta cadendo dalle nuvole, poiché è seriamente impegnata a far stipulare accordi lavorativi tra la Buona Scuola e i vari buoni MacDonalds: saper friggere patatine è questione di sopravvivenza per i futuri disoccupati o precari; i tirocinanti che avessero superato la prova finale in TV (canale e conduttore sono per ora ignoti) potranno andare nel summenzionato paese anglofono a produrre e commercializzare fish and chips, nonché a iscriversi alla summenzionata Associazione.

  6. indrani maitravaruni says:

    Questa di MacDonald’s è davvero imperdonabile. Ma forse servire hamburger sarà il futuro di tutti noi.

  7. Johnny mnemonico says:

    Il Rettore dice che la Lectio di Violante ha natura scientifica, obbligando i dottorandi a partecipare. NonsoloRenzogan. Lo fate un post anche su questo? http://www.ilfattoquotidiano.it/2016/11/12/referendum-lectio-di-luciano-violante-alluniversita-dellinsubria-obbligo-di-partecipazione-per-i-dottorandi/3188057/

    • Giuseppe De Nicolao says:

      Non lo so se ce la facciamo. Ci vorrebbe la redazione del Corriere per stare dietro a cammelli, tornei, Rignano Science Foundation, ministri che hanno sotto il naso mezzo milione di euro accantonati da IIT e non li vedono, etc

    • Non è mezzo miliardo? Ma per i poverelli già 10mila sono cifre astronomiche. Le cifre superiori sono fantafinanziamenti. Vedi la generosa concessione dei futuri 3mila euro ai pochi eccellenti nazionali.

  8. E fare invece un post su questo? http://lacittadisalerno.gelocal.it/salerno/cronaca/2016/11/12/news/la-procura-indaga-su-docenze-e-dottorati-1.14401598

    E qualcuno ha anche il coraggio di pretendere smentita e scuse da Cantone!

    • Caro AndreaP noi non siamo un quotidiano e neppure dei poliziotti. Se qualcuno ci segnala cose strane lo abbiamo sempre reindirizzato verso sedi più opportune. Infatti non solo non ci piace l’idea di rischiare querele e azioni per risarcimento, ma cerchiamo di occuparci di politiche della ricerca. In tutti gli ambienti di questo paese esistono mele marce (né credo che l’accademia nel suo complesso sia la più inquinata) ed è giusto che se ne occupi la magistratura e nel caso la stampa.

    • Alberto Baccini says:

      E comunque se riceviamo un post lo valutiamo per la pubblicazione.

    • E magari non da un anonimo.

  9. Johnny mnemonico says:

    Se è una questione di anonimato, basta citare la fonte.
    Insomma, non prendiamoci in giro, si chiede a Roars di usare la stessa veemenza, che usa contro le irregolarità del governo, verso i continui scandali e irgolaarità relativi ai concorsi. Solo così Roars sarà più credibile e autorevole.

  10. @AndreaP Quello che vorrei capire è questo. Premessa: Da un lato c’è una propaganda dei giornali di regime delle università di regime (le private) su parentopoli in università, puntualmente smentita scientificamente da Roars (De Nicolao) e da altri. Dall’altro notizie locali (che vanno verificate ovvimanente) che insistono.
    Non c’è dubbio che le parentele incidono (pensi al fenomeno di giovani imbecillotti figli di industriali che ereditano fior di imprese senza alcun merito, o figli di attori che fanno gli attori, di cantanti che fanno i cantanti, di politici che fanno i politici di notai che fanno i notai di medici che fanno i medici, magistrati i magistrati diplomatici che fanno i diplomatici generali che fanno i generali etc.)ma la domanda è la seguente università pubblica è di più o di meno…o uguale? Immaginiamo che si scopra che in un campo si coltiva la marjuana e stiamo facendo una campagna contro questa droga, che facciamo bruciamo il campo, denunciamo il proprietario? Sapendo però che la popolazione di quel luogo coltiva la canapa da secoli (non hanno nemmeno provato a ricavare reddito da altre coltivazioni)non è che valga la pena di verificare se i campi vicini o comunque di quel territorio hanno le stesse colture? Prima di chiamare il grande inquisitore o di condannare un singolo podere..!!? Non mi viene paragone migliore. Mi dica che ne pensa..

    • Johnny mnemonico says:

      Sinceramente Giufe, dopo il tuo post sono un po’ stonato (!!!). A parte gli scherzi, stai parlando di mele e di pere. A me non interessa quello che fanno i privati, perchè lo fanno con i loro soldi. Mi interessa quando la cosa pubblica la si usa come una cosa privata.

  11. Johnny mnemonico says:

    Quindi per Sylos un esposto anonimo che ha portato una procura ad indagare è una non notizia. E va bien. Visto che le sue candide risatine mi impressionano molto, lasciamo perdere. Sono notizie invece i suoi articoli sul Fatto, sempre unidirezionali, dove di fatti se ne leggono pochi.

    • Giuseppe De Nicolao says:

      Gli anonimi che, a corto di argomenti, offendono chi ci mette la faccia (e anche i fatti, perché i post di Sylos Labini sono sempre ben agganciati ai fatti). Gli anonimi che pretendono che gli altri pubblichino e scrivano quello che vorrebbero loro. Non fanno la fatica di studiare e di scrivere. Non hanno il coraggio di esporsi. E pretendono di dare lezioni alla Redazione di Roars. Domani potremmo benissimo chiudere questo blog e dedicare il nostro tempo ai nostri piccoli o grandi interesse personali. E anche se Roars finisse in questo preciso istante, in questi 5 anni avremmo fatto per l’istituzione e per il paese più di quanto hanno fatto e faranno nella loro esistenza buona parte dei nostri colleghi (e degli anonimi). Alcuni dei quali nemmeno meritano queste righe di critica, che presuppongono dei lettori capaci di intenderle.

    • Alberto Baccini says:

      Johnny mnemonico ha fatto arrabbiare davvero Giuseppe De Nicolao.

    • Giuseppe De Nicolao says:
  12. @AndreaP
    p.s. Articolo corriere di oggi all’Anas 4 generazioni della stessa famiglia..Lei è convinto che negli altri enti, nei ministeri, nelle stanze dei bottoni romane non si conoscano nemmeno tra loro e i giornalisti come vengono selezionati???
    Mi sbaglio forse?

  13. indrani maitravaruni says:

    Il problema dell’università sono i parenti, il governo è formato da viri probi e integerrimi che ci vogliono bene. Non esiste alcun progetto per smantellare l’istruzione pubblica, studi e ricerche prospereranno e la bella addormentata sta ancora dormendo nel bosco.

  14. Innanzitutto è risaputo che l’Italia è uno dei paesi più corrotti (http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2016-01-27/corruzione-l-italia-resta-i-paesi-peggiori-ma-migliora–101630.shtml?uuid=ACDfoGIC), ma ciò non significa che non dobbiamo lottare per cambiare le cose.
    Il fatto che mi esprima prevalentemente sulla corruzione all’interno delle Università e non all’interno dell’ANAS è dovuto, banalmente, al fatto che è un contesto che conosco molto bene, a differenza dell’ANAS.
    In base alla mia esperienza, condivido quanto scritto qui http://espresso.repubblica.it/attualita/2015/03/09/news/universita-altro-che-merito-e-tutto-truccato-vi-racconto-come-funziona-dietro-la-cattedra-1.202894 in particolare questa parte
    “In Italia, prima si sceglie un vincitore e poi si bandisce un concorso su misura per farlo vincere. Anche per un semplice assegno di ricerca.”
    Rispondo in anticipo a chi dirà che sono un fallito della ricerca dicendo che ho ottenuto l’abilitazione di seconda fascia da esterno (grazie all’ASN, altrimenti non avrei avuto “amici” che mi avrebbero fatto ideneo con le vecchie regole) quindi, a differenza dell’autore dell’articolo citato sopra, che è stato lapidato perchè ha pochi aricoli su scopus, io supero anche le soglie per la prima fascia.
    Infine l’anonimato non è dovuto al fatto che non voglio fare la fatica di studiare e di scrivere (anche perchè ho scritto molte segnalazioni alle autorità competenti) ma semplicemente al fatto che non voglio inimicarmi “o’ sistema” poichè per problemi familiari non ho la possibilità di andare all’estero.

    • Giuseppe De Nicolao says:

      AndreaP: “Innanzitutto è risaputo che l’Italia è uno dei paesi più corrotti …”
      __________________
      Non dubito che l’Italia abbia problemi, ma trovo significativo che AndreaP citi il “Corruption Perceptions Index”, uno degli innumerevoli ranking di dubbio valore scientifico che ormai invadono ogni aspetto della nostra vita. A proposito di questo indice è stato scritto (ma non è certo l’unica critica: https://en.wikipedia.org/wiki/Corruption_Perceptions_Index#cite_note-Cobham.2C_Alex-25):
      ___________________
      “The CPI embeds a powerful and misleading elite bias in popular perceptions of corruption, potentially contributing to a vicious cycle and at the same time incentivizing inappropriate policy responses. The index corrupts perceptions to the extent that it’s hard to see a justification for its continuing publication. For the good of the organization, its important aims and the many people committed to its success, Transparency International should drop the Corruption Perceptions Index.
      http://foreignpolicy.com/2013/07/22/corrupting-perceptions/
      =============================
      AndreaP: “In base alla mia esperienza, condivido quanto scritto qui ”
      _____________________________
      La seconda citazione di AndreaP è ancora più sfortunata perché non si è reso conto che cita un articolo che non rappresenta certo un esempio di grande giornalismo e che, non a caso, avevamo già demolito su Roars. Basta il titolo e l’abstract del nostro articolo per capire che quello dell’Espresso è proprio l’ultimo articolo da chiamare a testimonianza:
      _______________________________
      Un Espresso che sa di fango

      «Università, altro che merito. E’ tutto truccato» tuona l’Espresso. La dimostrazione? La mancata carriera di un aspirante professore che nei suoi “quasi dieci anni di esperienza accademica” aveva pubblicato un articolo scientifico su rivista internazionale ed un solo altro lavoro in inglese apparso in un volume che raccoglieva gli atti di un congresso. Ai lettori giudicare se sia più grave la mancanza di meritocrazia nel reclutamento accademico o in quello dei giornalisti.
      http://www.roars.it/online/un-espresso-che-sa-di-fango/
      _________________________________
      Se mi è lecito un commento: AndreaP non conosce bene il mondo dell’Università (altrimenti non avrebbe citatol’articolo dell’Espresso la cui debolezza salta all’occhio di chiunque abbia una minima consuetudine con l’accademia). In alternativa, è un collega un po’ pigro che ha cercato frettolosamente su Google un articolo sulla corruzione in Italia (e la prima cosa che ha trovato è stato l’articolo sul “Corruption Perceptions Index”, senza però rendersi conto che il Sole non è un quotidiano particolarmente affidabile e che l’indice è quanto meno di dubbia validità). Ha poi fatto lo stesso riguardo alla corruzione accademica trovando l’articolo dell’Espresso che non ha nemmeno letto, finendo così per citare un articolo veramente molto debole per non dire peggio. Insomma, tirata di orecchie per AndreaP: non siamo nei commenti di qualche quotidiano nazionale dove si spara un po’ a casaccio che tanto non controlla nessuno.
      La prossima volta, però, non perdo tempo prezioso a revisionare commenti superficiali (lo faccio perché non vogliamo che Roars contribuisca al sottofondo di chiacchiericcio disinformato) e cestino direttamente, che è una soluzione rispettosa dei nostri lettori e anche delle mie energie.

  15. @jonny Pere e mele dici? Generali, alti funzionari statali (i cs.d. Boiardi), diplomatici sono pere o mele? E poi secondo me forse fai confusione (non è colpa tua sia chiaro) tra pubblico e privato. Se sopravvivono Renzi e Padoan hanno in cantiere 17 miliardi di riduzione a vario titolo degli oneri delle imprese che le farà investire (speriamo per noi) e guadagnare (speriamo per loro). Il jobs act è stato sostenuto in larga misura col denaro pubblico (facilitando assunzioni a tempo indeterminato, ma che non è più tanto “indeterminato” come una volta 🙂 ). Come mai abbiamo un debito pubblico così alto e un risparmio privato ancor più alto (se uno ci perde qualcun altro ci guadagna).E’ noto (dati bankitalia) che gran parte delle grandi imprese non investono del loro, aspettano facilitazioni ed incentivi (confindustria la più efficace e astuta lobby del nostro paese fa il tifo per Renzi mi pare ovvio). Non mi dilungo, pere e mele dici? Si ma appese allo stesso albero e alimentate dalla stessa linfa: la nostra.

  16. Marco Vianello says:

    Gentile AndreaP,

    si rende conto del livello dell’articolo che
    ha citato?

    …, che il “corvo” indica come destinataria di un assegno di ricerca nel dipartimento di ingegneria industriale e che è figlia di …, ordinario di lingua e letteratura francese

    questa sarebbe la lotta al nepotismo? il figlio di
    un professore di lingue non potrebbe lavorare in un dipartimento di ingegneria? capisco se il dipartimento
    fosse lo stesso (la legge infatti attualmente lo vieta), ma addirittura che sia scandaloso che un figlio si metta in testa di studiare una materia completamente diversa da quella del genitore e per questo ogni suo passo sia nepotistico … sarebbero questi i problemi
    dell’universita’ italiana?

    a Padova siamo 2000 docenti, dovremmo controllare a priori se per caso un dottorando in ingegneria non sia parente di un docente di diritto o di veterinaria?
    dovremmo costruire una lista nera dei cognomi?

    c’e’ un limite a tutto, anche alla lotta al nepotismo

    sinceramente, oltre a qualche caso sicuramente da sanzionare, vedo grandi cortine di fumo, gonfiate ad arte da una classe politica di governo il cui livello morale e culturale e’ il vero problema irrisolto del nostro paese

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