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I database per le scienze umane e sociali sono affidabili ?

Le scienze umane e sociali non godono di uno statuto speciale in virtù del quale non possono essere sottoposte ad analisi bibliometrica come le scienze dure. Qualità della ricerca, impatto (diffusione) nella comunità scientifica, e importanza (di lungo periodo) sono tre fenomeni comuni sia alle scienze dure che alle scienze umane e sociali. Gli indicatori bibliometrici sintetizzano informazioni che sono ricavate direttamente dal giudizio di qualità espresso dai pari oppure dalle citazioni, come abbiamo discusso qui e più approfonditamente qui. Questi possono essere calcolati anche nelle scienze umane e sociali. Il problema è che per costruirli ci vogliono informazioni. Le informazioni risiedono nei database bibliografici e citazionali. Allo stato attuale, come discusso in questi post, i database bibliografici e citazionali esistenti non hanno informazioni sufficienti per applicare l’analisi bibliometrica alle scienze umane e sociali come avviene nelle scienze dure. WoS e Scopus coprono infatti solo una parte molto limitata della letteratura rilevante per le scienze umane e sociali; e Google Scholar non si sa bene cosa contenga. Va meglio con i molti archivi disciplinari esistenti (per esempio  Philosopher’s Index, EconLit etc.) che però possono essere utilizzati al massimo per costruire dei piccoli sottoinsiemi di indicatori bibliometrici, essenzialmente indicatori di produzione.

La scarsa attendibilità dei dati bibliometrici per le scienze umane e sociali è uno dei problema più grossi che devono essere superati negli esercizi nazionali di valutazione, e che anche l’ANVUR dovrà affrontare nel prossimo esercizio di Valutazione della Qualità della Ricerca (VQR). Purtroppo il VQR è partito senza che sia disponibile l’anagrafe certificata delle pubblicazioni (ANPREPS) prevista da una norma del 2009 (art. 3 bis legge 1/2009) (ed indicata dalla redazione di ROARS nei dieci obiettivi raggiungibili per l’Università e la ricerca). Per le scienze umane e sociali senza una anagrafe certificata non è possibile fare neanche analisi di base: sapere quanto si pubblica, dove ed in che forma. Non è perciò possibile costruire indicatori di produzione e produttività a qualsiasi livello di aggregazione. E tutto si complica quando si considerino le citazioni. Al momento si può solo sperare che la pressione di una intera comunità nazionale di ricerca, spinga i concorrenti sul mercato (Thomson Reuters; Elsevier) a inserire nei database le riviste italiane più rilevanti anche al fine di guadagnare posizioni nel mercato nazionale. L’idea di una infrastruttura informativa europea dedicata alla documentazione sulla produzione nelle scienze umane e sociali, comprensiva delle citazioni non compare tra le priorità dei policy makers.

(L’ANVUR e la valutazione nelle scienze umane e sociali 9 gennaio 2012 Alberto Baccini)

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