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Giorgio Israel sull’ANVUR: una tragicomica Lubianka accademica?

Anche Rete 29 Aprile e Giorgio Israel intervengono
sul “mobbing accademico” nelle abilitazioni

Abbiamo già riferito della lettera aperta di Sergio Brasini e Giorgio Tassinari e di quella del CoNPAss che segnalavano una possibile violazione del Codice Etico dell’ANVUR da parte di Giovanni Federico, membro del “Gruppo di lavoro per le procedure per la abilitazione scientifica nazionale nei settori non bibliometrici” (GLSNB per brevità). Più precisamente, Giovanni Federico aveva scritto: “… facciamo mobbing su quelli giovani ma mediocri o peggio per farli andare in pensione (p.es. tagliamoli fuori dalle commissioni di concorso e facciamone degli zombies). Quando poi i nostri colleghi avranno imparato ed il clima sarà cambiato, allora i soldi saranno ben spesi. In questo processo ci saranno delle ingiustizie? Purtroppo si”.

È bene ricordare che al GLSNB compete un ruolo significativo nelle procedure di abilitazione scientifica nazionale in quanto deve fornire indicazioni su quali libri e riviste siano da ritenersi “scientifici” e sulla classificazione delle riviste, con immediate ricadute sulla selezione dei commissari e dei candidati abilitabili.

Nel frattempo, anche Rete 29 Aprile (R29A) ha inviato una lettera aperta al Ministro, al Presidente dell’ANVUR e a quello del CUN sulle dichiarazioni del prof. Giovanni Federico. Dopo aver sottolineato il grande equilibrio e  l’inequivocabile imparzialità richiesti nella gestione delle abilitazioni nazionali, R29A esprime una censura molto netta:

Affermazioni come questa, che incoraggiano esplicitamente la messa in atto di pratiche inaccettabili e contrarie alla legge e che testimoniano nel contempo in modo inequivocabile un atteggiamento punitivo ben lontano da quello richiesto, sono del tutto inaccettabili e non lasciano spazio ad altra soluzione se non a quella dell’immediata cessazione dei rapporti dell’ANVUR con il suo collaboratore.

Anche Giorgio Israel si è occupato del caso dedicandogli un post nel suo blog. Più ancora che le critiche nei confronti delle dichiarazioni di Giovanni Federico, è di interesse l’interpretazione che ne viene data. Le dichiarazioni sarebbero il sintomo di un approccio ideologico che trasforma ogni questione in un confronto tra il bene ed il male, impedendo un serio dibattito nel merito:

Diceva il noto dirigente comunista Giancarlo Pajetta: «Tra la verità e la rivoluzione, scelgo la rivoluzione». Periscano degli innocenti, purché trionfi la rivoluzione. L’Anvur dovrebbe ritrovare la via per non essere ricordata in futuro come un’avanguardia rivoluzionaria che muove una guerra palingenetica da vincere a ogni costo, anche lasciando sul terreno degli “innocenti”, ovvero delle persone competenti trattate a suon di “mobbing”, perché “imparino” la lezione, fino a ridurle a “zombie”; per non essere ricordata come una tragicomica Lubianka accademica.

Ma forse, più banalmente (ma non meno dolorosamente), tutto si risolverà con il prevalere di nuove cordate accademiche che approfitteranno della bandiera delle “valutazioni oggettive” per sostituire il loro potere con quello dei “vecchi reazionari”.

Links:

- Rete 29 Aprile: Lettera aperta al Ministro, al Presidente dell’ANVUR e a quello del CUN sulle dichiarazioni del prof. Giovanni Federico

- Blog di Giorgio Israel: Per chi ancora coltiva illusioni sulla valutazione “oggettiva” mediante la bibliometria

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