La metodologia di valutazione è stata resa nota per tempo ?

Il risultato finale dipende in primo luogo dalla qualità della ricerca prodotta, ma anche dal modo in cui i ricercatori selezioneranno i loro prodotti da inviare per la valutazione. Nel REF britannico una prima stesura dei criteri adottati dai panel e l’invito alla comunità accademica a discuterne sono stati diffusi circa 18 mesi prima (luglio 2011) dell’invio dei prodotti. I tempi del VQR prevedono che i criteri siano resi noti a due mesi dall’inizio della procedura, mentre è in corso l’invio dei prodotti di ricerca. Il problema è delicato. Se i ricercatori non conoscono precisamente ed in estremo dettaglio quale metodologia applicheranno i GEV, non possono operare scelte razionali. Se il ricercatore X sa che verrà usata esclusivamente l’analisi bibliometrica, si guarderà bene dall’inviare una monografia, anche se ritiene che sia il suo prodotto migliore. Se, come incongruamente previsto dal DM, verrà considerato l’Impact Factor della rivista su cui X ha pubblicato, sceglierà gli articoli usciti su riviste a più elevato IF, anche se ritiene di avere altri lavori migliori. Se vengono considerate le citazioni ricevute dal singolo articolo, sceglierà i suoi articoli più citati, anche se ritiene di aver fatto cose migliori. Nel caso in cui venga usata la peer review, invierà i prodotti che riterrà possano ricevere i giudizi migliori. Se i criteri non sono noti prima, ci sarà sempre qualcuno che potrà sostenere che i modesti risultati raggiunti da una struttura sono il frutto non della modestia della ricerca prodotta, bensì di un errore nella scelta. E’ quindi auspicabile che l’ANVUR solleciti i GEV a produrre in tempi molto rapidi i criteri ed a renderli noti alla comunità scientifica. I criteri dovranno essere espressi ad un livello molto elevato di dettaglio, specialmente quando si preveda di utilizzare la bibliometria. La norma non prevede la condivisione dei criteri nella comunità scientifica, come avviene nel modello britannico. Si può ovviare in parte a questo difetto con la pubblicità. (Alberto Baccini, L’esercizio VQR e la trasparenza)