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Auguri di buon lavoro a Carla Barbati, eletta Presidente del CUN

La Redazione di Roars invia i suoi migliori auguri e congratulazioni alla prof.ssa Carla Barbati, ordinario di Diritto Amministrativo, presidente dell’Associazione Italiana dei Professori di Diritto Amministrativo (AIPDA), già Vicepresidente del CUN e da oggi Presidente eletto dell’organo. Carla Barbati succede ad Andrea Lenzi, che ringraziamo per aver voluto sempre interloquire con tutte le componenti del sistema universitario. Riportiamo di seguito il comunicato stampa del MIUR.

Comunicato Ufficio Stampa MIUR, Roma, 14 febbraio 2017

Oggetto: Università, Fedeli: “Buon lavoro alla neo Presidente del Cun”. È la professoressa Carla Barbati, ordinaria di diritto amministrativo

La professoressa Carla Barbati, ordinaria di diritto amministrativo, è la nuova Presidente del Consiglio Universitario Nazionale. “A lei – dichiara la Ministra dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Valeria Fedeli – vanno i miei auguri di buon lavoro. Con l’occasione ringrazio anche il Presidente uscente, il professor Andrea Lenzi, per il suo impegno e per il lavoro fatto fino ad oggi nell’ambito di un organismo tanto prezioso per questo Ministero. Proprio pochi giorni fa ho portato il mio primo saluto al Cun. Le questioni da affrontare per il rilancio del settore sono numerose. Sono certa che con la nuova Presidente porteremo avanti insieme una proficua collaborazione e un confronto costante, nell’esclusivo interesse del sistema universitario in tutte le sue componenti”.

 

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12 Comments

  1. Sulle qualità della persona nel gestire l’incarico è ovviamente troppo presto per pronunciarsi: speriamo per tutti noi che si ain grado di dare maggiore peso al CUN per il futuro.
    Ma una considerazione di opportunità secondo me va fatta: dopo anni di tentativi (abbastanza riusciti…) di smantellamento dell’Università pubblica, andiamo a eleggere come presidente dell’unico organo elettivo di rappresentanza dei docenti universitari una docente della IULM ?

  2. Un suo articolo sul Sole 24 Ore, “Quella fiducia che serve agli atenei” dice tutto e dice niente. Anzi proprio niente. Mah. E poi mai come con la riforma Gelmini gli atenei possono fare quello che pare loro. Bandi nominali. Una buona università dovrebbe prevedere che le persone si spostino e non che facciano carriera dove si sono laureate e dottorate, perché è ovvio che in questo modo si perpetuano solo vassalli. Macche’ fiducia agli atenei, siamo all’apoteosi del baronato.

    • Non molto d’accordo, mi pare una decisa critica ad Anvur e relativa legislazione (ovviamente non si poteva andare giù più espliciti).
      Esempio: “superare una concezione e una configurazione della sua pur indispensabile valutazione come strumento del suo governo”

  3. Molto più interessante quello che scrive Gianni Toniolo, se autonomia significa fondazioni di diritto private con distribuzione di finanziamenti pubblici in base ai risultati, be’ non sarebbe male se fatto con criterio. Ma qui tutto di trasforma in barzelletta. Godrei solo a vedere la faccia di certa gente, una volta consapevoli di non avere più quel stramaledetto POSTO FISSO e garantito che tanto ha fatto male a questo paese e che fa fare 700.000 domande per supplenze di terza fascia. Proprio per capire con quale attitudine si decide di essere docente, non certo per devozione alla formazione. Ma non accadrà MAI.

    • Giuseppe De Nicolao says:

      Fondazioni di diritto privato significa reclutamento come IIT: eccellente per definizione ma senza nessuna forma di trasparenza. Adesso, se la commissione la combina grossa e c’è qualche coraggioso che ricorre al TAR, i nodi vengono al pettine. Il modello delle fondazioni di diritto privato è il vero sogno proibito della baronia, il regno dell’arbitrio assoluto. Che Orwell si lasci abbagliare dal suo risentimento fino a vagheggiare l’apoteosi del sistema che crede di aborrire, la dice lunga sulla confusione che c’è nelle teste.

    • “Il modello delle fondazioni di diritto privato è il vero sogno proibito della baronia, il regno dell’arbitrio assoluto.”

      Grande De Nicolao Meravigliao!

    • Propongo, da ora in poi, di pubblicare i profondissimi pensieri di Orwell solo dopo che avrà il coraggio di firmarsi col nome e cognome.

    • Giuseppe De Nicolao says:

      Dissento. I pensieri profondissimi sono ormai merce rara Perché mai dovremmo privarci di chi vede nel modello IIT (che ha messo sotto il materasso circa mezzo miliardo) la soluzione di tutti i mali?

    • Mi dovete spiegare nel modello odierno dove non sarebbe presente già l’arbitrio assoluto. I bandi per rtda e rtdb sono nominali, anche se non dovrebbero esserlo ma presentano descrizioni a dir poco imbarazzanti per cercare di disegnare il profilo di chi è designato a vincerlo. L’abilitazione viene utilizzata per togliersi sassolini dalla scarpa e anvur dimostra che l’idea di meritocrazia passa per quanto mi stai simpatico. Ergo la cara università pubblica è gia in mano a baronati e gruppetti di potere ma gode nell’ammantarsi di senso civico, credo nella ricerca e balle varie. Vuole dare un’idea di lindore quando compie misfatti. Sarebbe auspicabile una vera trasparenza ma se non può esserci allora che si vada fino in fondo con licenziamenti e indagini di mercato, invece di questa attuale becera e soffocante ipocrisia.

  4. indrani maitravaruni says:

    Caro Orwell, ma davvero non le è chiaro che vogliono ridurre ai minimi termini unipubblica e usano qualsiasi mezzo? Non hanno etica né rispetto per lo studio e le persone, se potessero incenerirebbero qualsiasi regola. La morale e la bacchetta le tirano fuori per distruggere. Io non ho visto altro spettacolo.

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