Diritto allo studio

Aspetta e spera che il DM si avvicina…

 

Il Ministro Giannini nel suo discorso programmatico al Senato il 27 marzo 2014 ha affermato:

«Il primo obiettivo è assicurare davvero il diritto allo studio. Non possiamo più tollerare – e non lo dico solo da glottologa – espressioni intimamente contraddittorie come “idoneo ma senza borsa”. E che anzi vogliono dire una cosa molto chiara: che lo Stato non è in grado di garantire un diritto, che è poi il diritto chiave per l’emancipazione personale e sociale.

Sul diritto allo studio è ora di rimettersi al lavoro. […]»

 

Intervenendo a YOUniversity.Lab il 26 febbraio 2015 ha ribadito:

 

«Se dovessi mettere in gerarchia le priorità che vedo per il sistema dell’istruzione superiore italiano, allo stesso livello metto questi due punti. Uno: un diritto allo studio che sia un diritto allo studio reale, perché questo è una condizione che (…) [permetterà] di avere una società italiana mediamente più istruita (…)».

Posto che nulla è cambiato sul fronte del DSU, né sotto il profilo del finanziamento né sotto il profilo normativo, ci si aspetterebbe che si adempisse almeno alla “ordinaria amministrazione”. Il DPCM 9 aprile 2001 sancisce che entro il 28 febbraio di ogni anno venga emanato il DM di aggiornamento dei limiti massimi dell’ISEE e ISPE per accedere alla borsa e degli importi minimi della borsa di studio – si definiscono minimi perché le Regioni non possono stabilire degli importi inferiori a quello ministeriale[1]. Ad oggi, nessun DM è all’orizzonte.

 

La ripercussione negativa sugli studenti è presto detta: gli organismi regionali per il DSU che stanno approvando (o hanno già approvato) i bandi per l’a.a. 2015/16, in assenza del DM di aggiornamento, lasciano invariati gli importi minimi di borsa e le soglie ISEE e ISPE dell’anno precedente. In breve, senza l’aggiornamento all’inflazione, né è incrementato l’importo minimo di borsa né sono alzate le soglie di accesso alla borsa[2]. In particolare per il prossimo anno accademico, in cui la riforma ISEE impatterà negativamente sulla platea degli idonei – secondo alcune stime ne determinerà una contrazione -, sarebbe particolarmente opportuno che gli enti fissassero il limite ISEE al massimo valore consentito dalla normativa.

 

Speriamo che non si replichi la storia dello scorso anno, quando il decreto “Indicatori ISEE e ISPE e Importo minimo Borse di studio per l’a.a. 2014-2015” fu emanato il 14 luglio (DM 14 luglio 2014 n. 553)!

 

E’ questa la premura che il Ministro ha verso il DSU?

[1] DPCM 9 aprile 2001, art. 5, co. 11: «A partire dall’anno accademico 2002/03, i limiti massimi dell’Indicatore della situazione economica equivalente e dell’Indicatore della situazione patrimoniale equivalente sono aggiornati annualmente con decreto del Ministro emanato entro il 28 febbraio».

Art. 9, co. 8: «A partire dall’anno accademico 2002/03 gli importi indicati nel presente articolo sono aggiornati annualmente con decreto del Ministro, entro il 28 febbraio, con riferimento alla variazione dell’indice generale Istat dei prezzi al consumo per le famiglie di operai ed impiegati nell’anno precedente a quello in cui il decreto è emanato».

[2] Si ricorda che le regioni possono fissare le soglie ISEE e ISPE per beneficiare di borsa entro un range stabilito dalla normativa nazionale, nel 2014/15, compreso tra i 15.717,35 euro ed i 20.956,46 euro (per l’ISEE). Le Regioni che nel 2014/15 avevano stabilito l’ISEE e l’ISPE al massimo consentito, senza DM, li manterrebbero immutati.

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