Anvur / Approfondimenti / Meritocrazia / Reclutamento / Scelti da noi / Valutazione

Ancora sul caso del “Gruppo di lavoro per le procedure per la abilitazione scientifica nazionale nei settori non bibliometrici”

Facendo seguito alla lettera aperta di Sergio Brasini e Giorgio Tassinari sulle dichiarazioni di Giovanni Federico, anche il CONPASS prende posizione.

Nel frattempo Giovanni Federico risponde su NfA ma le date lo smentiscono.


La lettera del Conpass:

 

Egregio presidente Fantoni,

non le è sicuramente sfuggito quanto pubblicato da Giovanni Federico, nominato dall’ANVUR esperto valutatore delle riviste dell’area 13, in un messaggio apparso il 20 luglio 2012 alle ore 19:20 sul blog di “Noise from Amerika” (‘http://noisefromamerika.org/c/6596/89405); ne riportiamo per brevità un passo significativo:

« [...] lasciamo che gli ordinari vecchi vadano in pensione, facciamo mobbing su quelli giovani ma mediocri o peggio per farli andare in pensione (p.es. tagliamoli fuori dalle commissioni di concorso e facciamone degli zombies). Quando poi i nostri colleghi avranno imparato ed il clima sarà cambiato, allora i soldi saranno ben spesi. In questo processo ci saranno delle ingiustizie? Purtroppo si, ma sempre meno di quelle che ci sono state finora con il sistema baronale tradizionale. Ci vorrà tempo? Certo, e tanto più quanto più quelli bravi, internazionali etc. si schiereranno con la maggioranza dei cialtroni e mediocri perchè colleghi (e per pregiudizi politici contro la Gelmini)».

Non intendiamo ovviamente replicare a ciò che ragionevolmente potrebbe definirsi solo come delirio di un invasato: una slavina di insulti gratuiti che non meritano replica. Il punto è un altro e ben più importante. Toni, contenuti e metodi sono quelli di un crociato (e così gli riconosciamo pure le buone intenzioni); ma le crociate – anche personali – sono fondativamente incompatibili con l’equilibrio e l’imparzialità richiesti dal ruolo che svolge per l’ANVUR. Un proclama che svela in modo patente il travisamento del ruolo tecnico e imparziale di qualunque valutatore, che deve essere equo e soprattutto scevro da ideologie. Non chiediamo le scuse, né altra formale abiura o presa di distanza. L’unico atto riparatorio sarà la rimozione di Giovanni Federico illico et immediate.

Sicuri di interpretare altresì il sentimento dei colleghi ricercatori e ordinari, le inviamo i nostri saluti.

Il presidente nazionale Co.N.P.Ass.

Palermo – Roma, lì martedì 31 luglio 2012.

Al Presidente dell’ANVUR prof. Stefano Fantoni

e p.c.

Al Ministro dell’Istruzione, Università e Ricerca prof. Francesco Profumo

Al Presidente del CUN prof. Andrea Lenzi

 

Replica così Federico su  NfA:

 

La replica evita i profili di merito, ignora il contenuto del Codice Etico ANVUR, che esplicitamente è diretto anche ai collaboratori esterni, e fa confusione con le date.

  • La nomina del Comitato da parte di ANVUR è del 3 luglio 2012.
  • Il commento controverso di Giovanni Federico è del 20 luglio 2012.

Non è vero che “il post (con relative risposte) fu pubblicato “molti mesi prima  del “mio incarico istituzionale” “, come sostiene Federico. In realtà, il post di Giovanni Federico, intitolato “La revisione della spesa e l’università” (link), è stato pubblicato il 9 luglio 2012 e il commento oggetto della lettera aperta (link) è datato 20 luglio 2012, come si può controllare qui sotto. In quella data Giovanni Federico ricopriva già l’incarico istituzionale ed era perciò tenuto a rispettare il Codice Etico dell’ANVUR.

 

 

 

 

 

 

 

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32 Comments

  1. ccarminat says:

    GF si e’ sbagliato sulle date, e avrebbe fatto bene a controllare. Tuttavia la fonte dell’errore e’ certamente dovuta al fatto che quanto ha scritto in data 20 luglio e’ sostanzialmente identico a quello che ha scritto innumerevoli altre volte.

    Certo, dopo la nomina avrebbe fatto meglio a non scrivere commenti che potessero dare adito ad equivoci (specialmente se deconestualizzati). Tuttavia mi sembra esagerato dedicare alla vicenda ben due articoli: cerchiamo di discutere della sostanza, non della forma!

    • Giuseppe De Nicolao says:

      La reazione di CONPASS non mi sembra esagerata. Un membro di un gruppo di lavoro decisivo per selezionare commissari e candidati rivela di voler condurre una sua crociata per raggiungere i cui obiettivi prevede vengano commesse ingiustizie che ritiene fin d’ora accettabili. Non mi sembra solo un problema di forma.

    • ccarminat says:

      Quando parlo di reazione esagerata non mi riferivo ne’ a COMPASS, ne’ a Brasini-Tassinari, ma piuttosto a ROARS (due post in una giornata!). A che giova questa polemica?

      Detto questo, il compito di Giovanni Federico mi sembra quello di far parte di una commissione incaricata di gettar le basi per una valutazione delle riviste, in base a questa valutazione saranno poi valutati anche i singoli.

      Poi, anche se avesse manifestato l’intenzione di ghigliottinare gli improduttivi, la cosa conta poco: come la valutazione verra’ usata non dipende da lui ne’ dalla commissione. Sarebbe invece molto peggio qualcuno che, zitto zitto, favorisce le riviste dove pubblicano gli amici. Riguardo poi alle “ingiustizie”, credo che si riferisse a coloro che vengono danneggiati dal sostanziale blocco del reclutamento, non a qualcuno che verrebbe ingiustamente silurato.

      Ad ogni modo non mi sembra che questa vicenda (l’uscita infelice di un commissario) sia una questione centrale per ROARS. Sono convinto che i problemi ed i nodi siano altri.

    • Giuseppe De Nicolao says:

      ccarminat ha tutta la mia ammirazione per il suo tentativo di difendere GF o comunque sminuire la portata delle sue inopportune dichiarazioni.

      “A che giova questa polemica?”

      Provo a spiegarlo. In una situazione confusa, in cui non si sa se le mediane sono vincolanti [http://www.roars.it/online/?p=10443] e neppure se nei settori non bibliometrici le mediane sono due o tre [http://www.roars.it/online/?p=10236], con un ricorso [http://www.roars.it/online/?p=9607] presentato da un presidente emerito della corte costituzionale (Onida), un membro della commissione che deve proporre i criteri su cui verranno calcolate le mediane fa dichiarazioni da giustiziere anticipando che per sconfiggere il male qualche ingiustizia ci può stare [http://www.roars.it/online/?p=9607].

      Il commento di M.C. Pievatolo (vedi sotto) spiega benissimo (per i pochi che non l’hanno già chiaro) che si tratta di dichiarazioni assai poco compatibili con il ruolo ricoperto da GF. Un vero regalo per tutti quelli che hanno presentato o stanno per presentare i loro ricorsi. Verrebbe quasi da pensare che GF sia un doppiogiochista degno di Borges [http://www.lankelot.eu/La-setta-dei-trenta] o Le Carré che, in missione per conto di Onida, sta facendo il gioco della parte più reazionaria del corpo docente italiano.

      La spy story prende forza quando GF si difende scrivendo che “che il post (con relative risposte) fu pubblicato molti mesi prima del mio “incarico istituzionale”” [http://noisefromamerika.org/c/6596/89918]. Basta un attimo per smontare questa difesa. Infatti, il commento “incriminato” di GF (il cui link [http://noisefromamerika.org/c/6596/89405] era riportato nell’articolo di Roars) risale al 20 luglio ed è pertanto decisamente posteriore alla nomina, datata 3 luglio [http://www.anvur.org/sites/anvur-miur/files/delibere/delibera55_12.pdf].

      Vuoto di memoria? (questa la tesi di ccarminat) Distrazione? Oppure una raffinata strategia per rendere ancor più insostenibile la situazione e favorire il ventre molle della vandea accademica italiana?

      Su Roars non possiamo che registrare stupefatti la sequenza degli eventi e segnalarli ai nostri lettori. A che giova? Qui si sta disintegrando la credibilità dell’ANVUR e si mette a rischio l’intera procedura di abilitazione. Diverse migliaia di precari, ricercatori e professori stanno cercando di capire le regole ed il destino delle abilitazioni. Qualcuno dovrebbe spiegare loro che i problemi ed i nodi sono altri.

    • alessandro nuvolari says:

      A me pare davvero una cosa fuori dal mondo! Giovanni Federico nel suo post se la prende IN MODO ASSOLUTAMENTE GENERICO contro “cialtroni e mediocri”. Sarebbe come se un arbitro di calcio dicesse “i giocatori che simulano un fallo in area di rigore sono la rovina del gioco e andrebbero subito espulsi”. Questo vuol dire che l’arbitro non è adatto ad arbitrare una specifica partita? Anzi, Giovanni Federico non è neanche stato chiamato ad arbitrare una partita, ma semplicemente a dare qualche consiglio su possibili cambiamenti di regole….
      Sono assolutamente d’accordo con ccarminat il polverone sollevato da ROARS sulla questione con due post in un giorno è assolutamente ingiustificato.

    • Caro Nuvolari,
      in primo luogo potrebbe fare a meno di usare il maiuscolo. Da esperti utenti internazionalizzati come i fans di NfA sono, ci aspettiamo almeno il rispetto della netiquette. In secondo luogo, il suo paragone è fuorviante. GF non è chiamato a dare un parere per una partita amatoriale di calcetto nelle periferie di qualche città italiana, come forse sarebbe opportuno, ma a definire la lista delle riviste scientifiche e quali fra esse debbono essere poste in fascia A ai fini della selezione dei commissari e dei candidati per le abilitazioni. Cerchiamo di essere seri.
      Inoltre, vorrei capire quale arbitro di calcetto a cinque di periferia non incorrerebbe in sanzioni disciplinari da parte della sua pur infima federazione per aver affermato che siccome bisogna moralizzare il gioco, si possono espellere anche un po’ di giocatori onesti pur di far saltare quelli disonesti.

    • Giuseppe De Nicolao says:

      @nuvolari

      Consiglierei la letttura del commento di M.C. Pievatolo che fornisce una spiegazione accessibile a tutti del perché le dichiarazioni di GF siano inopportune per il ruolo che ricopre. Lo stesso GF, cercando di collocarle in una data anteriore alla nomina, mostra di essere il primo non ritenerle del tutto consone al suo incarico.

      Che quello di GF sua un ruolo consultivo di poco rilievo (“non è neanche stato chiamato ad arbitrare una partita, ma semplicemente a dare qualche consiglio su possibili cambiamenti di regole”), è anch’essa una tesi poco difendibile come avevo già spiegato in un mio commento che, per comodità, riporto di seguito.

      “In realtà, GF è esattamente nella posizione per mettere subito in pratica le sue tesi. Il gruppo di lavoro a cui appartiene deve fornire indicazioni su quali libri e riviste siano da ritenersi “scientifici” e sulla classificazione delle riviste, con immediate ricadute proprio sul calcolo delle mediane per la selezione dei commissari e dei candidati abilitabili. Se per essere sicuro di colpire “cialtroni e mediocri” declassasse alcune riviste che non meritavano di essere declassate e finisse per danneggiare anche i meritevoli, sappiamo già che ha messo in conto delle ingiustizie per il raggiungimento di un bene superiore. Dato che per escludere i non meritevoli ci sono due ulteriori filtri, quello commissione e poi i concorsi locali, questa teorizzazione della “giustizia sommaria” è ancor meno giustificabile.”

      Se non fosse abbastanza chiaro, mi spiego meglio: se lo scopo è escludere “cialtroni e mediocri” dalle commissioni, il modo più facile è declassare le riviste su cui sono soliti pubblicare. Magari tra queste riviste ve ne sono alcune che non meriterebbero il declassamento (con la conseguente penalizzazione di ricercatori validi che pubblicano su di esse), ma si può commettere qualche ingiustizia pur di essere sicuri di mobbizzare/zombizzare “cialtroni e mediocri”, ovvero escluderli dal sorteggio dei commissari. Da notare che il termine “mobbing” denota una pratica di per sé scorretta ed il suo uso ribadisce l’idea che il (buon) fine giustifica l’uso di (cattivi) mezzi.

      È lecito domandarsi come dichiarazioni così improvvide possano conciliarsi con il Codice Etico dell’ANVUR ed anche come GF abbia potuto fare fare un tale regalo a chi volesse presentare ricorso (in un altro commento, mi sono persino chiesto se GF sia in realtà un doppiogiochista al servizio della Vandea accademica italiana, ipotesi affascinante ma poco realistica).

      Come osservato dalla Pievatolo, non basta che un giudice sia imparziale ma deve pure apparire tale. Anche se d’ora in poi si comportasse in modo ineccepibile, le dichiarazioni programmatiche di GF sono tali da incrinare la fiducia nell’imparzialità dei pareri che usciranno dal suo gruppo di lavoro, esposti al sospetto di essere strumentalizzati per meglio raggiungere lo scopo della “pulizia accademica”. Desta stupore che la sensibilità istituzionale di alcuni colleghi sia così bassa da non percepire il problema (è purtroppo vero che la storia recente italiana ci ha abituato a comportamenti ed esternazioni in stridente contrasto con i doveri di chi ricopriva ruoli istituzionali).

    • Toglierei un po’ di suspence alla spy story. Trovo anch’io credibile la spiegazione di ccarminat: quelle cose Giovanni Federico le ha dette e scritte altre volte. Penso anch’io con ccarminat che “dopo la nomina avrebbe fatto meglio a non scrivere commenti che potessero dare adito ad equivoci”.

    • alessandro nuvolari says:

      @ Banfi, De Nicolao
      Secondo me il commento di Giovanni Federico nel suo post può al massimo essere considerato una leggerezza e non scalfisce assolutamente la sua credibilità di esperto per l’Anvur. Sarei però curioso di conoscere la posizione di De Nicolao e Banfi rispetto alle lettere di Brasini-Tassinari e del Conpass. Condividono la richiesta di rimozione di Giovanni Federico oppure la ritengono eccessiva ?

    • Giuseppe De Nicolao says:

      Brasini e Tassinari chiedono un’assunzione di responsabilità da parte del Consiglio Direttivo:

      “chiediamo al Consiglio direttivo dell’ANVUR di prendere atto delle dichiarazioni di Giovanni Federico e di valutarne la compatibilità con il prosieguo della sua partecipazione al Gruppo di lavoro per le procedure per la abilitazione scientifica nazionale nei settori non bibliometrici.”

      Brasini e Tassinari, a fronte di dichiarazioni che a loro sembrano inopportune e incompatibili con il ruolo ricoperto da GF (e lo sembrano anche a me), chiedono al Consiglio Direttivo di spiegare se tali esternazioni rientrino nella norma dei comportamenti consentiti agli studiosi collaboratori esterni. L’ANVUR potrebbe rispondere che il commento di GF non scalfisce la sua credibilità di esperto, e questo aiuterebbe l’accademia italiana a capire meglio gli standard dei processi valutativi dell’ANVUR, anche a confronto con quelli adottati nelle altre nazioni.

      Personalmente, ritengo che Brasini e Tassinari abbiano affrontato la questione in modo istituzionalmente ineccepibile: è il Consiglio Direttivo ANVUR che deve assumersi la responsabilità.

      Il Co.N.P.Ass. va dritto alla richiesta di dimissioni: se i nostri standard fossero quelli dei paesi civili, avrebbe ragione, ma non sono sicuro che sia così semplice. Infatti, rimane il dubbio che da noi siano prive di valore regole comportamentali che altrove sono ben radicate nella sensibilità istituzionale. H.G. Wells ha scritto un famoso racconto, “The Country of the Blind”. Il protagonista capita in un paese delle Ande in cui sono tutti ciechi e diventa lui l’eccezione. Al punto che per integrarlo meglio gli propongono di farsi cavare i bulbi oculari.

      Buona lettura.

    • ccarminat says:

      Giuseppe, io penso che per capire le affermazioni contenute nel commento di GF la cosa migliore sia rileggere l’articolo ¿Que Viva ANVUR?
      http://noisefromamerika.org/articolo/que-viva-anvur

      Nell’articolo suddetto ci sono tutti gli ingredienti che compaiono nel commento incriminato. Tra l’altro, rileggendolo, mi sa che ho detto una sciocchezza poco sopra riguardo alle “ingiustizie”. Probabilmente GF si riferisce agli inconvenienti legati all’uso dei criteri bibliometrici (vedi questo commento http://noisefromamerika.org/c/5440/71268 ), inconvenienti che rendono molto probabile che un taglio “alto”, a livello della mediana, produca qualche “ingiustizia”.

      Cosa vuol dire cio’? Vuol dire semplicemente che il valutatore GF si rende conto delle imperfezioni *ineliminabili* del sistema di valutazione in cui e’ coinvolto. Non mi sembra una cosa negativa, anzi.

      Si puo’ esser critici con l’ANVUR e con le regole che l’agenzia ha stabilito (e qui sono su molti punti d’accordo con te), ma la situazione non s’aggiusta certo sostituendo un valutatore. Anche questo intendevo dicendo che “i problemi ed i nodi sono altri”.

      Riguardo alle suggestioni complottiste, mi sembrano ridicole. Tuttavia ti credo quando dici che queste affermazioni possano fornire appiglio per ulteriori ricorsi (in fondo siamo il paese degli azzeccagarbugli).

  2. La forma, quando si parla di istituzioni, è sostanza. Se non si è in grado di rispettare la forma non si entra a far parte di organi istituzionali. Giovanni Federico ama richiamare le esperienze internazionali: su questo punto ha molto da imparare.

  3. Quando sono entrata per la prima volta in una commissione d’esame, mi è stato spiegato che il mio ruolo era quasi-giudiziario. Che, dunque, potevo dire a uno studente “io la boccio” solo alla conclusione dell’esame. Se l’avessi detto in pubblico prima, avrei manifestato o un mio pregiudizio, che mi avrebbe reso inidonea a stare in commissione, o addirittura una minaccia. Il caso di un proclama del tipo “io vi boccio quasi tutti, anche se rischio di trattare ingiustamente qualche candidato, perché voglio fare pulizia in questa facoltà di oziosi” non era, naturalmente, neppure contemplato.

    Formalismi da vecchi professori? Forse. Ma il rispetto di queste forme segna la differenza fra l’uso legale del potere che ci è stato conferito e il suo uso dispotico, o – per meglio dire – “baronale”.

    • Mi pare un discorso di minimo buonsenso, al quale i fans di Giovanni Federico che lo difendono a spada tratta – e il Federico stesso – sono evidentemente insensibili. Purtroppo viviamo al tempo della mer(d)itocrazia imperante…

    • alessandro nuvolari says:

      Il riferimento di Maria Chiara Pievatolo agli esami non calza. Il post di Federico è generico e non rivela nessun tipo di pregiudizio nei confronti di specifici soggetti. Federico è quindi come quel professore che dice ai suoi studenti: “chi non studia non passerà l’esame”. Inoltre Federico lamenta il fatto che ci sono state in passato e probabilmente in futuro ci saranno ingiustizie e non se ne compiace. Federico preferisce il nuovo sistema al vecchio proprio perché, a suo avviso, è potenzialmente in grado di ridurre il numero di ingiustizie E’ come se un docente dicesse che, secondo lui, gli esami scritti sono da preferire agli esami orali perché consentono di ridurre il numero di ingiustizie commesse, ma che purtroppo non esiste un sistema del tutto perfetto.

    • Giuseppe De Nicolao says:

      No, è come un professore che nella lezione inaugurale teorizza il mobbing (per es. attraverso la modalità di svolgimento degli esami) nei confronti degli studenti che secondo lui sono cialtroni e mediocri per convincerli ad abbandonare gli studi e liberare l’università dai perdigiorno. Dichiara anche che è consapevole che rimarrà danneggiato qualche studente volenteroso, ma che è comunque meglio della massa di perdigiorno tollerata dal suo predecessore.

  4. Quello che ha fatto GF è più grave che fare le corna in una foto di gruppo del G8.
    “Lasciamoli lavorare in pace” …. ci sveglieremo con lo spread fra accademia italiana e resto del mondo alle stelle.

  5. Francesco Sylos Labini says:

    Il link del commento di Federico è stato rimosso dal sito NfA http://noisefromamerika.org/cf6596/89405. Una immagine che ne riporta il contenuto è qui http://www.roars.it/online/wp-content/uploads/2012/08/Cattura42.jpg

  6. Giorgio Tassinari says:

    Cari amici,
    a questo punto riteniamo opportuno intervenire di nuovo sulla questione Giovanni Federico.
    Pensiamo che un collega investito di una responsabilità così pesante come GF dovrebbe mostrare temperanza, equilibrio, capacità di ascolto, e questo vale ovviamente a prescindere dal Codice Etico dell’ANVUR, che GF ha, a nostro giudizio, infranto. Ora la questione è nelle mani dell’ANVUR e del Ministero. Vedremo (e vigileremo).
    Ma vorremmo fare alcune considerazioni di portata un pochino più generale, che questa vicenda ci suggerisce. Il tono di GF, ma anche quello di molti dei suoi sostenitori, è ebbro di volontà di vendetta più che di costruttivo spirito di giustizia. Per usare le parole che si userebbero al Regent’s Club, non è il tono che si addice a dei gentiluomini e a degli sportivi. E non ci pare che ci sia da aggiungere altro.
    Infine, Alessandro Nuvolari ci ha definito esponenti della “Vandea accademica”. Forse non gli è venuto alla mente in quel momento Victor Hugo, perché altrimenti si sarebbe subito reso conto di averci fatto in realtà un grande complimento. Pochi personaggi di Hugo hanno una nobiltà d’animo maggiore del marchese di Lantenac, che sacrifica la sua vita per salvare alcuni bambini coinvolti negli scontri con i blues. E d’altra parte la repressione della rivolta in Vandea fu una delle pagine più brutte della Grande Rivoluzione, molto peggio del Terrore. Ma, invero, non vediamo proprio GF e i suoi sostenitori nella parte dei Sanculotti che espugnano la Bastiglia (politica, of course) né in quella dei Giacobini che ghigliottinano il Re. Ci pare, al contrario, che la loro azione e il loro pensiero si inquadrino molto bene nello schema di “rivoluzione dall’alto” (le possenti spalle del duo Gelmini-Profumo) di cui parlava Gramsci nei Quaderni dal Carcere.

    Sergio Brasini
    Giorgio Tassinari

    • alessandro nuvolari says:

      Una breve replica a Brasini e Tassinari.

      Brasini e Tassinari, sulla base dello stile un po’ truculento usato da Giovanni Federico in un post di un blog, sollevano dubbi sulla sua capacità di svolgere il suo ruolo all’ interno del GLSNB di area 13 con la dovuta imparzialità ed equilibrio. Il problema è che Giovanni Federico nel suo post è assolutamente generico e se la prende con docenti e ricercatori che non fanno ricerca. I rilievi di Brasini e Tassinari sarebbero fondati se nel post Giovanni Federico se la fosse presa con qualche docente o ricercatore in particolare oppure con qualche specifico filone di ricerca (gli economisti monetaristi, quelli che pubblicano nei giornali X e Y, i micro-economisti, etc.). In questo caso le accuse di pregiudizio e mancanza di equilibrio avrebbero avuto fondamento. Ma nel post di Giovanni Federico non vi è nulla di tutto questo. Inoltre, paradossalmente, la parte del post in cui Federico lamenta che ci saranno “purtroppo” ingiustizie anche con il nuovo sistema di abilitazione dovrebbe essere rassicurante per Brasini e Tassinari , perché rivela che in Federico vi è consapevolezza che il nuovo sistema è lungi dall’essere perfetto. Data questa consapevolezza è presumibile credere che egli svolgerà il suo compito nel GLSNB con particolare attenzione. In nessuna parte del post Federico si compiace che esistano ingiustizie, anzi egli apprezza il nuovo sistema perché consentirà di ridurre il numero di ingiustizie rispetto a prima.
      L’ unico appunto che si può sollevare contro Federico si riduce allo stile brusco con cui si è espresso. Di contro Giovanni Federico è senza ombra di dubbio uno dei più autorevoli storici economici italiani con un curriculum scientifico di altissimo livello e molto apprezzato a livello internazionale (è uno dei pochi ricercatori italiani vincitori di un advanced grant ERC). Giovanni Federico è stato referee e editor di prestigiose riviste scientifiche nazionali e internazionali. Secondo me questo track record è un’ indicazione di equilibrio e competenza che, agli occhi di ogni persona di buon senso, deve avere molto più peso di quanto è possibile inferire dal tono utilizzato in un post di un blog. Ma Brasini e Tassinari o non hanno nemmeno controllato il profilo scientifico di Federico oppure hanno scelto di ignorarlo completamente. Per queste ragioni ritengo le lettere di proteste all’ Anvur di Brasini e Tassinari (e quelle di Conpass e rete 29 aprile) del tutto pretestuose.
      Il riferimento alla Vandea nasce da qui. L’unico effetto delle lettere di protesta contro Federico ad Anvur e agli altri organi universitari è quello di creare un polverone polemico intorno alle nuove abilitazioni. Consapevolmente o inconsapevolmente queste lettere stanno montando una campagna che va nella direzione di favorire la restaurazione dell’ancien regime.

    • Giuseppe De Nicolao says:

      “Consapevolmente o inconsapevolmente queste lettere stanno montando una campagna che va nella direzione di favorire la restaurazione dell’ancien regime.”

      Argomentazione singolare: se anche Brasini e Tassinari (e CoNPAss e Rete 29 Aprile e Giorgio Israel …) avessero ragione a sollevare l’attenzione dell’ANVUR sullo “stile un po’ truculento” di alcune dichiarazioni dovrebbero autocensurarsi per non fare il gioco della restaurazione. Freudianamente o meno, per difendere le dichiarazioni controverse si usano argomenti che ne replicano proprio il punto più discutibile. Ovvero, che se si è nel giusto (dalla parte della “rivoluzione”) si può fare a meno di andare troppo per il sottile pur di raggiungere lo scopo. Anzi, ogni azione e dichiarazione prende legittimità (o la perde) in funzione dello schieramento di chi la pronuncia. Logica altamente ideologica che confligge con un sistema ispirato al rispetto dei diritti e delle regole.

      Nuvolari definisce “del tutto pretestuose” le lettere di chi protesta contro dichiarazioni che Nuvolari stesso definisce formulate in uno “stile un po’ truculento”. Evidentemente, Nuvolari ritiene scontato che un giudice si esprima in modo truculento sui soggetti che deve giudicare, direttamente o meno. In realtà, esprimersi così è il modo migliore per farsi ricusare.

      Non è questo ciò di cui abbiamo bisogno. Qui ognuno deve fare il suo lavoro seriamente: se hai un ruolo nella valutazione lo svolgi al meglio nella convinzione che il degrado non si combatte con il mobbing ma con il rigore e la correttezza a tutti livelli, compreso quello della comunicazione.

  7. Giorgio Tassinari says:

    Caro Nuvolari,
    forse ti dimentichi che tutti i cittadini sono uguali davanti alla legge (e ai codici etici). Siano studiosi di chiarissima fama che “mediocri e cialtroni”. Peoprio tu dici questo, che invochi i principi rivoluzionari dell’89?
    Singolare contraddizione.Comincio a pensare che la tua patria poltica d’elezione sia “La fattoria degli animali di Orwell”.
    Comunque ognuno sceglie l’inferno in cui vivere.
    Auguri.

  8. alessandro nuvolari says:

    Al massimo quella di Federico è un’uscita infelice sul piano della comunicazione e a fronte di questa c’è un curriculum scientifico che da assolute garanzie di competenza, equilibrio nei giudizi e serietà.

    Questo ovviamente non vuol dire che Federico sia più “uguale” degli altri, ma semplicemente che per valutare la sua capacità di svolgere le sue funzioni di esperto debba essere considerato il suo completo track record e non solo l’uscita del post (da cui, tra l’altro, non si può evincere nessuna acredine verso particolari soggetti, ma solo genericamente nei confronti di “cialtroni e mediocri”). Questo ovviamente non vale solo per Federico, ma per tutti i membri del GLSNB.

    Purtroppo le lettere non si limitano a biasimare il tono del post di Federico sul piano della comunicazione, ma prendono spunto dal post per mettere in dubbio l’equilibrio di giudizio di Federico come esperto. Da questo punto di vista quindi le lettere contro Federico sono assolutamente pretestuose.

    • Giuseppe De Nicolao says:

      GF: “facciamo mobbing su quelli giovani ma mediocri o peggio per farli andare in pensione”

      Se l’italiano e l’inglese hanno ancora un senso, questo significa auspicare una pratica scorretta (mobbing) per liberarsi dei “mediocri o peggio”. Pertanto, è veramente arduo ritenere “assolutamente pretestuose” le lettere che sollevano il caso di chi, in nome di una crociata contro “cialtroni e mediocri”, teorizza comportamenti scorretti (mobbing).

      Il senso delle dichiarazioni di GF è che sia lecito derogare dall’equilibrio di giudizio (praticare il mobbing non sembra equivalente ad esercitare “equilibrio di giudizio”) per un fine più alto (l’eliminazione di “cialtroni e mediocri) anche a costo di sorvolare sulle garanzie (“ci saranno delle ingiustizie? Purtroppo sì”).

      Equilibrio di giudizio significa valutare al meglio e con professionalità senza mobbing e senza voler zombizzare nessuno. Sarebbe invece grave calibrare i criteri (o anche solo rilasciare dichiarazioni incaute che lo giustifichino) per colpire chi nella mente dei giudici è già “colpevole”. Se si valuta con professionalità ed imparzialità, la messa a margine di “cialtroni e mediocri” sarà il risultato della procedura.

      È anche poco professionale etichettare dei colleghi con etichette dispregiative in una logica “amico-nemico” che non ha nulla a che fare con la valutazione ben fatta. La valutazione giudica l’attività scientifica delle persone, non le persone. Chi oggi riceve un giudizio di immaturità o di scarsa produttività scientifica potrebbe essere valutato positivamente in seguito o viceversa. Chi coltiva l’idea di una “guerra” con nemici da debellare non è adatto a far parte di comitati preposti alla valutazione diretta o anche indiretta, attraverso la proposta di criteri.

      Per chiudere, il fatto che lo stesso GF si sia affrettato a scrivere (sbagliando) che le sue dichiarazioni risalivano a “molti mesi prima” del suo incarico istituzionale rivela che lui stesso non le ritiene del tutto consone al suo ruolo.

    • alessandro nuvolari says:

      Federico ha sbagliato ad usare impropriamente il termine “mobbing” nel suo post. Ho già scritto sopra che il post aveva toni infelicemente truculenti. Mi pare però che De Nicolao fraintenda il senso del post. Secondo me è abbastanza chiaro dalla lettura di tutto il testo che Federico non auspichi l’adozione di pratiche illegali sui colleghi. E’ chiaro invece che quello che egli vuole è che l’Anvur e le abilitazioni funzionino bene e imparzialmente. Nel post viene scritto infatti “hic et nunc facciamo funzionare l’Anvur” . E’ chiaro che intende “hic et nunc facciamo funzionare [bene] l’Anvur”. Non c’è scritto affatto che l’Anvur e i suoi membri debbano approfittare della loro posizione per derogare dall’ equilibrio di giudizio e invece calibrare i loro criteri di valutazione per colpire qualche soggetto specifico. Nella frase successiva inoltre si capisce che Federico ha usato il termine mobbing in modo molto improprio e che, in realtà, egli non si riferisce a pratiche illegali. Scrive “ p. es tagliamoli fuori dalle commissioni e facciamone degli zombies”. E’ la legge che prevede che i docenti che non hanno i requisiti sufficienti non possano partecipare alle commissioni (e quindi nel linguaggio di Federico diventino degli zombie accademici). Insomma se si legge il post con un minimo di buon senso mi sembra pacifico che quello che Federico auspica è semplicemente un regolare funzionamento dell’ Anvur e del sistema delle abilitazioni. Come scrive De Nicolao “se le valutazioni saranno condotte con imparzialità e professionalità la messa al margine di “cialtroni e mediocri”[prevista dalla legge] sarà il risultato della procedura”. Sottoscrivo completamente. E questo, a leggerlo con attenzione, mi sembra anche il senso del post di Federico.

    • ccarminat says:

      Alessandro, sull’esegesi del commento di GF sono d’accordo con te: conosco GF quel tanto che basta per sapere che, al netto dello stile di dubbio gusto, il contenuto di quel che dice non e’ sovversivo.

      Tuttavia, mettendomi nei panni di qualcuno che *non* conosca GF, mi rendo anche conto che queste dichiarazioni sono sufficientemente ambigue da ammettere letture estrememente inquietanti, ed e’ comprensibile l’apprensione di chi ne chiede le dimissioni.

      Tra l’altro, leggendo il (civile) botta e risposta tra Baccini e Boldizzoni, mi rendo conto che le questioni che dovra’ affrontare la commissione sono estremamente delicate. E’ quindi comprensibile che vengano chieste garanzie sulla capacita’ dei commissari di operare in maniera equilibrata.

  9. Certo che quella degli “economisti” non sembra proprio una comunita’ molto coesa. Ma forse mi sbaglio.

    Da esterno, noto gli eterogenei curriculum che portano
    alla docenza in questioni economiche:
    – dalla laurea in lettere
    – dalla laurea in scienze politiche
    – dalla laurea in filosofia
    – dalla laurea in giurisprodenza
    – dalla laurea in statistica
    – dalla laurea in fisica
    – dalla laurea in ingegneria
    Boh. Ormai sono quasi tutti “economisti”.
    Sono orgoglioso di dire: io no.

  10. Se non sbaglio qualche mese fa lo stesso Papa ha detto di diffidiare di quello che dicono oroscopi ed economisti. Sbaglio?
    A parte gli scherzi, GF ha sbagliato e sarebbe opportuno ci fosse un pronunciamento ufficiale delle istituzioni e/o le dimissioni di GF.
    Solo pensare di fare mobbing è una cosa orribile. Indubbiamente l’università deve fare di tutto, nell’ambito del lecito, per fare in modo che non ci siano più cialtroni, mediocri o peggio, ma mobbing no!
    Nulla toglie che GF avrebbe poi un comportamento ineccepibile, ma adesso ha sbagliato fortemente e deve assumersene la responsabilità! abbiamo già altri esempi poco edificanti di gente che sbaglia e non si assume le proprie responsbilità.
    Fra l’altro il mobbing è anche motivo di improduttività. “…. il Mobbing … provoca anche un sensibile calo di produttività all’interno dell’azienda in cui si verifica: chi fa Mobbing o lo subisce fa registrare un forte calo di rendimento professionale”.
    La Gelmini ci ha già fatto un bel Mobbing :-) … stiamo perdendo un sacco di tempo in riunioni spessissimo inutili!

  11. Mi piacerebbe conoscere il nome e il cognome del civil servant che ha avuto lo stomaco di nominare Federico nel gruppo di lavoro ANVUR. Comunque, non è di Federico che ci si dovrebbe occupare più di tanto: in fondo lui, nella sua troglodita ingenuità, è uscito allo scoperto con le sue idee bislacche sulla valutazione. Bisognerebbe invece fare un po’ di attenzione a quelli che restano silenti. Per esempio, quali sono le opinioni di un Riechlin in materia? ROARS farà bene a gettare luce su tutti i valutatori.

    Fino a qualche tempo fa speravo che finalmente potessimo essere valutati in modo corretto, sulla base della qualità delle nostre pubblicazioni, nella consapevolezza che una degna rivista internazionale la si giudica dal board e dai collaboratori, non necessariamente dai contestati indici bibliometrici, né dalla presenza o meno in liste di “fascia A” che arbitrariamente escludano eccellenti e rinomate pubblicazioni. Speravo pure che potessimo essere sottratti dal giogo delle baronie locali. E invece siamo di fronte a un PESSIMO PARETIANO, un vero schifo: una abilitazione nazionale che a detta dello stesso Federico produrrà “ingiustizie”, e che con la scusa di colpire i fannulloni farà fuori studiosi seri con pubblicazioni di assoluto rispetto; e poi le forche caudine della chiamata locale, basata sui soliti vecchi criteri.

    I fans di Noisefromamerika che difendono un simile porcellum dietro l’ormai ridicolo paravento del merito e di una inesistente lotta alle baronie dovrebbero solo andarsi a nascondere. Avanti coi ricorsi, questa schifezza deve saltare.

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