In questi giorni le c.d. “Cattedre Natta” sono state oggetto del dibattito pubblico tra accademici e non solo – ricevendo per lo più commenti non esattamente lusinghieri. Esimendoci dalle questioni  di opportunità procedurali, di cui su ROARS si è ampiamente discusso (ad esempio qui) e volendo evitare di pensar male (il settore del ministro otterrà un numero di docente superiore alla media del 400%), permetteteci di fare due conti sui costi dell’operazione Natta. Dal momento che, come ricordato recentemente da Viesti e Ricciardi, le risorse stanziate per il provvedimenti non sono aggiuntive ma verranno saranno dal Fondo di Finanziamento Ordinario, ci siamo permessi di calcolare cosa si sarebbe potuto fare per l’università italiana (o se preferite: cosa non si farà) con la stessa cifra.

La legge originale (n.208/2015, art.1, c.208) assegna, a regime 75 milioni di euro l’anno per la chiamata di docenti “eccellenti” in deroga alle normali procedure concorsuali. La norma specifica che 10 milioni saranno dedicati ai trasferimenti nella stessa fascia, come contentino a chi si sente “eccellente” e lavora già nella stessa fascia in Italia. Nelle presentazioni si sente poi dire che questa sara` un’occasione per reclutare personaggi eccellenti dall’estero, ma nella legge di questo non c’e traccia. Ovviamente il divieto di candidarsi ai ricercatori italiani non può essere scritto esplicitamente per ovvi motivi costituzionali. Potranno quindi candidarsi tutti, anche ricercatori e docenti in Italia, riducendo il numero di “teste” nuove. A meno che le commissioni siano state istruite dal favorire candidati da istituzioni estere. Sarebbe l’ennesimo esempio in cui il governo lamenta la litigiosità amministrativa da un lato mentre la favorisce con leggi confusionarie dall’altro.

drop-oceanAnche assumendo che il governo ottenga di non far vincere alcun candidato italiano, i 424[1] nuovi super-professori aumenterebbero l’organico dei docenti strutturati (poco più di 50.000) dello 0.84%. Quindi, la norma aggiungerebbe, nelle migliori condizioni, pochissimi super-ricercatori (non necessariamente super-professori, dato che la didattica non è fra i criteri di valutazione), alle “normali” eccellenze italiane già esistenti. Va ricordato che il blocco del turnover ha tagliato l’organico delle università del 20% (12mila unità), il peggior calo tra tutti i paesi sviluppati e non, condizione che non sarebbe scalfita dalle “cattedre Natta”.

Ma mentre l’università italiana è già altamente competitiva in termini di pubblicazioni, citazioni, vincite di bandi internazionali, ed ex studenti inseriti ai massimi livelli in tutte le istituzioni di ricerca, i suoi principali problemi riguardano le attività che dovrebbero essere “normali”, e sicuramente più rilevanti per il paese: finanziamenti per la ricerca insufficienti; numero di docenti inadeguato e con età media altissima; percentuali di studenti inferiori ad ogni nazione sviluppata; enorme bacino di precariato destinato a sprecare la formazione ricevuta lasciando il paese o cambiando attività.

Ci si può quindi domandare alcuni possibili usi alternativi si potrebbe fare di queste risorse. Per darne un’idea elenchiamo alcuni possibili esempi, presentati senza alcun ordine preciso, al fine di poter apprezzare il “costo opportunità” delle “cattedre Natta”, cioè il valore ipotetico di un uso alternativo delle stesse risorse.

  • Inserire una voce pari al 1,25% del FFO per finanziare atenei in crisi finanziaria dovuta ai tagli dell’ultimo decennio e condizioni economiche del territorio svantaggiose che presentino validi progetti di sviluppo.
  • Aumentare del 250% i fondi di ricerca PRIN, unica fonte di finanziamento della ricerca di base, finanziando il 15% dei progetti presentati invece che l’attuale 6%.
  • Ridurre del 30% il numero di studenti risultati idonei a ricevere borse di studio ma obbligati ad arrangiarsi o espulsi dagli atenei per mancanza di risorse.
  • Assorbire il 2,3% dei ricercatori non strutturati attualmente presenti negli atenei italiani mediante un bando per 1550 posizioni RTDb, distribuiti in proporzione alla numerosità dei settori concorsuali, e svincolati dal sistema dei punti organico e riservato a candidati esterni.
  • Aumentare del 37,8% il numero di borse di dottorato con 3473 di bandi di dottorato (con borsa e finanziamento per studio all’estero), contrastando il calo del 25% degli ultimi due anni e iniziare a recuperare il gap con i paesi europei.

Il lettore giudicherà se le università italiane avrebbero maggior vantaggio da un numero irrisorio di “superdocenti” rispetto che da una (combinazione) di queste opzioni.

 

[1] Si parla spesso dei “500 nuovi professori”. In realtà, il DPCM infatti stanzierebbe le risorse per 424  nuove posizioni (metà per fascia), a cui si aggiunge la “mobilità [di 76] professori già in servizio negli Atenei italiani”.

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5 Commenti

  1. In unione sovietica avevano fatto il vostro stesso ragionamento e tutti i ristoranti offrivano lo stesso menù allo stesso prezzo ovunque. Perché pagare Vissani, quando allo stesso prezzo si possono mangiare 24,3 pasti o aumentare del 37,8% la dimensione del pollo bollito di stato?

    • ma veramente lei mi parla di Vissani in un paese dove decine di migliaia di precari della ricerca vengono espulsi da un sistema che pure ne avrebbe un bisogno assoluto? vada a sfamare l’Africa aprendo un (e dico: UN) ristorante di alta cucina se questa è la sua logica…

    • E’ un’esperienza che ha comunque una sua turpe bellezza vedere esprimersi nella sua nuda libertà (quale altro termine scegliere se non il famigerato “libertà”?) il rancoroso antisocialismo, l’elitismo radicalmente antidemocratico, il culto dei dané e di quelli che “ce l’hanno fatta” (nel nauseante gergo: le eccellenze) e che sgomitano e s’allargano incettando prepotentemente dituttodipiù.
      Se poi qualcuno trovasse eccessivo parlare di bellezza (sia pure turpe), converrà almeno che è un’esperienza altamente istruttiva e chiarificatrice: trattasi infatti della stesa identica mentalità del pupazzo e, più in generale e soprattutto, di chi ci governa dentro e fuori d’italia. Il 4/12 si dovrà anche dare (o non dare) un amichevole beneplacito a detta mentalità

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